Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[Homemade] Olio-viso idratante & antiage per pelli secche

Qualche giorno fa (giorno? settimana? quanto tempo è passato? in che anno siamo?) ho letto questo post di Lidal, che dava dei bei consigli su come prendersi cura della pelle secca in inverno, e ho capito che foooorse era necessario aggiornare la mia skincare routine alle temperature milanesi (che io, per inciso, AMO).

Dovrei fare una premessa sul mio tipo di pelle ma credo che perderei ore di vita preziose e finirei per tediarvi. Dirò solo alcune cose sparse:punti neri sul naso (bleurgh), non si lucida, couperose a manetta. Sarà sufficiente? mah.

Comunque. La mia amata crema viso Bjobj Anti-age per alcune zone del viso si è dimostrata infatti poco idratante (avevo il naso leggermente screpolato)  e il famoso post di cui sopra mi ha dato la spinta a porre rimedio infrangendo il muro di pigrizia che mi separa dal mondo reale. Quale occasione migliore per usare tutta una serie di oli comprati su Aroma-Zone e utilizzati pochissimo? Quanto odio le domande retoriche? Assaj.

In una jar (non avevo altra confezione vuota, che ira) ho mescolato:

  • qualche goccia di olio di Rosa Mosqueta, che puzza da morire e che a quanto pare è sua caratteristica precipua, oltre a essere un preziosissimo antirughe naturale (occhi a dollaro $__$)
  • una dose abbondante di olio di avocado, idratanterrimo e antiage (poi chi non ama il guacamole? altra domanda retorica, jeez)
  • una dose meno abbondante di olio di macadamia (messo un po’ a caso, ma ho scoperto or ora che è un buon antirughe e poi profuma di nocciUole!)
  • svariate gocce di olio di jojoba (vi proibisco di continuare a condurre la vostra esistenza senza quest’olio, è idratante, ottimo per il contorno occhi, amorevole e gioioso).

Per non soccombere alla puzza mostruosa di questo mix (dovuta soprattutto all’olio di rosa mosqueta, mortacci sua) e per aggiungere un paio di proprietà a me care ho aggiunto:

  • due gocce di olio essenziale al tea tree, che dovrebbe essere purificante e dà un bel profumo canforato
  • due gocce di olio essenziale alla lavanda, che invece ha proprietà rilassanti e lenitive e che prima di dormire trovo ottima per placare la mia psiche.

scattata malamente con la compatta di mia sorella. L’olio senza etichetta è quello di Rosa Mosqueta, quando l’ho comprato era in una bustina di plastica e ho dovuto travasarlo per forza.

Fatto questo mix, che mi ricorda parecchio un olio anti-age Delarom che mi ha rifilato mia madre (anch’esso ottimo, ma costa una cifra spropositata e attualmente si trova in terronia), ho struccato il viso con il latte detergente Viviverde Coop (mmmeh), ho lavato via il tutto con Maisenza di Lush (ahw) e mi sono spruzzata una generosa dose di acqua di Avène. Sul viso (e sul collo!)  bagnato di acqua termale ho steso qualche goccia del mix di oli appena fatto.
Una volta asciutto – strano ma vero non unge – ho messo la mia solita crema da notte Mineral Flowers.

Foto riciclata

Dopo un paio di sere con questa routine la mia pelle era (ed è ancora) liscissima e idratata. Una cosa mai vista, ve lo giuro. Visto che gli altri prodotti citati già li usavo da tempo, il cambiamento è dovuto senz’altro al mix di oli.

Per la cronaca, ho comprato tutto su Aroma-Zone, tranne l’olio di Jojoba dei Provenzali che ormai si trova un po’ ovunque, dal supermercato alle profumerie (vedi Limoni). Esistono però anche siti italiani che vendono prelibatezze di questo tipo, come La bottega color cannella (non l’ho ancora provato però).

Se la disidratazione vi affligge provate questo miracoloso intruglio (o un altro, anche più semplice: non è necessario tutto quel popo’ di ingredienti) e fatemi sapere. Io senza i consigli di Lidal avrei le crepe in faccia, vi dico solo questo.


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Vanity (nerd) Table

Come i più attenti stalker della sottoscritta sapranno, l’ossessione per la toletta me la porto dietro da un po’ di tempo. Anche qui c’è di mezzo un po’ di barbosa nostalgia nonnesca, che – se ve ne può fregare qualcosa – si riassume in questo post sul mio tumblr (solitamente covo di foto di attori o cantanti con cui sono in fissa: in questo periodo Ben Whishaw).

Oltre però al lato emotivo della cosa, c’è chiaramente un aspetto pratico. Fino a prima di Natale mi truccavo in piedi guardandomi in uno specchietto (che non stava più su da solo) posizionato sul mini davanzale della mia finestrella del bagno. Postazione niente male per il giorno, con un’ottima luce sicula schermata leggermente dal vetro opaco, ma pessima per la sera: sostanzialmente mi truccavo al buio. Non sto a dirvi quanto ero diventata insofferente negli ultimi tempi; avevo imparato il catalogo Ikea a memoria ed ero decisa a procurarmi una toletta.

Vagliate tutte le ipotesi e compreso che non volevo spendere centinaia di euro per un mobile ingombrante che avrei finito per odiare, ho fatto qualche ricerca online (video e video di postazioni meicappp/meicapstescion, siti come Ikea Hackers, ecc) e ho deciso di ordinare online VITTSJÖ  (tavolo per pc portatile in vetro e ferro preso per soli  36,99 euro) e – su consiglio dei miei, decisamente meno tirchi di me quando si tratta di mobili – la sedia Ikea PS 2012 con braccioli (69 eurozzi). È di plastica e la trovo perfetta per un ambiente umido come il bagno.

Vista generale del vaniti-teibol (le mattonelle avranno un centinaio d’anni, senza scherzare)

Dopo aver montato il tutto (e qui devo ringraziare il mio best friend forevah Claudio senza il quale sarei ancora alle prese col mio cacciavite del 1837)  ho visto che una piccola cassettiera sarebbe stata utile e non di impiccio, così in occasione di una gita all’Ikea catanese (ricordiamo che a Palermo Ikea non esiste, chissà come mafia mai) ho preso per 9,9 euro LENNART, una  cassettiera da ufficio piuttosto squallidona che però si mimetizza molto bene coi colori del tavolo.

Al momento l’organizzazione è quella che è, e non so se rimarrà definitiva. Visto che metà del mio tessssoro cosmetico è a Milano, qui non ho tantissima roba [per gli standard delle vere vanity-nerd, ndr] e l’ho sistemata così:

  • quasi tutto il meicap si trova in GODMORGON, scatola a scomparti, che tengo sul tavolo per avere ogni cosa a portata di mano: sono la pigrizia fatta persona e *voglio* avere le robe esposte alla polvere pazza di casa mia.

    Per alcuni sarà pochissima roba, per altri tantissima : ) dietro c’è un portagioie di Claire’s (15 euro circa)

     

  • Per recuperare spazio in altezza ho piazzato un VARIERA (divisorio per ripiano) su cui ho messo i miei portapennelli di design e due portavasi SOCKER (quello più grande adibito a porta rifiuti per dischetti di cotone et similia, quello più piccolo ancora cerca la sua ragion d’essere e ogni tanto ci metto spazzole o roba analoga, mi serve soprattutto per armonia estetica e altre boiate di questo tipo). Da quando tengo i pennelli all’aria (ovvero alla polvere) li lavo molto più spesso e credo che siano più puliti ora di quando li tenevo nell’astuccio loro dedicato.

    Portapennelli di design (giààà).

  • Sotto al divisorio ho messo una scatolina trasparente (sempre della serie Godmorgon) con dentro i cotton fioc e un portagioie di Muji acquistato a Milano, gli facevo la corte da anni e ho sconfitto la mia tirchieria solo perché non ne potevo più di avere gioielli sparsi per scatole e scatoline nella mia stanza.

    Il cartoncino è il ricordo di un concerto delle Iotatola, gruppo al femminile palermitano

  • Dato che al momento non ho uno specchio retroilluminato ho comprato FORSA (19,99 euro), una lampada da lavoro che alle brutte riciclerò per altri scopi ma che al momento mi piace sia dal punto di vista funzionale che estetico.

    Dopo la mia invettiva contro fotosciòp ho pensato di timbro-clonare la mega voragine sull’intonaco del muro, ben visibile nella prima foto. Eh vabbe’, sì, mi vergogno dell’umidità di casa mia.

  •  Veniamo agli specchi: uno è il classico specchio-base di Ikea (TRENSUM, 8,99 euro), l’altro è il tocco femmineo del mio vanititeibol, una vecchia cornice portafoto dei miei – inutilizzata da decadi – trasformata in specchio dal vetraio vicino casa. Mi ricorda vagamente la toletta della nonna e lo amo assaj (grazie mamma et zia che vi siete occupate della cosa mentre ero a Milano).
  • Nel primo cassetto di Lennart (chiamiamo le robe Ikea come fossero persone, ma sì) ho messo un organizza-cassetto che viene direttamente dai ruggenti anni Novanta e che apparteneva a mia sorella (scusami, l’ho rubato per una giusta causa) in cui ho piazzato gli ombretti singoli – sì, pochissimi – e le palette.

    C’è qualcosa a fuoco in questa foto? Gli ombretti Catrice sono pure tagliati dall’inquadratura. ‘nnamo bene.

  • Negli altri cassetti c’è roba random che non sto qui a elencare perché è tutto provvisorio (crema corpo, scatole vuote inutili ecc). I prodotti per la skincare, le spazzole e gli smalti sono invece vicino al lavandino.

Considerazioni finali: sì, le finestrelle del bagno riesco ancora ad aprirle, cosa che comunque faccio poco perché i piccioni amano passare lì davanti le loro giornate (bleurgh, lo so) e Irene vorrebbe tanto cacciarli buttandosi a pesce nel vuoto. Sì, non è un bel vanity-table come quello dei miei sogni di infanzia, ma mi piace parimenti (eccerto, sennò non stavo qui a parlarvene).

Irene

Spero di non avervi tediato, piuttosto mi piacerebbe aver dato qualche spunto (origggggginalisssssimo, ja) a chi ha in mente di assemblare un vaniti-teibol rubando (poco!) spazio prezioso alla propria casa. Questo è davvero poco invadente, e sostituendo la sedia con uno sgabello si può ridurre ancora di più l’ingombro.

Voi avete una postazione meic-appp, come dicono su youtube?


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Regalini Natalizi (sotto i venti euro, eh!)

A Natale è ahimè inevitabile sbrodolarsi con post a tema, considerazioni più o meno banali e altra roba che tra un mese guarderemo con schifo. Quindi ne approfitto per stilare un piccolissimo elenco di regalini economici (home made e non) che si potrebbero fare in questi giorni di forzata bontà et calore et cetera amen. Allungo la premessa specificando che nessuno mi ha pagato per consigliare questa roba che magari a voi farà pure orrore.

1) Il Super Burro per Unghie Forti e Mani Morbidone Homemade

Qui trovate la ricetta, come sempre scopiazzata e non originale (sia mai). Per questa versione consiglio di utilizzare l’olio essenziale di limone, perfetto per schiarire le unghie (e oltre al fatto che ha un ottimo profumo, credo che possa piacere a un pubblico più esteso).
Per quanto riguarda il contenitore, se non ne avete da riciclare, online e un po’ ovunque è possibile trovare dei barattolini vuoti. Sinceramente adesso sconsiglio quelli Sephora: ne ho uno e lì il burro si è conservato peggio che con gli altri.

Target: universale, dall’amica fissata con la manicure a quella un po’ fricchettona che però usa ingenuamente  creme al petrolio, e così via con zie, sorelle e perchénnnno anche un uomo, ché anche le loro mani si spaccano d’inverno, mica sono Thor. (E poi secondo me Thor deve avere un’ottima manicure).

Foto così brutta che sembra fatta con Instagram, chiedo scusa.

2) Oli naturali di qualsivoglia foggia

Se non avete voglia di stare lì a frullare e a mettere in mezzo roba, un ottimo regalo è una confezione di olio naturale. Lo ripeto sempre, ormai si trovano ovunque, e penso che anche questo sia un dono unisex (e poi che palle sta storia dei generi, mi vorrei censurare quando scrivo queste cose ma tant’è, ci sono ancora uomini fobici al pensiero di apparire poco machi, mavveprego). Quindi un olio di mandorle dolci, da usare sulla pelle bagnata dopo la doccia ( e se avete un’amica/parente in maternità farà fuori la boccetta in pochi giorni, temendo le odiate smagliature), un olio di cocco (che però in questo periodo apparirà solido, poverino: sotto i 20° centigradi si solidifica) per gli impacchi ai capelli, il pregiato olio di Argan come antiage, l’amato Jojoba per il contorno occhi (e non solo) e così via. Sono una persona origggginalissima, vero? eh lo so.
In questa categoria aggiungo anche gli oli essenziali: sono piccini ma preziosi; quello di lavanda e di limone non dovrebbero mancare mai. Magari potreste allegare delle brevi istruzioni su come usarli per evitare guai.
Dove trovare ‘sta roba: Erboristerie, Naturasì, OVS, Ipermercati (marche a caso: I Provenzali, L’erboristica di Athenas, L’Amande, eccetera). Sul web: Aromazone, Farmacia Vernile, Dadalindo, La Bottega Color Cannella, per citarne solo alcuni.

Target: donnicciuole che ancora non hanno provato l’ebbrezza degli ingredienti naturali, omaccioni con voglia di idratare il pettorale in velocità, zie, nonne, le solite robe che si leggono in questi post.

Foto sfocata ma meglio così, la bottiglia è appiccicosa e urenda.

3) Robe Per Uomini Ecobbbbì0

Lavera ha una linea dedicata all‘omo-macho-ma-ecobbbio davvero non male. Tempo fa regalai una crema idratante per il viso (che da Naturasì mi svenò) ed ebbe un buon risultato, mentre oggi magari prenderei un set completo o anche solo un detergente sul meraviglioso Ecco-Verde.it. Secondo il mio personalissimo giudizio frutto di ricerche sul campo e di nerdeggiamenti coi miei amici maschi-ma-lettori-di-Vanitynerd, le cose più utili potrebbero essere:

  • Crema idratante per il viso “non che me ne freghi qualcosa, eh”
  • Uno shampoo che impedisca loro di perdere tutti i capelli, tipo questo.
  • Detergente viso/scrub pre-rasatura
  • Balsamo post-rasatura “perché dopo ho la faccia tutta rossa e che cavolo devo metterci?”

Ovviamente ci sono decine di marche eco-bio (tra cui la mia amata Bjobj) che fanno linee per uomo (i quali non credo che utilizzando un prodotto “non-da-uomo” prendano fuoco, anzi), ma questa è l’unica testata da chi mi sta attorno, per cui.

Target: uomini che fingono di fregarsene e invece ci tengono, uomini che ci tengono ma si spalmano solo roba L’Oreal, uomini che Buh, Se Me Lo Regali Lo Uso. Ovviamente siano essi fratelli, amici e quel che volete voi, eh. 

4) Dacci li trucchi!

Consigliare dei trucchi da regalare a Natale richiederebbe un post a parte suddiviso per grado di nerdaggine cosmetica del destinatario, fascia di prezzo, etica del destinatario (usa solo cose eco-bio? è vegano?), età e cose così, per cui no, mi limito a proporre un beauty virtuale con varie cose che ho provato per ora e che regalerei (sia sparse che insieme, dipende sempre dai danari eccetera, i prezzi oscillano molto):

  • Mascara Pupa Vamp: scriverò una recensione, intanto per 8 euro circa lo trovo magnifico.
  • Blusher H&M: meno di 4 euro, scrivenza ottima, inci buono, confezione pratica.
  • Eye-liner Sun Club Essence: strepitoso, facile da usare, prezzo intorno ai 2 euro.
  • Matita Occhi Urban Decay 24/7 Glide-On (Perversion): 16 euro, super nera, morbidissima, per le amanti del genere.
  • Rossetto Mac: qui è difficile segnare un colore, trovo impossibile scegliere per gli altri, ma se si conosce bene il destinatario si può anche azzeccare. Io a un’ipotetica amante di rossetti vivente a Palermo (dove Mac ovviamente non c’è) regalerei Russian Red (in barba alle labbra secche!) o Rebel, che non possiedo ma che ho amato dal progetto 5 Shades of Rebel (non l’ho preso perché il mio rossetto Armani me lo ricorda troppo). Costano 18 euro, più che meritati.

 

Credo che se continuo a scrivere cavolate di questo tipo prenderò fuoco spontaneamente. Spero di non avervi ammorbato con le mie banalità: purtroppo molte cose non le ho potute citare per evitare spoiler alle mie amiche che si beccheranno regali Vanitynerd anche quest’anno, che – anticipo – ho preso su Ecco Verde. Ovviamente ho dimenticato una quantità enorme di roba;  più che mai aspetto suggerimenti, siti che iNioro, meraviglie cosmetiche eccetera eccetera. (Ah, sì, ho escluso i trucchi acquistabili online perché sennò non avrei finito più).


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[Hair-care] Uscire dal tunnel dei siliconi, o almeno provarci.

[**attenzione: questo post ha la portata scientifica di una chiacchierata con una Beck's in mano. Si sconsiglia di prendere per oro colato quanto qui riportato, trattasi di consigli da capellona a capellona: non sempre potrebbero funzionare, ma di certo non vi porteranno all'ospedale, o almeno spero**]

Qualche giorno fa ho ricevuto il grido d’aiuto di una mia amica sull’argomento capelli. Vi premetto con estrema umiltà che nel globo esistono miliardi di persone più esperte di me, ma G. G. (così chiameremo la mia sventurata amica) evidentemente non ne conosce, quindi pochi cavoli.

Il caso di oggi, dico passeggiando abbigliata a mo’ di Sherlock Holmes (quello classico, non quel fico atomico di Benedict Cumberbatch), coinvolge capelli crespi – né ricci né lisci, stando alla testimonianza di G.G. – e secchi, per i quali al momento l’unico rimedio  consiste in una maschera KERASTASE.

(Se state pensando ancora alla figura di Sherlock Holmes, dato che siamo pur sempre su Vanity Nerd e non su Vanity Make Up Beauty & Nails, eccovi la versione altrettanto fica di Robert Downey jr.)

Dopo una breve rianimazione spiego a G.G. (con toni ben più accesi di questi) che probabilmente la maschera che usa svolge un ruolo chiave sia nel domare i capelli, sia nel renderli secchi. Un circolo vizioso chiamato siliconi, che passione!

Le ho consigliato, prima di tutto, di buttare dal balcone la crema Kerastase (no, vabbe’, usata una volta ogni tanto non procurerà la morte di nessuno. Forse.) e di fare subito un impacco super naturale a base di olio di cocco. Dal momento che mi sono offerta di fargliene uno io per vedere come ci si trova (ma sicuramente dovrebbe ripeterli nel tempo, uno non basta) ho pensato a un mix di Splend’or – per creare una consistenza cremosa, ma è opzionale -, olio di cocco, olio di ricino (entrambi rinforzanti per capelli) e olio di mandorle (idratante). Io ovviamente a casa ho tutti questi olii perché sono una povera shopaholic, ma se dovessi proporle l’acquisto di un solo olio direi quello di cocco, che a parer mio coniuga idratazione e rinforzanzanzanza (termine tecnico).

Va detto che la gente è molto pigra quando si tratta di trovare nei negozi ingredienti naturali, e anche se ha un’erboristeria [l'avevo scritto senza apostrofo, la situazione è grave] a pochi passi decide di snobbarla per i motivi più vari; per quanto riguarda l’acquisto online esiste ancora un sospetto radicato in talune persone, che probabilmente pensano di vendere la propria anima insieme alle coordinate della propria prepagata. Queste banali scuse però non trovano terreno fertile quando posso consigliare dei prodotti naturali iper-facilmente-reperibili, roba che due anni fa a Palermo te le sognavi (viva la grammatica italiana).

Per questo posso segnalare come olio di cocco quello di L’Erboristica di Athena’s al Monoi (olio puro di cocco con aggiunta di estratto di Tiarè, vitamina E e profumo, lo specifico perché questa marca non sempre produce oli puri e bisogna sempre controllare), marca ormai venduta in ogni dove, perfino nell’outlet-profumeria-sfigatissima vicino casa, mentre per quanto riguarda quello di ricino negli ipermercati si trova facilmente quello della Forsan (che produce altri oli naturali).

Per quanto riguarda lo shampoo, direi che è ora di passare al biologico senza fare troppe storie. Non sono una veterana in questo campo, e essendo altamente abitudinaria (vedi questione Nivea)  ho provato solo gli shampoo/i Bjobj, per cui il mio consiglio a colpo sicuro non può che essere il Bjobj all’Avena. Come alternativa più economica e reperibile all’ipermercato invece ci sarebbe il Forsan al lino, ma non l’ho ancora provato. Dall’inci sembra ottimo, e poi è stato testato dal capoccione del mio martire di fiducia, Andrea.

Come balsamo non esiterei a consigliare lo Splend’Or, anche se non tutti nel globo terrestre ci si trovano bene o ne traggono gli stessi benefici. Direi che un tentativo si può fare, un euro e trenta è di solito il prezzo standard nei supermercati più esosi (io ne ho comprato una scatola da 12 flaconi all’ingrosso, ma sto bene, ve lo giuro).

Parole sante.

Al momento non ho provato balsami bio, mi trovo così bene con questo che non me ne voglio separare (almeno finché manterrà questo inci, se decideranno di rovinare la propria azienda inserendo siliconi la pagheranno cara. MUAHAHAHA).

Ehrm. Questo al momento è tutto. Vi farò sapere se G. G. deciderà di seguire i miei banali consigli o se perderà l’intera chioma nel tentativo. Se voi invece avete sciampi (sì, lo scrivo così in stile anni ’50) o balsami privi di siliconi da consigliare ne sarei lieta, così magari spezzo un po’ l’abitudine (che sembra più una fissazione Sheldoniana). (Se non sapete chi sia Sheldon, forse non avrete capito la foto qui sopra). (È lui, sì.)


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(i miei) Prodotti drenanti e anticellulite

Lo so, lo so. Sperare di sconfiggere la cellulite a colpi di barattoli e cremine è una vaga utopia, specie se lo sport praticato attualmente consiste nella registrazione simultanea di programmi sky, coadiuvato dall’astinenza dall’acqua e da una gran passione per la birra fresca. Insomma, sì, sono un rottame, ma sogno di rimettermi in sesto e qualche piccolo passo lo sto facendo (anche se comprare le scarpe da ginnastica non credo che basti a tonificarsi).

In ogni modo, massaggiarsi per benino due volte al giorno male non fa; il mio problema principale infatti è dato dalla cattiva circolazione, e ho visto che col massaggio la situazione migliora parecchio (per dirne una, riesco a dormire senza calzini. Vi sembra una cavolata? Lì il sangue arrivava di rado!).

I prodotti utopistici che campeggiano nel mio bagno al momento sono tre (avete letto bene). Premetto che le foto fanno orrore, abbiate pietà dell’ISO sparato a 2000.

Weleda: Olio Cellulite alla Betulla

Quest’olio profumoso (100 ml) è perfetto dopo la doccia, sulla pelle ancora bagnata. Se avete molto tempo l’ideale sarebbe massaggiarlo a lungo, ma anche pochi minuti vanno bene. Sicuramente non vi farà sparire la cellulite in un baleno, ma rende la pelle elastica e tonica, e gli attivi sono mirati allo scopo. Sono già alla seconda confezione, e devo la scoperta di questo prodotto alla carissima Claudia, che mi ha convinto perché su di lei ha anche un effetto drenante.
Costo: 18 euro circa, io l’ho preso sempre in offerta all’Ipercoop a 15 euro.

Geomar: Gel Freddo Drenante.

Questo è il prodotto che in assoluto sto amando di più, sebbene -ripeto- non faccia miracoli data la mia perenne inattività fisica. Lo metto ogni mattina e sera, si assorbe velocemente e fa questo piacevole effetto fresco che rimette in circolo tutto quanto. Ha un odore mentolato gradevole e una consistenza in gel che non appiccica (certo, dovete aspettare un minuto prima di rivestirvi, ma va bene così). Lo adoro perché è molto pratico e l’effetto freddo non danneggia i capillari (e io devo starci molto attenta).
Anche qui sono alla seconda confezione.
Costo: intorno ai 9/10 euro.

Guam: fangocrema notte

Questa crema corposa e super odorosa ebbe un grandissimo effetto rimodellante quando qualche anno fa seguii un regime alimentare sano facendo anche kung fu (bei tempi, eh). Adesso la uso solo su pancia e fianchi, perché non posso applicarla dove ho i capillari in evidenza. Usata ogni sera prima di andare a dormire, posso dirlo, funziona. D’inverno ha sicuramente un appeal superiore, visto che le prime volte andrete moderatamente a fuoco. Non ha controindicazioni, a parte il fatto che al mattino non potrete saltare lo step della doccia perché lascia qualche residuo (sconsiglio, per dormire, la sottoveste di seta già protagonista di molte soap opera italiane). Quindi se avete l’abitudine di non lavarvi, pensateci.
Ebbene sì, seconda confezione anche per il fangocrema!
Costo: alto! Cercate promozioni nelle farmacie/erboristerie. Io l’ho pagato intorno ai 35 euro, gosh.

Gli INCI di questi prodotti non sono affatto male. Inutile dirvi dell’olio Weleda, completamente naturale; gli altri due hanno uno o due siliconi, una o due schifezzine, ma gli ingredienti efficaci sono di origine naturale, e sono in quantità maggiore rispetto agli altri.


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[Homemade] – Struccaggio d’emergenza

(Facciamo finta che io non manchi da tempi immemori, che nella mia vita non siano accaduti avvenimenti che definire spiacevoli è poco e andiamo avanti.)

Sappiamo tutti che viaggiando o dormendo fuori casa è saggio e consigliabile portarsi dietro uno struccante, alle brutte anche un pacco di salviette inumidite, ma càpita anche alle persone migliori di ritrovarsi completamente sprovvisti dell’agognato prodotto.

Di andare a dormire truccate non se ne parla nemmeno. Non siamo in una puntata di Centovetrine, a letto il trucco è bandito. (Sì, ogni tanto infilo dei doppi sensi per i miei lettori più arguti). Qual è allora la soluzione? Ravanare nella cassetta degli attrezzi del padrone di casa e provare con carta vetrata a grana fine? Utilizzare la spugnetta detergi-scarpe dell’hotel?

La soluzione, se siete delle brave persone, è abbastanza semplice.

1-L’arcinoto Olio e Acqua.

Se siete a casa di qualcuno, fiondatevi nella sua cucina impipandovene delle buone maniere. Prendete la bottiglia di olio di oliva e versatene un cucchiaino in una tazzina con un po’ d’acqua. Mescolate e avrete il vostro Arcinoto Struccante Bifasico Ultra Rapido. Se in casa non c’è del cotone, nemmeno della vile bambagia da farmacia, non vi restano che i fazzolettini per il naso (pregate che siano di buona qualità). L’olio d’oliva strucca benissimo e vi farà odorare di bruschetta. (Consiglio un risciacquo con una saponetta).

2-L’Acqua Micellare Home Made.

Questa ricetta viene direttamente da Carlitadolce per cui, come sempre, non ho alcun merito se non quello di averla provata. La conditio sine qua non di questa soluzione è lo shampoo biologico. Per svariati struccaggi basta un cucchiaino di shampoo biologico diluito in un bicchiere (e forse anche di più!) d’acqua. La delicatezza dello shampoo non aggredirà gli occhi o la pelle, ma è sempre meglio non aprire gli occhi per sicurezza. Strucca meno efficacemente gli occhi rispetto all’Arcinoto, ma per il viso è perfetta, e può essere utilizzata in combinazione col sopracitato per una pulizia perfetta. La potete passare sul viso con il cotone (o col maledetto fazzolettino) e risciacquare.
Come shampoo ho utilizzato quello biologico di Forsan acquistato all’Ipercoop. Non so come sia sui capelli, ma sul viso ha dato ottimi risultati. Che non vi venga in mente di usare uno shampoo da supermercato! Per dare un’idea di inci delicato, vi posto gli ingredienti di due shampi biologici, uno preso dal video di Carlita sull’acqua micellare fatta in casa

l’altro del mio shampoo Forsan (perdonate il bilanciamento del bianco).

In tutto ciò se desiderate lumi sull’acqua micellare “vera” (non fatta in casa), sappiate che presto ne scriverò con sommo gaudio di tutti noi.


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Gift Box de “I Provenzali” – [Happy B-day Anna!]

Di Anna una cosa la so per certo: le piace il rosso. Easy win, lo sanno tutti, e su questo non posso sbagliare. Ma oggi è il suo compleanno, e non posso certo regalarle qualcosa di rosso (cosa, poi?) e basta. L’altro giorno parlavamo di cosmetica eco-bio, e l’ho vista piuttosto interessata; si lamentava anche delle creme per le mani che in questi anni il suo dermatologo le ha consigliato, creme che idratano solo superficialmente per poi lasciarla con della carta vetrata al posto degli arti superiori. Tipico della paraffina!

Per questo ho preparato per lei una gift box (di box ha davvero poco, ma fa fico usare termini inglesi a casaccio) con solo prodotti dei Provenzali per iniziarla al magico mondo della cosmetica consapevole. Certo, non mi sono sforzata granché a livello pratico, ma ho scelto con cura ogni cosa (me la canto e me la suono, actually).

Il sacchetto è ovviamente rosso, il beauty non è esattamente il più solido che abbia mai visto ma è carino, e il foglio di carta velina serve non solo a pseudo-decorare-riempire il sacchetto, ma anche a diffondere un gradevole aroma (l’ho profumato con olii essenziali di limone e lavanda. Vi dico anche il perché: il beauty appena comprato spargeva un odore di plastica davvero orripilante).

Ma veniamo al succo, i prodotti dei Provenzali: una saponetta al Tè verde, uno stick labbra all’olio di mandorle, la crema per le mani al karité e l’olio di mandorle profumato alla magnolia.

La saponetta [win]

Dalle mie parti regalare saponi è una cosa sì comune, ma sempre ammantata dall’ansia di dare un messaggio offensivo, per la serie “va’ lavati” (detto in palermitano, più o meno). In questo caso smetto di farmi paranoie perché una saponetta dei Provenzali è un vero gioiellino: profumatissima (ma in modo non sintetico), va bene sia per le mani – le lascia morbide morbide – sia per il viso. La sensazione di pelle che tira è un vago ricordo che lascio a robe del mio losco passato. Un vero must have.

Lo stick labbra [win]

Di questo (o meglio, della variante al karitè) ho già parlato altrove. Grazie ai suoi ingredienti naturali nutre davvero le labbra che non ritornano a essere arse e disidratate poco dopo, anzi. Da tenere sempre in borsa, in tasca, nel cappotto (io infatti l’ho perso da poco e l’ho dovuto ricomprare).

Olio di mandorle alla magnolia [win]

Anche su questo ho già dissertato in passato, sebbene abbia sempre provato la versione non profumata. Questa qui mi ha sempre attratto, e mi sembrava un bel regalo per chi si appresta a usare l’olio per la prima volta. In fondo contiene solo un po’ di profumo, ma se dovete usarlo sul volto per fare lo struccante sarebbe meglio scegliere la versione neutra.

La crema per le mani [mistero]

Okeeeei, questa non l’ho mai provata – sono addicted alla Crabtree & Evelyn (super cara, dio mio) o al mio super burro – ma guardando gli ingredienti confido in un buon risultato. Magari se fa orrore vi aggiorno più in là, a meno che Anna non mi abbia lanciato un anatema prima.


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[u mad bro?] Prodotti per le sopracciglia

Da quando a quindici anni o giù di lì pensai che fosse una buona idea spinzettarmi le sopracciglia fino a far venire un infarto alla mia estetista di allora, non ho più badato granché alla loro salute. Pinzetta certamente, ali di gabbiano fatte dal parrucchiere ove possibile, pettinino per metterle in ordine – ma niente di più. Poi è arrivato Youtube, e le guru – quasi tutte inspiegabilmente prive di sopracciglia – non hanno esitato a far vedere come disegnarle, curarle e via dicendo. Per un bel po’ ho avuto pietà di loro, poi ho capito che anche io coi miei giglioni (termine usato da mia sorella per indicare i sopracciglioni folti) dovevo darmi un contegno, perché nonostante le sopracciglia non mi manchino, la loro texture – per così dire – non è del tutto compatta (insomma, sì, ci sono delle zone da riempire e in più sono diverse come le sorelle Roberts).

Una foto emobimbominkia per mostrarvi, oltre alla mia couperose, le mie belle sopracciglia spettinate che necessitano di un Brow Bar (ovviamente in questa foto non ho usato prodotti sulle sopracciglia)

La prima cosa che ho fatto, quindi, è stata comprare una matita per sopracciglia da Sephora: peccato che la tonalità più scura era adatta a una svedesona più che a una siciliana, così i tentativi di usarla mi hanno scoraggiata facendomi pensare che per me non ci fosse più speranza in questo globo.

Tempo dopo approdai a Essence: problema opposto.

L’unico colore adatto a me era un nero carbone, col risultato che assomigliavo in modo imbarazzante a Frida Kahlo (e non la versione bona di Salma Hayek). Inoltre le poche volte in cui la usavo sbavava provocandomi aloni neri intorno alle tempie: orrore e dannazione.

L'effetto Frida non rende in foto quanto dal vivo. Perdonate l'occhio da pesce lesso e il trucco sbavato.

Per molto tempo, quindi, ho abbandonato l’idea di riempirle e me ne sono ampiamente fregata vivendo gioiosa e felice anche con le mie sopracciglia spettinate, finché non ho fatto un ordine Elf che includeva un (per alcune famoso) Eyebrow Kit, composto da una cera (paraffina pura, diciamolo) leggermente scura e da una polvere più chiara (che si fissa sopra la suddetta cera).

E.l.f. Eyebrow Kit, tonalità Dark. 4€

Alleluia, eureka, finalmente! Il colore è perfetto per le mie sopracciglia, che sono sì scure, ma che vanno riempite con una tonalità leggermente più chiara proprio per evitare l’effetto Frida. Altro lato positivo è il fatto che grazie alla cera il prodotto in polvere non voli via e non sbavi, fissandosi per bene e dando un effetto omogeneo che rende il viso più ordinato e armonioso.

Orrore! A destra (la vostra destra) ho usato il kit, a sinistra no. So che non si capisce un tubo ma autoscattarsi le sopracciglia non è facile.

Ma non mi sono fermata qui, e da Coin ho trovato la matita per sopracciglia di Catrice. L’ho comprata pensando di regalarla alla cara maTre, poi l’ho provata giusto per scrupolo, e infine me la sono egoisticamente tenuta: un altro colore perfetto con in più la praticità di un solo prodotto, più veloce da stendere del (per alcune famoso) Eyebrow Kit.

Matita Catrice

Ovviamente tutti questi bei prodotti non servono a niente senza una mano esperta che riesca a domare i miei giglioni, al momento in stato pietoso andante. Però per mettere una pezza in vista di un brow bar non sono male, e male che vada opterò per un look alla Miccoli.


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Cura delle labbra

Non avevo sentito il bisogno di fare un post del genere finché non ho straziato le mie labbra con due porzioni di patatine di Mc Donald’s, consumate nel corso di una giornata frenetica in cui avrò bevuto mezzo bicchiere d’acqua (e uno di Coca). A giudicare da come ero ridotta il giorno dopo, e da quanto ho impiegato per far tornare normale la mia pelle, il sale contenuto da quelle patatine era sufficiente a salare il golfo di Mondello (magari disinfettandolo un po’).
In questi casi, va detto, l’unica cosa da fare è bere. Il trattamento che consiglio, però, va bene in generale quando avete le labbra secche (per es. per il freddo) o vi apprestate a mettere un rossetto scuro che potrebbe evidenziare pellicine e cose così.

Foto mossa, che fail

Quindi, due semplici fasi:

1- Scrub.
Semplicissimo, mischiate miele e zucchero e passatelo sulle labbra senza mangiarne troppo. Sciacquate, fine. Uno scrub vegano si può fare con olio (anche d’oliva) al posto del miele.

In alternativa potete passare il vostro spazzolino da denti sulle labbra, ma potrebbe essere leggermente aggressivo. Io me ne impipo e lo faccio con lo spazzolino elettrico, setole delicate, velocità minima. Non male!

2-Impacco

Ho mischiato nel palmo della mano un pizzico di burro di karitè con poche gocce di olio di jojoba (se non l’avete usate il solito olio d’oliva o di mandorle). L’ho passato sulle labbra e l’ho tenuto su per qualche minuto, poi ho rimosso il tutto con una velina e ho sciacquato.

Qui trovate un post su alcuni burrocacao (lipbalm per essere più cool) che ho provato. Un anno dopo vince ancora quello dei Provenzali!


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Lavera: Latte Detergente all’Aloe

Non sono mai stata troppo metodica nella pulizia del viso: non riesco a usare lo stesso prodotto ogni santo giorno, perché alla sera arrivo davanti al lavandino sempre in uno stato fisico-mentale diverso, e a quello si deve adattare il detergente. Se sono troppo stanca per usare Erba Libera di Lush uso un detergente come questo qui di Lavera, terminato proprio ieri dopo qualche mese dall’acquisto.

La mia prima reazione di fronte a questo prodotto fu di immediata delusione: l’odore non è particolarmente accattivante, bensì anonimo, e la consistenza fin troppo leggera. Ecco, se ci si aspetta dalla dicitura “latte detergente” il malloppone siliconico anni Novanta – super profumato – ci si ritrova fuori strada. Io all’inizio pensavo chiaramente a quello. Dopo un po’ però ne ho apprezzato la leggerezza e questa estate è stato prezioso, visto che ha preservato la mia abbronzatura -ottenuta a fatica con la protezione 50 – e  che si è rivelato comodo da portare in viaggio (non è molto grande).

Quel che ne è rimasto l’ho utilizzato in questi giorni, ed è bastato usarne un po’ di più – cosa drammatica per il mostro della Tirchieria annidato in me – per avere un detergente a prova di smog /trucco vario / impurità di dubbia origine.

Il prezzo, se la memoria non mi inganna, dovrebbe aggirarsi intorno agli otto/dieci euro. Io lo consiglio soprattutto per la primavera/estate, e naturalmente per pelli molto delicate e sensibili. Per il resto non è un fail, assolutamente, ma dargli un win mi sembra pure troppo. Diciamo un ok, terribilmente anni novanta.

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