Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[yawn!] Skincare Routine: aggiornamento semi-primaverile

In attesa che l’estate si porti via la mia voglia di curare la pelle ho pensato di tenervi aggiornati sulla mia attuale routine di cura del viso, per blaterare di alcuni prodotti che altrimenti mi dimentico, e che per pigrizia non recupero mai («è passato troppo tempo, a chi interesserà mai?» e roba simile). Per il resto sono seeeeeeempre le stesse cose.

Partiamo dalla sera

La sera è il momento cui dedico più tempo alla cura del mio bel faccione 42″, mi aiuta a rilassarmi e a non pensare a tutti i drammi che ho affrontato durante la giornata, come il fatto di avere mangiato un pacco di Loacker nonostante mi reputi a dieta e non avere ancora varcato la soglia della palestra per chiedere informazioni. Sono problemi.

  • Struccanti

In questo periodo vario quasi ogni sera il prodotto con cui mi strucco gli occhi, ma il succo in fondo è sempre lo stesso: gli oli. A volte uso Non Ti Scordar Di Me di Lush, a volte l’olio di cocco – al momento ancora solido – altre volte il bifasico homemade che faccio su richiesta di mia sorella. Cambio senza alcuna logica precisa, ma l’unico che spalmo anche sul viso è l’olio di cocco: lo trovo meraviglioso, leggero ed efficace; se rimosso con un dischetto di cotone e un po’ d’acqua (termale per me, grazie!) non lascia nemmeno untuosità in giro.

Foto d'archivio, sempre utile.

Foto d’archivio, sfocata e sempre utile.

Per il resto del viso ho preparato un’acqua micellare home made, che però – detto francamente – è molto meno efficace della Bioderma (che prima o poi ricomprerò). L’ho fatta con una goccia di shampoo biologico, una di gel di aloe e un po’ d’acqua (diciamo mezzo bicchiere).

  • Detergente

Inutile che ve lo dica: sto terminando la seconda (nonché penultima) confezione di Maisenza, prodotto Lush in edizione limitata natalizia molto amato dall’intero globo terrestre per la cui produzione, a quanto pare, era necessario l’impiego di un intero esercito di elfi domestici e di nanotecnologie sofisticatissime (altrimenti non mi spiego i motivi del mancato inserimento tra i prodotti permanenti).
Ma comunque, Maisenza esfolia il viso senza aggredirlo, ha un odore fantastico di cheesecake e lascia la pelle morbidissima. Ti ho molto amato Maisenza, quando finirò anche l’ultima confezione piangerò calde lacrime.

Foto riciclata da precedente post

  • Tonico

A seconda di come mi gira alterno la mia adorata acqua termale di Avène – spruzzata in faccia senza pietà – al  tonico di The All Natural Face a base di petali di rosa e altre cose che non so tradurre, dono della mia amata Julia. È davvero molto delicato (forse troppo?) ma lenisce eventuali rossori dovuti a un uso troppo aggressivo e smodato di Maisenza.

Grazie, Ju!

Grazie, Ju!

  • Contorno Occhi

Ho scritto la recensione di questo prodotto da me amato e acquistato (lo specifico, vedrete più avanti perché), ma visto lo scarso interesse suscitato su feisbuc ve la propinerò più avanti. Ma veniamo a noi: sto parlando del Contorno Occhi Levigante alla Rosa Mosqueta di Weleda, che sta rendendo felice la mia zona perioculare più o meno come Bradley Cooper rende felice i miei occhi in un senso più metaforico (già, metaforico).
Vabe’, ve ne parlerò, per il momento vi basti sapere che lo uso ogni sera con ottimi risultati. (Sì, sto parlando del contorno occhi, non fatevi confondere dai due lampioni di Bradley).

Lo trovo del tutto pertinente con il post.

  • Siero per il viso e collo

Questo step è da un po’ che lo salto, visto che le temperature sono finalmente clementi, ma d’inverno è stato essenziale. Il siero in questione ovviamente non è altro che il mix di oli iper idratanti di cui vi ho parlato in questo interessantissimo post. Non disdegnerei una versione estiva di questo mix, ma sinceramente quando cominceranno a fare 50 gradi all’ombra non vorrò vedere un olio sul viso nemmeno in cartolina (o in cartonato, fate voi).

  • Crema Notte

A causa della mia nota incapacità di terminare i prodotti, ho ancora sul groppone la crema da notte alla Camomilla di Mineral Flowers, ma poiché non ne amo il profumo spesso o salto lo step della crema (AAARGH!) o la tradisco con una nuova scoperta, il  trattamento levigante alla rosa mosqueta di Weleda, di cui vi parlerò più avanti in questo post poiché si tratta di una crema da giorno. Per il resto la crema alla camomilla, più adatta alla notte per la sua consistenza bella ricca, mi perseguiterà per il resto dei miei giorni finché non riuscirò a terminarla.

Quando un art director vede le mie opere perde un pezzo di anima per sempre

Quando un art director vede le mie opere perde un pezzo di anima per sempre

La Mattina

Di mattina, al suono della sveglia, preferirei detonare fortissimo nell’aere piuttosto che alzarmi; potete immaginare la mia voglia di curare la pelle con prodotti e belletti, specie se all’ora in cui dovrei essere per strada mi ritrovo magicamente ancora in mutande. Certo, se uno impiega quindici minuti per deglutire un plumcake, ci può stare che il tempo si restringa come per magia. Ma perché vi sto ammorbando con questi dettagli piccanti del mio quotidiano?

  • Detergente

Raramente nelle ultime settimane ho utilizzato un detergente per il viso, e questo per diversi motivi:
1) la mancante voglia di vivere delle 7 di mattina
2) il mancante tempo delle 7 di mattina
3) spesso la mia pelle non ne ha bisogno, basta un po’ d’acqua e una strofinata di asciugamano.

Nei casi in cui però ho tempo, voglia di vivere e una untuosità diffusa, uso il Gel Detergente Rinfrescante ViviVerde Coop, che avrei dovuto far avere a Misato per uno swap ma che ho furbamente dimenticato a casa quando potevo. Buhauah, è mio, è mio! Non sai che ti perdi, cara Misato. La cosa che preferisco è l’odore fresco e piacevole, così come la consistenza – un gel leggero e frescolino. FINE. Non mi pare che deterga granché (questo aspetto l’ho sperimentato la sera dopo lo struccaggio, e per cotal motivo l’ho trasferito al reparto Mattina) e per di più dopo che lo uso la mia pelle inscena una protesta tirando leggermente. Non ci siamo. (Dico, con ogni probabilità va benissimo per le pelli grasse, eh).

Una foto degna di Josef Koudelka, proprio.

Una foto degna di Josef Koudelka, proprio.

  • Tonico

Anche qui, mi sparo l’acqua termale solo se ho tempo, voglia o necessità, altrimenti – in questo periodo – è davvero raro che ne usi uno al mattino. Sono una vera panc, lo so.

  • Crema Idratante

Sto provando con grande soddisfazione un altro prodotto Weleda, questa volta però inviatomi dall’azienda*: il Trattamento Levigante alla Rosa Mosqueta. Avevo scritto lunghe considerazioni su questa crema, ma era diventata una review a sé e per non appesantire il post e condurvi celermente alla morte ho pensato di scrivere un post a parte, che vedrete prossimamente. In due parole, però, posso dirvi che mi sto trovando molto bene e che – sinceramente – non me l’aspettavo. L’eco-bio mi stupisce sempre più e non mi fa rimpiangere le vecchie creme ai siliconi.

*inutile dirlo ma è bene specificarlo: Weleda non mi ha pagata, né mi ha chiesto una recensione. Le mie stupide opinioni sono sempre sincere.

  • Contorno Occhi

Fondamentalmente è il medesimo di cui sopra, ma ogni tanto gli alterno l’odiato gel contorno occhi Lavera, che dalla sua ha due pregi: dona una sensazione di freschezza e si assorbe più velocemente (grazie, non mi idrata una mazza). Fondamentalmente infatti la mia zona perioculare  è ancora ben idratata dalla sera precedente, e ci può stare un prodotto leggero (aka che non mi idrata una mazza). Spero di finire questo tubetto Lavera da almeno un anno, ma so che mi seguirà nella tomba insieme alla crema alla Camomilla.

Se dopo questo post siete sempre più convinti di volermi pagare un medico (uno psichiatra, of course), fatemi sapere nei commenti. Se avete qualche prodotto da consigliarmi, poi, ancora meglio!


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[Make-Up] Prodotti più usati del periodaccio

Prodotti più usati del periodaccio

Sto attraversando uno di quei periodi in cui la mia mente è interamente concentrata su un unico pensiero (la tesi) e per cotal motivo risulto desaparecida sia su questo spaziello sia su quelli altrui. Nel porgere le mie più sentite scuse (so che non si può fare a meno di me, eh ggggià) vi fornisco di un post lampo sulle robe che uso di più in questo periodo (quando riesco a trovare l’occasione di truccarmi, ovviamente). L’idea è rubata a molteplici blogger fighe che non sto qui a linkare, ma loro sicuramente sanno di essere chi sono. E loro sanno che io so che loro sanno che ok basta non fa più ridere da un quarto d’ora.

  • Maybelline Color Tattoo – Permanent Taupe

    Ho comprato questo ombretto dopo averne sentito parlare per eoni da svariati blog. In realtà lo cercavo già da un bel po’ – tipo MESI – ma sia a Palermo sia nel Coin di Milano che mi spaccia il make-up non riuscivo a trovarlo, imbattendomi sempre nel suo gemello cattivo (vabe’ dai, una specie di azzurrone che sinceramente non mi serve). Dopo aver letto questo post (pieno di cose sfiziose) mi sono data un’altra chance e ho trovato l’incriminato oggetto del disìo da Upim, al modestissimo (giààà) prezzo di dieci euro e venti (ho avuto un infarto notevole, dieci euro per un ombretto? mortaccioni). Mi sta piacendo, sì, anche se sulle mie palpebre marroncine si vede poco:devo sperimentare un po’. Vi farò sapere.
    permanent taupe

  • Kiko Pure Pleasure Creamy Blush n.3 - Untamed Coral

    Ho copiaincollato l’arzigogolato nome del blush da questo post di Misato, che è anche l’ispiratrice unica e sola di questo acquisto. Mai nei mondi avrei pensato di comprare un blush aranciato, e invece con una buona base che copra i miei rossori naturali l’effetto è davvero bello. Sembro sana, colorita, baGiata dal sole. Lo metto col pennello anche se con le dita si sfuma al volo. Un acquisto intelligente, una volta tanto.

    Foto disturbante per inquadratura, colori e messa a fuoco ballerina. Perdono, come diceva il vate Tiziano circa dodicimila anni fa.

    Foto disturbante per inquadratura, colori e messa a fuoco ballerina. Perdono, come diceva il vate Tiziano circa dodicimila anni fa.

  • Lavera Lips – Balsamo labbra alla fragola

    Parliamone: mi serviva un balsamo labbra? ovviamente no. Ne ho ben due in giro, ma siccome stanziano nelle tasche dei miei svariati giubbotti, ogni volta che ne ho bisogno prima di uscire devo andare a ravanare in giro e non ne potevo più. Poi questo era alla fragola.  Insomma, lo uso quasi ogni giorno, anche per stare a casuccia, e mi piace assai. Rispetto ai due dei Provenzali che ho (uno all’Argan e uno al Karitè) è più asciutto (appiccica meno) ma non meno idratante, anzi. Se non fosse per l’odore – che proprio non mi piace, mi fa pensare a un medicinale per bambiniBLEEEE – sarebbe  maifeivurit.

    lavera lip

I prodotti sono pochissimi e super semplici, ma dovete immaginare che insieme a questa roba uso la mia solita matita nera e altri prodotti vari ed eventuali. Sto provando – a singhiozzo – anche dei rossetti nuovi ma  visto lo stress mentale  vado più spesso sul sicuro con Russian Red e ciao. Sto parlando troppo.

Elargisco bacini a tutti voi, se avete qualche domanda (vista l’inutilità del post) io sono – più o meno – qui. Adieu!


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[Win. Really?]: Garnier Pure 3 in 1.

Se blatero su un prodotto Garnier evidentemente il mondo sta proprio per finire, oppure siamo tornati nel 1999, quando il mio mondo cosmetico raramente si spingeva oltre Limoni o il supermercato. Mi fa davvero impressione vedere un Win accanto a un prodotto di questa marca, ma c’è una spiegazione per tutto.

Giusto per tediarvi più del solito, dovete sapere che a giugno ero a Parigi a trovare la mia amica Ale e a stalkerare per l’ennesima volta Dente, e nel fare ciò (bivaccare a casa della mia amica) non ho potuto non notare, tra i prodotti in bagno, questo tubetto (150 ml) Garnier. Spiccava tra gli altri perché sia Ale che la sua coinquilina amano i prodotti bio, di cui Parigi è strapiena, e quello era l’unico mostro da supermercato. Mi sono fatta coraggio e ho dato un’occhiata all’INCI, rimanendo sorpresa: non era così terribile. L’ho scroccato amabilmente, apprezzandolo, e appena tornata in Italia l’ho comprato (tra l’altro all’inizio mi ero convinta che da noi non fosse commercializzato).  Volevo un prodotto antipigrizia, facile  da reperire e da usare (prima usavo Erbalibera di Lush), lo ammetto.

Lo uso principalmente come detergente al mattino, e ogni tanto come maschera (in quel caso si applica senza bagnare il viso in discreta quantità e si lascia agire qualche minuto, mentre per fare lo scrub sostanzialmente si sfrega di più dove serve. Vi confesso però che preferisco farmele da sola le maschere, con caolino e olietti).

La consistenza è bella pastosa (viva l’argilla!) e con microgranuli, e ha un odore fresco, cetrioleggiante, mentolato, non saprei – comunque mi piace molto.

La mia pelle  è mista e abbastanza delicata, tende a tirare facilmente, ma ha anche punti neri sul naso à go-go, e da quando uso questo detergente la situazione è molto migliorata. C’è da dire che prima non curavo con costanza la pelle del viso, pensando che i punti neri fossero una piaga incurabile della società come i fan di Maria de Filippi.

Al momento dunque sembra andare bene, ma confesso che con l’arrivo del freddo (avvenimento remoto in questa città nordafricana) potrebbe risultare troppo aggressivo, in caso vi farò sapere se parte del mio viso mi abbandonerà lasciandomi come un Due Facce/Harvey Dent in gonnella.

In conclusione, qui trovate l’inci del prodotto. Ha qualche bella schifezza verso la fine,  ma almeno il caolino e la pietra pomice ci sono davvero. Insomma, per essere un prodotto Garnier (dimonio) non è affatto male.

E no, non sono stata pagata dall’azienda e il detergente l’ho comprato col danaro sudato dei miei genitori, a circa sette euro e qualcosa (o forse di più, non ricordo).

p.s.: per rendere l’idea di un pessimo prodotto da supermercato, sappiate che un annetto fa ho comprato questo, il Nivea Visage Young (young, giààà) Gel Scrub Quotidiano Clean Deeper. Non avevo ovviamente fatto caso all’Inci (da vomito, se lo guardo oggi: c’è pure l’ostrica, ma che senso ha?!) e dopo averlo usato la pelle era ingestibile: tirava da morire e i punti neri non diminuivano. Oggi l’ho usato per pulire via della vernice ad acqua dal mio braccio e adesso la pelle tira che è una bellezza, una sensazione assurda. Ecco, per dire, il Garnier non sarà un santo prodotto ma in confronto un win se lo merita tutto.


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[Freak out!] Altri Rossetti

Posso dire con estrema sicurezza che i rossetti sono diventati la mia più grande debolezza. Fatta piazza pulita degli ombretti con le palette Naked di Urban Decay (dopo di quelle la tentazione di comprarne ancora scema notevolmente), i rossetti rimangono un vizio fatto di infinite sfumature, texture e finish.

E se questi termini buttati a caso non vi bastano, vi parlo dei tre acquisti fatti ultimamente (avverbio che copre un lungo lasso di tempo, diciamo dalla primavera ad oggi). Si tratta di roba vista e stra-vista, ma è cosa nota che io sia cronicamente old.

Rimmel: Kate Moss Lasting Finish n.12

Chi bazzica su Youtube in primavera è stato bombardato da un messaggio molto poco subliminale: rossetto arancione. Tangerine Tango. Subito.
L’idea di provarne uno, quindi, si era imposta nella mia mente malleabile, ma non volevo spendere troppi soldi per qualcosa che poteva rivelarsi un orrore cromatico. Curiosando da Limoni ho trovato questi rossetti Rimmel London della linea di Kate Moss (altro mio punto debole, mio e di altre tre triliardi di donne), rossetti che volevo provare da tempo e tra cui ho trovato anche un arancione. Il colore sembrava perfetto, e l’ho preso al volo.

La consistenza è morbidissima, la sfumatura di arancione molto portabile. Per 10 euro trovo che siano dei rossetti ottimi. Parlo al plurale perché ne ho presi due, ma l’altro – fucsia – l’ho lasciato a Milano perché l’avrò indossato sì e no due volte. L’unica loro pecca è l’eccessiva cremosità, che si traduce in facili sbavature se non si pone rimedio in tempo. Andrebbero messi con una matita per contornare le labbra, e forse tamponati con un po’ di cipria. Se siete pigre o di fretta, non è il rossetto ideale. Ma per dieci euro, siori e siore! La durata è molto buona, non ha glitter: io li promuovo a pieno con un bel win.

Rouge Allure Velvet n.40 “Sensuelle”

Questo rossetto arriva dopo mesi di rincoglionimento cronico (al suo posto ne avevo preso uno orribile della stessa marca) e ricerche a vuoto in varie profumerie. Grazie a un’amica carissima cui devo ancora fare un regalo di ringraziamento ho potuto prendere dei prodotti Chanel al 50%, e questa è stata un’occasione imperdibile per provare gli Allure Velvet (che, ripeto, da Sephora erano sempre esauriti). Ne ho presi due, il n.40 Sensuelle e il n. 37 Exuberante. Quest’ultimo è rimasto a Milano a fare compagnia al rossetto fucsia di Kate Moss, perché non mi sta molto bene (farò un altro tentativo col colorito invernale).

Credo che chiunque abbia recensito prima di me questi rossetti, perché sono a dir poco favolosi (ed esistono ormai da un po’ di tempo). Il finish mat si abbina a una sensazione meravigliosa, leggerissima e vellutata (nomen omen), come se non si avesse nulla addosso (a parte i vestiti, dio santo). Il rossetto dura a lungo e la tonalità del n.40 è intensa ma anche molto elegante. Un po’ mi urta tessere le lodi di un prodotto Chanel (sostengo sempre che ci siano trucchi qualitativamente superiori a prezzi notevolmente inferiori), ma questo rossetto le merita tutte. Per me che amo il finish totalmente opaco questo è in assoluto un must have, perché non secca le labbra e rimane lì a fare il suo dovere con totale discrezione (colore a parte, s’intende).

MUFE: Rouge Artist Intense Mat n.5

Un pomeriggio di luglio ho accompagnato la mia amica Chiara a comprare un rossetto da Sephora. Anche lei li adora e li indossa spesso, ma le serviva qualcosa di portabile, adatto al giorno. Ravanando tra i saldi ha trovato per soli quindici euro questo rossetto di Make Up Forever, un mat che sul sito chiamano “Violet Pink”.

In men che non si dica ne ho preso uno uguale, copiandola bellamente. E meno male che aveva chiesto consigli a me! L’ho indossato per quasi tutta l’estate, portandomelo in giro in ogni dove. È un rossetto completamente opaco, dalla consistenza un po’ dura che potrebbe seccare un po’ le labbra. Lo adoro perché è l’unico rossetto rosa a lunga tenuta che ho, e va benissimo sia di giorno sia di sera. La consistenza marmorea potrebbe rivelarsi fatale d’inverno, ma chissà; qui a Palermo tocchiamo ogni giorno i trentacinque gradi e il freddo è un problema che mi porrò più avanti.


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(i miei) Prodotti drenanti e anticellulite

Lo so, lo so. Sperare di sconfiggere la cellulite a colpi di barattoli e cremine è una vaga utopia, specie se lo sport praticato attualmente consiste nella registrazione simultanea di programmi sky, coadiuvato dall’astinenza dall’acqua e da una gran passione per la birra fresca. Insomma, sì, sono un rottame, ma sogno di rimettermi in sesto e qualche piccolo passo lo sto facendo (anche se comprare le scarpe da ginnastica non credo che basti a tonificarsi).

In ogni modo, massaggiarsi per benino due volte al giorno male non fa; il mio problema principale infatti è dato dalla cattiva circolazione, e ho visto che col massaggio la situazione migliora parecchio (per dirne una, riesco a dormire senza calzini. Vi sembra una cavolata? Lì il sangue arrivava di rado!).

I prodotti utopistici che campeggiano nel mio bagno al momento sono tre (avete letto bene). Premetto che le foto fanno orrore, abbiate pietà dell’ISO sparato a 2000.

Weleda: Olio Cellulite alla Betulla

Quest’olio profumoso (100 ml) è perfetto dopo la doccia, sulla pelle ancora bagnata. Se avete molto tempo l’ideale sarebbe massaggiarlo a lungo, ma anche pochi minuti vanno bene. Sicuramente non vi farà sparire la cellulite in un baleno, ma rende la pelle elastica e tonica, e gli attivi sono mirati allo scopo. Sono già alla seconda confezione, e devo la scoperta di questo prodotto alla carissima Claudia, che mi ha convinto perché su di lei ha anche un effetto drenante.
Costo: 18 euro circa, io l’ho preso sempre in offerta all’Ipercoop a 15 euro.

Geomar: Gel Freddo Drenante.

Questo è il prodotto che in assoluto sto amando di più, sebbene -ripeto- non faccia miracoli data la mia perenne inattività fisica. Lo metto ogni mattina e sera, si assorbe velocemente e fa questo piacevole effetto fresco che rimette in circolo tutto quanto. Ha un odore mentolato gradevole e una consistenza in gel che non appiccica (certo, dovete aspettare un minuto prima di rivestirvi, ma va bene così). Lo adoro perché è molto pratico e l’effetto freddo non danneggia i capillari (e io devo starci molto attenta).
Anche qui sono alla seconda confezione.
Costo: intorno ai 9/10 euro.

Guam: fangocrema notte

Questa crema corposa e super odorosa ebbe un grandissimo effetto rimodellante quando qualche anno fa seguii un regime alimentare sano facendo anche kung fu (bei tempi, eh). Adesso la uso solo su pancia e fianchi, perché non posso applicarla dove ho i capillari in evidenza. Usata ogni sera prima di andare a dormire, posso dirlo, funziona. D’inverno ha sicuramente un appeal superiore, visto che le prime volte andrete moderatamente a fuoco. Non ha controindicazioni, a parte il fatto che al mattino non potrete saltare lo step della doccia perché lascia qualche residuo (sconsiglio, per dormire, la sottoveste di seta già protagonista di molte soap opera italiane). Quindi se avete l’abitudine di non lavarvi, pensateci.
Ebbene sì, seconda confezione anche per il fangocrema!
Costo: alto! Cercate promozioni nelle farmacie/erboristerie. Io l’ho pagato intorno ai 35 euro, gosh.

Gli INCI di questi prodotti non sono affatto male. Inutile dirvi dell’olio Weleda, completamente naturale; gli altri due hanno uno o due siliconi, una o due schifezzine, ma gli ingredienti efficaci sono di origine naturale, e sono in quantità maggiore rispetto agli altri.


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[blog] #1 – Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno

Poco meno di un mese fa, col mio famoso sconto del 20% di Sephora (evento annuale da me tanto atteso), scandaglio l’intero negozio alla ricerca di qualcosa di super esoso da prendere. Niente, mi ritrovo solo col rossetto YSL – di cui vi ho già parlato con sommo tedio – e col fondotinta minerale – anche lì iper tedio. L’unico affare che mi rimane è il profumo. Sì, poffare, prenderò Miss Dior Chérie L’eau! Un profumo delicato, più un’acqua direi, fresca e bergamottata, meraviglia delle meraviglie! Lo uso dal 2010 e lo adoro. Peccato che sullo scaffale non ci sia. Chiedo, è finito, ve’? È solo finito, no?

No, siNiorina, è fuori produzione. È stato sostituito da questo: zot, zot, mi spruzza su un cartoncino una fragranza che sa di talco profumato, di vecchia signora, di ricovero per anziani di lusso, di semolino e alzheimer.

Ho un mancamento. Passo la settimana successiva a lamentarmi col signore Iddio fino a quando non riesco a raccattare le ultime confezioni ancora in giro, spendendo triliardi di euro non miei e buttando sempre un occhio negli scaffali delle profumerie, come si fa quando si è in fissa con un tizio e si spera sempre di vederlo spuntare. (Preistoria mia, ovviamente).

Nello stesso periodo penso che devo ricomprare lo shampoo Nivea: può sempre far comodo. Alternare il Nivea e il Bjobj è il metodo migliore per mantenere i capelli sempre puliti, peccato che al supermercato non ci sia. Nemmeno nel mega negozio di casalinghi. E all’ipermegamercato, al minimarket, al negozio di fatture vudù, da Zampa Service: mi trasformo in paranoid parrot e lo cerco ovunque. Mi arrendo a Google e cerco: shampoo Nivea – e lui mi suggerisce: shampoo nivea fuori produzione.

Colpo basso, mormoro.
Bassissimo.

Clicco sull’astuto suggerimento e ne ho la conferma. Per essere sicura vado sulla pagina Facebook e leggo: “(…) da poco shampoo e balsamo NIVEA non sono più distribuiti in Italia. Rimangono in assortimento i prodotti NIVEA Styling, mousse, spray e gel, sia nella linea donna che nella linea uomo”.

Respira, respira, respira. Ti stanno mettendo alla prova, vedrai, magari in Slovenia, a Trieste, in Germania, in qualche posto non dimenticato da Dio, in qualche posto civile in questo sporco mondo qualcuno venderà ancora lo Straight & Easy. Respiraaaaa.

Sapete cosa ci potete fare coi prodotti per lo styling?
Bene.


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[u mad bro?] Prodotti per le sopracciglia

Da quando a quindici anni o giù di lì pensai che fosse una buona idea spinzettarmi le sopracciglia fino a far venire un infarto alla mia estetista di allora, non ho più badato granché alla loro salute. Pinzetta certamente, ali di gabbiano fatte dal parrucchiere ove possibile, pettinino per metterle in ordine – ma niente di più. Poi è arrivato Youtube, e le guru – quasi tutte inspiegabilmente prive di sopracciglia – non hanno esitato a far vedere come disegnarle, curarle e via dicendo. Per un bel po’ ho avuto pietà di loro, poi ho capito che anche io coi miei giglioni (termine usato da mia sorella per indicare i sopracciglioni folti) dovevo darmi un contegno, perché nonostante le sopracciglia non mi manchino, la loro texture – per così dire – non è del tutto compatta (insomma, sì, ci sono delle zone da riempire e in più sono diverse come le sorelle Roberts).

Una foto emobimbominkia per mostrarvi, oltre alla mia couperose, le mie belle sopracciglia spettinate che necessitano di un Brow Bar (ovviamente in questa foto non ho usato prodotti sulle sopracciglia)

La prima cosa che ho fatto, quindi, è stata comprare una matita per sopracciglia da Sephora: peccato che la tonalità più scura era adatta a una svedesona più che a una siciliana, così i tentativi di usarla mi hanno scoraggiata facendomi pensare che per me non ci fosse più speranza in questo globo.

Tempo dopo approdai a Essence: problema opposto.

L’unico colore adatto a me era un nero carbone, col risultato che assomigliavo in modo imbarazzante a Frida Kahlo (e non la versione bona di Salma Hayek). Inoltre le poche volte in cui la usavo sbavava provocandomi aloni neri intorno alle tempie: orrore e dannazione.

L'effetto Frida non rende in foto quanto dal vivo. Perdonate l'occhio da pesce lesso e il trucco sbavato.

Per molto tempo, quindi, ho abbandonato l’idea di riempirle e me ne sono ampiamente fregata vivendo gioiosa e felice anche con le mie sopracciglia spettinate, finché non ho fatto un ordine Elf che includeva un (per alcune famoso) Eyebrow Kit, composto da una cera (paraffina pura, diciamolo) leggermente scura e da una polvere più chiara (che si fissa sopra la suddetta cera).

E.l.f. Eyebrow Kit, tonalità Dark. 4€

Alleluia, eureka, finalmente! Il colore è perfetto per le mie sopracciglia, che sono sì scure, ma che vanno riempite con una tonalità leggermente più chiara proprio per evitare l’effetto Frida. Altro lato positivo è il fatto che grazie alla cera il prodotto in polvere non voli via e non sbavi, fissandosi per bene e dando un effetto omogeneo che rende il viso più ordinato e armonioso.

Orrore! A destra (la vostra destra) ho usato il kit, a sinistra no. So che non si capisce un tubo ma autoscattarsi le sopracciglia non è facile.

Ma non mi sono fermata qui, e da Coin ho trovato la matita per sopracciglia di Catrice. L’ho comprata pensando di regalarla alla cara maTre, poi l’ho provata giusto per scrupolo, e infine me la sono egoisticamente tenuta: un altro colore perfetto con in più la praticità di un solo prodotto, più veloce da stendere del (per alcune famoso) Eyebrow Kit.

Matita Catrice

Ovviamente tutti questi bei prodotti non servono a niente senza una mano esperta che riesca a domare i miei giglioni, al momento in stato pietoso andante. Però per mettere una pezza in vista di un brow bar non sono male, e male che vada opterò per un look alla Miccoli.

Lush: Come un Sole Rosso Acceso

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Henné Lush: aspetto poco invitante, ma risultato assicurato.

(Sì, sembra cacca di neonato).

Questa galleria contiene 2 foto.


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Acqua di Avène [win]

Quello che temo da prodotti come l’Acqua di Avène è che si rivelino col tempo bufale colossali, della serie: per anni ti sei spruzzata sul viso i residui dell’acqua con cui lavavano i bagni dei Mc Donald’s, aha! – ma al momento sembrerebbe davvero una cosa seria. 

Di che stiamo parlando? Perché lo so, maledetti, che tra di voi c’è qualcuno che non ha idea di cosa sia. Ebbene, è un’acqua termale imbottigliata in confezioni sotto pressione e venduta a caro prezzo (il bottiglione da 300 ml costa tra gli otto e i dieci euro). Spoiler: li vale tutti. (Beh, costasse un po’ meno non sarebbe male).

Le proprietà di quest’acqua, che la rendono un tantino diversa da quella ipercalcarea di Milano o da quella – beh – di Palermo, sono svariate. È lenitiva, addolcente – come recita la confezione – e ideale per pelli delicate o arrossate. Immagino vada bene anche per il popò di vostro figlio o del vostro macaco, ma sinceramente la destinerei a usi più nobili.

Usi pratici:
Io la uso, spruzzata su un dischetto, per rimuovere le tracce di struccante (parlerò un’altra volta anche di questo) e vaporizzata su tutto il viso come tonico. È perfetta perché calma la pelle leggermente scossa da tutto quello sfrega-sfrega da struccaggio. 

D’estate la vaporizzo sul viso per rinfrescarmi (ho rimediato una confezione da borsetta che mi rende davvero snob oltre l’immaginabile), sulle gambe contro gonfiori vari, o in generale per lenire rossori ed eritemi solari: funziona davvero.  Idem per rossori da ceretta (anche in viso: capisc’ammè).

Detto così sembrerebbe davvero un prodotto posh inutilmente caro, facilmente sostituibile. Io invece non ne riesco a fare a meno, perché noto la differenza rispetto a altri prodotti, rivelatisi col tempo troppo aggressivi. La sensazione di “pelle che tira” non esiste utilizzando l’Avène. E poi, vedere sparire i rossori in tempi da record solo con dell’acqua termale non è affatto male. E non dimentichiamo che non contiene schifezze dannose (certo, il packaging non mi sembra molto eco-sostenibile).

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