Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[WIN] Nabla – Liquid Tech Blush (Plump, Fluid Love, Classic)

Negli ultimi sei mesi sono passata dall’essere una persona con dei blush (non tanti, per essere una malata di trucchi) a una persona con seri problemi nei confronti di questi prodotti. Compatti, in polvere libera, liquidi, in crema, in penna: mi piacciono tutti, vorrei provarli tutti e tuffarmi in un deposito di blush come Zio Paperone con le sue monetine.

Ad aggravare questa patologia piuttosto seria ha contribuito il team di Nabla, che qualche mese fa mi ha mandato da provare i Liquid Tech Blush, nei colori Plump, Fluid Love e Classic (le colorazioni in totale sono 4).

Ma di che stiamo parlando? Cos’è un blush? Chi è Nabla? C’è vita su Marte? Troverò un lavoro? Smetteremo di ravanare nella moda anni Novanta o dobbiamo aspettarci anche il ritorno della ciniglia?

A tutto c’è risposta, qui ci occuperemo solo dello stretto necessario. Innanzitutto NO alla ciniglia. Poi, veniamo a noi.

Nabla - Liquid Tech Blush2

Foto scattata prima di provarli, ancora intonsi, taaanto tempo fa.

Li vedete questi adorabili stick? Queste penne, insomma? Ecco, questi sono i blush di Nabla Cosmetics, in vendita esclusivamente sul loro sito a 11,50 euro. Ruotando la base dello stick il prodotto esce dall’applicatore in gomma: potete appoggiarlo sulla guancia o – come faccio io – prelevarne una puntina con il dito. Poi via, sfumare sfumare sfumare. Niente pennelli per me, mi bastano i polpastrelli.

La consistenza dei blush è iper gradevole: è fluida e facilmente sfumabile, ma – cosa fondamentale - NON appiccicosa. Detesto le sensazioni “innaturali” sul viso, l’appiccicaticcio mi è nemico giurato, e questi blush – una volta sfumati sulle guance – si asciugano in un lampo.

Nabla - Liquid Tech Blush

Dalla leggerezza della consistenza fino al fatto che no, non mettono in evidenza i pori dilatati e non lucidano la pelle (io ho la pelle secca ma non credo sia umanamente possibile, per loro, lucidare il viso) direi che la loro formulazione a base d’acqua è decisamente riuscita. Li rende diversi dagli altri blush che ho provato finora, che detta così sembra una pubblicità di detersivi anni Novanta, ottimo. Ad ogni modo io li uso anche sul fondotinta minerale senza alcun problema, se la cosa può interessarvi.

I colori sono completamente matt, molto pigmentati e intensi, motivo per cui dovreste applicarne poco per volta e sfumarlo bene con le dita, fino ad arrivare all’intensità desiderata (si parte da un Colorito Salutare a Moira Orfei Truccata Mentre Era Sbronza, trovate una via di mezzo che vi aggradi).

Non è una cosa che faccio quando ho 0,20 secondi per truccarmi perché desidero avere almeno trenta secondi per fare le guance uguali, ma non sono difficili da applicare.
Dovrei farli provare a mia sorella per vedere se superano la prova Ewok (vedi qui).

Non contengono brillantini o perlescenze, e poiché per ora ne sono quasi drogata spesso li abbino a un illuminante in polvere sugli zigomi  (Mary Lou Manizer di The Balm, di cui vi dico due parole – letteralmente - qui).

Nabla - Liquid Tech Blush Swatch

Nota su questi swatch: sopra trovate i blush leggermente sfumati, ma sempre mantenuti piuttosto intensi. Si possono sfumare mooolto di più di così, molto meglio anche. Sotto invece li ho spiaccicati sul braccio per farvi vedere il colore in purezza, per così dire. Sono pur sempre Swatch Scadenti, non potete aspettarvi tanto da me. Tzk.

Il colore che avrei preso a occhi chiusi per me (e che ho regalato alla mia amica Pilli, chissà se lo sta usando) è indubbiamente Plump. Adoro i fucsia e lui è semplicemente perfetto: freddo, senza brillantini e ben modulabile. Nei miei ultimi weekend fuori l’ho portato sempre dietro perché occupa pochissimo spazio, non richiede un pennello e ha esattamente il colore che uso più spesso.

Fluid Love invece è un rosa corallo (cit.) che si intona molto bene coi miei colori (lo dico con stupore perché non avevo mia preso in considerazione questa tonalità), dà un effetto molto naturale ma comunque evidente. Riscalda l’incarnato e ha una sfumatura di colore unica, tra i blush che possiedo. Ammetto che non l’avrei mai comprato e proprio per questo mi ha stupito tanto.

Retrored + Fluid Love

Vecchio faccione con Fluid Love sulle guance.

Classic…beh, Classic. Ha un colore biscottoso ben più scuro di Fluid Love (e diverso come gamma cromatica, usiamo parole a caso) che su di me è sempre piuttosto naturale ma più evidente. Non l’ho usato molto perché d’inverno, con la pelle chiara, preferisco toni più freddi o semplicemente meno ardenti. Ecco, credo che Classic lo userò un sacco questa estate per far finta di essermi abbronzata anche se l’unico sole che vedrò sarà quello preso alle fermate degli autobus o visto dalle foto di chi si instagramma in spiaggia dal primo giugno al 30 settembre.

Celebrity + Classic

Vecchio Faccione con Classic sulle guance (qui ne vedete una ma di solito ne ho due) e giga nasone

Non so se è una mia impressione (in realtà no, ne parlavo ieri con S. di Drama&Makeup) ma mi sembra che tra di loro i blush abbiano consistenze leggerissimamente diverse. Io lo noto con Classic, che mi sembra un po’ più coprente e meno fluido degli altri. Magari sono solo pazza io, chi lo sa.

Nonostante siano formulati molto bene (solo ingredienti naturali, niente paraffine o siliconi di sorta) su di me durano a lungo, anche se a fine giornata un ritocco ci sta; la durata però dipende anche dal colore: Fluid Love, che su di me crea poco contrasto, è quello che sembra sbiadire per primo.

Credo di aver detto tutto, ringrazio chi – su Facebook – mi ha aiutato dicendomi cosa voleva sapere esattamente su questi blush: spero di esservi stata minimamente utile, in caso contrario potrete maledirmi tutte le ultime domeniche del mese per incanalare meglio i vostri anatemi. Ma potete anche scrivermi qui sotto per chiedere altre informazioni!

Voi avete provato questi blush? C’è un colore che vi attira in particolare? Io fuggirei in isole remote con Fluid Love e Plump.

Disclaimer: i prodotti recensiti mi sono stati inviati dall’azienda a scopo valutativo. Potevo tenermeli nell’armadio rimirandoli in silenzio? No! Ci ho scritto sopra una recensione, ma l’ufficio stampa non mi ha chiesto di farlo, né mi ha fatto in alcun modo pressione affinché scrivessi il post. Le opinioni espresse sono esclusivamente mie, e no, non sono stata pagata per scrivere il post. Qualora accadesse stapperemmo insieme una Beck’s e soprattutto sareste i primi a saperlo. Bacini.

 


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[Capelli!] [Win] Tangle Teezer (spazzola sciogli nodi)

Quando ho sentito parlare per la prima volta della Tangle Teezer non riuscivo fisicamente a capire i perché della sua fama e in cosa dovesse essere utile o innovativa. Ero più diffidente verso i gadget di quanto non sia adesso, il che forse era un bene per il mio portafogli.

 

Tangle Teezer

È un po’ usurata ma ha più di un anno povera Tangle Teezer.

Ma la domanda – da parte di chi non possiede la famosa spazzola – è: vale la pena comprarla? Cambierà davvero la mia vita tricotica? Quel rosa shocking mi farà apparire ridicola agli occhi di questa società rosafobica? Diventerò improvvisamente una mean girl alla Regina George
Beh sì, vi ho frodati e alla fine la domanda era più di una, ma prima facciamo un passo indietro.

La Tangle Teezer è una spazzola in plasticona i cui dentini (non duri, se li toccate vedrete che non rimangono rigidi) hanno altezze differenti con lo scopo di non spezzarvi i capelli districando altresì i vostri nodi. Funziona sia sui capelli asciutti sia su quelli bagnati, ovviamente. Se avete capelli ricci o mossi e non vi pettinate mai chiaramente non ve la consiglio, ma in tutti gli altri casi SÌ.

Non sono mai stata una piagnona che detesta le spazzole, ma ammetto che ho sempre svolto la fase di spazzolamento con la consapevolezza che non avrei potuto evitare il dolore dato dai capelli spezzati o sradicati via (ahia). La Tangle Teezer riduce – per me – l’ottanta per cento del dolore che provavo spazzolandomi, perché è veramente molto più delicata, sia sulla cute che sui nodi.

Ciò non vuol dire che mai più vi spezzerete i capelli con la spazzola, ma che quotidianamente vi capiterà molto di meno.

Poi è rosa. Voglio dire, c’è anche di altri colori ma questa è rosa! No, a parte lo scherzo, è molto comoda, leggera, facile da pulire (con una spazzolina e un po’ di sapone il giuoco è fatto) e credo che meriti una chance anche da parte dei padroni di capelli più diffidenti.

Io la pulisco così

Anche questo osannato oggetto, però, non è privo di difetti. Quelli che vi elencherò sono gli stessi (se non ricordo male!) che ha riscontrato Goldenvi0let nel suo video sull’haircare che vi linko qui qui qui. (Se vi sembrerà che io stia copiando le sue parole alla lettera tenete conto di due cose: non guardo il video da mesi e non ho mai annuito tanto quanto quella volta in cui l’ho guardato! Penso esattamente le stesse cose, in caso chiedo venia per la ridondanza.)

Innanzitutto ciò che mi tedia è la mancanza di un manico: in teoria la forma super cool della Tangle Teezer la rende compatta, pratica eccetera, ma nel mio caso tutto ciò si traduce in “Non posso usarla mentre mi asciugo i capelli col phon perché il più delle volte mi cade a terra in malo modo aiuto aiuto aiuto”. Insomma, non è un problema insormontabile ma un po’ di noia me la procura.

In secondo luogo la lunghezza dei dentini non è sufficiente per raggiungere tutti i luoghi della mia criniera: spesso spazzolo bene le chiome più “esterne”, mentre quelle più nascoste (dietro la nuca, per esempio), necessitano di una spazzolata ad hoc fatta con più cura.

Tangle Teezer Brush

Ehrm, è un po’ zozza, scusate.

 

Infine, ma questo è proprio il pelo (o il capello, visto il caso) nell’uovo, è che portandola in viaggio c’è il rischio che i dentini si deformino un po’. Per questo motivo è stata creata la versione pocket, più piccola e con una protezione per i dentini; inutile dirvi che la desidero ardentemente, ma sorvoliamo (qui un utile post di Chia in merito).

Per il resto non ricordo altri gravi problemi, direi che questi bastano e avanzano – anche perché nonostante ciò amo e adoro lo stesso la Tangle Teezer per aver reso lo spazzolamento un momento piacevole e non uno stato di ansia paragonabile al momento in cui uno degli psicopatici di Luther sgozza qualcuno indisturbato. (Scusate la citazione old  ma è la mia fissazione del momento).

Io l’ho presa su Asos.com, ma la trovate anche su BBcreamitalia.eu. A Milano, se siete impazienti, io l’ho vista da &OtherStories (solo la versione compatta però). Ai tempi (un anno fa) l’ho pagata intorno ai 13 euro, ora noto che i prezzi sono leggermente aumentati, that’s life. Ah no, that’s aumento dell’IVA o qualcosa del genere.

Su Internet è facile trovare, comunque, delle copie (cinesate, of course) di cui però non ho esperienza e che non saprei (s)consigliarvi. Voi le avete mai provate? E la Tangle Teezer in persona, l’avete sperimentata sul vostro testone? Fatemi sapere, se vi va!

Bacini rosa a voi.

 


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[Win] NABLA Cosmetics: Ombretti e Palette personalizzabile

Neanche il tempo di giurare di non comprare più cosmetici che ti spunta una nuova linea di trucchi cruelty-free, con ingredienti naturali e altri poteri magici molto potenti (packaging minimal, formulazioni fighe, prezzi bassi e altri artifici del demonio) pronta a mettere a repentaglio la nostra forza di volontà.

Non si butta via niente: foto sfocata con font pseudo profescional

Non si butta via niente: foto sfocata con font pseudo profescional

Per chi non lo avesse capito (il titolo però mi sembra chiaro) sto parlando di NABLA, il brand di make-up creato dal famoso youtuber Daniele Lorusso, che io – confesso – non ho mai seguito con costanza ma che mi ha fatto venire gli occhi a girandola (in senso positivo) nel video di presentazione della linea.

La mia forza di volontà (“non comprare niente, niente, niente”) è capitolata di fronte ai primi post usciti subito dopo il lancio della linea (uno su tutti questo qui di S.), così ho fatto un ordine – complice anche il Natale, gli sconti inaugurali sul sito e la necessità di comprare un paio di regali.

Per me ho preso quattro ombretti (due dei quali in versione refill, cioè la singola cialda senza confezione), una palette magnetica componibile (in cui inserire le due cialde) e un Liquid Tech Lip Color (rossetto liquido). Oggi vorrei tediarvi parlandovi degli ombretti.

Extravirgin (ombretto Bright, versione refill)

Extravirgin

Potrei chiudere il paragrafo dedicato a Extravirgin con un VABBE’, CIAO. Come pochi ma attenti stalker sapranno, il verde oliva è un colore che mi fa andare in brodo di giuggiole (mi piace usare questo linguaggio gggiovane), e questo credo sia il migliore in mio possesso. Ha una texture soffice, una scrivenza piena, facilmente sfumabile, insomma una roba meravigliosa che già potrei mettere nei preferiti del 2014. Il colore è quasi commovente, sono riuscita finalmente a rifare il trucco 5 Shades Of Christmas & friends di un anno fa con soddisfazione massima. Non vi posto le foto perché ci tengo alla mia credibilità come essere umano e alla vostra salute (mentale e fisica).

Antique White (ombretto Soft Matte, versione refill)

antique white

Anche qui, che diamine dire? È il primo colore opaco e chiaro che si vede sulla mia palpebra, refrattaria solitamente a questo genere di toni tenui (ripetete toni tenui per venti volte e vi comparirà il dimonio). Potrei chiosare con uno strillo alla Enzo Miccio (“mai più senza!”) ma ve lo risparmio. È da avere? Sì. Sì.

Entrambi gli ombretti – nonostante i finish diversi – hanno su di me un’ottima resa, durano a lungo (ma io uso un primer, la Shadow Insurance di Too Faced) e valgono per me ogni centesimo speso (pochi, peraltro).

Liberty Six – Palette magnetica personalizzabile

palette magnetica

Sebbene non possieda un gran numero di ombretti singoli, amo e adoro l’idea della palette componibile. Questa è super piccina, è fatta di cartone – per cui è anche molto leggera – e ha il coperchio trasparente così da poterne vedere il contenuto. Grazie al foglio magnetico qualsiasi cialda metallica vi si attaccherà come per magia. (Non è magia, lo so, è fisica. Ma facciamo finta). Questa riesce a ospitare sei cialde NABLA (e infatti viene data in omaggio all’acquisto di sei ombretti refill).

palette aperta

Se vi sembra che a volte io spieghi le cose come se stessi parlando a un branco di Ewok, è perché il mio blog si rivolge sempre – oltre che ad altri/e nerd di cavolate come me – anche a chi nella vita ha altro a cui pensare e non mastica termini come palette, refill, MLBB, MUA, NC15 e altre incomprensibili sigle di questo tipo. So che esiste Google, ma non è lo stesso. Capitemi!

Daphne e Prerogative (ombretti H20, non esiste la versione refill al momento)

H20 eyeshadows

Gli ombretti H20 hanno una formulazione nuova e insolita (pigmenti puri pressati, dicunt), fanno dannare parecchie persone perché non sono facilissimi da stendere, ma io li amo.

    • Daphne a livello di colore è un altro mio tallone da killer (cit.) nonostante sia una tonalità che potrebbe indurmi un aspetto vampiresco (in generale i borgogna ruggine o quel che è non sembrano facili da portare, almeno a me). È stato assai bello provarlo e vedere che con una matita nera su di me faceva un effetto niente male, anzi. Diverso dal solito, misterioso, che piffero ne so. Mi piace tanto.

daphne

  • Prerogative è un bel viola freddo intenso, forse un colore di cui non avevo esattamente bisogno, ma non per questo meno bello, deh. Sia lui che Daphne li applico con le dita o con un pennello bagnato.

prerogative

Ammetto che non sono i più facili da applicare e/o sfumare (col pennello sembrano quasi non scrivere), per cui se siete schizzinosi/e o facilmente infastidibili (eh?) potreste anche lasciarli perdere. Se invece usate abitualmente le dita non dovrebbero darvi grossi problemi. Il colore è molto intenso, ma col passare delle ore tende ad attenuarsi. Niente di tragico, eh, si tratta di piccoli dettagli.

Swatches

Swatches e peli, un’accoppiata vincente.

Cose Tecniche e conclusioni finali

Ingredienti: sul sito è pubblicato l’INCI di ogni prodotto. Si tratta di ingredienti naturali, per la maggior parte adatti a vegani e vegetariani (è specificato di volta in volta). Gli ombretti (ma anche il 99% degli altri prodotti) sono privi di siliconi, petrolati e roba di questo tipo. Yei!

Prezzi: Gli ombretti refill costavano 5,53 € (ora ne costano 6,50€), gli ombretti H20 li ho pagati 7,12 € (ora 8,90 €), la palette 5,10 € (ora 6 euro tondi).

La spedizione dal sito è stata la più rapida mai sperimentata a Palermo. Nonostante il Natale fosse alle porte è arrivato tutto in due giorni scarsi, cose che in Sicilia sono assai difficili da vedere (ho ordinato il 16 pomeriggio e il 18 avevo già il pacchetto tra le zampe). Lo so che a Milano probabilmente avrei avuto tutto già il 17 mattina, consegnato a mano da Daniele in persona insieme a una tazza di caffè, ma qui alla periferia estrema dell’Impero le cose vanno diversamente.

Nel complesso sono super contenta di questi ombretti e della palette. Li sto usando tantissimo e durante le feste mi sono beata a sperimentare nuovi look che nessuno in questo mondo vorrebbe però mai vedere (per fortuna).

Voi avete provato qualche prodotto NABLA? Vi ispira qualcosa? È stata forte la tentazione di chiudere la finestra del browser? Spero non usiate ancora Internet Explorer, fatemi questo favore.

Bacini rosa a voi.

Disclaimer: tutti i prodotti citati sono stati acquistati da me. Nonostante l’entusiasmo del post, giuro, non mi è stato regalato nulla né ho ricevuto danaro sonante in cambio del post. Magari!


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[Win] Weleda – Trattamento idratante levigante alla rosa mosqueta

Ho meditato a lungo su cosa scrivere su questo trattamento Weleda. Ho anche uno o due post tra le bozze, ma risalgono a un periodo in cui non avevo in realtà chiaro cosa ne pensassi davvero. Avevo fretta di parlarne perché – it is known, Khaleesi – mi è stato mandato dall’azienda e non volevo fare la scroccona che si prende i prodotti e scappa via lontanissimo senza nemmeno divulgare qualche informazione. In realtà questo ragionamento non ha alcun senso, e sono felice di essere arrivata a un’opinione sincera, rilassata e anche abbastanza a fuoco.

(N.B. Dall’azienda non ho avuto pressioni o richieste di recensioni, ma non capisco – per me, solo per me –  il senso di ricevere un prodotto se poi non vengo a blaterarne qui sul mio blog, da cui spesso peraltro latito. That’s all).

Allora.

Si tratta di una crema idratante et levigante alla rosa mosqueta, linea che personalmente adoro e di cui amo alla follia il contorno occhi (qui la recensione, vi ricordo che quello però l’ho comprato io e non mi è stato inviato, gne). Anche questa, come altri prodotti (ho provato anche una maschera per il viso di cui spero di parlarvi a breve, se la cosa non vi tedia) ha un profumo di rosa che mi piace assai ma che – se vi fa schifo la rosa – potreste detestare senza troppa cordialità.

La maschera di cui vi vorrei parlare un dì

La maschera di cui vi vorrei parlare un dì

È pensata per pelli normali e miste, cosa che la mia è a periodi alterni. Infatti la cosa fondamentale che ho capito di cotal prodotto è che per me è stato come un rilevatore delle condizioni della mia pelle. Che diamine vuol dire?

Niente, uso paroloni per spiegare l’ovvio.

Molto semplicemente significa che se la mia pelle stava bene, era normale e non secca questa crema risultava molto idratante (durante il giorno se non usavo una cipria mi sentivo leggermente appiccicosa), mentre negli ultimi mesi – pelle secchissima – ha risollevato le sorti della mia faccia garantendomi un’idratazione perfetta.

Trattamento levigante weleda

In estate l’ho usata anche  come crema notte e non mi sono mai risvegliata col naso unticcio, cosa che ho gradito molto.

La stesura è confortevole, anche se negli ultimi tempi ho notato che non avevo neanche il tempo di massaggiarla che già si era asciugata. Non so se dipenda dal fatto che era aperta da un po’, però almeno non mi ha mai tirato la pelle o lasciato strane sensazioni (a parte la eccessiva idratazione di cui parlavo più su, ma erano bei tempi di pelle curata).

Quanto agli effetti leviganti, posso dire che li ho sentiti soprattutto nella zona più bistrattata (da me): il collo. Caspita se ho sentito la differenza, e quasi quasi mi concedo un punto esclamativo: ! – Certo, continuo ad avere un numero di menti sufficiente a coprire il fabbisogno di una squadra di basket, ma credo che quello dipenda sia dalla genetica (ciao mamma) sia dalla mia alimentazione (vi saluta il pacco di Ritz che ho a fianco).

Ritz

hanno preso il sopravvento.

Ma torniamo alla crema. Ora che è finita ne sento un po’ la mancanza e sto meditando se acquistarla o provare qualcos’altro. Di certo ho ancora la pelle un po’ incavolata e una bella dose di idratazione non mi farebbe male. Il prezzo non è alto per la qualità del prodotto, costa sui 15 euro (su Ecco-verde 15,99) per cui potrei decisamente pensarci. Inutile dirlo, ma lo ribadisco per chi non conoscesse il brand, che si tratta di un prodotto naturale, privo di siliconi e altre orribili schifezze.

Vi incollo l’inci qui di seguito:

Ingredienti (INCI): Water (Aqua), AlcoholSimmondsia Chinensis (Jojoba) Seed Oil, Prunus Persica (Peach) Kernel Oil, GlycerinRosa Moschata Seed Oil, Glyceryl Oleate, Copernicia Cerifera (Carnauba) WaxBeeswax (Cera Flava), Magnesium Aluminum Silicate, Fragrance (Parfum)*, Sedum Purpureum Extract (Sedum telephium), Rosa DamascenaFlower Wax, Equisetum Arvense (Horsetail) Extract, Commiphora Myrrha Extract(Commiphora molmol), Xanthan Gum (Xanthomonas campestris), Chondrus Crispus (Carrageenan), Glyceryl Stearate SE, Sodium Beeswax (cera d’api), Limonene*, Linalool*, Citronellol*, Benzyl Alcohol*, Geraniol*, Citral*, Eugenol*, Farnesol*
*from natural essential oils

Vedo molti oli idratanti e pregiati, ma la cosa bella – e poi la smetto di parlare di questa crema – è che comunque non risulta un prodotto grasso. Certo, dipende molto dalla vostra pelle, ma in sé non è unta e bisunta.

Voi avete mai provato questa crema? Siete stufi/e della mia monomania per Weleda? Che crema usate al momento? Non trovate che questa storia delle domande alla fine dei post mi stia sfuggendo di mano?

A presto e bacini rosa a voi.

Ricapitolando: il prodotto appena recensito mi è stato inviato dall’azienda a scopo valutativo. Ho scelto io di recensirlo perché penso che ne valesse la pena. Non sono stata pagata né mi è stato chiesto un post. Quando cominceranno a pagarmi mi vedrete scrivere da un atollo polinesiano, fidatevi.


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[Capelli!] Per chi non ha tempo da perdere: PHYTO 7

Per la serie “Prodotti per chi non ha tempo da perdere” o “Prodotti per chi è affetto da Culopesantite” – qui potete leggere la prima parte – oggi vi parlerò della Crema Da Giorno alle 7 Piante per Capelli Secchi di Phyto, conosciuta anche come la… [TADAAADAA]

PHYTO 7 

È il classico prodotto di cui sul webbb si parla tanto; pensavo fosse una schifezza (never trust cose del webbb) ma guardando l’INCI, una sera in cui ero in un’interminabile fila in farmacia, mi sono dovuta ricredere (trovate la foto degli ingredienti più sotto). Ho pensato di prenderla però solo quando ne ho avuto davvero bisogno, ossia dopo il famoso  Sfumato di L’Oreal, portatore di grandi sventure tricologiche (non esageriamo, due doppie punte di troppo).

phyto1 copy

Si tratta di una crema idratante per capelli (!) da mettere sulla chioma asciutta o bagnata, senza alcun risciacquo: a prova di dementi, ritardatari e procrastinatori.

La consistenza è molto confortevole, è leggera e non unta. Prima di andare a dormire ne metto una piccola quantità sul palmo, strofino le mani e poi la passo in modo leggero sui capelli (non soltanto sulle punte).

phyto2 copy

Mi piace molto perché sui miei capelli, al momento abbastanza secchi, non lascia alcuna sensazione di appiccicaticcio, né sembra che li sporchi, anzi: me li ammorbidisce, toglie un po’ il crespo e quasi li sento più leggeri. Inoltre non fa alcun odore particolare.

Ho solo due criticità da segnalare: (parlo come un vero businessman)

1) A volte al mattino mi sono ritrovata con dei residui molto leggeri tra i capelli – molto piccoli, eh- come dei fili di cotone o pelucchi di provenienza maglionesca. Li notavo osservando attentamente le ciocche, quindi direi che un occhio esterno non li noterebbe; ad ogni modo ho risolto mettendo meno prodotto e distribuendolo meglio. Ne basta pochissimo (la confezione parla di PEA SIZE), non fate il mio stesso errore da noob (principiante).

2) Dopo l’estate i miei capelli – che ve lo dico a fare – sono diventati ancora più aridi e credo che la Phyto 7 non basti più, dovrei passare alla Phyto 9, per capelli ULTRASECCHI. Per cui la 7 la consiglio a chi ha i capelli secchi ma non disastrati e vuole mantenerli bene nel tempo.

(In realtà lo scorso uichend ho tagliato le punte e credo che potrò continuare a usare la 7 molto serenamente, ma ci siamo capiti, no.)

Inci!

Inci, foto pessima as usual

Per il resto ha anche dei buoni ingredienti, e visto che si trova facilmente in (para)farmacia (costa circa 9/10 euro), non posso che consigliarvela.

Avete mai provato qualcosa di Phyto? Avete qualche prodotto da consigliare, in caso? Pensate che la mia ossessione per la cura dei capelli sia da far analizzare a un junghiano o a un freudiano? 

Consueti bacini a voi.


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[Win] Essence – Eyebrow Mascara [ediz. limitata Guerrilla Gardening]

L’argomento sopracciglia è uno dei più gettonati tra la gente fuori di senno che capita da queste parti. Dalle chiavi di ricerca del mio blog sembrerebbe che le persone non pensino ad altro che ad ali di gabbiano, ai cespugli demoniaci di Cara Delevigne e alle tamarrate di Fabrizio Miccoli (Miccoli, mortacci tua e non dico altro).

Un post inerente alle sopracciglia senza una sua foto non è a norma di legge (d. l. 906090/1821)

Beh, dall’ultima volta che avevo scritto quell’illuminante post – ricco di foto urende – non era cambiato niente nelle mie abitudini sopraccigliari, finché a Bologna non ho trovato LUI: il mascara (per sopracciglia) Essence, dell’edizione limitata Guerrilla Gardening.

Essence brow

Da quando l’ho comprato non sono più riuscita a separarmene: l’estate è l’infelice stagione in cui non posso tenere la frangia e le sopracciglia rimangono così scoperte, in bella vista, alla mercé di tutti – ma è anche la stagione dello sbattimento, in cui il pensiero di starsene lì a truccarsi mentre in bagno la temperatura ha raggiunto il punto di fusione del pianeta Terra (?) fa venire crisi di panico e svenimenti.

Con questo mascara il problema è risolto: in un secondo pettina, colora e fissa le sopracciglia in modo naturale e fresco. Ha uno scovolino a forma – ehrm – triangolare? piramidale? ehrm, molto comodo, ideale per riempire sia le zone più spesse che quelle più sottili (per questo scopo – cioè il riempimento – il mascara è arricchito da piccole fibre, niente male davvero).

Per quel che mi riguarda ha sopportato benissimo le temperature tropicali cui l’ho sottoposto e non mi ha mai deluso. Il colore (io ho preso il più scuro, il n.02 My Piece of Land) è un marrone piuttosto freddo, né troppo chiaro né troppo scuro (ma teniamo presente che le mie sopracciglia sono praticamente nere).

prima dopo

scritte strategiche sulle occhiaie da lavoratrice milanese

Rispetto a una matita o a un set di polveri ha una resa diversa, più naturale: se si ha l’esigenza di – chessò – allungare la coda delle sopracciglia o riempirle in modo fittissimo Delevigne-style non è il prodotto adatto. Per quello che volevo io questa estate, però, è stato perfetto.

Ovviamente facendo parte di un’edizione limitata non potrò ricomprarlo. Dicono però che Catrice ne faccia uno altrettanto buono: se mi capiterà di provarlo vi farò sapere. In realtà ora che ho tagliato la frangia ho liberamente abbandonato le mie (già imperfette) ali di gabbiano, che credo si siano trasformate in ascelle di orango tango, ma vabe’.

Con questa bella immagine vi do la mia benedizione chiedendovi, pietosamente, se avete mai provato questo mascara, se vi è piaciuto o se per caso abbiate provato qualcosa di simile ma di un’altra marca. Per non disorientare chi non è abituato alle domande indirette, prive di punti interrogativi, ne allego un po’ qui: ? ? ? ? ?

Bacini a voi!


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[WIN] Nars – Satin Lip Pencil in Lodhi & Luxembourg

Quando NARS è arrivata a Milano ho pensato che le mie finanze si sarebbero presto piegate alla mia sfrenata voglia di acquistare cosmetici nuovi e lussuosi. In realtà le prime visite da Sephora hanno portato a una prova selvaggia di molti prodotti sulle mani senza però alcun acquisto, complici i prezzi pazzi che in Italia lievitano ancor di più.

Ma un bel giorno ho fatto un salto all’espositore e ho deciso di provare qualcosa che ancora non avevo ben considerato: le Satin Lip Pencil, dei rossetti-matitoni (da temperare, non automatici!) dal finish satinato (ma va’?).

BOM.

Per prima ho provato Lodhi: un colore assurdo, specie sotto le luci del negozio. Una specie di corallo – pesca però acceso, difficile da descrivere. Una di quelle cose che mi attrae e repelle al contempo, abbastanza irresistibile. Ho continuato a swatchare altri colori alla ricerca di una tonalità per me insolita, o di cui non avessi doppioni. E lì arriva Luxembourg: un rosso magenta, un po’ più rosa che blu (dai, mi sto sforzando da morire, abbiate pietà) che mi ha fatto letteralmente venire la tachicardia.

Lip pencil NARS

La mia reflex ha una resa dei colori che fa pietà, o forse sono io l’incapace. Insomma, vi chiedo perdono.

Approfittando dell’Happy Hour in corso da Sephora (20% su tutto, oh yeah) ho preso entrambe le matite per venti euro l’una, scappando poi furtivamente alla Lucius Malfoy per sfuggire alla mia coscienza. (Sì, cliccate sul link perché avevo esattamente quella faccia).

Pochi indugi: amo questi matitoni. Hanno entrambi un colore pieno e intenso, una consistenza morbida e idratante e – cosa fondamentale – durano a lungo. Il finish è satinato: luminoso ma non lucido,  senza brillantini o perlescenze (dubito dell’esistenza di questa parola tamarra, ma era per rendere l’idea).
Le Satin Lip Pencil sono anche abbastanza facili da applicare, ma io forse ho il vantaggio di avere le labbra piuttosto piene, mentre su forme più sottili potrebbe essere d’aiuto un pennellino. In ogni caso il colore scorre benissimo e copre alla prima passata, ahw!

Lodhi è lercio, mentre Luxembourg è stato temperato ieri per la prima volta dopo quasi due mesi

Lodhi è lercio, mentre Luxembourg è stato temperato ieri per la prima volta dopo quasi due mesi

Ho messo spesso Lodhi per andare in ufficio e mi è durato tranquillamente fino al pomeriggio. La sua unica pecca consiste nel fatto che – come tutti i colori chiari – tende a evidenziare l’eventuale secchezza delle labbra (in quel caso preferisco non metterlo, lo spettacolo non è per niente accattivante).
Il motivo per cui mi piace, comunque, è che pur essendo un colore chiaro non annulla le labbra, anzi: su di me si nota tanto, come fosse fluo. Al contempo è un colore comodo perché posso metterlo al volo quando vado di fretta e ritoccarlo facilmente. Se vi sembra una descrizione da psicolabili forse non avete torto.

Luxembourg è stato forse il rossetto che ho messo di più questa estate: il suo colore si sposa benissimo anche con la pelle abbronzata, e non è da poco. Certo, io che parlo di abbronzatura desto un po’ l’ilarità del mio pubblico da sit-com immaginario, ma capitemi.
Eniuei, dura un’infinità e resiste bene a pasti e bevande (anche alla caponata e alle puntine di maiale, testato), e in ogni caso quando va via lo fa gradualmente (me l’aveva anticipato la mia amica Elisa su Instagram e aveva ragione!).

Tornano gli swatchesss scadenti di Vanity Nerd!

Tornano gli swatchesss scadenti di Vanity Nerd!

In vacanza coi miei amici non avevo molto tempo e voglia di truccarmi, ma mettendo solo un po’ di mascara, correttore e Luxembourg sembrava davvero che mi fossi sforzata di apparire migliore. Sembravo addirittura elegante. AHA. Credici.

Comunque, la praticità dell’applicazione e il fatto che sia assolutamente confortevole ha giocato molto a suo favore, anche se quasi sempre ho messo un po’ di matita trasparente per evitare eventuali sbavature (che comunque non ci sono state anche se applicato da solo).

Dagli swatch Luxembourg sembra più fucsia, ma sulle mie labbra è leggermente più rosso (o comunque una via di mezzo che amo).

Eh maronna, faccio paura. Sono grigia, ma era anche luglio e io lavoravo da mane a sera, che credete. GH

Luxembourg – Eh maronna, faccio paura. Sono grigia, ma era anche luglio e il mare era un miraggio. (Già, giustificati).

Lodhi

So che una foto tagliata ha poco senso, ma facevo davvero orrore e non ho intenzione di provare a fare altre foto ciaociaoociaoooo

Concludendo: considerate la consistenza, la coprenza, la durata e l’oggettiva e infinita bellezza dei colori (dai, soprattutto Luxembourg, lo ammetto) posso asserire senza dubbi che queste due Satin Lip Pencil si meritano un bel WIN.

Le due cose che mi fanno un po’ incacchiare sono il prezzo (venticinque euro a matita, u kiddin’ me? meglio approfittare di sconti e promozioni da Sephora o su internet) e il fatto che temperandole si sprechi un po’ di prodotto. In generale detesto i cosmetici da temperare, anche le matite occhi di solito le prendo automatiche. Comunque il temperamatite Kiko si è comportato bene, almeno, per cui la lamentela può celermente terminare.

Voi avete mai provato questi rossetti? – aspettate, aspettate, ora formulo una domanda più originale –  Vi piacerebbe provarli? – mh, no, mi è uscita male – Gradireste tirarmi in testa svariate confezioni vuote di matite Nars? – ecco, così va meglio.

Bacini consueti a voi!


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[DramaTag] My top 5 «I’m late!» – (aka i miei 5 Prodotti AntiFretta)

L’adorabile S. di Drama&MakeUp ha ideato una serie di post davvero interessanti (per me!) di ispirazione  Nick-Horbyniana (non l’ha detto esplicitamente ma io e altri l’abbiamo arbitrariamente edotto), in cui stilare la top 5 di alcuni prodotti, ogni volta secondo un criterio diverso.

Ma come diamine mi esprimo? Avete capito qualcosa? Alta Fedeltà, Nick Hornby, 5 Prodotti Preferiti, Win? Vabe’.

Oggi risponderò al primo (click!) tag, ovvero I Cinque Prodotti preferiti quando si è di fretta o non si vuole perdere tempo. Il titolo originale recita «My Top 5 I’m late/I can’t be bothered Products!», io l’ho tradotto perché non ho un pubblico anglofono, purtroppo tutti i miei lettori sono esperti di occitano – che vogliamo farci?

Alluòra. Io sono sempre di fretta,  ma ultimamente – avendo comprato molti prodotti nuovi – ho deciso di variare ogni giorno il trucco, anche per non cadere nell’alienazione della routine. C’è comunque un trucco collaudato che mi salva il popò quando sono davvero molto in ritardo e a ciò si aggiunge un forte grado di rincoglionimento/scazzo/male di vivere/desiderio di lanciafiamme impiantato nel braccio.

Sono un'incapace e la foto è sfocatissima, vi chiedo venia anche oggi. Ah, gli obiettivi fissi con apertura del diaframma gigante! (ah, l'incapacità di usarli!)

Sono un’incapace e la foto è sfocatissima, vi chiedo venia anche oggi. Ah, gli obiettivi fissi con apertura del diaframma gigante! (ah, l’incapacità di usarli!)

Del tutto arbitrariamente metterò in ordine di importanza i prodotti, dal più al meno vitale per farmi mettere piede fuori casa.

1) Correttore: Clinique – All About Eyes Concealer 

Ne ho già parlato qui e forse non c’è molto da aggiungere. Non uscirei senza correttore per le occhiaie nemmeno se me lo chiedesse Bradley Cooper in persona [poi morirebbe, se mi vedesse]. Se per necessità di tipo medico devo rinunciarvi fatico molto a vivere serena (ci ho scritto su un intero post, diosanto), per cui il mio amato correttore Clinique va al primo posto.

2) Matita nera: Mac – Feline

Ho già parlato dell’importanza della matita nera per i miei occhi a palla in questo post. In due parole: non posso vivere senza. Da un mesetto sto usando la Feline di Mac e credo di amarla non poco. È morbidissima e tende leggermente a sciogliersi con questo caldo, ma coi miei occhi lacrimosi è normale. Ha un tratto nero molto intenso, facilmente sfumabile, e poi è GIGANTE. Molto diversa dallo Stylo Chanel, che un po’ mi manca (credo sia più resistente), un po’ no.

3) Blush: Benefit – Bella Bamba

Non avrei comprato questo blush nemmeno sotto tortura (oddio, non esageriamo), ma mi è stato sbolognato da mia maTre e non potevo certo dire di no. È ottimo per trucchi rapidi e frettolosi perché colora senza fare pataccone e illumina molto il viso, ma senza glitteroni giganti. Inoltre ha un pennellino incluso: non è niente di che (anzi fa un po’ male!) ma in casi di estrema fretta va più che bene.

4) Ombretto: Kiko – Long Lasting Stick Eyeshadow n.6

Avrò parlato di questo ombretto in stick circa 28,5 volte, ma per me rimane un must imprescindibbbile. Lo metto direttamente sugli occhi senza
A) dover mettere il primer (per me vitale, ma con questo stick non ne sento il bisogno)
B) dover pucciare le dita da qualche parte (odio!)
C) dover prendere un pennellino.
Inoltre da solo o con un po’ di matita nera fa un trucco perfetto: potete far partire la – poco abusata – All You Need Is Love dei Bìtols.

5) Mascara: Make Up For Ever – Smoky Lash

Ebbene, il mascara è all’ultimo posto. Non saprei dirvi perché, ma mi è capitato non poche volte di dimenticarlo in preda alla fretta. Sarà perché col mascara riesco a sporcarmi in mille modi e a fare disastri inauditi?
Sono d’accordo però sul fatto che un trucco senza mascara faccia abbastanza cacare, e non poche volte mi sono data martellate metaforiche in testa per averlo dimenticato. Questo di MUFE è buono, dura a lungo, ma ho sempre la sensazione di metterlo male. Ho le ciglia sparate e separate, mentre io vorrei un pastone nero e intenso. Ma sono sicura che dipenda dalla mia incompetenza.

È vero, manca un rossetto, ma i prodotti dovevano essere cinque e non posso barare. Poi se sono di fretta spesso evito del tutto di metterlo per non fare disastri e mi butto sul burrocacao – sigh, sob.

Dunque, non sono la persona più prevedibile del globo terrestre? Voi – se non avete già risposto al dramatag – avete 5 prodotti inseparabili per quelle volte in cui la sveglia vi boicotta o semplicemente siete in ritardo perché avete preferito guardare la tv in mutande piuttosto che prepararvi?

Diteci!


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[Win] Khadi – Olio per capelli all’Amla

Circa un mesetto fa ho fatto il mio secondo ordine su Ecco-Verde. Avevo lo sconto per il compleanno e non potevo non rendere onore alla divinità del marketing che dispensa sconti e bonus a tutti noi con somma generosità.

Ero un po’ indecisa su cosa prendere, e alla fine il prodotto che più mi aveva incuriosito per le recensioni entusiastiche era stato l’olio per capelli all’Amla di Khadi (ovviamente un prodotto naturale, ecobio, certificato BDIH).
Avevo sentito parlare dell’amla in polvere da Carlitadolce, ma l’idea di reperirla e di fare gli impacchi in stile henné non mi andava affatto. L’olio invece sembrava la pappapronta che poteva fare per me, così è finito nel mio carrello insieme a qualche altra cosa:

Amla Hair Oil, burro cacao Lavera alla fragola, Kajal Benecos e Smudge Brush di Everyday Minerals.

L’ho provato subito appena arrivato, tenendolo su circa sei ore (ero in una fase di abbrutimento casalingo, si può tenere anche meno); la cosa meravigliosa di quest’olio è che – dice la confezione – si può applicare sia sui capelli asciutti sia su quelli bagnati. Alleluja! Ciò vuol dire poterlo tenere anche tutta la notte senza morire di cervicale o raffreddore.

Ma dicevo, dopo sei ore ho lavato i capelli. Già sotto l’acqua li sentivo morbidi, così dopo averli pettinati ho capito che non ci sarebbe stato bisogno di balsamo (cosa che nella mia vita non è mai accaduta, vista la difficoltà con cui districo le mie chiome leonine).

Olio all'amla Khadi

Perdonate la foto pessima, non ci avevo proprio voja.

Gridando al miracolo ho asciugato i capelli e ho capito che senza l’olio all’Amla non potrò più vivere. Capelli morbidissimi, lisci con minor sforzo, e non solo: l’olio riesce a guarire il mio cuoio capelluto. Ultimamente infatti mi sono resa conto che alcuni sciampi (semplicemente non eco-bio) finiscono per irritarmi la cute, costringendomi a grattarmi con veemenza  (cosa che mi capita di fare anche per il nervosismo, va detto: in questo mese ho sperimentato livelli indegni di questa orrida pratica).

La cosa meravigliosa è stata appurare che nemmeno per lo sciampo successivo avrei avuto bisogno del balsamo: i capelli erano ancora stra-morbidi. Una sensazione che nemmeno i siliconi, vi giuro.

Quest’olio di Khadi contiene diversi oli e molti estratti, come si può vedere dall’inci che trovate qui. Ha un odore particolare, non paradisiaco, ma niente che non si possa sopportare – anzi. A differenza di quello Dabur venduto su Spices of India non contiene paraffina liquida (e ci mancherebbe, aggiungerei).

Stando alla descrizione del sito sembrerebbe il rimedio a qualsiasi guaio capillifero, dalla forfora (posso però confermare, eh), alla poca pigmentazione  passando per la caduta libera. Io posso dire che sui miei capelli mossi e crespi ha un effetto meraviglioso. Lo stesso vale per il cuoio capelluto: basta massaggiarlo per bene per far passare fastidi, pruriti, infiammazioni e grattacapi (soprattutto quelli).

Spero di non fare promesse da marinajo e di scrivere un post sulla mia historia tricotica (sì vabbe’, robe sulla cura dei miei capelli), non mancherebbe nemmeno la vis polemica contro chi spera di avere capelli lucenti e sani con roba da supermercato ebbasta. Ve ne potrebber fregare qualcosa? Let me know. 

Intanto così, se vi capita, date una chance a questo prodotto: non ho mai visto una roba funzionante, naturale e ben fatta che richieda così poco impegno. Anche il prezzo non è folle: 13, 99 euro per una boccetta da 200 ml (io l’ho usato già almeno quattro volte e sembra intonsa).

Come sempre, se lo provate o se l’avete già provato fatemi sapere, gracias!


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[Random] Win & Fail 2012

Sentivate il bisogno di un altro post sui preferiti? Probabilmente no, ma io voglio accontentare i miei numerosissimi fanZ che a gran voce l’hanno richiesto.

Per questo genere di prodotti cambio la formula del post, almeno graficamente parlando. Ho eletto dei win in maniera un po’ random dividendo la sfera di azione (eh?). Ho pochissime foto perché molti prodotti sono a Milano oppure sono terminati, per cui mi sono data all’arte del riciclo fotografico o del link smodato.
Alcune cose non le ho citate perché non mi sembravano particolarmente degne di nota, tipo gli smalti: quest’anno ne ho usati davvero pochi e non avrei saputo cosa scrivere.
Nonostante ciò sarà un post lungo. Volendo potete leggerlo a rate (tasso zero e tutto quanto).

WIN: VISO

Struccante Viso: Acqua Micellare (Bioderma e Collistar, entrambe buone).

È vero, si tratta di un prodotto discusso anche da me medesima (qui), ma ha cambiato molto il mio struccaggio serale. Dovete infatti sapere che ci sono poche cose in campo cosmetico che io detesti di più del latte detergente. Per mille ragioni diverse, trovo sia un prodotto del demonio. Salviettine struccanti? Non ne parlo nemmeno, appena ne avvicino una al viso la mia epidermide prende fuoco.  L’acqua micellare è riuscita nell’ardua impresa di farmi struccare il viso senza imprecazioni. Solo il viso, però. Per gli occhi la trovo un gran Fail.

Struccante Occhi: Viviverde Coop Struccante Occhi Delicato Idratante

Il 2012 è stato indubbiamente l’anno di Non ti Scordar di Me e del mio personalissimo bifasico homemade. Però avevo sentito parlare di questo struccante da Lidalgirl (cui invio cuori in busta chiusa) e la curiosità si era insinuata in me. Ella asseriva che cotal struccante levasse via anche la roba uoterprùf, così ho voluto provare. Perché mai, vi chiederete, visto che osanni così tanto il tuo bifasico a costo zero? Il fatto è che gli oli sono stupendi e tutto, ma a volte appannano la vista o formano degli sgradevoli residui nella congiuntiva, rendendo lo struccaggio meno delicato di quanto si pensi. Per farla breve, ella avea ragione: il Viviverde leva qualsiasi cosa. Certo, devo stare attenta perché il contatto diretto con gli occhi me li fa bruciare, ma basta poca cautela. Ottimo, davvero.

Crema Idratante: Bjobj Crema Viso Anti-Age

Ne ho parlato da poco qui, e anche se l’ho scoperta negli ultimi due mesi del 2012, è indubbiamente la cosa migliore che mi sia capitata tra le mani in questo sfigatissimo anno. Non aggiungo altro, se non che le mando tanti bacini pciù pciù.

Tonico: Bjobj Tonico Struccante Delicato (qui)

Anch’esso l’ho recensito nelle ultime ere geologiche, voglio dedicargli un pensiero d’amore specie se paragonato al suo contraltare fallimentare di Lush (vedere più avanti per i fail).

Scrub/Detergente: Garnier Pure 3 in 1 (qui)

È indubbio che fare lo scrub a casa convenga, ma non mi sono mai pentita di questo acquisto fatto in un periodo di pigrizia e male di vivere. Per ora lo utilizzo come scrub quando me ne ricordo, d’estate tornerà a essere il mio detergente mattutino.

FAIL:VISO

Struccante Occhi: Acqua Micellare Bioderma.

Ebbene sì, un prodotto che puoi amare per una funzione, puoi odiarlo per un’altra. La Collistar sugli occhi mi sembrava più efficace, ma l’ho terminata da diversi mesi per cui non posso esserne sicura (all’epoca avevo altro cui pensare). Insomma, sugli occhi questa amataodiata Bioderma non strucca una mazza, però è utile per levare i residuelli di struccanti oleosi o di mascara (onnipresenti, dannati loro). Mia sorella utilizzandola ogni sera s’è beccata una specie di orzaiolo, credo assomigliasse molto a Quasimodo del Gobbo di Notre Dame Disney Version, o forse no, ma vabe’ (tanto non legge mai questo blog).

Detergente Viso: Lavera Calendula Cleansing Gel (info)

Detesto e odio (sic) questo detergente soprattutto per il suo odore di agrumi amari e pazzi. Non è nemmeno troppo delicato sul mio viso, mi sto forzando di finirlo usando una tecnica ninja: lasciarlo a casa di A. sperando che mi serva quando mi trovo a bivaccare da lui (“ci vediamo un film?” “ok, però prima devo assolutamente lavarmi il viso, non sia mai che Christian Bale dalla tv mi veda con la pelle spenta, eh”). Speriamo che funzioni, perché non dà segni di cedimento.

Tonico: Lush – Acqua di Sole (qui in due parole)

Rinominerei cotal tonico “Acqua di sòle” inteso come “fregature”, perché non noto niente di particolarmente esaltante in lui, ha pure un odore che mi repelle e lo spruzzino che sinceramente [d'inverno] detesto con anima e corpo. Ahimè ho il forte sospetto che durante la notte le molecole che lo compongono si rigenerino per partenogenesi (termine assolutamente inappropriato che userò perché ne amo il suono) per cui sono convinta che mi accompagnerà per il resto dei miei giorni foreverandever.

Foto riciclata

Crema Viso: Yes To Cucumbers (info)

No, no, no. Buono il profumo ma credo che un budino valsoia idraterebbe di più la mia epidermide. Fondamentalmente la trovo inutile, grassoccia ma senza benefici. Via, sciò.

Contorno occhi: Yes To Cucumbers (aridaje)

NO, in capslock. Mi dà fastidio, mi fa lacrimare gli occhi e l’ho bandito dal mio reame. Ero in fissa con Yes To un anno fa, spero di avere imparato la lezione.

The power of FAIL


WIN: CAPELLI

Shampoo: Bjobj Shampoo All’Avena (qui un post)

È lui l’unico vincitore di questa categoria, l’unico mio amore cui erigerei un monumento fatto coi miei stessi capelli (che schifo). Da poco ho trovato la confezione da mezzo litro (super conveniente, peraltro: 12 euro VS gli 8 euro della confezione piccola) e la mia vita ne ha tratto un gran giovamento.

Una piccola menzione agli Shampoo Nivea che quest’anno ci hanno abbandonati, portando su questi lidi molti fanZ delusi come me (qui e qui ne parlo con cordoglio).

Balsamo: Splend’Or al Cocco, di cui tutti conosciamo le prodezze.

FAIL: CAPELLI

non pervenuti. 

WIN: CORPO

Crema Idratante: Equilibra – Aloe Crema Corpo (info)

Si merita una recensione a parte povera lei, e poi basta blaterare che sto esagerando.

Scrub Corpo: Clarins Gommage Tonic

Prodotto lussuoso di proprietà di mia sorella ma che a Milano abbiamo condiviso amabilmente (leggi: non amabilmente). Non ho idea del prezzo ma è una gioia olfattiva et idratante et tonificante, uno di quei prodotti di alta (media? slanciata?) profumeria davvero ben fatti.

Profumo: Questo è l’anno del mio amato e defunto Miss Dior Cherie L’eau, andato fuori produzione per far posto a qualche schifoso sostituto. In realtà avendo comprato tutti i flaconi che ho trovato in commercio credo che mi durerà ancora per una decina d’anni.

FAIL CORPO

Crema Idratante: Yes To Carrots (qui troverete le mie imprecazioni in merito)

WIN: COSE A MUZZO che probabilmente non interessano a niuno

Le altre donne impegnate in questi gigapost (facciamo alcuni nomi: ChiaNebraskaLidal, per citarne tre) hanno inserito anche prodotti culturali (ma come parlo?) tra i win del 2012. Ora, io sono una pattumiera umana e in più questo – se non l’avete capito – è stato un anno di merda colossale. Però ci provo, a inserire i miei win non makeuposi, nel caso vi potessero interessare per farvi una giusta Idea Sbagliata su di me eccetera. (Ah, cliccando sulle immagini andrete sulle rispettive pagine di Wikipedia.)

Telefilm:
Downton Abbey

Sherlock

Come si fa a non amare Benedict Cumberbatch?


Happy Endings

Film: Vi giuro che non mi viene in mente niente. Balle di rovi rotolanti.  Di quelli usciti quest’anno al cinema spicca “La Talpa”

Di nuovo Benedict Cumberbatch e Gary Oldman (amo, amo).

Mentre tra le robe che ho visto in tv emerge “Last Night” (sì, sono melensa). Mi ha fatto piangere a fontana e il feeeeling tra Guillaume Canet e Keira Knightley sembrava reale, una roba assurda.

Cd: Dimartino “Sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile”.
Sapere che Dimartino proviene dalle viscere della mia città (dettagli: dal paese dei miei nonni materni) mi rende immotivatamente orgogliona. Nonostante questo per me sia stato l’anno consacrato a Dente, lui ha creato un cd perfetto, di cui “Non ho più voglia di imparare” è la mia traccia preferita.

Concerto: Non lo nasconderò, quest’anno ho fatto uno Stalkera-Dente-Tour. Ho visitato svariate città solo per sentirlo ancora e ancora. Non me ne voglia Leo, che ha organizzato il Reality Bites Festival a Fucecchio dove ho visto Dente e condiviso con lui la macchina per il tragitto dalla stazione alla lochescion, (grazie Leo, tanto non leggi neppure tu il mio blog), e non me ne vogliano ScheggiaChecco, che mi hanno accompagnato e ospitato a Bologna nella prima tappa dello Stalkera-Dente-Tour, il concerto che ho preferito in assoluto è stato quello a Parigi. Ero a meno di mezzo metro da lui, ha cantato la mia canzone preferita (che vi linko gigantescamente qui sotto), ha linkato il mio video sulla sua pagina rendendomi ebete e felice per un giorno, per cui insomma sì, indubbiamente Dente @ Le Chat Noir si merita il podio (e qui ringrazio Ale che mi ha ospitato e sopportato). Se vi sembra che io stia parlando come una dodicenne al concerto dei Backstreet Boys negli anni Novanta non avete torto, lo sono.

Credo che per il bene dell’umanità sia giusto che io mi fermi qui. Qualsiasi opinione e/o giudizio è sempre ben accetto, sempre che siate ancora vivi o che non stiate cancellando questo blog dalla cronologia.

A presto.

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