Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[DramaTag] My top 5 «I’m late!» – (aka i miei 5 Prodotti AntiFretta)

L’adorabile S. di Drama&MakeUp ha ideato una serie di post davvero interessanti (per me!) di ispirazione  Nick-Horbyniana (non l’ha detto esplicitamente ma io e altri l’abbiamo arbitrariamente edotto), in cui stilare la top 5 di alcuni prodotti, ogni volta secondo un criterio diverso.

Ma come diamine mi esprimo? Avete capito qualcosa? Alta Fedeltà, Nick Hornby, 5 Prodotti Preferiti, Win? Vabe’.

Oggi risponderò al primo (click!) tag, ovvero I Cinque Prodotti preferiti quando si è di fretta o non si vuole perdere tempo. Il titolo originale recita «My Top 5 I’m late/I can’t be bothered Products!», io l’ho tradotto perché non ho un pubblico anglofono, purtroppo tutti i miei lettori sono esperti di occitano – che vogliamo farci?

Alluòra. Io sono sempre di fretta,  ma ultimamente – avendo comprato molti prodotti nuovi – ho deciso di variare ogni giorno il trucco, anche per non cadere nell’alienazione della routine. C’è comunque un trucco collaudato che mi salva il popò quando sono davvero molto in ritardo e a ciò si aggiunge un forte grado di rincoglionimento/scazzo/male di vivere/desiderio di lanciafiamme impiantato nel braccio.

Sono un'incapace e la foto è sfocatissima, vi chiedo venia anche oggi. Ah, gli obiettivi fissi con apertura del diaframma gigante! (ah, l'incapacità di usarli!)

Sono un’incapace e la foto è sfocatissima, vi chiedo venia anche oggi. Ah, gli obiettivi fissi con apertura del diaframma gigante! (ah, l’incapacità di usarli!)

Del tutto arbitrariamente metterò in ordine di importanza i prodotti, dal più al meno vitale per farmi mettere piede fuori casa.

1) Correttore: Clinique – All About Eyes Concealer 

Ne ho già parlato qui e forse non c’è molto da aggiungere. Non uscirei senza correttore per le occhiaie nemmeno se me lo chiedesse Bradley Cooper in persona [poi morirebbe, se mi vedesse]. Se per necessità di tipo medico devo rinunciarvi fatico molto a vivere serena (ci ho scritto su un intero post, diosanto), per cui il mio amato correttore Clinique va al primo posto.

2) Matita nera: Mac – Feline

Ho già parlato dell’importanza della matita nera per i miei occhi a palla in questo post. In due parole: non posso vivere senza. Da un mesetto sto usando la Feline di Mac e credo di amarla non poco. È morbidissima e tende leggermente a sciogliersi con questo caldo, ma coi miei occhi lacrimosi è normale. Ha un tratto nero molto intenso, facilmente sfumabile, e poi è GIGANTE. Molto diversa dallo Stylo Chanel, che un po’ mi manca (credo sia più resistente), un po’ no.

3) Blush: Benefit – Bella Bamba

Non avrei comprato questo blush nemmeno sotto tortura (oddio, non esageriamo), ma mi è stato sbolognato da mia maTre e non potevo certo dire di no. È ottimo per trucchi rapidi e frettolosi perché colora senza fare pataccone e illumina molto il viso, ma senza glitteroni giganti. Inoltre ha un pennellino incluso: non è niente di che (anzi fa un po’ male!) ma in casi di estrema fretta va più che bene.

4) Ombretto: Kiko – Long Lasting Stick Eyeshadow n.6

Avrò parlato di questo ombretto in stick circa 28,5 volte, ma per me rimane un must imprescindibbbile. Lo metto direttamente sugli occhi senza
A) dover mettere il primer (per me vitale, ma con questo stick non ne sento il bisogno)
B) dover pucciare le dita da qualche parte (odio!)
C) dover prendere un pennellino.
Inoltre da solo o con un po’ di matita nera fa un trucco perfetto: potete far partire la – poco abusata – All You Need Is Love dei Bìtols.

5) Mascara: Make Up For Ever – Smoky Lash

Ebbene, il mascara è all’ultimo posto. Non saprei dirvi perché, ma mi è capitato non poche volte di dimenticarlo in preda alla fretta. Sarà perché col mascara riesco a sporcarmi in mille modi e a fare disastri inauditi?
Sono d’accordo però sul fatto che un trucco senza mascara faccia abbastanza cacare, e non poche volte mi sono data martellate metaforiche in testa per averlo dimenticato. Questo di MUFE è buono, dura a lungo, ma ho sempre la sensazione di metterlo male. Ho le ciglia sparate e separate, mentre io vorrei un pastone nero e intenso. Ma sono sicura che dipenda dalla mia incompetenza.

È vero, manca un rossetto, ma i prodotti dovevano essere cinque e non posso barare. Poi se sono di fretta spesso evito del tutto di metterlo per non fare disastri e mi butto sul burrocacao – sigh, sob.

Dunque, non sono la persona più prevedibile del globo terrestre? Voi – se non avete già risposto al dramatag – avete 5 prodotti inseparabili per quelle volte in cui la sveglia vi boicotta o semplicemente siete in ritardo perché avete preferito guardare la tv in mutande piuttosto che prepararvi?

Diteci!


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[Capelli!] – I prodotti SVOLTA

Per la fortunata serie sui Capelli, come da titolo oggi vi ammorberò coi prodotti SVOLTA (scritto  grande), quelli che in un modo o in un altro  hanno radicalmente cambiato  i miei capelli o il mio modo di rapportarmicivicivici. Non mi dilungherò eccessivamente su ogni prodotto, anche perché è probabile che tornerò a rompervi le scatole in futuro sulle stesse cose. (Immaginate l’asino di Winnie Pooh, Eeyore/Ih-Oh, mentre dice “evviva”).

Dovete perdonare la foto, oscena in ogni suo aspetto. Con cavi inutili sullo sfondo, parti sfocate etc. Purtroppo il tempo per le foto scarseggia.

Dovete perdonare la foto, oscena in ogni suo aspetto. Con cavi inutili sullo sfondo, parti sfocate etc. Purtroppo il tempo per le foto scarseggia.

1) Balsamo Splend’Or

Di questo balsamo – con un buon inci, senza siliconi e con vero olio di cocco mon amour – potrei solo dire che ne ho comprato una scatola intera all’ingrosso. Avete capito bene, una scatola di cartone con DODICI confezioni dentro. Tale è il mio amore per un prodotto che mi ha condotto fuori dal  tunnel dei siliconi districando i miei nodi e fungendo da prodotto multi uso (balsamo, ma anche base per impacchi o per il cowash, ovvero la pratica di lavarsi i capelli con solo balsamo e zucchero di canna – yes, avete letto bene). Il tutto per un prezzo più che onesto: 1 euro e trenta in media.

Potrei vivere senza? ne dubito. In ogni caso non provate a togliermelo.

2) Piastra GHD

Vi ho accennato al mio rapporto con la piastra in epoca adolescenziale: sognavo capelli lisci e in cambio ottenevo un parruccone piuttosto informe. Tutto è cambiato con la Ghd, una piastra alquanto costosa che vale ogni singolo centesimo speso: con un po’ di pazienza infatti  perfino io che ho la manualità di un canguro mancino riesco ottenere risultati quasi profescional. I capelli mantengono la piega per più giorni [normalmente vedevo il frutto del mio duro lavoro svanire con una sola dormita] e non si autodistruggono formando diecimila triple punte nel giro di due utilizzi come con le vecchie piastre. Ovviamente si tratta sempre di un aggeggio che stira i capelli, non fa di certo bene, ma mettiamola così: per danneggiarli davvero ci mette molto più tempo.

Io ho un modello super-basico comprato a New York [col danaro di mia sorella], ma a Palermo mi approprio di quella di mia maTre, acquistata dal parrucchiere di fiducia. La sua è super accessoriata, ha una custodia con le frange molto boho-chic, il copri-piastra, due pinzoni glam, e mi sembra che funzioni anche meglio. Ma vabe’, sono dettagli, ecco. Il succo è: ghd o muerte! (parlo per me, of course).

ghd o muerte

Il mio stile è sempre molto accurato.

3) L’Henné

All’inizio avevo provato l’henné unicamente come tinta naturale. Desideravo avere dei bei riflessi rossi senza danneggiare i capelli e avevo trovato lui (nello specifico quello di Lush: qui il post). Poi, piano piano, ho capito: l’henné stava lentamente fortificando i miei capelli, rendendoli quasi immuni allo stress della piastra e del phon (che io, per inciso, ho super potente). Difficile abbandonare un prodotto del genere. Anche perché, nel caso in cui non si voglia cambiare colore, c’è sempre la variante neutra (aka Cassia).

4) L’olio di cocco

Ne ho parlato spesso (tipo qui) e forse meriterebbe un monumento in marmo di Carrara, ma per me l’olio di cocco rimane un prodotto fondamentale nel mio percorso di fortificazione tricotica (manco stessimo parlando dell’anima umana o di che so io). Soprattutto d’estate è mio grande e simpatico amico: protegge i capelli dal sole e dal mare come nessuno. Ai lov iu!

Riciclo foto da vecchi post, as usual. Guest star: l’olio di ricino

5) L’olio all’Amla

Qui ho scritto il mio post di puro amore per l’olio all’amla. In due parole, ha sulla mia intera testa un effetto mai provato prima con nessun prodotto. Cura la cute dai rossori e/o dai pruriti, ammorbidisce i capelli in maniera quasi surreale, lasciandoli leggeri e setosi. In più lo si può applicare sui capelli asciutti senza il rischio di seccarli. Devo dire altro?

foto riciclata olè olè

6) Spazzola tonda Tek

C’era un tempo in cui credevo che l’abilità di fare la piega con la spazzola appartenesse solo ai parrucchieri e a mia cugina Chiara, futura avvocatessa di gigasuccesso con l’anima da hairdresser. Mi ostinavo a usare delle spazzole tonde in setole sintetiche  rivestite in metallo, cioè la MORTE se vuoi lisciare i capelli (buone invece per fare i boccoli, ma io sono impedita). Grazie a Mary ho scoperto come scegliere la giusta spazzola per fare una piega liscia: di legno e possibilmente con le setole naturali (mi piacerebbe però sapere come le prendono, poveri cinghialini).

Per caso poi mia sorella ha comprato questa spazzola Tek da Coin. [Sì, avete ragione, compra tutto lei - ma lavora da anni e può investire nel progresso tricotico]. Ecco, con questo arnese perfino io (il canguro di cui sopra) riesco a dare una forma decente ai capelli per far sì che la fase di piastratura (?) serva solo a fissare un lavoro già fatto con la spazzola, che toglie il crespo e dà una vera lisciatura.  L’effetto è ancor più vicino a quello di un parrucchiere (magari di uno molto molto scarso con anima da avvocato, che ne so). Medito di comprarne una tutta mia, al momento scrocco che è una meraviglia.

Dopo avervi stordito con le mie chiacchiere torno al mio mondo tricomaniaco, sperando di leggere quali sono stati i vostri, di prodotti SVOLTA. (Se volete, chessò, dirmelo con un post a mo’ di inutiliTAG* sarebbe assaj bello). Bacini rosa.

*fusione tra “inutilità” e “tag”, mio copyright di cui vado sommamente fiera.


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[yawn!] Skincare Routine: aggiornamento semi-primaverile

In attesa che l’estate si porti via la mia voglia di curare la pelle ho pensato di tenervi aggiornati sulla mia attuale routine di cura del viso, per blaterare di alcuni prodotti che altrimenti mi dimentico, e che per pigrizia non recupero mai («è passato troppo tempo, a chi interesserà mai?» e roba simile). Per il resto sono seeeeeeempre le stesse cose.

Partiamo dalla sera

La sera è il momento cui dedico più tempo alla cura del mio bel faccione 42″, mi aiuta a rilassarmi e a non pensare a tutti i drammi che ho affrontato durante la giornata, come il fatto di avere mangiato un pacco di Loacker nonostante mi reputi a dieta e non avere ancora varcato la soglia della palestra per chiedere informazioni. Sono problemi.

  • Struccanti

In questo periodo vario quasi ogni sera il prodotto con cui mi strucco gli occhi, ma il succo in fondo è sempre lo stesso: gli oli. A volte uso Non Ti Scordar Di Me di Lush, a volte l’olio di cocco – al momento ancora solido – altre volte il bifasico homemade che faccio su richiesta di mia sorella. Cambio senza alcuna logica precisa, ma l’unico che spalmo anche sul viso è l’olio di cocco: lo trovo meraviglioso, leggero ed efficace; se rimosso con un dischetto di cotone e un po’ d’acqua (termale per me, grazie!) non lascia nemmeno untuosità in giro.

Foto d'archivio, sempre utile.

Foto d’archivio, sfocata e sempre utile.

Per il resto del viso ho preparato un’acqua micellare home made, che però – detto francamente – è molto meno efficace della Bioderma (che prima o poi ricomprerò). L’ho fatta con una goccia di shampoo biologico, una di gel di aloe e un po’ d’acqua (diciamo mezzo bicchiere).

  • Detergente

Inutile che ve lo dica: sto terminando la seconda (nonché penultima) confezione di Maisenza, prodotto Lush in edizione limitata natalizia molto amato dall’intero globo terrestre per la cui produzione, a quanto pare, era necessario l’impiego di un intero esercito di elfi domestici e di nanotecnologie sofisticatissime (altrimenti non mi spiego i motivi del mancato inserimento tra i prodotti permanenti).
Ma comunque, Maisenza esfolia il viso senza aggredirlo, ha un odore fantastico di cheesecake e lascia la pelle morbidissima. Ti ho molto amato Maisenza, quando finirò anche l’ultima confezione piangerò calde lacrime.

Foto riciclata da precedente post

  • Tonico

A seconda di come mi gira alterno la mia adorata acqua termale di Avène – spruzzata in faccia senza pietà – al  tonico di The All Natural Face a base di petali di rosa e altre cose che non so tradurre, dono della mia amata Julia. È davvero molto delicato (forse troppo?) ma lenisce eventuali rossori dovuti a un uso troppo aggressivo e smodato di Maisenza.

Grazie, Ju!

Grazie, Ju!

  • Contorno Occhi

Ho scritto la recensione di questo prodotto da me amato e acquistato (lo specifico, vedrete più avanti perché), ma visto lo scarso interesse suscitato su feisbuc ve la propinerò più avanti. Ma veniamo a noi: sto parlando del Contorno Occhi Levigante alla Rosa Mosqueta di Weleda, che sta rendendo felice la mia zona perioculare più o meno come Bradley Cooper rende felice i miei occhi in un senso più metaforico (già, metaforico).
Vabe’, ve ne parlerò, per il momento vi basti sapere che lo uso ogni sera con ottimi risultati. (Sì, sto parlando del contorno occhi, non fatevi confondere dai due lampioni di Bradley).

Lo trovo del tutto pertinente con il post.

  • Siero per il viso e collo

Questo step è da un po’ che lo salto, visto che le temperature sono finalmente clementi, ma d’inverno è stato essenziale. Il siero in questione ovviamente non è altro che il mix di oli iper idratanti di cui vi ho parlato in questo interessantissimo post. Non disdegnerei una versione estiva di questo mix, ma sinceramente quando cominceranno a fare 50 gradi all’ombra non vorrò vedere un olio sul viso nemmeno in cartolina (o in cartonato, fate voi).

  • Crema Notte

A causa della mia nota incapacità di terminare i prodotti, ho ancora sul groppone la crema da notte alla Camomilla di Mineral Flowers, ma poiché non ne amo il profumo spesso o salto lo step della crema (AAARGH!) o la tradisco con una nuova scoperta, il  trattamento levigante alla rosa mosqueta di Weleda, di cui vi parlerò più avanti in questo post poiché si tratta di una crema da giorno. Per il resto la crema alla camomilla, più adatta alla notte per la sua consistenza bella ricca, mi perseguiterà per il resto dei miei giorni finché non riuscirò a terminarla.

Quando un art director vede le mie opere perde un pezzo di anima per sempre

Quando un art director vede le mie opere perde un pezzo di anima per sempre

La Mattina

Di mattina, al suono della sveglia, preferirei detonare fortissimo nell’aere piuttosto che alzarmi; potete immaginare la mia voglia di curare la pelle con prodotti e belletti, specie se all’ora in cui dovrei essere per strada mi ritrovo magicamente ancora in mutande. Certo, se uno impiega quindici minuti per deglutire un plumcake, ci può stare che il tempo si restringa come per magia. Ma perché vi sto ammorbando con questi dettagli piccanti del mio quotidiano?

  • Detergente

Raramente nelle ultime settimane ho utilizzato un detergente per il viso, e questo per diversi motivi:
1) la mancante voglia di vivere delle 7 di mattina
2) il mancante tempo delle 7 di mattina
3) spesso la mia pelle non ne ha bisogno, basta un po’ d’acqua e una strofinata di asciugamano.

Nei casi in cui però ho tempo, voglia di vivere e una untuosità diffusa, uso il Gel Detergente Rinfrescante ViviVerde Coop, che avrei dovuto far avere a Misato per uno swap ma che ho furbamente dimenticato a casa quando potevo. Buhauah, è mio, è mio! Non sai che ti perdi, cara Misato. La cosa che preferisco è l’odore fresco e piacevole, così come la consistenza – un gel leggero e frescolino. FINE. Non mi pare che deterga granché (questo aspetto l’ho sperimentato la sera dopo lo struccaggio, e per cotal motivo l’ho trasferito al reparto Mattina) e per di più dopo che lo uso la mia pelle inscena una protesta tirando leggermente. Non ci siamo. (Dico, con ogni probabilità va benissimo per le pelli grasse, eh).

Una foto degna di Josef Koudelka, proprio.

Una foto degna di Josef Koudelka, proprio.

  • Tonico

Anche qui, mi sparo l’acqua termale solo se ho tempo, voglia o necessità, altrimenti – in questo periodo – è davvero raro che ne usi uno al mattino. Sono una vera panc, lo so.

  • Crema Idratante

Sto provando con grande soddisfazione un altro prodotto Weleda, questa volta però inviatomi dall’azienda*: il Trattamento Levigante alla Rosa Mosqueta. Avevo scritto lunghe considerazioni su questa crema, ma era diventata una review a sé e per non appesantire il post e condurvi celermente alla morte ho pensato di scrivere un post a parte, che vedrete prossimamente. In due parole, però, posso dirvi che mi sto trovando molto bene e che – sinceramente – non me l’aspettavo. L’eco-bio mi stupisce sempre più e non mi fa rimpiangere le vecchie creme ai siliconi.

*inutile dirlo ma è bene specificarlo: Weleda non mi ha pagata, né mi ha chiesto una recensione. Le mie stupide opinioni sono sempre sincere.

  • Contorno Occhi

Fondamentalmente è il medesimo di cui sopra, ma ogni tanto gli alterno l’odiato gel contorno occhi Lavera, che dalla sua ha due pregi: dona una sensazione di freschezza e si assorbe più velocemente (grazie, non mi idrata una mazza). Fondamentalmente infatti la mia zona perioculare  è ancora ben idratata dalla sera precedente, e ci può stare un prodotto leggero (aka che non mi idrata una mazza). Spero di finire questo tubetto Lavera da almeno un anno, ma so che mi seguirà nella tomba insieme alla crema alla Camomilla.

Se dopo questo post siete sempre più convinti di volermi pagare un medico (uno psichiatra, of course), fatemi sapere nei commenti. Se avete qualche prodotto da consigliarmi, poi, ancora meglio!


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[Win. Really?]: Garnier Pure 3 in 1.

Se blatero su un prodotto Garnier evidentemente il mondo sta proprio per finire, oppure siamo tornati nel 1999, quando il mio mondo cosmetico raramente si spingeva oltre Limoni o il supermercato. Mi fa davvero impressione vedere un Win accanto a un prodotto di questa marca, ma c’è una spiegazione per tutto.

Giusto per tediarvi più del solito, dovete sapere che a giugno ero a Parigi a trovare la mia amica Ale e a stalkerare per l’ennesima volta Dente, e nel fare ciò (bivaccare a casa della mia amica) non ho potuto non notare, tra i prodotti in bagno, questo tubetto (150 ml) Garnier. Spiccava tra gli altri perché sia Ale che la sua coinquilina amano i prodotti bio, di cui Parigi è strapiena, e quello era l’unico mostro da supermercato. Mi sono fatta coraggio e ho dato un’occhiata all’INCI, rimanendo sorpresa: non era così terribile. L’ho scroccato amabilmente, apprezzandolo, e appena tornata in Italia l’ho comprato (tra l’altro all’inizio mi ero convinta che da noi non fosse commercializzato).  Volevo un prodotto antipigrizia, facile  da reperire e da usare (prima usavo Erbalibera di Lush), lo ammetto.

Lo uso principalmente come detergente al mattino, e ogni tanto come maschera (in quel caso si applica senza bagnare il viso in discreta quantità e si lascia agire qualche minuto, mentre per fare lo scrub sostanzialmente si sfrega di più dove serve. Vi confesso però che preferisco farmele da sola le maschere, con caolino e olietti).

La consistenza è bella pastosa (viva l’argilla!) e con microgranuli, e ha un odore fresco, cetrioleggiante, mentolato, non saprei – comunque mi piace molto.

La mia pelle  è mista e abbastanza delicata, tende a tirare facilmente, ma ha anche punti neri sul naso à go-go, e da quando uso questo detergente la situazione è molto migliorata. C’è da dire che prima non curavo con costanza la pelle del viso, pensando che i punti neri fossero una piaga incurabile della società come i fan di Maria de Filippi.

Al momento dunque sembra andare bene, ma confesso che con l’arrivo del freddo (avvenimento remoto in questa città nordafricana) potrebbe risultare troppo aggressivo, in caso vi farò sapere se parte del mio viso mi abbandonerà lasciandomi come un Due Facce/Harvey Dent in gonnella.

In conclusione, qui trovate l’inci del prodotto. Ha qualche bella schifezza verso la fine,  ma almeno il caolino e la pietra pomice ci sono davvero. Insomma, per essere un prodotto Garnier (dimonio) non è affatto male.

E no, non sono stata pagata dall’azienda e il detergente l’ho comprato col danaro sudato dei miei genitori, a circa sette euro e qualcosa (o forse di più, non ricordo).

p.s.: per rendere l’idea di un pessimo prodotto da supermercato, sappiate che un annetto fa ho comprato questo, il Nivea Visage Young (young, giààà) Gel Scrub Quotidiano Clean Deeper. Non avevo ovviamente fatto caso all’Inci (da vomito, se lo guardo oggi: c’è pure l’ostrica, ma che senso ha?!) e dopo averlo usato la pelle era ingestibile: tirava da morire e i punti neri non diminuivano. Oggi l’ho usato per pulire via della vernice ad acqua dal mio braccio e adesso la pelle tira che è una bellezza, una sensazione assurda. Ecco, per dire, il Garnier non sarà un santo prodotto ma in confronto un win se lo merita tutto.


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[u mad bro?] Prodotti per le sopracciglia

Da quando a quindici anni o giù di lì pensai che fosse una buona idea spinzettarmi le sopracciglia fino a far venire un infarto alla mia estetista di allora, non ho più badato granché alla loro salute. Pinzetta certamente, ali di gabbiano fatte dal parrucchiere ove possibile, pettinino per metterle in ordine – ma niente di più. Poi è arrivato Youtube, e le guru – quasi tutte inspiegabilmente prive di sopracciglia – non hanno esitato a far vedere come disegnarle, curarle e via dicendo. Per un bel po’ ho avuto pietà di loro, poi ho capito che anche io coi miei giglioni (termine usato da mia sorella per indicare i sopracciglioni folti) dovevo darmi un contegno, perché nonostante le sopracciglia non mi manchino, la loro texture – per così dire – non è del tutto compatta (insomma, sì, ci sono delle zone da riempire e in più sono diverse come le sorelle Roberts).

Una foto emobimbominkia per mostrarvi, oltre alla mia couperose, le mie belle sopracciglia spettinate che necessitano di un Brow Bar (ovviamente in questa foto non ho usato prodotti sulle sopracciglia)

La prima cosa che ho fatto, quindi, è stata comprare una matita per sopracciglia da Sephora: peccato che la tonalità più scura era adatta a una svedesona più che a una siciliana, così i tentativi di usarla mi hanno scoraggiata facendomi pensare che per me non ci fosse più speranza in questo globo.

Tempo dopo approdai a Essence: problema opposto.

L’unico colore adatto a me era un nero carbone, col risultato che assomigliavo in modo imbarazzante a Frida Kahlo (e non la versione bona di Salma Hayek). Inoltre le poche volte in cui la usavo sbavava provocandomi aloni neri intorno alle tempie: orrore e dannazione.

L'effetto Frida non rende in foto quanto dal vivo. Perdonate l'occhio da pesce lesso e il trucco sbavato.

Per molto tempo, quindi, ho abbandonato l’idea di riempirle e me ne sono ampiamente fregata vivendo gioiosa e felice anche con le mie sopracciglia spettinate, finché non ho fatto un ordine Elf che includeva un (per alcune famoso) Eyebrow Kit, composto da una cera (paraffina pura, diciamolo) leggermente scura e da una polvere più chiara (che si fissa sopra la suddetta cera).

E.l.f. Eyebrow Kit, tonalità Dark. 4€

Alleluia, eureka, finalmente! Il colore è perfetto per le mie sopracciglia, che sono sì scure, ma che vanno riempite con una tonalità leggermente più chiara proprio per evitare l’effetto Frida. Altro lato positivo è il fatto che grazie alla cera il prodotto in polvere non voli via e non sbavi, fissandosi per bene e dando un effetto omogeneo che rende il viso più ordinato e armonioso.

Orrore! A destra (la vostra destra) ho usato il kit, a sinistra no. So che non si capisce un tubo ma autoscattarsi le sopracciglia non è facile.

Ma non mi sono fermata qui, e da Coin ho trovato la matita per sopracciglia di Catrice. L’ho comprata pensando di regalarla alla cara maTre, poi l’ho provata giusto per scrupolo, e infine me la sono egoisticamente tenuta: un altro colore perfetto con in più la praticità di un solo prodotto, più veloce da stendere del (per alcune famoso) Eyebrow Kit.

Matita Catrice

Ovviamente tutti questi bei prodotti non servono a niente senza una mano esperta che riesca a domare i miei giglioni, al momento in stato pietoso andante. Però per mettere una pezza in vista di un brow bar non sono male, e male che vada opterò per un look alla Miccoli.


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Lavera: Latte Detergente all’Aloe

Non sono mai stata troppo metodica nella pulizia del viso: non riesco a usare lo stesso prodotto ogni santo giorno, perché alla sera arrivo davanti al lavandino sempre in uno stato fisico-mentale diverso, e a quello si deve adattare il detergente. Se sono troppo stanca per usare Erba Libera di Lush uso un detergente come questo qui di Lavera, terminato proprio ieri dopo qualche mese dall’acquisto.

La mia prima reazione di fronte a questo prodotto fu di immediata delusione: l’odore non è particolarmente accattivante, bensì anonimo, e la consistenza fin troppo leggera. Ecco, se ci si aspetta dalla dicitura “latte detergente” il malloppone siliconico anni Novanta – super profumato – ci si ritrova fuori strada. Io all’inizio pensavo chiaramente a quello. Dopo un po’ però ne ho apprezzato la leggerezza e questa estate è stato prezioso, visto che ha preservato la mia abbronzatura -ottenuta a fatica con la protezione 50 – e  che si è rivelato comodo da portare in viaggio (non è molto grande).

Quel che ne è rimasto l’ho utilizzato in questi giorni, ed è bastato usarne un po’ di più – cosa drammatica per il mostro della Tirchieria annidato in me – per avere un detergente a prova di smog /trucco vario / impurità di dubbia origine.

Il prezzo, se la memoria non mi inganna, dovrebbe aggirarsi intorno agli otto/dieci euro. Io lo consiglio soprattutto per la primavera/estate, e naturalmente per pelli molto delicate e sensibili. Per il resto non è un fail, assolutamente, ma dargli un win mi sembra pure troppo. Diciamo un ok, terribilmente anni novanta.


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Lush, viso: Erbalibera & Non Ti Scordar di Me [win]

Destreggiarsi nella selva profumata di Lush non è facile. Finché si trattava di comprare palle frizzose da bagno me la cavavo piuttosto bene, ma avevo circa dodici anni e non avevo bisogno di tanto altro. Ora che sono diventata pesantemente nerd, prima di avventurarmi tra i prodotti Lush ho dovuto fare le mie dovute ricerche. Al momento sono approdata a due  prodotti di cui non riesco a fare a meno e che vi consiglio spassionatamente.

Erbalibera: è un detergente per il viso leggermente scrubbante che profuma effettivamente di erba.Se ne prende un pezzetto (non troppo piccolo), lo si scioglie con l’acqua e lo si passa sul viso, insistendo sulle parti più moleste. La mia pelle ha la duplice rottura di essere sensibile ma leggermente mista, eppure questo prodotto – per quanto a prima vista poco delicato (contiene caolino e ortica, amica della nostra infanzia bucolica) – pulisce a fondo senza provocarmi rossori o altro. Certo, ha promesso di sgominare i punti neri ma non sapeva con chi avesse a che fare. Io comunque sono alla terza confezione. Occhio che però scade presto e nei negozi rifilano barattolini a breve scadenza. Me ne sono lamentata e mi hanno consigliato di usarne di più per finirlo prima! Io comunque ho usato la penultima confezione per altri venti giorni dopo la scadenza ed non ho avuto problemi. Se invece acquistate sul sito, vi garantiscono un prodotto appena fatto (confermo).

Non Ti Scordar di Me: Questo è uno di quei prodotti che ti cambiano la vita, nel loro piccolo. Sì, perché quando la mattina non lesini matita per occhi e ombretti, la fase di struccaggio può rivelarsi una tortura per gli occhi. Ma parliamo di questo affare: si tratta di una crema struccante con miele e rosa. Struccante in crema: bizzarro! Ebbene, questa formulazione permette di non dover sfregare il dischetto sugli occhi, perché massaggiando la crema sulle palpebre il trucco (anche waterproof) si scioglierà tra le dita. L’effetto panda sarà esilarante (spesso io assomiglio a  un mix tra il Joker di Heath Ledger buonanima e un procione adirato), ma con un dischetto imbevuto d’acqua (io uso l’Avène, lo ammetto) andrà tutto via in un baleno, senza bisogno di sfregare.
L’unico contro di Non ti Scordar di Me è di tipo etico, perché contiene cera d’api. Avendo letto che non esistono più solamente i bravi apicoltori amorevoli ma soprattutto gente senza scrupoli che maltratta perfino le povere apine, devo riflettere sul futuro di questo prodotto.

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