Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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L’ennesimo post sul Cosmoprof 2014 (acquisti, novità e stalking di VIPSSS)

Ebbene sì, sono viva. Dopo due giorni di Cosmoprof ho le spalle a pezzi ma sono anche piuttosto contenta. A Bologna ho una coppia di amici che mi ospitano (leggi sopportano) e senza il loro appoggio credo che sarei tornata a Milano col piglio di un cadavere fresco di giornata (cit.).

Vorrei parlarvi di quello che ho visto/notato/comprato/stalkerato al Cosmoprof, sperando di non tediarvi troppo. In caso di attacco di noia incontrollabile è consigliato il rapido abbandono della pagina tramite la “x” collocata sul browser.

Smalti. Smalti Everywhere.

Il primo stand visitato è stato quello di Faby. Ho provato solamente un loro smalto – quello bianco che mi ha regalato Kenderasia – e la qualità mi ha stupito così tanto che non vedevo l’ora di guardare le loro novità. Ecco, credo che se avessi potuto avrei riempito sacchi e vestiti di boccette e sarei scappata di soppiatto come in Robin Hood di Walt Disney quando rubano l’oro al sonnecchiante Principe Giovanni.

Cosmoprof 2014

Purtroppo lì nessuno sonnecchiava e poi c’è quella parte di me contraria al furto, you know. Per mantenere intonsa la mia fedina penale quindi ho deciso di comprarne due, uno per me e uno da regalare alla mia amica Euge che si è laureata (yeee): a lei ho preso I’m not Crazy! che mi fa pensare a una famosa battuta di Sheldon Cooper (I’m not crazy. My mother had me tested) per me Cleo’s Talisman, un colore che i più definirebbero tamarro ma che a me piace da impazzire. Chissà come sarà sulle mie zampe.

smalti Faby

Da sinistra: I’m not Crazy! e Cleo’s Talisman

La novità presentata al grande pubblico comunGue erano (e sono) gli smalti composti da ingredienti all’87% naturali, non derivati dal petrolio e senza tutti i tipici veleni da smalto (Toluene, Formaldeide e compagnia bella); la linea si chiama Faby Nature. La gentilissima PR me ne ha regalati tre: Etruscan Clay, Afromosia e Cymbidium (azz che nomi complicati), rispettivamente un grigio, un  marronazzo e un verde/giallo super particolare che non vedo l’ora di provare.

Cosmoprof 2014

Faby Nature

Da sinistra: Etruscan Clay, Afromosia e Cymbidium

Passando alla concorrenza, allo stand CND mi è stata offerta una manicure con i nuovi colori della collezione Paradise, l’ennesima ispirata al Brasile (bastaaaa): ho ancora intonso sulle mani lo smalto, il bellissimo Cerulean Sea. L’accent nail è stata fatta con Sultry Sunset come base  (gne, devo ammettere che non mi fa impazzire il finish metallizzato), mentre i pallini (termine tecnico) – che voi ovviamente non vedete –  sono stati fatti con  Bicycle Yellow e di nuovo Cerulean Sea. Pensavo fossero smalti professionali, invece sono venduti al pubblico (sono i CND Vinylux Weekly Polish, dal nome deduco che promettono una durata di una settimana. Vanno rimossi con levasmalto a base di acetone però!). Non fate caso alle mie mani disidratate, plis. ORENDE.

Cosmoprof 2014

Da OPI mi sono innamorata della nuova collezione in collaborazione con Coca-Cola. Sono la più grande fan della bevanda del demonio, cerco di berne poca perché mi provoca una seria dipendenza, ma il mio amore per lei è indiscutibile: spesso mi cura da molti malanni meglio di un farmaco qualunque. I colori della collezione sono ispirati al packaging della lattina, alle bolle, blablabla: è davvero carina anche se non rivoluzionaria. Esce a luglio e io – mangiata dal marketing – la vorrei TUTTA.

Cosmoprof 2014

Da Clarissa Nails ho poi comprato il famoso top coat Seche Vite, che a quanto pare è il migliore EVAH. Non so, vi farò sapere. Menzione d’onore alla PR che ci ha guardate con sincero disgusto (ci siamo presentate ma non volevamo fare una rapina, giuro).

VIPSSS e altre cose.

Saltando di palo in frasca ricordo poi con grande amore lo stand di The Konjac Sponge Company. Non avevo mai palpeggiato una spugna Konjac prima e pensavo fossero ruvide e fastidiose. Invece da bagnate sono morbidissime e delicate! Sono totalmente vegetali e si usano per pulire il viso. Ce ne sono di svariati tipi e penso che un giorno ne comprerò una (quella per pelli delicate naturalmente). Ahimè non vendevano e come sempre non me la sono sentita di imbracciare un fucile a canne mozze per farmi avere una dozzina di spugne.

Konjac Sponges!

I veri ricordi memorabili del venerdì però sono stati gli incontri con delle VIPSSSS del make-up: le Pixiwoo allo stand Real Techniques/EcoTools e Anastasia Soare di Anastasia Beverly Hills (all’omonimo stand). Quest’ultima ha anche ritoccato le sopracciglia di Beatrice e vederla all’opera è stato fantastico. Ho provato sulle mani le sue famose matite e  sono giunta alla conclusione che vorrei tutta la linea di prodotti, le mie sopracciglia ne hanno un forte bisogno.

Cosmoprof 2014

Allo stand di BBCreamItalia avrei volentieri lasciato tutti i miei averi, ma la parte giudiziosa di me mi ha consigliato di fare acquisti mirati e di non sperperare il denaro della mia famiglia in cazzate. Per me ho preso due pennelli Real Techniques (Expert Face Brush, 13 euro, e Blush Brush, non ricordo il prezzo ma 11 o 12 euro) e una spazzola da viaggio Dessata, simil Tangle Teezer (10 euro, avevo dimenticato la spazzola a Milano, non so se rendo l’idea). Per la mia amica Sara, che mi ha amorevolmente ospitato, ho preso lo Starter Set e il Blush Brush di Real Techniques nonché una palettina MUA.

BB Cream Italia: acquisti
Su consiglio di Federica ho preso quello che potrebbe essere la cosa più bella del mondo: un Phon Parlux. FUCSIA. Sorvoliamo sul prezzo, è un asciugacapelli leggerissimo ma SUPERPOTENTE. Appena lo provo meglio vi dico di più.

Parlux

Rimanendo in tema capelli, sabato allo stand Nashi Argan ho avuto la possibilità di fare una piega provando i prodotti del marchio. Sono arrivata allo stand con dei capelli che definire imbarazzanti è poco: la pioggia del giorno prima e la costante umidità mi avevano donato un ciuffo alla Gastone Paperone, ma senza il suo charme. Dopo un doppio shampoo mi hanno applicato la Deep Infusion, una maschera nutriente che sembra aver dato una botta di idratazione ai capelli (avevo fatto la tinta da pochi giorni).

Alla fine della piega Mirko (l’hairstylist di cui ogni avventore al Cosmoprof si è innamorato/a) mi ha applicato un olio e ha ricoperto di complimenti i miei capelli, mio grande punto debole. (Tra un “sei dimagrita” e “che bei capelli” preferisco sempre la seconda, ve lo dico). Non riuscivo più a riconoscermi allo specchio ma ero stra-felice.


Vera, adorabile PR del brand, mi ha omaggiato di qualche prodotto: vi farò sapere come mi trovo (se la cosa vi interessa, of course. Nessuno mi obbliga).
Una piccola nota: i capelli sono rimasti puliti e in piega per CINQUE giorni. Lo so che forse ora starete vomitando in un angolo, ma io ho i capelli secchi e li lavo una/due volte alla settimana (poi dipende, of course). Quando vado dal parrucchiere e mi ricoprono di siliconi non durano puliti più di due giorni: quindi la riuscita di questa piega è a dir poco pazzesca (l’olio, sì, conteneva siliconi).

Ultimo acquisto da citare sono due paia di stickers per le unghie assolutamente demenziali (uno con le paperelle, l’altro a tema luna park) del marchio taiwanese All-Belle, specializzato in ciglia finte. Partner in crime di questo acquisto pazzo è stata Giulia (alias Darkness), che ha sopportato un’intera giornata di paranoie, lamentele e ansie sparse – tutte offerte gentilmente dalla mia persona (la stessa cosa è toccata a Bea il giorno precedente).

Nail Stickers
A proposito di incontri, la lista delle blogger che ho avuto il piacere di conoscere dal vivo o rivedere è lunga. Se andate su Facebook o Youtube mi vedrete probabilmente infiltrata tra foto di raduni e video sparsi.

Un ricordo speciale lo dedico al panino al salame mangiato venerdì in fiera: la prossima volta piuttosto che mangiare una cosa del genere addento la moquette rossa del corridoio principale.

Voi siete stati/e al Cosmoprof? Cosa vi è piaciuto di più? In caso contrario avete infilzato di lunghi spilloni varie bamboline vudù? Ditemi!

Bacini rosa a voi.

P.S.: Per vedere altre foto di cavolate sparse cliccate qui.


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Vanity Nerd: The Meme Giveaway (givauèi)

Ed eccoci qui, nel momento che questo blog attendeva trepidante da tempo: il primo GIVAUÈI di VanityNerd.com.

squirrelgive

Per i genitori all’ascolto risponderò subito alle domande: cos’è un Giveaway? A che serve?  Sei davvero così intelligente come sembri?
1) Il Giveaway (da qui in poi givauèi) è un premio che il possessore di un blog/canale youtube/dio solo sa cos’altro fa ai suoi iscritti/adepti/dio solo sa cos’altro.

2) Serve normalmente a incrementare il numero di iscritti comprando con un premio nuove persone. MUEHAHAH. Ciò ne deriva che tutti i miei iscritti, finora, hanno agito spontaneamente e io voglio loro un po’ di bene. Infatti un givauèi lo si può fare anche per ringraziare chi è iscritto da tempo, cosa cui tengo particolarmente.

3) No, sono anche più cessa se la cosa può interessare.

Ma veniamo a noi.

REGOLE PER PARTECIPARE

(lo scrivo in capslock nel caso in cui qualche mente celeste non individui questa sezione)

1) Essere iscritti a questo blog tramite Bloglovin’ (qui qui qui qui). Se prima del givauei eravate iscritti via WordPress/via mail/via Bloglovin’ avrete un vantaggio (vd più sotto). In ogni caso per partecipare è necessario essere iscritti tramite Bloglovin’ nel momento in cui commentate (scusate se ripeto le cose mille volte).

2) Lasciare un (1) commento in cui mi postate il link di un meme che vi faccia scompisciare. Uno qualunque. Un meme è una cosa tipo lo scoiattolo più su o questo. (Vanno bene tutti: fatti da voi, quelli tratti da film, telefilm, quelli fatti solo con disegni ecc. Ovviamente non valgono quelli che vi ho messo come esempio).

- Se non sapete cosa sia un meme o dove trovarne uno lasciate perdere.
- Se volete copiare alla cieca quelli postati da altre persone siete persone cattive e non meritevoli della mia benevolenza.
- Se uno dei meme vincenti è stato postato da più persone vincerà quello postato prima.

3) Nel commento dovete scrivere anche il vostro nickname/nome che usate su Bloglovin (all’interno del commento NON dovete scrivere e-mail, indirizzi di blog, pagine facebook e minchiate di questo tipo. Mi serve solo il nickname che usate su Bloglovin. Nel campo e-mail invece potete lasciarmi un indirizzo cui contattarvi. Ma solo nel campo apposito!).

Esempio di commento standard:
*http://www.memolandia.it/memescompisciatore.jpg* nick di bloglovin: enzomiccioforevah93

Io stessa controllerò se Enzomiccioforevah93 sia iscritto da prima della pubblicazione del givauei o meno.

Se invece prima del givauei eravate iscritti via mail/via wordpress e volete approfittare del vantaggio fatemelo sapere: lasciatemi la mail nell’apposito campo oppure il nick di wordpress nel commento così che possa verificare.

Esempio di commento di persona iscritta tramite WordPress PRIMA del givauei:
*http://www.sonountascione.com/memepanelle.jpg* ti seguo da tempo immemore! nick di wordpress: arancinacoipiedi89, nick di bloglovin: arancinacoipiedialburro89

Esempio di commento di persona iscritta via mail PRIMA del givauei:
*http://www.tomhiddlestonnerdz.com/tomkissescookiemonster.jpg* nick di bloglovin: calzettassassina86. Sono una veterana, la mail la trovi nel campo apposito, bacini rosa.

4) Dovete essere maggiorenni e avere un indirizzo italiano cui possa spedire il malloppo.

Chi non rispetterà queste quattro semplici regole (iscrizione tramite bloglovin’, meme scompiscione, nick di bloglovin nel commento e maggiore età+indirizzo italiano)  non potrà partecipare e il suo commento sarà sostituito dalla foto di un asino.
Avete tempo fino alle 23:59 del 5 marzo 2013. Estrarrò appena potrò, entro una settimana dalla fine del givauei comunque, sperando ardentemente di finire in questo gruppo feisbuc.

Tra tutti i commenti postati sceglierò i miei preferiti, se non dovessi arrivare a una scelta finale dei vincitori (che saranno TRE) causa indecisione cronica chiamerò in aiuto Random.org.

I PREMI

Voglio premiare in modo speciale chi mi segue da tempo, per cui chi – prima del giveaway – era già iscritto al blog (e in questo caso valgono in egual modo l’iscrizione tramite mail/wordpress che quella con bloglovin’: farà fede l’orario delle mail che mi arrivano per ogni iscritto) potrà vincere:

  • Premio Esoso: Nars: Satin Lip Pencil in Luxembourg (ne parlo qui) + Catrice Defining Blush in Love & Peach. Entrambi nuovi, mai aperti. Il blush ovviamente non possiede un sigillo perché viene venduto così, ma prima di comprarlo ho ravanato per prendere quello più in fondo e ho verificato che non fosse stato swatchato da qualcuno.

    premio esoso

Chiariamo chi può vincere il Premio Esoso con un esempio: Mia Zia Pina si iscrive al blog via WordPress nel maggio 2011. È una veterana. Legge le regole del givauei e si iscrive a Bloglovin dopo aver letto il post. Lei concorre al premio Esoso perché in effetti era *già* iscritta al blog, solo tramite un’altra piattaforma. Nel commento mi lascerà il link al meme che la fa scompisciare, il nick di bloglovin (ZiaPinaRocks) e quello di WordPress (ZiaPinaLovesYou). Lo stesso vale per tutt* voi, se eravate già iscritt* via mail o via wordpress.  Repetita iuvant, dicevano un po’ di tempo fa.

Tutti (vecchi e nuovi followerZZZ) possono vincere:

  • Premio Nerd: Maglietta Pull&Bear di Star Wars, taglia M (non possiede l’etichetta perché l’ho presa ai saldi ed era così, ma non è la mia, giuro! La mia maglietta non l’avrete MAI) +  Catrice Defining Blush in Think Pink (vd sopra, nuovo ma senza sigillo) + Accessorize Lima per Unghie con Baffoni (anch’essa nuova, ci mancherebbe) + Sample (7 ml) di Trattamento Idratante Levigante alla Rosa Mosqueta di Weleda (questo ovviamente non l’ho comprato, l’ho ricevuto in farmacia, ma avendo già usato questa crema – review qui - mi sembrava carino farvela provare, ovviamente non mi bullo in giro dicendo che metto in palio chissà che).
    La maglietta è abbastanza larga, io l’ho messa anche con un top sotto. Se doveste vincere questo premio ma pensate che la misura non sia adatta a voi ne possiamo parlare, nessuno vi invierà a casa roba che non volete!

    Premio Nerd
  • Premio Skincare: Yes To Blueberries Crema Contorno Occhi, full size (qui la scheda su Ecco-Verde): l’ho comprata un po’ di tempo fa a prezzo pieno  - specifico! – ma non l’ho mai aperta perché ai tempi provai un campioncino di un contorno occhi Weleda di cui mi sono innamorata e che alla fine ho comprato e ricomprato, è un peccato tenerla nell’armadio e ho pensato di farvene dono. Se vi fa cacare potete sempre riciclarla, o scrivere una review infuocata e toccare alte vette di biutiblogging. A questa crema allego due campioncini da 10 ml ciascuno di Shampoo Trattante al Miglio di Weleda, dal momento che possiedo una full size che sto usando mi piacerebbe farvelo provare. È per capelli normali, senza troppe pretese. Non ho fatto le foto ma credo che potremo vivere anche senza. (Scusate, a parte lo scherzo)
    Premio Skincare

E questo è tutto amisci, sono sfinita dalla articolata elaborazione di questo minchionissimo givauei/semi-contest.  Spero che partecipiate in tante, che le regole siano chiare e non cervellotiche (vi posto un recap qui sotto). Su Facebook pubblicherò foto più dettagliate dei premi, scusatemi ma oggi proprio ‘gna facevo.

p.s. se i premi vi fanno complessivamente cacare non ditemelo, sono sensibbbbile. Cieo.

rulezzz


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[Epic Fail] Technique da Mac (tragiche storie di make-up)

Premessa: su questa storia hanno già detto tutto Drama&Makeup e Takiko (cliccate sui loro nomi per leggere i post). Era dunque necessaria anche la mia campana? ovviamente no! Potevo però tacere? ovviamente no! Amo lamentarmi? Sì, quindi purtroppo vi beccate anche il mio post. Bacini.

P.s. alla premessa: ho evitato di scrivere alcune cose che mi hanno fatto girare le balle perché già le hanno scritte perfettamente le due donzelle che vi ho linkato prima. Quindi se vi sembra che io mi lamenti per poca roba, forse è il caso di leggere anche i loro post. Basta, ho finito, la smetto!

-

Quando losche persone mi hanno proposto di partecipare a una Technique da Mac non ho esitato a dire SI come se stessi accettando la proposta di matrimonio di un ricco ereditiere amante dei gatti.

 Fonte

Fonte
Ma sì, va bene anche Joseph con un gattino nel cappotto. Scusa Andrea.

Una Technique non è altro che una sorta di lezione durante la quale un/a mua (make-up artist, truccatore/trice) trucca una modella mostrando le tecniche utilizzate alle partecipanti, che intanto si truccano seguendolo/a passo passo.

La nostra lezione era focalizzata sugli occhi (e in teoria sull’applicazione dell’eyeliner) e io non vedevo l’ora di apprendere qualche oscuro segreto per rendere i miei trucchi da banali e scontati a tecnicamente perfetti. Ma ecco il mio commento a questa esperienza:

rovescio tavoli

Se volete anche la parte verbale, tenterò di essere breve.

Iniziamo dal fondotinta: a tutte le partecipanti è stato dato lo stesso medesimo prodotto (in diverse tonalità), il Matchmaster. Pesantissimo per la mia pelle, mi sembrava di avere un mascherone. Un mascherone esotico, tra l’altro, visto che sul mio viso si sono appiccicati TUTTI i peli del pennello duofibre di cui ora non mi ricordo il numero ma vade retro.
(È il 187 comunque).

Re Julien. La cosa più esotica che mi sia venuta in mente.
Fonte

Avrei avuto una gran curiosità di provare il Face&Body, fondotinta amato da Chia (e non solo) che magari – se mi fosse poi piaciuto – avrei potuto prendere. E invece no. Il clima non era certo quello rilassato in cui una rompiballe dal suo scranno poteva mettersi a fare richieste, anzi, sembrava che non ci fosse tempo per nulla. Quindi, aaamen.

Come correttore ci è stato dato solamente il Select Cover Up nella tonalità NW20. Esattamente quello che ho a casa e che uso poco perché è un colore in base fredda e troppo chiaro  per le mie occhiaie. Ottimo. Un’altra chance di provare prodotti nuovi sprecata.

A parte i prodotti per la base, gli altri erano posti sul tavolo in modo sparso e casuale. Che idea geniale! Infatti per quanto riguarda il trucco occhi, su di me si sono abbattute svariate sfighe: l’aver beccato una matita verde scuro al posto di una nera (l’Eye Khol nel colore Tarnish), che al tocco del pennello mi ha fatto un bell’alone informe, e aver provato a truccarmi con una palette - una  Veluxe Pearlfusion Shadow nel colore Greenluxe (vd foto) - che definire oscena è poco. Colori glitterosi che svanivano via alla prima sfumata, una tragedia che non credevo possibile. Mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo, quando non usavo il primer e mi affidavo a ombretti scadenti. A proposito di primer: come base mi sono beccata il Paint Pot Painterly, una base cremosa totalmente opaca e rosata, una cacca su di me. O forse una cacca in generale.

Nel tentativo di mettere a posto un trucco orripilante costituito da una macchia verde-grigiastra non riuscivo nemmeno a seguire bene i passaggi della truccatrice. Alla fine mi sono fatta passare un quad con quattro ombretti opachi e pigmentati sulle tonalità del grigio e ho posto un po’ rimedio. Però nel complesso era un trucco demmerda che non faccio nemmeno alle sette di mattina senza aver preso il caffè.

Ah, dell’eye-liner nessuna traccia. La truccatrice lo ha chiesto alle altre mua che hanno scosso la testa col terrore negli occhi, come se avesse fatto domanda per un etto di plutonio.

Alla fine per tagliare corto (era tardi, eh) ci hanno anche proposto un gloss «dato che avete caricato tanto gli occhi». Say what? A gran voce abbiamo invocato rossetti rossi e io ho provato per la prima volta Ruby Woo. Non pensavo che un rosso opaco potesse starmi male E INVECE. C’è da dire che insieme alla matita Cherry ha resistito pressoché indenne alla pizza di Spontini, roba che Russian Red forse se la sogna, ma vabe’.

Poorly Drawn Lines dice tutto:

 Fonte: Poorly Drawn Lines  (non ringrazierò mai abbastanza S. per questa perla)

Fonte: Poorly Drawn Lines
(non ringrazierò mai abbastanza S. per questa perla)

Forse eravamo troppe (sette), non lo so, ma c’è stata zero personalizzazione, molta fretta e la mua fisicamente non poteva seguirci e correggerci. Detto senza troppi giri di parole, per chi come noi è abituato a truccarsi quotidianamente è stata una “lezione” inutile se non deleteria (nel senso che mi ha fatto sentire una totale incapace quando qualcosina credo di saperla fare anche io).

COMUNQUE. Non vi ho detto che la lezione non è mica gratis, anzi: si paga ben sessanta euro redimibili in prodotti. All’inizio pensavo che avrei provato così tante cose da desiderare TUTTO e non sapere come spendere quel buono, invece dopo la Technique vagavo per il negozio percependo la fretta da parte delle mua di chiudere  baracca senza sapere cosa prendere. No idea. Nope.
Sono riuscita a prendere delle cose totalmente sbagliate (un primer paraffinoso, una matita per sopracciglia troppo chiara), ma sono riuscita a sostituirli ed ecco cosa ho preso alla fine:
1) Piegaciglia: mai avuto uno!
2) Blush Frankly Scarlet: copiato a Takiko, è pigmentato da morire. UAO.
3) Matita automatica per le sopracciglia Spiked, sembra una figata e ne ho sentito parlare fino allo sfinimento dalle mie amiche bloggerzz.
New in!
Per quel che mi riguarda sono più che certa che questo episodio non sia la norma ma un’eccezione: ho sentito parlare sempre bene delle Technique e mai mi sarei aspettata una delusione di questo calibro. C’è da dire che io e la sfiga, in queste cose, andiamo sempre a braccetto per cui non vorrei stupirmi più di tanto.

La cosa positiva di tutta questa pagliacciata è stato condividere grasse risate con delle amiche (blogger e non!), farmi ritoccare il rossetto da Bea superando l’imbarazzo di quanto fossi ridicola truccata in quel malo modo e la pizza di Spontini, che ci sta sempre bene e rimette a posto quello che non va.

Ora la smetto di blaterare e vado a produrre qualcosa per il givauei, di cui parlo da settimane e di cui ci siamo già sfrantumati i marroni ancor prima della sua esistenza. Adios!


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Best of 2013: Make-up & more

Quest’anno il post dei preferiti abbiamo deciso di progettarlo insieme, io e altre amiche blogger: Becky di A bad girl loves silence, Blanche di Chacun cherche son chat, Ale di Dotted Around, S. di Drama&Makeup, Daniela di Shopping&Reviews, Takiko di SofficeLavanda, e Darkness di The Taste of Ink. L’idea era quella di prendere l’elenco fatto l’anno scorso da SofficeLavanda inserendo qualche altra categoria, più o meno off-topic. Il rischio di compilare un post lungo quanto l’intera saga de Il Signore degli Anelli (e ci metterei dentro anche Lo Hobbit) è stato grande, ma siamo riuscite a contenerci a suon di insulti reciproci (ma benevoli).

topppp

Top Make-Up

Primer occhi: Too Faced – Shadow Insurance

Fondotinta: Bourjois  -  Healthy Mix (colore Vanilla)

Correttore: Nars – Radiant Creamy Concealer (colore Custard)

Cipria in polvere libera: Too Faced – Primed & Poreless

Cipria compatta: MAC – Mineralize Skinfinish (colore Medium Dark, presa per l’estate. È rimasta a Milano e non compare in foto, ma la vedete – malissimo – qui).
Best of 2013

Blush in polvere: Kiko – Soft Touch (post qui e qui)

Blush in crema: Chanel –  Le Blush Creme de Chanel (colore Fantastic)

Prodotto per contouring (aka La terra): The Balm – Bahama Mama

Illuminante: YSL – Touchè Eclat n.02 (grazie maTre)

Best of 2013

Mascara: Benefit – They’re Real! (con me da poco tempo ma è stato un colpo di fulmine)

Matita Occhi: Chanel – Stylo Yeux Waterproof (colore Noir Intense)

Eyeliner in crema/gel/liquido: Essence - Sun Club Eyeliner Pen (fuori produzione)

Prodotto per sopracciglia: Essence – Guerrilla Gardening Eyebrow Mascara (edizione limitata, colore My Piece of Land)

Best of 2013

Ombretto singolo: Neve Cosmetics – Quadrifoglio (da uno swap con Daniela di Shopping & Reviews)

Palette: Neve Cosmetics – Duochrome (edizione limitata, presa a un’asta benefica)

Ombretto in crema: Make Up For Ever – Aqua Cream (n.27, nero)

Matita labbra: Make Up For Ever – Lip Line Perfector (trasparente - qui un post)

Pennello Viso: Neve Cosmetics – Red Amplify

Pennello Occhi: Real Techniques – Deluxe Crease Brush (dallo Starter Set)

Best of 2013

Best of 2013

Best of 2013

Top 5 Rossetti

1)MAC – Russian Red

2)MAC – Heroine

3)Nars – Satin Lip Pencil in Luxembourg

4)Rimmel by Kate – n.01

5)Clinique – Chubby Stick Intense “Grandest Grape”

(compaiono quasi tutti nell’ABC Lipstick Tag)

Best of 2013

Top 5 Skincare (Cura della pelle e dei capelli, già che ci siamo)

1)Lush – Maisenza

2)Viviverde Coop – Struccante occhi

3)Tea Natura – Balsamo Lino e Aloe

4)Weleda – Contorno occhi levigante alla rosa

5) Khadi -  Olio all’Amla (è rimasto a Milano, sigh, e non compare in foto)

Best of 2013

Top 5 Prodotti per le unghie (sì, cari palermitani: il plurale è unghie, non unghia).

1) Chanel – Rouge Rubis (ce l’ho solo da Natale, ma grazie a lui ho ripreso a mettere lo smalto, mica poco)

2) Crabtree & Evelyn - Jojoba Oil Hand and Cuticle Cream

3) Kiko – Gel Look Top Coat

4)Kiko – Base Pastel Beige

5) OPI – “Here today…Aragon tomorrow” (non si direbbe ma è un verde bottiglia).

Profumo dell’anno: Pomellato – Pomellato Nudo Rose (è rimasto a Milano mentre qui do fondo a un paio di campioncini)

Best of 2013

Non Make-Up!

Top 5 Fèscion

1)Il  parka di Zara imbottito di pelo finto, una roba molto chic (giàà). Gli ho dovuto far cambiare la cerniera e per questo meriterebbe il mio odio, ma sorvoliamo. Da quando ho lui non ho più freddo a Milano.

2)Le Superga viola che mi ha regalato Scheggia. Una rivelazione che amo (l’ultimo paio in mio possesso risale al 2000). Da indossare rigorosamente senza calze (prevedendo azioni di bonifica in seguito).

il mondo dei fescion blog sta tremando dinnanzi a queste foto

il mondo dei fescion blog sta tremando dinnanzi a queste foto

3)La camicia jeans di Zara con il colletto alla coreana. Pensavo che non avrei mai più indossato una camicia jeans dopo il 1998, e invece.

camicia jeans zara

Adoro la tonalità di jeans non troppo tamarra.

4)La ONA bag (borsa per fotocamera et alia) che mi hanno regalato per la laurea i miei amicicici (con un rapido anagramma capirete come l’ho ribattezzata). È un oggetto esoso, ma poter tenere la reflex sotto uno scrosciante diluvio senza temere che si bagni è assai rassicurante (nonché fonte di gioia). Senza contare la sua bellezza estetica (soggettiva, okei). Eniuei, quando viaggio ci metto anche il pc o l’iPad e mille altre cavolate, è davvero un regalo magnifico.

5)I Dr. Martens bassi, indossati con salvatalloni adesivi in silicone (io li ho presi da Tiger) per evitare lacerazioni, stigmate e altre cose di questo tipo.

Ona & Dr. Martens

E-shop dell’anno: Asos.com

Disco dell’anno: Vampire Weekend – Modern vampires of the city (qui potete sentire Step, ma amo tutti i brani)

Libro dell’anno: Bret Easton Ellis - Le Regole dell’Attrazione (non ho visto il film e non intendo farlo)

Film dell’anno: Il Lato Positivo (Silver Linings Playbook) di David O. Russell (non ho letto il libro e non intendo farlo)

Pat: “You have poor social skills. You have a problem.”

Tiffany: “I have a problem? You say more inappropriate things than appropriate things. You scare people.”

Pat: “I tell the truth — you’re mean.”

Serie tv dell’anno: The Hour (BBC)

Freddie: “She says all I care about is the story, the story and you”.

top 2013

Viaggio dell’anno: Pantelleria (“We have to go back to the island” diceva più o meno Jack, e così ho fatto).

Tè dell’anno: Mariage Frères – Darjeeling Himalaya (qui un post della mia amica Ludo a cui ho rubato la foto – il tè però era mio, gne).

Candela dell’anno: mi rifiuto di rispondere a una domanda di questo tipo.

Pantelleria, Darjeeling Himalaya, Midnight Jasmine.

Pantelleria, Darjeeling Himalaya, Midnight Jasmine.


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[blog] Disavventure di una Donna-Mela

Oggi, se vi va, affronterò un argomento diverso dal mondo cosmetico e mi butterò a capofitto nelle oscure trame avviluppanti dell’universo dell’abbigliamento. Non vi mostrerò i miei banali outfit sperando che mi crediate una figa trendsetter, ma parlerò della percezione del proprio corpo e roba di questo tipo. Se la cosa vi tedia non vi biasimo, ma io continuo, deh!

Come ormai buona parte della popolazione mondiale saprà, qualche tempo fa sono stata a un matrimonio. Oltre a essere l’improvvisata e scarsissima truccatrice della sposa (qui il mio resoconto), ero anche la TESTIMONEEE.

Non “la”, una dei, ma sorvoliamo.

Il problema più grande della mia esistenza terrena, dunque, era trovare il vestito. Chi non mi conosce, o chi sostanzialmente non mi ha visto bene, oppure ancora chi di me vede solo una flebile e appannata apparenza pensa generalmente che io sia magra. Il che corrisponde solo parzialmente a verità, avendo io un fisico che generamente definisco ORRENDO ma che con qualche riflessione e i consigli di Anna Venere (il suo blog è fantastico) possiamo definire A Mela con Poco Seno.

fisico a mela

Anna è molto più brava di me a spiegare cosa sia un fisico a mela; io posso dire che nel mio caso essere mela corrisponde a mettere peso su panza, fianchi e maniglie dell’amore mantenendo però delle belle gambe magre. Nel mio caso a tutto questo scenario dovete aggiungere la mancanza di seno, che Iddio ha voluto negarmi donandomi però un’indiscutibile intelligenza (indiscutibile, certo).

I miei problemi più comuni, nel trovare vestiti (in senso generico) adatti a me sono due:
1) i pantaloni mi stanno bene sulle gambe ma arrivati alla panza non si chiudono. Quelli che si chiudono mi stanno larghi sulle cosce. E ovviamente mi stanno lunghi. (Sono alta 160 cm).

2) i vestiti mi stanno larghi di seno. O, cosa peggiore, mi stringono sui fianchi e panza e rimangono larghi sopra.

Nella ricerca dell’abito per il matrimonio, ordunque, ho sperimentato un po’ di tutto. La cosa più rassicurante, però, è stato affrontare questa odissea (sì, lo so, le vere odissee sono altre – abbiate pazienza però) con la consapevolezza che non sono io a essere (del tutto) orrenda, ma che i vestiti non sono tutti uguali e non tutti adatti a me (mannaggia). Tant’è vero che non posso dire “non mi entrava nulla” o “mi stava tutto enorme”. Ho sperimentato entrambe le cose:

IL GIORNO IN CUI ERO CICCIONA

Il giorno in cui ho deciso di provare degli abiti simili a questo di Asos semplicemente non mi entravano. (Idem questo in foto, che ho rispedito al mittente, sob).

Arrivati ai fianchi i vestiti non scendevano. Prendendo la misura più grande riuscivo faticosamente a metterli, ma il collo dell’abito non aderiva al mio, rimanendo diversi centimetri più su. Sembravo una specie di creatura di Star Trek.

Volevo piangere fortissimo perché tutti i vestiti che ho provato, su questo genere, erano quelli che desideravo di più. Ovviamente erano tutti broccati o in jacquard o quel che è, quindi non elasticizzati e piuttosto rigidi.
Anziché piangere o fare strani digiuni propiziatori ho continuato con le mie cene a base di popcorn (scherzo) (ehrm) tenendo bene a mente la cosa fondamentale: non sono modelli adatti a me. NO. Non c’è niente che io possa fare. Cambia modello, sciò.

IL GIORNO IN CUI ERO DISPERATAMENTE MAGRA

Qualche giorno dopo quella santa donna di mia sorella mi ha accompagnato da Max&Co. Solitamente è il primo negozio in cui vado, ma questa volta speravo sia di risparmiare, sia di trovare qualcosa di più originale.
Max&Co. è un negozio piuttosto gettonato a Palermo quando si tratta di cerimonie, e io speravo di evitarlo trovando qualcosa di più originale a Milano. Ma vabe’, sticavoli, siamo entrate. Ero alla fruttissima.

Il modello su cui ho messo gli occhi per primo è stato questo.

foto (33)

Ma allora sei scema, dovrebbe essere il commento più adatto. E in effetti.
In effetti siamo sempre lì: jacquard o quel che è, tessuto rigido, modello che segna la vita. Purtroppo ero determinata a provarlo e così ho fatto. Vai con la 42, che sono una  falsa magra e so che non mi entrerà mai.

Galleggiavo. Del tipo “ho 8 anni e mi sono messa i vestiti di mia madre haha come sono simpatica”.
No problem, proviamo la 40.

La 40: solito problema.

La misura era quella: peccato che mi venisse sempre enorme di spalle/tette.  Se non mi fossi mossa troppo tardi avrei potuto far accorciare le spalline e rimediare alla cosa, ma non avevo il tempo.

Ma a parte ciò, mi stupisce come un modello vagamente simile di abito possa avere una vestibilità così diversa.

Ero però determinata a trovare il mio vestito, così credo di avere provato qualsiasi abito della mia taglia presente in negozio. Niente da fare: tutti troppo grandi di spalle (o seno, insomma, avete capito). Alcuni anche grandi e basta. Mia maTre non poteva credere ai messaggi che le mandavo: un giorno erano “Non mi entra niente!” quello successivo “mi sta tutto enorme!”. Vabe’.

IL VESTITO GIUSTO

Ero rassegnata all’idea di riciclare qualcosa del mio armadio quando mia sorella – santa donna 2 reloaded – mi ha portato in una zona fighetta di Milano per cercare qualcosa (diciamolo: via Vincenzo Monti). Il target era indubbiamente un abito originale, ben fatto e purtroppo inevitabilmente esoso. Lì ho trovato il mio vestito. Un modello molto semplice, un po’ a sacco se vogliamo, ma con una scollatura profonda (che di solito non porto mai, non avendo niente da mostrare)  e un colore cui non sono abituata, il rosso.

avevo una faccia di sedere tale che un suino sarebbe stato più fotogenico.

avevo una faccia di sedere tale che un suino sarebbe stato più fotogenico.

La cosa esilarante è stata prendere la 38 (italiana), taglia che non vedo da anni nemmeno col binocolo. Giusto per dirvi quanto siano relativi i numerini cuciti alle cose che indossiamo (scoperta dell’acqua calda in onda in questo momento).

Ora, onestamente non so se sia il modello migliore per me. Anzi, se devo essere sincera sono convinta che ci siano modelli più adatti al mio corpo (le forme a sacco mi tendono un po’ a ingrassare e in alcune foto sembro un cucciolo di balena). Però ero davvero in crisi e trovare qualcosa che non mi stringesse né mi facesse sentire una tavola da surf che prova a mettersi un vestito è stato davvero bello. (Poi la qualità dell’abito è davvero buona, ne sono lieta assai). (La carta di credito di mia madre ne è meno lieta, ma vabe’).

Altra cosa che mi soddisfa è che si tratta di un abito sfruttabile anche in occasioni più informali. Banalmente basterà cambiare accessori e scarpe per metterlo ancora mille volte (cosa che di norma con gli abiti da matrimonio non riesco a fare).

Il sunto di questo inutile post qual è, ordunque?

Che se non avessi mai letto il blog di Anna, se non avessi visto i video di Marta (anche lei una mela, ma alta e pettuta!) forse avrei affrontato la ricerca del vestito con disperazione. Invece è bastato fare chiarezza, capire quali fossero i modelli da guardare per non sentirsi del tutto sbagliate o urende.

(Che poi io in giro abbia trovato praticamente solo un modello di abito è un altro paio di maniche, ok).

Ho ancora un sacco da imparare su come vestirmi, a volte punto direttamente a cose che non mi staranno mai per puro spirito di sfida – un po’ come provarsi rossetti dai colori pazzi solo per riderne allo specchio del negozio – ma vabe’, il percorso intanto sembra interessante.

Voi avete capito di che forma siete, più o meno? (Io all’inizio ero convinta di essere una pera, ma che problemi ho, dio santo).

Bacini a voi.


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Vanity Nerd’s Bridal Make-Up (o di quando ho truccato una sposa, con somma ansia)

  • “No”
  • “Mi hai scambiato per qualcun altro”
  • “Il 5 dicembre dici? Azz, sarò in videoconferenza con la California per cui sarò disponibile giusto per la cerimonia.

Queste sono solo tre delle quarantamila risposte che avrei potuto dare a Chiara quando mi ha chiesto di truccarla per il suo matrimonio. E in effetti all’inizio c’ero riuscita. “No, non posso rovinare il giorno più bello della tua vita” credo di averle detto, togliendomi questo peso con somma destrezza. Poi la distanza si è messa tra noi, i dubbi suoi su come farsi truccare, da chi, con cosa, perché, e alla fine ho ceduto dicendole “e va bene, ma farai tutto ciò che dico! MUAHAHA”.

Non era la prima volta che truccavo una sposa. Nel 2010, causa matrimonio su isoletta sicula, avevo truccato mia cugina poiché la nostra amata estetista non poteva essere con noi quel dì, ma avevo avuto istruzioni precise e dettagliate su come truccare Caterina, compresi appunti, schemi,  e una palette Dior che – diciamolo – può fare davvero pochi danni. La base poi non era praticamente necessaria, ma non divaghiamo.

Proverò a dire la mia sul Truccare la Sposa anche se si è Impedite in materia di Trucco e si invoca continuamente lo Spirito di Lisa Eldridge senza troppi risultati.

PREMESSA BREVE E CONCISA

Vi state per sposare? Fatevi truccare da una professionista. Una brava, che non trasformi belle ragazze acqua e sapone in trans mal riusciti. In alternativa, fatevi truccare da un’amica che abbia davvero una bella mano, che sappia fare sfumature, che sappia come si mette il mascara a un’altra persona, che non vada in panico al pensiero di mettere un correttore, che non vi insulti via whatsapp e altre cose. Ecco, dovevo dirlo. Chiara però ha scelto me, con buona pace mia e dell’estetista che le ha fatto l’acconciatura (favolosa, by the way) e che le ha messo il mascara perché io stavo per piangere calde lagrime.

POSTILLA ALLA PREMESSA: LE PROVE

Fate più prove possibili. Tanto, alla fine, è probabile che farete tutt’altro. Le prove servono comunque a prendere confidenza con la forma del viso altrui, a vedere come i prodotti reagiscono su quel viso e bla bla bla. Fatelo, non si scherza. Io non ne ho potute fare molte perché lavoravo a Milano, mentre Chiara vive e lavora a Palermo. Insomma, tragedy.

Ma veniamo al sodo: come ho truccato Chiara, con cosa eccetera eccetera. (Voi avreste fatto di meglio, non ho il minimo dubbio, ma ribadisco: volevo raccontarvi l’esperienza di una inetta del make-up alle prese con una sposa).

LA BASE

La base è stata la parte che più mi ha angosciata durante le prove. Non riuscivo a fare qualcosa di decente anche perché non avevo prodotti adatti all’occasione: ho ricominciato a mettere il fondotinta liquido da pochissimo e non ho una collezione di prodotti di questo tipo, né di correttori profescional.

Ho chiesto a Chiara di comprare il fondotinta Armani Maestro (dopo averle provato quello di mia maTre) ma qui in Terronia non c’era un tono adatto alla sua pelle. Alla Rinascente (da noi Sephora non vende Armani) l’hanno dirottata sui fondi Dolce & Gabbana, vendendole sia il compatto che il liquido. Vorrei fare un’invettiva contro le profumerie ma la smetto, taccio.

La cosa esilarante (leggi “devastante”) è stato scoprire, il giorno del matrimonio, che del fondotinta liquido si erano perse le tracce. Mentre stavo per svenire per terra in preda alle convulsioni Chiara ha tirato fuori il suo fondotinta Clinique da tutti i giorni (questo) dicendo – con estrema calma – “usiamo questo, qual è il problema?”. A parte che capovolgendo la boccetta il prodotto non veniva giù (altro panico, altre crisi) alla fine sono riuscita a usarlo senza problemi.

Il prodotto salva popò della base è stato indubbiamente il pennello Red Amplify di Neve Cosmetics: stende il fondotinta in modo naturale ma anche abbastanza coprente, è morbido e non fa male. Forse è un po’ grande, specie per dei visini piccini come quello di Chiara, ma non mi ha dato grossi problemi. L’ho amato. Grazie a ClaudiaSerpe per il consiglio.

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foto sfocata di Elio Costantini, giusto per mostrare il Red Amplify!

Altri prodotti salva popò sono stati il correttore Radiant Creamy di Nars su consiglio di Marta e Kenderasia (usato in combo con uno Armani di Chiara) e il Touche Eclat di YSL. Su questi lidi non ho mai manifestato grande entusiasmo per questo prodotto e sapete perché? Il mio è  il colore n.1, un rosa, non il classico illuminante chiaro (n.2). Per fortuna mia maTre mi ha dato il suo (n.2),  fa davvero la differenza. (Ah, maTre, volevo dirti che non te lo restituisco. Ciao.) Ovviamente ho amato fortissimamente anche il primer viso di Benefit, PoreFessional.

Foto di Elio Costantini

Foto di Elio Costantini che ritrae un’incapace alle prese col correttore.

Come cipria ho usato un velo di fondo compatto di D&G e alla fine, dopo il blush e tutto, pochissssssima Primed & Poreless, mio grande amore.

Il fard era Fantastic di Chanel e una spolverata leggerissima del mio di Kiko, ma proprio poco per fissarlo.

Blush in crema Fantastic di Chanel

Blush in crema Fantastic di Chanel

Il mantra, durante tutto il trucco, è stata una semplice frase di Lisa Eldridge: thin layers, strati sottili. Ecco.

OCCHI

Durante le prove mi ero lanciata in trucchi piuttosto marcati per gli standard cui siamo abituati. Alla fine però ci siamo buttati sul super classico trucco sposa che più trucco sposa non si può. E perché mai? Immaginatevi il sole siculo che entra dalle finestre, l’acconciatura romanticissssima rubata a Kate Middleton (davvero!), la vestaglia bianca e tutto il resto: è stata in primis Chiara a chiedermi di smorzare un po’ i toni e io l’ho accontentata (l’ho anche un po’ insultata anche se non si dovrebbe).

Le avevo commissionato l’acquisto di un ombretto Aqua Cream di Make Up For Ever (lei ha scelto un color pesca di cui non conosco il numero/nome) ma – erhm, qua si vede la NON professionista – non riuscivo a metterlo in modo uniforme. Lasciava una scia di sbrillocchi senza fare davvero da base. Visto che il tempo stringeva ho tirato fuori il mio ombretto in crema di Wjcon (Soft Mousse Eyeshadow n.9), dal colore molto simile. Ecco, lui è stato il mio prodotto salva popò del trucco occhi (insieme alla Shadow Insurance di Too Faced che ha superato, nel mio Quore, persino il Primer Potion). Ne ho usato pochissimo e ha fatto una bella base uniforme e resistente. Nella piega ho sfumato un mix di Buck e Naked  della Naked di Urban Decay, niente di originale. (Nella foto sotto potete notare lo stato di puro relax in cui verso. Scusate per le immagini crude).

Foto di Elio Costantini (tagliata malamente da me) che ritrae una donna sfatta che trucca una donna meravigliuosa. Notare l'acconciatura, deh

Foto di Elio Costantini (tagliata malamente da me) che ritrae una donna sfatta che trucca una donna meravigliuosa. Notare l’acconciatura, deh

Nella rima interna Chiara si è messa da sola (io incapace) una matita color carne Dolce & Gabbana, mentre io ho sfumato leggermente una matita nera waterproof di Chanel tra le ciglia inferiori. Infine mascara Aqua Smoky Lash (waterproof  ovviamente) di Make Up For Ever (messo dalla sua estetista), illuminante Kiko sotto l’arcata e stop. Se trovo una foto decente del trucco la metto, io non avevo la fotocamera e confido nelle foto dei fotografi professionisti (io e Elio, nostro amico che ha fatto queste foto, siamo due scemi).

LABBRA

L’idea iniziale era quella di mettere un bel rossetto intenso. Io avevo scelto Rebel di Mac, Chiara aveva comprato anche una tinta (Aqua Rouge) color ciliegia di Make Up For Ever (io detesto il genere ma su di lei dura davvero molto). Ma anche lì, sul momento, abbiamo deciso di abbandonare l’idea per ripiegare sul nostro amato rossetto mat di Make Up For Ever che abbiamo comprato insieme l’anno scorso e che ha un colore secondo me meravigliuoso (“Violet Pink” è il suo nome). È rosa senza essere morto, discreto ma in grado di fare la differenza. Con ciò non voglio dire che il rossetto scuro o ciliegia non si adatti a una sposa, anzi, ma l’effetto che quel rosa ha dato subito all’insieme (al momento del rossetto Chiara era già vestita) è stato per tutti perfetto. Ovviamente ho fatto una base con la Lip Line Perfector e con una matita simile al rossetto, credo fosse sempre di MUFE ma in quel momento il mio cervello era partito per lidi di pura follia e non ricordo molto.

BLOOPERS

Per il mio outfit (so che volevate leggere questa parola) ho comprato una pochette così piccola e striminzita che a stento ci (vi? ci? bu) sono entrati il mio cellulare, la carta d’identità, due spiccioli e tre rossetti (uno mio, due di Chiara: volevamo mettere la tinta dopo cena). Naturalmente avrei dovuto procurarmi una borsetta abbastanza grande da contenere un correttore, una cipria e qualcos’altro. Prima di entrare in chiesa il mascara di Chiara ha fatto le bizze e io non ho potuto farci nulla, quando dico di chiedere a una persona sensata di truccarvi intendo cose come questa, ecco.

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Foto di Elio Costantini, viva la privacy!

Dopo la cerimonia ho recuperato i miei trucchi e ho ritoccato la base con il mio fondotinta super leggero di Benefit (Chiara era ricoperta di segni di rossetto di parenti e amiche) e con un po’ di Touche Eclat. Ovviamente ho rimesso il rossetto ma nulla più. Non so quanto il mio “lavoro” (molto virgolettato) sia stato di successo, ma alla fine l’ho sfangata, va’. Chiara era bella, forse non per merito mio ma per questo devo ringraziare Iddio, la sua estetista che l’ha acconciata, il creatore dell’abito, Maria De Filippi che c’entra sempre e qualche divinità a me sconosciuta.

Rifarei questa esperienza?
Forse, dopo svariati workshop, lezioni e corsi sì. Forse.

(Ci sarebbero mille cose da dire e sicuramente ne ho dimenticata qualcuna. Se avete domande o insulti non esitate a usare i commenti. Se siete ancora vivi/e dopo questo post vi ringrazio di Quore, sempre con la Q).


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[Blog] – Dal Marocco al Giappone: cosmetici esotici

Vorrei esordire con il mio odio profondo per le poche ore di luce che Iddio ci ha snocciolato durante i mesi autunno-invernali. La qualità già scadente delle mie foto si inabissa verso vette di terror&horror, in cui la resa dei colori è fantasiosa e alquanto arbitraria. Detto questo, oggi ho preso la mia lampada da comodino (che è uguale a quella che ho a Palermo nel Vanity) e l’ho puntata (a mo’ di interrogatorio un po’ rètro) sulle cose che volevo mostrarvi , spero si veda qualcosa.

Gli oggetti delle mie orride foto sono cosmetici alquanto esotici (cosmetici esotici, ripetetelo 20 volte e vi apparirà il dimonio – ah, uso il termine esotico in maniera ironica) ricevuti in dono da due mie amiche.

Una, Slavi, è stata in Marocco; l’altra, Pilli, ha passato un numero interminabile (per me) di giorni in Giappone (attirandosi l’invidia di tutti noi e qualche maledizione dai miei amici nerdsss). Entrambe mi hanno penZato con ammmore e oltre a un numero esagerato di calamite kitsch (mia passione) mi hanno portato dei cosmetici.

dalmondo

Dal Marocco è giunto tra le mie bramose mani il khol in polvere: l’ho provato con un pennellino da eyeliner di Catrice spruzzato di acqua termale e la combo è stata ottima, credo sia anche molto semplice da usare. Si fanno delle righe di eyeliner con estrema facilità, anche se il colore non è un nero intenso ma un grigio antracite. ME LIKES!

Slavi (e Stefano, ti avevo dimenticato Stefy, ciaooo) mi hanno portato anche il sapone nero all’olio di Argan (c’è scritto 100% bio!) che non vedo l’ora di aprire quando tornerò a Palermo (qui ne ho un altro aperto e vorrei evitare sprechi, disciplina in cui ho vinto varie medaglie).

marocco

Pilli invece mi ha portato un rossettino (ne saremo sicuri? lei me l’ha assicurato ma non parla giapponese. Magari è un unguento colorato per i piedi e io me lo sto spatasciando in bocca senza pietà) dicevo – un rossetto dal colore e dal packaging a dir poco stupendi.

japan

anche il sacchettino era stupendo.

La formula è molto leggera, semi-trasparente come un burro colorato. Senza alcuna modestia ritengo che il colore mi stia molto bene e che sia molto simile alle mie labbra. ME LIKES AGAIN.

terror

swatchja

Ricevere cosmetici da altre parti del mondo è una figata senza pari e non posso che ringraziare le mie BFFFFFF (best friends forever forever forever ecc.), e con ciò concludo il mio temino da terza elementare.

ORROR

ORROR – non fate caso a niente, volevo mostrarvi la combo khol + rossettino giapponese

Vi bacio copiosamente augurandovi un buon uichènd, come è d’obbligo dire a Milàn.


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[Xmas Time] – Idee regalo da Sephora (da fare e da NON fare)

Per chi si fosse perso le due puntate precedenti (qui e qui), domenica - sìììì, lo sappiamo, domenica sei stata a Lodi da Sephora, ok.

Ecco.

Domenica ho avuto modo di guardare da vicino le novità di Sephora per il Natale.  Normalmente questa non è una categoria di cose che mi attrae, soprattutto da quando sono diventata una scassamaroni esigente e diffidente, ma penso anche che la questione (Natale+Sephora) potrebbe interessare a qualcuno, specie a chi si intende poco di cosmesi e vuole qualche spunto, perché magari al solo pensiero di entrare in negozio impreparato sclera.

Vabbe’, ci siamo capiti. Passiamo all’elenco delle cose che ho notato in store, con le mie non richieste riflessioni:

  • Palette Make-Up Academy by Sephora (39,90 euro)

Regalo perfetto per chi ha pochi trucchi e ha iniziato da poco a sperimentare le oscure arti del make-up, soprattutto le più giuovani. La qualità degli ombretti, se non è cambiata in questi anni, è abbastanza buona e anche i gloss-rossettini sono coprenti. Ecco, rispetto a una trousse Pupa (vd. più avanti) non c’è paragone. I miei cugini mi regalarono la versione di  un paio di anni fa, decisamente meno ingombrante. Purtroppo quel testa di rapa del mio ragazzo l’ha fatta cadere e si è rotta la chiusura (nonché qualche cialda), per cui l’ho lasciata a Palermo, ma quando torno so di avere un armamentario di ombretti niente male. Ci sono anche eyeliner in gel (meh) e qualche pennellino. La versione di quest’anno mi sembra che abbia una varietà di colori maggiore.

- Da regalare a: chi si trucca da poco e vuole sperimentare vari colori
- Da NON regalare a: la vostra amica fanatica di make-up con un armadio pieno di ombretti
- Oppure: fate quello che volete perché questo è un paese libero e non devo essere io a dirvi cosa regalare e  a chi!

  • Duo Occhi glitterato (12,90 euro)

(Qui sul sito potete vedere com’è fatto). Ecco, i glitter sono la cosa che meno mi attrae sul pianeta, non mi piacciono e mi sembra un grande sbatti averci a che fare. Cionondimeno il resto del mondo all’avvicinarsi della combo Natale+Capodanno sembra impazzire per questo genere di prodotti,  dunque chi sono io per tacere su questa novità? Si tratta di un prodotto composto da glitter per gli occhi e da una base in gel  che dovrebbe impedire ai malefici glitter di volarvi per la faccia o per il salotto buono/bagno/tinello/etc.

Lo swatch sulla mano di Manuki mi ha molto colpito e in effetti se vi piace il genere perché non provarli?

- Da regalare a: l’amica fanatica di make-up, potrebbe apprezzare. Io mi sforzerei di usarli almeno una volta all’anno.
- Da NON regalare a: l’amica impedita, rischiate di compromettere la sua vita sociale.
- Oppure: regalateli a chiunque sperando in un effetto drag queen esilarante.

  • Kit 14 Capsule da bagno Sephora (11,50 euro)

Ecco una cosa che mi regalerei al volo. Non c’è un motivo preciso per desiderare delle monodosi di bagnoschiuma, ma il kit è davvero carino. Ce n’era un altro ancora più grazioso ma non so per quale arcano motivo non l’ho fotografato (lo trovate qui). Non ho idea di come sia il gel doccia/bagno schiuma ma penso e spero che non faccia esplodere l’epidermide.

- Da regalare a: se stessi, a me, a chi viaggia spesso e deve lottare contro assurde norme aeroportuali. All’amico che non teme le fragranze più dolciastre (ne conosco un paio…), a chi non ha problemi a usare la doccia. A chi temete di dire “PUZZI”.
- Da NON regalare a: un gatto.
- Oppure: regalatelo a vostra sorella/fratello/madre/padre e rubategliene incolpando l’animale domestico di turno.

  • Beauty Bird (10 euro)

Ok, io ho un piccolo problema coi peluche. Tendenzialmente li amo e ne comprerei a etti, se non vivessi in un bilocale con altri due esseri viventi (uno dei quali è un felino sulla via dell’obesità). Questo è il motivo per cui questi uccellacci mi hanno attratto, oltre al fatto che l’intero ricavato della loro vendita va dritto in beneficenza (il progetto di quest’anno si chiama “Tutte a scuola!”).

- Da regalare a: il figlio/figlia minorenne di chiunque conosciate. In particolare è il regalo salvachiappe quando dovete comprare all’ultimo minuto dei presenti per un nucleo famigliare che includa dei minori. Alla genitrice prendete un bagnoschiuma, al pargolo un uccellaccio. Oppure alla vostra amica malata di peluche, alla fidanzata di cui avete dimenticato l’onomastico (allegate però un cosmetico sennò sono cavoli), al vostro cane che di certo apprezzerà la compagnia del simpatico pappagallo o quel che è.
- Da NON regalare a: soggetti abitanti in striminziti bivani milanesi, proprietari di pappagalli da poco deceduti.
- Oppure: visto che il ricavato va in beneficenza regalatelo lo stesso.

  • Makeup Academy Smalti by Sephora (39,90 euro)

Per me che metto lo smalto ogni centosei anni questo non sarebbe un presente particolarmente gradito, ma per chi – in ritardo di solo 4 anni – sta scoprendo il magico mondo delle unghie colorate (e non solo! anche glitterate, con palline et alia) questo potrebbe andare più che bene. Per il prezzo che ha mi sembra abbastanza ragionevole, se non erro sono 10 smalti colorati e un top coat glitterato, più le famigerate stelline (o palline? boh). Insomma, se semo capiti.

- Da regalare a: chi mette lo smalto e non ha un armadio pieno di boccette.
- Da NON regalare a: chi si mangia le unghie senza requie, chi ha rubato 200 smalti con la promozione Kiko.
- Oppure: se è il 24 sera e non sapete che pesci prendere, prendetelo.

  • Tattoo Me (7,90 euro)

Allora, a parte che quando mi sono ricoperta il polso di teschietti bimbominkia ho pensato proprio “Pietro Sedda spòstati“, questa è una di quelle cavolate che bramo senza alcun motivo. In realtà desideravo quello a forma di àncora (mia ossessione) ma in negozio non c’era. Ok, è una cavolata. Non so bene a cosa potrebbe servire, va via anche lavandosi le mani, ma insomma. Sono degli stampini che simulano dei tatuaggetti temporanei, anche se – va detto – nemmeno il peggior tatuatore della pagina “Tatuatori Improvvisati” ne farebbe mai di così piccoli. Insomma, una cosa irresistibilmente inutile.

- Da regalare a: cerebrolese come me che blaterano di tatuaggi che poi non fanno mai, ragazze under 14, il vostro fidanzato se volete sperimentare l’ebbrezza di essere scaricate su due piedi.
- Da NON regalare a: fanatici veri di tatuaggi privi di autoironia, gente che ha bisogno di cose più utili (tipo una pinzetta per le sopracciglia).
- Oppure: andate da Pietro Sedda con lo stick chiedendogli di farvi lo stesso tattoo uguale ma permanente.

E per concludere, i prodotti trash.

  • Anatra vibrante by Sephora (24,90 euro)

A meno che non vogliate regalare un vibratore, cosa che questa papera è, evitate di fare gesti azzardati. La versione argentata è molto yeah (termine tecnico), ma ribadisco il concetto: regalatela solo se siete consci della natura di questo pennuto. Non c’è niente di male, ma se il target è vostra zia o un minore la cosa potrebbe risultare molto creepy.

- Da regalare a: persone con cui avete una certa confidenza o cui volete lanciare un me(a)ssaggio.
- Da NON regalare a: persone con cui un qualsiasi discorso osé potrebbe risultare creepy, fuori luogo o illegale.
- Oppure: usate la scusa della cervicale che è sempre un evergreen.

  • Trousse Pupa a forma di coniglio matelassè (ne ignoro il prezzo, ci sono due dimensioni diverse però).

NO, NO e NO. I livelli di trash toccati da questo cofanetto sono troppo persino per me.

- Da regalare a: ragazze under 13, ma solo se non avete alternative e là fuori si sta consumando una guerra nucleare
- Da NON regalare a: pressoché chiunque, in particolar modo a chi di trucco ne capisce abbastanza da distinguere fard e rossetto (cose che, all’interno di questi cofanetti, finiscono sempre per mischiarsi).

NO.

Ovviamente questo non è TUTTO quello che ho visto da Sephora, anzi. Vi consiglio di farvi un giro se avete qualche regalo da fare, qualcosa di carino lo trovate di sicuro. Se invece volete sbattervi davvero, penso che scriverò un post sui regali simile a quello dell’anno scorso, con robe eco-bio o homemade (potrei fare un sano copia incolla, che ne dite?)

Consueti bacini a voi!


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[Blog] Pomeriggio blogghereccio da Sephora #1

Il pomeriggio di domenica è stato così ricco di cose che non so da dove cominciare a blaterare. Vorrei evitare però di scrivere un post tra cinquecentoventidue anni, per cui mi sono messa a fianco  mezzo kg di cioccolato alle nocciole con la ferma intenzione di raccontarvi qualcosa. Magari in più puntate, ma qualcosa.

Lodi

Lodi, che caVina!

Per fare una breve intro, domenica sono stata da Sephora a Lodi, ospite di Giada (purtroppo non riuscirò a esprimere a parole la sua simpatia e bellezza: pazienza! anche perché sembrerebbe una sviolonata e a noi queste cose non piacciono) insieme a S. di Drama&Makeup e a Manu di Manuki’s Makeup and Creativity.

Giada, che è una blogger ben più faiga e seria et famosa di me, è anche una Specialista da Sephora, cioè una responsabile di una determinata area del negozio – non voglio dilungarmi perché rischierei di dire castronerie e gradirei evitare – che ha organizzato per noi bloggerzzzz un evento per presentarci le novità natalizie di Sephora e per farci provare un sacco di prodotti che personalmente ignoravo/snobbavo/ecc.

Non ho pensato due volte a dire SIII perché frequentare Sephora con una persona gentile, che ne capisce davvero e che non vuole la tua anima in cambio non è una cosa che può capitarmi tutti i giorni. Ecco, è stato davvero bello, roba che la prossima volta che mi serve qualcosa da Sephora preferirei fare 20 minuti di treno per arrivare a Lodi piuttosto che andare qui a Milano. (Se mi conoscete sapete quante volte mi sono lamentata di Sephora nella mia vita: parecchie).

Prima che i vostri sbadigli prendano il sopravvento, però, veniamo a noi. Chi non se la sente può uscire tranquillamente, ci vediamo, ciaaao. Chi è forte mi segua.

Giada ci ha fatto provare DI TUTTO, per cui procederò per aree tematiche (eh?).

VISO

Per prima cosa Giada ci ha parlato delle maschere GlamGlow, create da due tamarroni di Los Angeles che  - narra la leggenda – avrebbero fatto testare le loro prime creazioni nientepopodimenoche a Denzel Washington. Immaginando Denzel con la maschera di argilla in faccia abbiamo riso molto.

Glamglow

Io ne ho provata una purificante (oddio, non ricordo più se era il barattolo bianco o nero, che brava blogger) ma solo sul naso. Ho sentito super-freddo al naso per un po’, non saprei dire se abbia effettivamente funzionato, ma è stato divertente. Ho notato che la zona vicino al naso adesso sembra che abbia l’illuminante sopra, speriamo non sia niente di grave (e che rispetti solo il GLOW del nome).

terrorhorror

Fingo indifferenza mentre la gente entra e fa tanto d’occhi

Poi è subito venuto fuori il discorso Clarisonic. Ho dichiarato la mia antipatia causa rapporto burrascoso (troppo aggressivo per me, pare) e Giada mi ha proposto di provarlo con un detergente idratante. Siccome sono una scassamaroni di prima categoria ho escluso ogni tipo di latte detergente (detesto la consistenza). Non so come, ma Giada è riuscita a trovare un prodotto in schiuma (esattamente come una schiuma da barba, uguale!) che ho usato col Clarisonic e che non mi ha disidratato la faccia. Si tratta della Mousse Nettoyante Herborist, devo riflettere un po’ sull’acquisto ma potrei proprio prenderla.

foto (29)

(Faccio la faiga, vero? invece sul treno ho mandato a S. il seguente messaggio: “NON HO PRESO LA MOUSSE HERBORIST AAAAAAAAA”).

Quanto al Clarisonic, è vero, si è comportato meglio, ma intorno al naso mi dà sempre un po’ fastidio. Mumble mumble. Aggiungo che usare a iosa il tonico Sephora non ha aiutato, la mia pelle non era molto d’accordo ma per una volta ha sopportato in silenzio.

Come crema idratante ne ho provata una al retinolo del Dr. Brandt (vi prego di guardarlo in faccia, non ci ho dormito la notte – grazie S. per queste chicche) che effettivamente ha idratato a fondo la mia faccia che per ora sta arrancando causa secchezza perenne. Sospetto forti presenze siliconiche – stile seduta spiritica – per cui non ne pavento l’acquisto, ma vabbe’, è stata carina da provare.

mousse+crema

Sul contorno occhi invece abbiamo provato una esosissima maschera idratante Sisley, che la mia pelle si è bevuta abbondantemente mentre mi dedicavo ad altre attività. È il classico prodotto che – se avessi uno stipendio – regalerei a mia maTre. Per poi rubarglielo, ovviamente. Ma insomma, si fa a metà, quel che suo è mio (e non viceversa).

contorno occhi

MANI

Dopo una rapida passata del nuovo aggeggio Scholl (pensato per levigare i piedi, ma siamo in inverno e per vedere com’era andava bene pure il palmo: devo dire che me l’aspettavo più aggressivo)

scholl

e una bella incremata con la versione natalizia della crema idratante Sephora (profumo buonissimo, se vi interessa, anni luce da quella schifezza che mi rifilarono per il compleanno – ma sono proprio due mondi separati: ne vedete un angolo nella foto qua sotto, quella con le stelle), Sylvie – una collega di Giada – ci ha fatto provare gli ultimi smalti YSL. Io ho scelto un viola, Violet Baroque, che steso sulle unghie è più scuro che sulla boccetta: bello assai. Non mettevo lo smalto da secoli e ora mi sento un’altra persona. Nella foto noterete che ho le mani parecchio rovinate, ma non faccio una manicure da giugno e ancora mi stupisco di come Sylvie sia riuscita comunque ad applicare lo smalto così bene nonostante i km di cuticole. Abbiamo provato anche le goccine asciuga-smalto e funzionano, se non conoscete il genere ve le consiglio (io avevo quelle di Essence, altrettanto buone ma più unticce).

smalti ysl

smaltoS

Sylvie mette lo smalto a S.

manoorror

TERRORE E RACCAPRICCIO, come può una biutibloggher avere mani così poco curate? eh, la psicopatia, quanto può!

Dopo tutto questo popò di roba siamo state anche truccate, ma per questo farei un post a parte: si tratta del mio primo contatto positivo con Benefit, marca che notoriamente non amo e su cui mi sono dovuta ricredere (umpf!). Magari vi mostro anche i miei acquisti, deh.

Sperando di non aver causato la vostra morte vi mando i consueti bacini rosa.


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[Blog] Lo Swap è una cosa meravigliosa.

La prima volta che ho sentito parlare di swap credo sia stato su un numero di Donna Moderna che parlava di  feste in cui le persone barattavano con somma allegria e entusiasmo i vestiti che non indossavano più.

(Non sfottete, ché Donna Moderna entra in casa mia da vent’anni e mi ha introdotto al mondo cosmetico – Diego Dalla Palma Mon Amour! – quando nel paleolitico non c’era Youtube).

Mai avrei pensato di swappare (scambiare, mamma) trucchi e roba simile. Nella mia mente – rifugio del Grande Vecchio Egoista Che Rende il Mondo un Posto Peggiore – i trucchi erano miei, voi non potevate toccarli, al massimo guardarli e dire “oooh, che belli”.

Poi ho conosciuto queste fantastiche ragazze, che non solo sono più nerd di me in quanto a trucchi (mooolto più nerd!) ma sono anche open-minded, generose e sagge. No, non è una sviolinata: pur amando molto i trucchi, nessuna di loro fa acquisti pazzi e inutili, e soprattutto sono tutte in grado di capire quando una cosa non serve più ma potrebbe essere utile a qualcun’altra.

Vi assicuro, in questo pazzo mondo in cui la gente compra un’intera collezione di rossetti a scatola chiusa per poi lamentarsi di quanto le stiano male, loro sono roba rara.

Tutta questa lunga premessa per raccontarvi di sabato: ho incontrato Lidal di A Colourful Mess, Alessandra di Soffice Lavanda, S. di Drama&Makeup, Daniela di Shopping & Reviews, Beatrice di Strawberrymakeup e Marta del suo bel canale youtubiano (qui il suo video!), e prima di fare un giro insieme per una bella Milano assolata ci siamo date allo SWAP pazzo.

La pazza, chiaramente, ero io.

Ho messo subito le mani sui pennelli portati da Daniela: tutti in perfette condizioni, più puliti di quelli che ho a casa (di gran lunga, diamine!) e  - per me – nuovi di zecca.

Sono un piccolo pennello  Too Faced che nessuno voleva (povero, che sguardi truci si è beccato), e sei (SEI! SEEEEI) pennelli Zoeva: tre del Bamboo Set, per il quale ho un debole rinomato (uno dei tre già lo possiedo e lo amo, ma si sporca facilmente e uno di riserva mi fa comodo), e altri tre di altre linee che ignoro (sono il 226, 228 e il Pencil, famigerato pennello a penna).

Io e Marta abbiamo lottato fino all’ultimo sangue ma alla fine ci siamo divise il bottino come due gentildonne.

pennelli dani
Dani mi ha anche portato due cialde di Neve: Quadrifoglio – amo i verdi, amo! – e Incubo (che mi fa lollare perché sulla cialda il nome è scritto Icubo). La foto è pessima e i colori non si capiscono, ma passate avanti.

Sono grafomane anche sulle foto.

Sono grafomane anche sulle foto.

Di Neve ho preso anche due sample di ombretti in polvere libera (Pavone e Oro Lilla), sottratti al sacchetto di Ale e un campioncino di crema Eterea, dono di Bea.

swap

A Marta ho sottratto un duo terra-blush di Elf e un rossetto di Kiko che ho sempre guardato nell’espositore senza mai trovare il coraggio di comprarlo *MUHAAUHAUA!*:è un arancione piuttosto acceso della linea che amo di più, la Velvet Mat Lipstick (lui è il n.604).

E infine da Lidal ho preso uno dei miei ombretti preferiti in assoluto, Toasted di Urban Decay (è nella Naked ma lo uso così tanto che l’avrei ricomprato, un giorno), e un ombretto (è un fard! che scema, me l’ha scritto Lidal nei commenti) minerale di Aleguaras, Bellini: non è il mio classico genere di colore ma la sua tonalità pesca-rosata mi ha insolitamente rapita. (Penso che lo userò come ombretto, by the way)

swatches

sono una minchiona e ho dimenticato le due cialde Neve, Incubo e Quadrifoglio -_-

Non paga di tutta questa roba ho pensato anche di fare qualche acquisto ponderato. Sarò breve che già vi ho triturato abbastanza le scatole.

acquistibiopr

Tea Nature – Balsamo Ammorbidente Lino & Aloe: sì, è la TERZA confezione che compro in pochi mesi. Ma dovete sapere che quella comprata in terra sicula lì è rimasta, causa valigia in esplosione, e qui a Milàn avevo bisogno di riprenderlo. Peccato per la confezione di vetro (forse lo travaserò), a parte questo sono molto felice.

Couleur Caramel Correttore per le occhiaie: ne aveva parlato Lidal e io mi ero intrippata. Non si vede tutti i giorni un copriocchiaie funzionante e completamente verde! (nel senso di bio, naturale, eh). Pucciandolo alla bioprofumeria Thymiama ho deciso di volerlo, fortissimamente volerlo, e l’ho preso. Vi farò sapere. (A mia discolpa, il mio correttore Clinique è agli sgoccioli).

acquisti 2

Fluidline Blacktrack di Mac: ho sempre amato l’eyeliner in gel, ma il mio unico esemplare (Midnight in Paris di Essence) ha pensato bene di seccarsi definitivamente e di dirmi addio, lasciandomi sola con dei semplici eyeliner in penna che sì, sono comodi, ma non così neri e intensi e versatili eccetera. Le ragazze di cui sopra mi hanno rassicurato sull’altissima qualità di questo di Mac, che dovrebbe durarmi all’incirca 27, 4 anni. Speriamo bene.  (Anche Marta l’ha preso, e nel video dice più o meno le stesse cose che ho appena scritto, mi fa paura!)

E con questo ho decisamente finito di blaterare e di postare foto sgranate e piene di scritte.

Voi avete mai fatto dello swap selvaggio? Vi fa schifo l’idea di usare trucchi già aperti? Avete dato un’occhiata al vostro ripiano dei trucchi per buttare nel cestino le robe vecchie, brutte e puzzolenti? Io vi consiglio di fare tutto ciò.

Bacini!

p.s. Qui il post di Drama&Makeup

p.p.s. Qui il post di SofficeLavanda

p.p.p.s. Qui (di nuovo!) il video di Marta

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