Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[Freak out!] Mac – Embrace Me & Heroine Lipsticks

L’altro giorno è avvenuto un fenomeno che probabilmente non si ripeterà più per altri trentacinque anni: ho comprato due prodotti Mac in edizione limitata il giorno stesso in cui sono giunti al negozio (ma prima di essere esposti, eh, che faina).

Per chi lo ignorasse, Mac fa uscire periodicamente delle edizioni limitate che le persone si accaparrano tramite ripetute telefonate minatorie ai negozi, continui refresh del sito e stalking delle operazioni di scarico merci di fronte agli store.

Io, in questo panorama, mi sono sempre trovata nel ruolo dell’orso appena risvegliatosi dal suo letargo stagionale che scopre queste novità quando nei negozi è rimasto solamente l’espositore con qualche tester e l’etichetta SOLD OUT appiccicata in ogni dove (o, in alternativa, interviene la voce suadente del mua* di turno che mi dice “è tutto terminato!”).  Sul sito, grandi balle di rovi rotolanti e la scritta ESAURITO in capslock su qualsiasi prodotto già poche ore dopo la messa in vendita dei prodotti.

*so che mia sorella lo chiederà: Mua=Make Up Artist.

Questa volta ho avuto la fortuna del principiante. Ero totalmente ignara dell’esistenza delle nuove collezioni, finché non ho letto questo status di Laura Palmer’s Diary su Fb, che ha aperto i miei occhi – e un gigavaso di Pandora, al contempo – svelando l’esistenza di questa meraviglia cosmetica: la Fashion Sets.

screen di Temptalia.com

screen da Temptalia.com

Metto solo la foto dei rossetti perché è l’unica cosa che mi interessa veramente (famiglia, amici, amore? PUAH!)  e perché al momento (sottolineo al momento) ne ho presi ben due: Embrace Me e Heroine, il fucsia e il viola alla vostra destra (quelli vicini, sì, avete capito). Il finish di tutti e quattro è matte, il mio preferito in assoluto, urbi et orbi (che c’entra? boh). Per intenderci, quello del mio amato Russian Red: totalmente opaco e a lunga durata. Luv!

Insomma, dopo aver visto la collezione sono entrata in fibrillazione. Appena uscita dall’ufficio sono corsa zompando da Mac dove ho chiesto esplicitamente di Heroine, (visto alcune volte su Misatosia lode a lei!)  e dei suoi compari. 

Luce artificiale, ma i colori sono fedeli.

Luce artificiale, ma i colori sono fedeli.

Embrace Me

Era da un pezzo che cercavo un fucsia freddo, mat e possibilmente pazzo; tempo fa avevo mandato in freak out la povera Lidal in un giro collettivo da Mac  senza riuscire a trovare quello che la mia mente malata cercava. L’altro giorno invece appena ho swatchato sulla mano Embrace Me ho esclamato frasi in stile Vecchio&Nuovo Testamento, del tipo “Eccolo, colui che la mia anima cercava nel deserto infine è giunto tra noi” [non se la prendano cristiani e/o atei, sto solo ridicolizzandomi], e anche se provato su di me non stava benissimo (non ci giurerei ma ho intravisto del disgusto sul viso dei mua) l’ho preso, colma di gioia. Per lui ci saranno tempi e look migliori, lo so. (Lo spero).

Foto non perfetta, ma almeno i colori sono verosimili

Foto mossa, sfocata e condannata dal Vaticano, ma almeno i colori sono verosimili

Embrace Me è un fucsia freddo ben pimpante. Secondo il mio personale gusto va d’accordo con una pelle chiara e non ancora baGiata dal sole (ho sperimentato su di me che i fucsia mi donano di più in pieno inverno), mentre per il trucco occhi non detto regole, tzè. Se vi tenete forte arriva l’unica foto in cui la luce rende più o meno giustizia al colore applicato su di me. La faccia da pesce lesso e tutto il contorno urendo invece non aiutano per niente.

ORRORE E DANNAZIONE

Sì, potrei correggere meglio tutti i miei difetti ma non sono pratica di fotosciòp. E nemmeno di correttore.

Luce solare sparata (a sx) e luce solare più diffusa di un giorno sfigato.

Luce solare sparata (a sx) e luce solare più diffusa di un giorno sfigato.

Non lo definirei un colore folle o immettibile: lo diventa solo se lo credete. Se invece provandolo ve lo vedete addosso (ma anche no, come nel mio caso: non mi piace in questa foto, ma sticavoli) riuscirete a portarlo con grazia e nessuno penserà che abbiate delle antenne verdi sulla testa. Certo, dei giusti abbinamenti aiutano, ma io non sono un’esperta e vado molto a tentativi.

La pizia ha parlato. Amen.

Heroine

Heroine andava provato. Ero lì per lui. Temevo di risultare ridicola come quando ho provato il Nicki Minaj 2 la vendetta, e invece provandolo sulle labbra il mio viso sfatto, stanco, adornato da capelli inguardabili e occhialoni viola si è illuminato. PRENDO ANCHE LUI, è stata la mia frase a effetto, e il mua questa volta mi ha detto “eh, ti sta benissimo” – non so se per farsi perdonare il (presunto) disgusto di prima o se per sincerità.

Sono tornata a casa con Heroine ancora stampato in faccia insieme a un sorriso beota, che non si curava dei soldi volati via dal mio portafoglio ma che invece pensava solo che finalmente dopo mesi ho trovato due rossetti che mi piacciono davvero della linea che amo di più, i matte di Mac. E, per di più, in edizione limitata! BUHAAHUAH! BUAHAHAH!

 

Imperdibili Swatchesss scadenti!

Imperdibili Swatchesss scadenti!

Non so cosa ci sia da ridere, ma veniamo a noi: Heroine è un viola ciclaminone; lo definisco sempre così, ciclaminone, perché è un tono leggermente più intenso del classico viola ciclamino. Ora, a voi sembrerà che io ne capisca qualcosa di colori mentre sto palesemente brancolando nel bujo. In soldoni, Heroine è un colore stupendo cui è necessario dare una chance, punto. L’ho già indossato per una giornata intera e non mi ha abbandonato nonostante pranzo e spuntini reiterati (prova costume? uot ar iu tolkin abaut?).

Mi piace così tanto che ho usato una delle foto fatte per questo luogo di perdizione come foto-profilo su Fb, foto notoriamente ingannatrice e fuorviante che dovrebbe (e dico dovrebbe) dare il meglio di noi (anche se molta gente pare non capirlo scegliendo cose che non vorrei vedere nemmeno in una rivista medica). Nel mio caso otterrei il meglio di me con un incantesimo pronunciato a più voci dai più potenti maghi della Terra – roba che forse ci vorrebbe Voldemort – per cui mi accontento semplicemente del lato ingannatore della cosa:

Foto Profilo Ingannevoli

Ora però metto anche una foto in cui il colore si vede decentemente: ho tagliato il resto della faccia perché la mia espressione finto stupita, della serie “oddio, non sapevo che io mi stessi facendo una foto!” mista al trucco sbavato dalle ore spese a fare foto scadenti non era uno spettacolo adatto ai minori di 98 anni.

Ecco, il colore su di me è così. Cia'.

Ecco, il colore su di me è così. Cia’.

 

Certamente, visti così, Embrace Me pare quasi un errore. E invece l’ho riprovato oggi e con un trucco meno caldo mi è sembrato migliore, più portabile, per usare un termine che sconosco quanto a rossetti. Eccolo, con luce artificiale, tenda della doccia a pois e espressione di profondo dolore:

Non fate caso un po' a tutto e facciamo prima :)

Non fate caso un po’ a tutto e facciamo prima, va’!

Se siete giunti alla fine di questo post avrete probabilmente bisogno di recuperare dei sali minerali. Fossi in voi mi fionderei su una salutare Beck’s, da tracannare alla mia salute (ma perché, poi?).

Se  invece avete qualche domanda, vista la natura fuffosa del post, proverò a rispondere.

Ditemi invece voialtri: avete arraffato qualcosa di questa collezione o di altre? Trovate, come me, detestabile e deprecabile la pratica delle edizioni limitate? Vorreste anche voi il pupazzo Uan di nuovo in tv? Fatemi sapere.


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[Inutili]TAG – I cosmetici che uso di più

Vista la mia incapacità ontologica di essere presente nel mondo reale, in questo periodo, rispondo a un tag ormai abbastanza old.  Si tratta di rispondere a dieci domande sui prodotti più usati nel trucco. Bene. Purtroppo io sono una persona noiosa, uso quasi sempre le stesse cose e non provo più prodotti insieme se mi sono già trovata bene con uno. Lo dimostra il fatto che ho riciclato tuuuutte le foto prendendole da precedenti post (le avrei anche rifatte, ma ho zero tempo, ahimé). Preparatevi dunque a lunghi sbadigli e a prolungati sguardi nella direzione della X per chiudere la pagina.

Ma veniamo a noi. Sono stata taggata da Misato, ecco le dieci domande incriminate:

01) Il fondotinta che usi più spesso: che domande, il solito Bare Minerals, colore scelto a caso (Medium) che un giorno cambierò con uno più giallino (ho scoperto di essere una specie di Simpson).

02) Il correttore che usi più spesso: che tedio! è sempre lui, l’All About Eyes Clinique nel colore 04. Non mi delude mai, lo ammetto, in barba a tutto. Quando smetterò di comprare correttori sbagliati da Mac ne riparleremo, ovviamente.

foto riciclata da precedente post :3

3) Il primer occhi che usi più spesso: il solo et unico Primer Potion di Urban Decay, nonostante la concorrenza di quello Zoeva.

04) La cipria che usi più spesso: non sono una fanatica della cipria, specie da quando uso il minerale, eniuei al momento è la Primed & Poreless di Too Faced.

05) L’ombretto che usi di più: In assoluto l’ombretto che uso di più si trova nella risposta alla domanda seguente. Fatte però una serie di valutazioni che riguardano solo me stessa e che potrebbero portare a una risposta vagamente falsa e tendenziosa, dirò l’ombretto verde Catrice, Hip Hop On The Tree Top.

Foto rubata al sito Catrice

06) L’ombretto in crema che usi di più: dai, facciamo finta che lo stick di Kiko valga come crema? perché di certo non è in polvere. Buauahuaha! per cui senza indugi rispondo Long Lasting Stick Eyeshadow n.06

Anche questa è una foto riciclata da un precedente post

07) La palette che usi di più: tenetevi forte, sto per dare una risposta che scuoterà i vostri animi con rivelazioni scioccanti, la Naked di Urban Decay.

08) Il mascara che usi di più: apro sempre un mascara per volta, e lo cambio praticamente sempre. L’unico ricomprato varie volte è stato il Ciglia Finte Black Drama di Maybelline.

Riciclaggio spinto di foto

09) Il blush che usi di più: se dobbiamo fare un triste bilancio della mia intera intera esistenza cosmetica, quello che uso di più in assoluto è probabilmente il Soft Touch Blush n.10 di Kiko. Se invece stiamo parlando degli ultimi mesi, qui a Grande Inverno ho usato ogni giorno il Bella Bamba di Benefit (che, vi ricordo, mi fu donato usato da mia maTre: mai avrei speso quei soldoni per un blush del genere).

Blush Kiko. Viva l’arte del riciclo fotografico!

10) Il rossetto/gloss che usi di più: Inutile dire che rispondere a questa domanda con un solo prodotto offenderebbe le nostre intelligenze. Tzk! In realtà, facendo un bilancio onesto e veritiero i rossetti che uso di più sono i miei due Chanel Rouge Allure Velvet, La sensuelle e L’Exuberante. Quest’ultimo nell’ultimo mese l’ho usato tantissimo e per giunta è stato il rossetto che avevo per la laurea, evento – ricordiamolo – atteso dai media al pari di un concerto di Lady Gaga.

Anche questa foto – benché priva di firma – appartiene a un precedente post. Che sagacia.


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[yawn!] Acquisti post «fioretto»

A febbraio il mio grado di disperazione da tesi mi ha portato a fare un fioretto che pensavo quasi impossibile da rispettare: non comprare più cosmetici, trucchi e altra roba del genere fino alla fine della stesura del mio capolavoro.

Pensavo sarebbe stata una tragedia. Credevo che mi sarei aggirata attorno al quadrilatero Coin-Upim-Kiko-Sephora con gigantesche occhiaie da tossico e un’aria assai mesta.
Fortunatamente ho avuto di meglio da fare: stare col sedere piantato sulla sedia a scrivere come una pazza, limitandomi a guardare negozi on-line con aria sognante nelle pause.

Questo fioretto (sì, ho dodicimila anni di scuola cattolica alle spalle)  mi ha portato a rivalutare prodotti che usavo poco (soprattutto cosmetici, che ho in abbondanza pur avendo un rifornimento che molti definirebbero modesto, dipende dai punti di vista), e a capire che le robe più importanti di cui sentivo davvero la mancanza erano i prodotti per la cura del viso: Maisenza di Lush era finito, il contorno occhi di Lavera non mi piaceva più, la crema viso Bjobj si dimostrava sempre troppo leggera per le temperature nordiche, per non parlare del reparto struccaggio – mio grande feticcio: niente Bioderma per me a Grande Inverno, niente struccante occhi Coop. DAMN IT! Pure il bagnoschiuma era finito e ho dovuto usare dei preziosi prodotti esosi appartenenti a mia sorella, che però non andavano molto d’accordo con la mia pelle (bagnoschiuma Clarins – odore stupendo – e L’Occitane).

Insomma, febbraio e marzo sono stati i mesi dell’arrangiarsi, del provare a terminare prodotti odiati, del notare quanti acquisti inutili avrei fatto e che ho risparmiato, e via così con questa filosofia da quattro soldi. Ma veniamo alla parte bella: la certezza di laurearmi e la fine del fioretto. BUAHAHA!

Il giorno in cui sono andata a consegnare il file definitivo della tesi in copisteria avevo tre ore di sonno alle spalle, i piedi affondati in scomodissimi Hunter Boots (o erano le mie Lumberjack sfigatissime antineve? qualcosa del genere), il viso orrido e struccato e una necessità pazza di andare da Lush. Così ho fatto. Ho inforcato la metro e mi sono materializzata in corso Buenos Aires, dove ho fatto una vera e propria spesa, prendendo:

Bottino Lush postato già su Fb

  • due confezioni di Maisenza
    detergente per il viso che sto amando da mesi e che purtroppo non vedrò più: è un’edizione limitata. Per fortuna Manuki ha postato la ricetta per farlo a casa, potrei cimentarmi (potrei!).

  • un pezzo di sapone Sultana
    (sito Lush per info). Come accennato sopra, la mia pelle non ne poteva più dei classici bagnoschiuma, così sono passata a un bel sapone idratante per il corpo. Profumo paradisiaco che rimane anche dopo essersi lavati. Super idratante, meraviglioso.
  • lo spumante da bagno Buonanotte Fiorellino
    (sito Lush per info) Sostanzialmente questa cosina va sbriciolata nella vasca prima di mettere l’acqua. Ricordatevelo, se avete già riempito la vasca senza leggere le istruzioni (vd foto). Comunque fa davvero una bella schiuma (infatti in teoria poi non dovreste usare altro sapone per lavarvi) e un buon profumo.

    buonanotte fiorellino

    Foto di altissima qualità scattata col cellulare dopo aver realizzato che non avrei potuto usare lo Spumante dopo aver riempito la vasca

     

  • la ballistica Thank God It’s Friday
    (Sito Lush per info). Ancora non l’ho provata, ma sono una veterana delle ballistiche e sarà come sempre una cosina divertente un po’ esosa (5 euro che svaniscono a poco a poco nella vasca frizzando)

  • l’henné Come un Sole Rosso Acceso
    (Sito Lush per info). Sto diventando cintura nera di henné Lush, sporco sempre meno il bagno e ci metto sempre meno tempo ad applicarlo, ah, che portento. Il colore però non è più intenso come una volta e devo capire se c’entra l’olio all’Amla o la scomparsa definitiva della vecchia tinta di Garnier fatta ormai un secolo e mezzo fa. Mistero.

Al ritorno da questo giro profumoso credo di essere piombata in un sonno profondo di alcune ore. Nei giorni e nelle settimane successive ho comprato qualche altra cosa (più o meno interessante):

  • HTO Lab – Bagno Energizzante
    Marca mai udita prima, italiana, dagli ingredienti ottimi (non contiene schifezze né tensioattivi aggressivi) e dal packaging quasi da farmacia rétro che ovviamente su di me fa molta presa. Ha una consistenza leggerissima e un odore super fresco che amo. L’ho usato sia per fare il bagno sia per la doccia e l’ho trovato ottimo. Costicchia, se non erro era sui 9,90 € ma la confezione è da mezzo litro, per cui chissene.

  • I Provenzali – Saponetta vegetale al Mughetto
    (info). Ne ho prese ben due in barba al mondo. Profuma tantissimo e lascia le mani morbide, la amo più di ogni altra saponetta dei Provenzali e nessuno ci deve separare.
  • Tangle Teezer Brush
    Ho preso questa spazzola (nella versione normale, non compatta) dopo mesi di corteggiamento, capitolando dopo aver letto questo post di Chia. Tecnicamente è stato il primo acquisto post fioretto, ma avendola ordinata su Asos (dove ho preso anche il vestito per la laurea, il blazer e le calze) è arrivata un po’ dopo. Al momento ci amiamo: districa senza tirarmi i capelli (miracolo), vi farò sapere più in là se ci sono dei cambiamenti.

  • Weleda – Contorno Occhi  Levigante alla Rosa Mosqueta
    Finalmente, dopo giorni e giorni di ricerca, l’ho trovato. Era esaurito ovunque ma alla fine il mio fidato NaturaSì di Via Melzo mi ha accontentata. Avevo provato un paio di campioncini e mi era piaciuto tantissimo, ora lo sto testando e sembra soddisfacente, vi dirò.

Make-up, vogliamo il make-up!

  • Maybelline – The Colossal Volum’ Express Mascara – Look Felino
    No, purtroppo non è il Colossal che ho già usato tempo addietro. Potrebbe piacermi ma purtroppo un po’ lo odio per avermi illuso. Separa benissimo le ciglia ma non mi da il volume drammatico che desidero, sigh. L’ho preso in offerta da OVS a 9,9 euro. Comunque lo sto usando, anche se il giorno della laurea l’ho freudianamente dimenticato (!). Per fortuna mia maTre aveva i trucchi in borsa e mi ha prestato il suo di Guerlain.

  • Sleek – Showstoppers Palette
    Se riguardo questa palette di ombretti capisco subito perché l’ho comprata: Bad Girl. Verde oliva shimmer, colore da me amato e reperito solo in versioni poco scriventi (Essence e Shaka). Per il resto l’ho provata ancora pochissimo, ma non è malaccio.  L’ho presa col 20% da Sephora, pagandola intorno ai sette euro e qualcosa.

Devo dire che per essere il bottino di una shopaholic a riposo per un mese posso ritenermi soddisfatta. Sono tutte cose che mi servivano – sì, tranne gli ombretti Sleek – e devo dire che il periodo di astensione forzata è stato molto utile sotto diversi punti di vista. Diventerò forse una risparmiatrice?
Seguono fragorose risate.


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[Blog] – Insulti 2.0: dare della meretrice a chi si trucca su Youtube.

**ALERT: post pieno di parolacce, non tutte volute. È un mezzo sfogo delirante, non prendetevela se ho scritto idiozie. Piuttosto: per un post serio sull’argomento, non scritto da me ovviamente, cliccate qui.***

—-

Mettiti il mascara puttanella, puttanella.

Due parole, così, per commentare un fenomeno di youtube a dir poco agghiacciante.

Potevate prendere per il culo le youtuber in circa ventiquattromila miliardi di modi. È facile peraltro: una tizia che si trucca davanti a una fotocamera e mostra prodotti parlandone per ore si presta facilmente a essere oggetto di scherno, come negarlo.

E in effetti già molti l’hanno fatto, con parodie più o meno esilaranti. Se non vado errato proprio Willwoosh deve la sua fama a Clio, che linkò un video in cui – nei primi secondi, prima di iniziare uno dei suoi monologhi – lui la imitava con degli occhi finti disegnati su un foglio a quadretti  brandendo della colla stick. Si parla di eoni fa, era una minchiata, ma faceva ridere. (Almeno a me).

Certo questo è un esempio di parodia iper leggera; lo studio sulla parodia youtubiana potrebbe essere profondo e vasto, ma io ne farò allegramente a meno (spesso mi mettono tristezza e provengono da chi necessita di farsi conoscere, non sempre a buon diritto).

Finita questa barbosa introduzione, veniamo a noi: secondo l’autore del video Puttanella of Duty, il suo capolavoro di videoarte contemporanea mira a puntare il dito sia sulle puttanelle del make-up (che fine poeta) sia sugli uomini che passano la vita a giocare ai videogiochi, financo negandosi del buon sesso con la propria – figa – ragazza (ma in quale vita, vorrei dire? già è tanto se ce l’avete, la ragazza, su). Il rimando al mondo dei videogiochi sta in quel “Of Duty” che richiama esplicitamente il famoso Call of Duty, ‘na robba de gueRa o quel che l’è.

Nel video, infatti, l’autore interpreta anche il protagonista del videogiuoco stesso (quel simpatico Puttanella of Duty del titolo), e il suo compito è quello di inondare di mascara le famose puttanelle del make-up.

Tacerò della lobotomizzata bionda che in guisa di youtuber canta, con una voce da zecchino d’oro “segui il mio tutorial se vuoi essere più bella” (cui segue il famoso verso apollineo “mettiti il mascara puttanella, puttanella”).

Ora, siamo seri, per favore: in che modo si vuole puntare il dito su entrambi gli universi [smanettoni vs. guru] ? insultando le youtuber con un epiteto alquanto pesante? perché io, se non avessi letto un commento fornito gentilmente dall’autore stesso, non avrei mai colto la critica al mondo maschile. Inoltre mi pare che nessun maschio venga umiliato, cosa che succede alle tizie cosparse di mascara sparato fuori da un fucile ad acqua al suono di puttaneeeeelllaaaah.

Non servono altre parole, per me è semplice: è pesantemente offensivo dare della puttana a chi si occupa di trucchi e belletti su youtube. Ma in generale a qualunque donna (anche a una prostituta, ovviamente).  Alcuni hanno sostenuto che si trattava dell’estremizzazione del concetto di oca: bene, non sono la prima che lo dice, ma oca e puttana sono due aggettivi diversi, con diversi significati e pesi specifici. Poi c’è il versante “puttanella è la traduzione letterale di bitch”, che negli USA non è poi così grave come insulto: dai, su, dobbiamo davvero prenderci in giro? Persino in quel capolavoro di cinematografia contemporanea che è 30 Anni in un secondo si traduceva “bitch” con “viperaccia”.

Ovviamente le polemiche scaturite sono le classiche: molte donne accusano il video di essere una cacata colossale sessista e maschilista; altre lo difendono dicendo “e fatevela ‘na risata”; poi ci sono gli uomini: anche lì, alcuni indignati, altri con le balle sfracassate dal femminismo.

Io, nonostante sia diventata una grande fan della fine arte del trolling e anche un po’ del politically uncorrect, su certi temi credo sia profondamente sbagliato scherzare, specialmente su una pubblica piazza come Youtube in cui giungono – oltre a fini menti come la mia e la vostra, ho fiducia in voi – delle colossali teste di birillo prive della più elementare cultura necessaria a distinguere un orinatoio da un lavandino.

Leggere i commenti sotto a un video di youtube è infatti un’esperienza mistica che il più delle volte mi porta a uno stato di trance da cui posso liberarmi solo col pensiero “un giorno moriremo tutti, evviva”. Del tipo che se una youtuber dice “ciao ragazze, innanzitutto la collana che indosso l’ho comprata da Coin” e il primo commento che troverete sarà “ciaoOOOo!!1! k bella la tua collana dv lai comprata?”.

Non sto ovviamente dicendo che su youtube siano tutti dei decerebrati, ma che molta gente stupida ci bazzichi volentieri. Un video come Puttanella of Duty, quindi, se anche può far ridacchiare – senza alcun motivo, visto che non lo trovo oggettivamente divertente – me e i miei amici troll seduti al Convegno della Idiozia Planetaria, non credo che andrebbe postato in un luogo in cui la maggior parte della gente – di ambo i sessi – penserà che alla fine è divertente e dice cose vere, perché il tubo è pieno di troiette che fanno video di trucchi, su.

No, non va bene. Perché nessuna ragazza che parli di trucchi si merita di essere definita puttana. E no, non userò più il vezzeggiativo che fa tanto “siamo migliori amiche e ci chiamiamo troia a vicenda, come siamo fighe”: il termine è sempre quello anche se storpiato. Non c’è nemmeno bisogno che mi dilunghi ancora a spiegare perché: è sbagliato e basta. O forse vorreste vedere vostra madre, inondata di mascara al grido di puttaneeeeeelllaaah?


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[Blog] – Il mio rimedio all’intruccabilità degli occhi [orzaiolo & co.]

***sì, intruccabilità è una parola inventata che mi ricorda un po’ certe vicende attuali che generano non poca ansia***

Comincio a pensare che la mia capacità di somatizzare i periodacci stia raggiungendo livelli sempre più raffinati. Dopo il bruxismo (bentornato amico bite), il male al cuore (ciao ansia!) è la volta di una specie di orzaiolo, che farei bene a farmi controllare (sì, ok, lo farò, ci tengo alla mia vista).

Naturalmente stamattina, in questo momento storico a dir poco tragico (no, non sto parlando solo della mia tesi), il mio problema principale era non potermi truccare né mettere le lentine e dover altresì raggiungere l’università, luogo di inarrivabili figaggini milanesi (e, devo dirlo, anche di sfighe umane).

Dovete sapere che io, nonostante sembri una delle dieci persone più belle del pianeta Terra (non fatemi dire che sto ironizzando, vi prego), con gli occhi struccati [sto parlando di un basico copri-occhiaie e  di un po' di matita] sembro abbastanza malata. Uno può anche dire sticazzi, e infatti io potrei anche chiudere qui questo inutilissimo post, ma la vanità è una delle mie ottomila ossessioni, e l’idea di uscire apparendo in fin di vita o in preda a un’overdose mi darebbe abbastanza noja. Devo potermi guardare allo specchio senza saltare in aria per lo spavento, ecco.

In tempi passati non avrei avuto scelta: sarei uscita così com’ero sperando di non incontrare niuno. Stamattina invece ho avuto l’illuminazione, che ovviamente per chiunque abbia un po’ di cervello è un pensiero normalissimo.

Innanzitutto coprire i rossori, tutti, super bene. Il minerale da questo punto di vista mi aiuta sì, ma oggi era fondamentale andare sul sicuro con qualche silicone potente, così ho rubato il fondotinta Naked di Urban Decay di mia sorella, riproducendo una risata demoniaca un po’ inquietante. L’ho messo con il nuovo Stipple Brush di Real Techniques (mAraviglia), e con lo stesso pennello mi sono data cazzuolate di cipria Primed & Poreless di Too Faced e di blush Untamed Coral di Kiko (quello del post precedente). Visto che non sembravo ancora abbastanza sana ho messo anche un po’ di Bella Bamba di Benefit, che in effetti ha illuminato bene le gote.

Col fondotinta ho leggermente coperto le occhiaie, soprattutto dell’occhio sano. L’occhio da Quasimodo di Notre Dame Disney Version invece ho dovuto accettarlo così com’era.

Ecco, più o meno anche io.

Finita questa base della finta salute sono passata al piano diabolico: rossetto. BUHAUAHA. Dio della sfiga, pensavi di mettermi k.o. con uno stupido orzaiolo/calazio/interruzione per lavori del dotto lacrimale? Credi che una persona che ha un blog dal presuntuoso titolo Vanity Nerd possa pensare che la sua giornata cosmetica sia finita solo perché non può neanche col pensiero truccarsi gli occhi?

Ecco. Ho messo il n.1 di Kate e mi sono sentita subito meglio. Continuo a vedermi ancora malaticcia ma di gran lunga meno in fin di vita di prima. Qui sotto una spaventosa idea di come risulta il mix occhialoni + Rossetto. Ho provato a dare un senso alla luce della webcam ma non c’è niente da fare, anche se sembro priva di mezza faccia dovete accontentarvi di questa terrificante imago.

Orrore e dannazione

Per fortuna ancora il terribile MORBO non è visibilerrimo, confido che sia stata l’aria dell’aereo a farmelo spuntare e che non sia un’infezione o qualcosa del genere.  Ora torno alle mie sudate carte, chiedendo venia per l’ennesimo post inutile.

(Voi come state? tutto bbbbene?)


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Vanity (nerd) Table

Come i più attenti stalker della sottoscritta sapranno, l’ossessione per la toletta me la porto dietro da un po’ di tempo. Anche qui c’è di mezzo un po’ di barbosa nostalgia nonnesca, che – se ve ne può fregare qualcosa – si riassume in questo post sul mio tumblr (solitamente covo di foto di attori o cantanti con cui sono in fissa: in questo periodo Ben Whishaw).

Oltre però al lato emotivo della cosa, c’è chiaramente un aspetto pratico. Fino a prima di Natale mi truccavo in piedi guardandomi in uno specchietto (che non stava più su da solo) posizionato sul mini davanzale della mia finestrella del bagno. Postazione niente male per il giorno, con un’ottima luce sicula schermata leggermente dal vetro opaco, ma pessima per la sera: sostanzialmente mi truccavo al buio. Non sto a dirvi quanto ero diventata insofferente negli ultimi tempi; avevo imparato il catalogo Ikea a memoria ed ero decisa a procurarmi una toletta.

Vagliate tutte le ipotesi e compreso che non volevo spendere centinaia di euro per un mobile ingombrante che avrei finito per odiare, ho fatto qualche ricerca online (video e video di postazioni meicappp/meicapstescion, siti come Ikea Hackers, ecc) e ho deciso di ordinare online VITTSJÖ  (tavolo per pc portatile in vetro e ferro preso per soli  36,99 euro) e – su consiglio dei miei, decisamente meno tirchi di me quando si tratta di mobili – la sedia Ikea PS 2012 con braccioli (69 eurozzi). È di plastica e la trovo perfetta per un ambiente umido come il bagno.

Vista generale del vaniti-teibol (le mattonelle avranno un centinaio d’anni, senza scherzare)

Dopo aver montato il tutto (e qui devo ringraziare il mio best friend forevah Claudio senza il quale sarei ancora alle prese col mio cacciavite del 1837)  ho visto che una piccola cassettiera sarebbe stata utile e non di impiccio, così in occasione di una gita all’Ikea catanese (ricordiamo che a Palermo Ikea non esiste, chissà come mafia mai) ho preso per 9,9 euro LENNART, una  cassettiera da ufficio piuttosto squallidona che però si mimetizza molto bene coi colori del tavolo.

Al momento l’organizzazione è quella che è, e non so se rimarrà definitiva. Visto che metà del mio tessssoro cosmetico è a Milano, qui non ho tantissima roba [per gli standard delle vere vanity-nerd, ndr] e l’ho sistemata così:

  • quasi tutto il meicap si trova in GODMORGON, scatola a scomparti, che tengo sul tavolo per avere ogni cosa a portata di mano: sono la pigrizia fatta persona e *voglio* avere le robe esposte alla polvere pazza di casa mia.

    Per alcuni sarà pochissima roba, per altri tantissima : ) dietro c’è un portagioie di Claire’s (15 euro circa)

     

  • Per recuperare spazio in altezza ho piazzato un VARIERA (divisorio per ripiano) su cui ho messo i miei portapennelli di design e due portavasi SOCKER (quello più grande adibito a porta rifiuti per dischetti di cotone et similia, quello più piccolo ancora cerca la sua ragion d’essere e ogni tanto ci metto spazzole o roba analoga, mi serve soprattutto per armonia estetica e altre boiate di questo tipo). Da quando tengo i pennelli all’aria (ovvero alla polvere) li lavo molto più spesso e credo che siano più puliti ora di quando li tenevo nell’astuccio loro dedicato.

    Portapennelli di design (giààà).

  • Sotto al divisorio ho messo una scatolina trasparente (sempre della serie Godmorgon) con dentro i cotton fioc e un portagioie di Muji acquistato a Milano, gli facevo la corte da anni e ho sconfitto la mia tirchieria solo perché non ne potevo più di avere gioielli sparsi per scatole e scatoline nella mia stanza.

    Il cartoncino è il ricordo di un concerto delle Iotatola, gruppo al femminile palermitano

  • Dato che al momento non ho uno specchio retroilluminato ho comprato FORSA (19,99 euro), una lampada da lavoro che alle brutte riciclerò per altri scopi ma che al momento mi piace sia dal punto di vista funzionale che estetico.

    Dopo la mia invettiva contro fotosciòp ho pensato di timbro-clonare la mega voragine sull’intonaco del muro, ben visibile nella prima foto. Eh vabbe’, sì, mi vergogno dell’umidità di casa mia.

  •  Veniamo agli specchi: uno è il classico specchio-base di Ikea (TRENSUM, 8,99 euro), l’altro è il tocco femmineo del mio vanititeibol, una vecchia cornice portafoto dei miei – inutilizzata da decadi – trasformata in specchio dal vetraio vicino casa. Mi ricorda vagamente la toletta della nonna e lo amo assaj (grazie mamma et zia che vi siete occupate della cosa mentre ero a Milano).
  • Nel primo cassetto di Lennart (chiamiamo le robe Ikea come fossero persone, ma sì) ho messo un organizza-cassetto che viene direttamente dai ruggenti anni Novanta e che apparteneva a mia sorella (scusami, l’ho rubato per una giusta causa) in cui ho piazzato gli ombretti singoli – sì, pochissimi – e le palette.

    C’è qualcosa a fuoco in questa foto? Gli ombretti Catrice sono pure tagliati dall’inquadratura. ‘nnamo bene.

  • Negli altri cassetti c’è roba random che non sto qui a elencare perché è tutto provvisorio (crema corpo, scatole vuote inutili ecc). I prodotti per la skincare, le spazzole e gli smalti sono invece vicino al lavandino.

Considerazioni finali: sì, le finestrelle del bagno riesco ancora ad aprirle, cosa che comunque faccio poco perché i piccioni amano passare lì davanti le loro giornate (bleurgh, lo so) e Irene vorrebbe tanto cacciarli buttandosi a pesce nel vuoto. Sì, non è un bel vanity-table come quello dei miei sogni di infanzia, ma mi piace parimenti (eccerto, sennò non stavo qui a parlarvene).

Irene

Spero di non avervi tediato, piuttosto mi piacerebbe aver dato qualche spunto (origggggginalisssssimo, ja) a chi ha in mente di assemblare un vaniti-teibol rubando (poco!) spazio prezioso alla propria casa. Questo è davvero poco invadente, e sostituendo la sedia con uno sgabello si può ridurre ancora di più l’ingombro.

Voi avete una postazione meic-appp, come dicono su youtube?


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5 Shades of Christmas & Friends – Avanguardia Pura (cit.)

Introdurre un post che fa parte di un vasto progetto blogghereccio non è facile. Io sono una persona poco seria, è noto, ma vorrei rendere giustizia alle cinque blogger che hanno ideato la serie “5 shades of” e che in occasione del santissimissimo Natale hanno esteso il progetto a chiunque volesse. Loro sono Misato-san di  A lost girl (loves make up!), Daniela di Shopping and Reviews, Lidalgirl di A Colourful Mess, Goldenvi0let di Golden Vi0let, e Takiko di Soffice Lavanda.

5 Shades of è nato con una serie di post sul rossetto Rebel di Mac (ognuna di loro ha proposto un look con Rebel per sfatare alcuni luoghi comuni su quel bellissimo e temuto colore, ma non solo), mentre adesso state sbirciando la mia partecipazione alla sua versione natalizia: 5 Shades of Christmas & Friends.  In questo caso non c’è un prodotto specifico da usare o una regola comune, bensì si tratta di proporre un look natalizio, qualsiasi cosa voglia dire per noi Nataaaaale. Una regola in effetti c’è: bisogna usare almeno un prodotto preferito, amato, idolatrato e così via.

Decorazioni a Palermo: palme, signori, altro che abeti!

Natale a Palermo: palme, signori, altro che abeti!

Per me Natale è una tradizione che si ripete da sempre allo stesso modo. I miei cugini e zii vengono a cena da noi, quindi di solito  quando già hanno iniziato ad accamparsi in cucina per curiosare io comincio a truccarmi perché ho passato il pomeriggio a fare cose più  utili come comprare regali last minute, scambiare doni con fidanzati vari (ne ho svariati, è noto), lucidare l’argenteria e litigare con mia sorella e mia maTre. La parola d’ordine cosmetica è dunque smokey, soprattutto perché non so fare altro: sono una schiappa col make-up, it is known, khaleesi.

Quest’anno per vari motivi (tra cui il fatto che mia sorella rimane in miniera a Grande Inverno e non torna in Terronia), sarà un Natale decisamente più sfigato e triste, per cui se mi truccherò sarà per annegare nei pigmenti qualsiasi tipo di mestizia.

Oggi ho voluto usare un ombretto Essence, Olive Garden (qualità opinabile) che ho comprato in primavera e amo di un amore impossibile, perché non riesco a farlo spuntare fuori come vorrei, devo applicarlo circa 74 volte (dovrei cercarne un dupe Mac). Non sto qui a dilungarmi perché è un trucco che saprebbe fare anche la mia gatta Irene (che vedrete più avanti). Come potrete immaginare il mio prodotto preferito è Russian Red, ma non è il solo, c’è anche l’eyeliner Essence “Midnight in Paris”. Pronti per l’orrore?

Mentre mi truccavo mi è esploso un bubbone vicino alla bocca. Bello, vero?

Vago tentativo di sorridere che somiglia molto a quello di Sheldon

(Il sorriso di Sheldon lo trovate qui)

Lo so, lo so, il rossetto rosso a Natale è avanguardia pura (cit.) ma i tentativi con altri rossetti sono stati dei fail atomici, per cui ora tenterò di distrarvi dal mio banalissimo make-up con la mia gatta Irene:

Impossibile autoscattarsi con un felino di 6 mesi in braccio: foto mossa e mio sguardo di terrore

E ora l’inutile lista dei prodotti usati, così  per levare ogni dubbio!

Cosa ho usato sugli occhi:

  • Correttori Mac Pro Longwear Concealer nw25 e Select Cover Up nc20 (ma le occhiaie restano, sono una capra)
  • Ombretto Kiko Longlasting Stick Eyeshadow n.06 (ottima base per l’Olive Garden)
  • Ombretto Essence “Olive Garden”
  • Ombretti UD Radium e Perversion (dalla palette UDC <3 NYC)
  • Matita UD  Zero
  • Eyeliner in gel Essence “Midnight in Paris”
  • Mascara Pupa Vamp!

Sul viso:

  • Fondotinta Nivea Pure & Natural n.02
  • Fondotinta minerale Bare Minerals Medium (sì, lo so, è scuro per me!)
  • Cipria Bare Minerals “Mineral Veil”
  • Blush Bare Minerals “Warmth” (una terra)
  • Blush Cremoso  Illamasqua “Laid”

Sulle labbra:

  • Rossetto Mac Russian Red
  • Matita Kiko Automatic Precision Lip Liner n.505


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[Blog] – Consigli non richiesti in profumeria e altre storie del terrore

:::Alert – Post lungo, privo di foto e infarcito di insulti e volgarità. Niente, solo questo.:::

Dovevo scrivere questo post già diverso tempo fa, quando una ragazza (che chiameremo Vesper per spirito nerdistico e per non violare la sua privacy) stra-carina e simpatica che ha un approccio normale al mondo cosmetico (sì, insomma, non nerdeggia di trucchi e dice di non sapersi truccare, tanto da chiedere consigli alla persona più inutile del pianeta: me), dicevo, quando ella mi raccontò della sua ultima puntata da Sephora.

Le serviva solamente una matita nera per occhi (che credo non sia riuscita a comprare) ed è uscita con una caterva di cose (inutili).

Cosa è accaduto, ordunque? (Ritorno a vestire i panni di Sherlock Holmes de’ noantri, scegliete come sempre voi la versione: Fico-Contemporanea, Fico-Vittoriana, Classica-Ammuffita o se preferite c’è sempre l’Holmes in gonnella).

Stando alle dichiarazioni di Vesper, dopo non aver trovato una matita occhi a meno di due triliardi di euro (quelle Sephora avevano i brillantini, pare), la commessa le pone LA domanda: “Ti serviva qualcos’altro?”. A questo punto l’ignara donzella risponde di aver finito il correttore: quale occasione migliore per mettere in moto un piano di infinocchiamento serrato?

La commessa  le fa prendere – ovviamente – ErasePaste di Benefit, elencandole i pregi di un colore aranciato e deridendola per il suo naifissimo desiderio di un correttore color carne. (Dico ovviamente perché alla Sephora principale di Palermo è prassi per i commessi spingere verso l’acquisto di prodotti Benefit, qualsiasi cosa voi chiediate. “Vorrei un rossetto Chanel” “Ma le posso fare vedere questi cosi di Benefi? eh?”)

Prime mie considerazioni: [Tamarro Mode: on]
A) che cacchio deridi? fare sentire incompetente e naif una cliente non la farà tornare molto presto, sallo. Inoltre chicatso sei per deridere, cocca. “Eh ma come non lo sai che l’arancio annulla il colore dell’occhiaia? EHH??“. ‘A demente, tu sei la stessa che sei mesi fa appioppavi correttori color carne a chicchessia, stai zitta un po’. [Tamarro Mode: semi-off]

B) a una ragazza che evidentemente non passa le sue ore su youtube a guardare tutorial, che a stento ricorda la marca del suo correttore fai prendere il prodotto obiettivamente di più difficile utilizzo? Okei, io non l’ho mai provato, ma varie youtuberssSSSss hanno ammesso che si tratta di un correttore buono ma non facile da usare se si è alle prime armi. Ed è uno dei motivi per cui non l’ho mai comprato, temo di non riuscire a sfumarlo bene (sono una capra nel trucco, benché ami passare le ore davanti allo specchio). Comunque, non è quella m*rda atomica che per me fu Boing!, almeno.

In ogni caso, non finisce qui. Alla cassa la combo di due commesse – dopo aver provato a farle prendere (senza successo) il pennello per l’Erase Paste,  - comincia a indagare sulla skin-care di Vesper, presa di mira probabilmente perché porta i segni dell’acne (sinceramente non so di più, tipo se sia ancora in cura o meno, non è questo il punto). Appena vengono a sapere che si strucca con un latte detergente, insorgono dicendo qualcosa come “Che cosaaaa?! latte detergenteeeee?” e le impongono l’acquisto dell’acqua micellare di Sephora (che credo abbia la delicatezza di una fresatrice: ottima per la pelle acneica, già).

Quando poi le chiedono che tonico utilizzi, Vesper risponde di non usarlo mai, e queste parole risuonano come se avesse detto “non mi faccio la doccia da tre mesi e nel frattempo picchio cuccioli di foca”: lo sdegno compare sui volti delle due, che urlando e intonando canti satanici scaraventano un flacone di tonico Sephora dentro al sacchetto senza chiedere il permesso. (Sì, nessuno le ha puntato una pistola, ma credo si sentisse abbastanza umiliata da tutte quelle parole di sdegno e Vesper ha comprato tutto. Beate coloro che non si faranno infinocchiare, di esse è il Regno Privo Di Sòle).

Il risultato è che una volta a casa, il tonico le fa diventare il viso in fiamme, fucsia.
FUCSIA.

Il viso delicato e acneico di una bella ragazza diventa FUCSIA, diosanto.

Qui arrivano altre mie considerazioni: le commesse non sono dermatologhe. Non sono (quasi mai) nemmeno make-up artist, sono semplici commesse: da che pulpito, come osano dare consigli (non umili, ma presuntuosi) e fare comprare prodotti per la pelle a una ragazza con l’acne? ma anche a una ragazza con la pelle mista, secca, blu-avatar, come osano? A una ragazza che poi era entrata lì per tutt’altro, che non aveva espresso interesse per prodotti per la pelle ma solo per una dannata matita occhi a meno di 15 euro.

Ovviamente a loro ‘gne frega gnente, vogliono solo fare comprare, quindi diranno un giga-sticazzi dentro le loro sataniche menti e approfitteranno di quelle ragazze che nella vita fanno altro piuttosto che guardare tutorial e leggere (o scrivere) blog per infinocchiarle. (Anche se infinocchiano pure noi bloggerzzZZZ, nerd e via così).

Ma, direte voi, superstiti giunte a questo punto del post: come mai hai scritto ‘sto papiro proprio oggi?

Oggi, mie/i cari/e/i/e, un’altra mia amica, che chiameremo Lucy Liu (vai di visite pilotate su questo blog: aggiungiamo un bel NUDA. Lucy Liu NUDA), mi ha chiesto consigli per la skin-care dopo che una commessa di una profumeria l’ha aspramente rimproverata poiché ella esfolia la propria pelle due volte al dì. La pelle di Lucy è grassa, sì, ma molto delicata e si arrossa facilmente: indubbiamente una doppia esfoliazione è un po’ troppo, ma tu – cara commessa – chi diamine sei per rimproverare? Io stessa mi sono astenuta dal dare le mie preziosisssssime perle di saggezza perché ho una pelle completamente diversa. Le ho detto con quali prodotti mi sono trovata bene, ma lungi da me proporre una skin-care, foss’anche per una Barbie a dimensione naturale di chicchessia!

Ora, io capisco il duro lavoro delle commesse di profumerie. So che non si deve né si può generalizzare (per dirne una: la profumeria storica dove mia maTre spende il suo danaro dal mesozoico non ha mai partorito storie di questo tipo, anzi, e anche da Sephora ci sono brave/i ragazze/i, mica è la fucina del demonio) e so che l’episodio di Lucy è ben diverso da quello di Vesper, dove i consigli sono giunti dal nulla e per di più accompagnati dall’obbligo (per così dire) di acquisti cretini.

Ma questo atteggiamento (che venga dalle commesse, da MUA o da beauty-blogger, fruttivendoli e addestratori di leoni) che consiste nel far sentire un idiota chi ti sta di fronte solo perché “non ne capisce niente” (uso le odiate virgolette di proposito) lo trovo orrendo. E anche io ci casco, ovviamente: quante persone ho insultato perché usano lo shampoo Pantene? E ora mi viene da chiedermi: un paiolo di cavoli miei, no?

Perdonate il post eccessivamente lungo, l’abuso di parolacce più o meno nascoste e le banalità varie. Promettiamoci di non farci infinocchiare più e di non puntare il dito cosmetico contro gli ignari niubbi (io peraltro lo sono in buona percentuale, benché tra le mie amiche figuri come la più malata nerd di trucchi possibile)! Ma se avete episodi analoghi da raccontare, questo gruppo di ascolto et sostegno è aperto. Se invece siete delle commesse inferocite contro questo post, vi prego di non insultarmi ché ci rimango male. Recatevi su questo link e dimenticatevi di me.


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[Inutili]TAG:“Tanto non lo comprerò mai!”

Misato ha scritto ieri questo post, e visto che attualmente ho l’ispirazione di una lampada ad olio ho pensato che fosse un buon momento per cedere alla tentazione del tag, che  chiede: quanto ci facciamo influenzare dai prodotti visti in rete? (sto parafrasando Misato, sappiatelo).

Io ho la coppa Pecorona Dell’Anno, e spesso ho comprato cose senza capire bene perché. Qui vedrete molti “nope, nope”, ma spesso perché non avevo i negozi a portata di mano, ecco. Lontano dagli occhi, eccetera.

(Il giUoco di parole inutilità-inutili TAG si riferisce al fatto che a nessuno frega una ceppa di quello che compro io, ma vabe’).

Quando parlo di politica aziendale non mi riferisco a nessuna azienda ma a me stessa, perché sono una gran burlona. Se arrivate all’ultima domanda avrete inoltre una risposta profonda che riassume un po’ il significato della vita cosmetica di ognuno di noi.  Dunque.

Hai mai acquistato….

- Il sapone di Aleppo?

Vista la sua fama di mega-purificante-anti punti neri l’ho comprato (marca Provenzali). Non mi sembra abbia fatto granché ai punti neri, forse una stretta di mano. Comunque la sua puzza mi ammorba così tanto che lo uso solo per pulire i pennelli e ho dovuto comprare una scatola porta sapone per rinchiuderlo.

- Il Cleanse&Polish Liz Earle? 

Noto con piacere che il web ha ancora dei lati oscuri per me. Non so di cosa stiamo parlando. Ne potrete dedurre che la risposta è no! *tadàààà*

- L’Elicina? 
Grazie a Iddio non ne ho mai avuto bisogno, quindi no. Però mia mamma l’ha presa, e anche un mia amica, e non mi pare che sia andata male (nonostante i siliconi).

- Lo struccante bifasico “Fior di Magnolia”?

Ne ho sentito parlare da pochissimo e no, non mi serve. Ho il mio bifasico home-made (segue un “gne gne gne!”).

- Gli ombretti Neve make up? 

No, per pigrizia più che altro, ma confido nel Santo Natale (ho Camden Town in wishlist mentale da tempo).

- Una BBCream? 

Dio ce ne scampi e liberi. Siliconi su siliconi su siliconi conditi da inutilità e siliconi.

- Il Primer Potion Urban Decay?

Sì, ben due volte, in barba al prezzo. Però sono scema, avrei dovuto prendere Eden che almeno corregge un po’. Vabe’.

- Almeno una delle due Naked Palette di Urban Decay?

Una? Magari. Le ho entrambe. La prima l’ho presa a NY, a un prezzo decisamente conveniente, quando in Italia era introvabile. Nonostante i miei dubbi iniziali l’ho amata a poco a poco e adesso la uso ogni giorno (anche perché è tutt’altro che naked, faccio degli smokey che non vi dico). La seconda l’ho presa senza alcun motivo, attirata un po’ dai colori grigi – mio tallone da Killer - e dal nero opaco, un po’ dall’ebbrezza che dà un acquisto totalmente inutile. Non la ricomprerei mai, nonostante i bei colori che contiene. Mi pare uno spreco bello e buono, tant’è.

- le 24/7 di Urban Decay?
Se non dico cazzate la palette UD <3 NYC ne contiene due, una nera e una viola. Quindi non ho mai dovuto comprarne altre. Da poco ho preso Perversion, mi sta piacendo, ma tutte hanno il grosso bug che quando le tempero si rovinano. Ho pure cambiato temperamatite, bah.

- una palette di Urban Decay che non sia la Naked?
La  UD <3 NYC mi è stata regalata per la laurea (è stata la mia prima palette UD e ovviamente la desideravo senza capirne niente in realtà).

- La Too Faced Shadow Insurance? 
Nope. Annebbiata dall’amore per il Primer Potion.

- L’olio indiano Forsan?

Nope. Puzza di bufala. (Nel senso di fregatura).

- Un prodotto Elf? 
Uso quotidianamente un pennello, ne ho comprati anche altri, e il set per sopracciglia che amo.

- L’henné o una qualsiasi erbetta lavante? 
L’henné di Lush, le erbette le proverò someday.

- Gli Shampoo della linea gabbiano dell’Esselunga? 
Nope. Li ho guardati e riguardati ma credo non mi servissero. Oltretutto andare all’Esselunga  è uno stress indicibile, visto che mia sorella, con cui vado ogni volta, tarpa le ali del mio consumismo. Sigh.

- La linea skincare ViviVerde di Coop?
Yup. Ho preso il detergente viso (in standby, è a Milano, l’ho usato molto poco), il latte detergente e la crema corpo (entrambi ancora da provare).

- Un qualsiasi prodotto Fitocose? 
Nope, sempre per pigrizia.

- Una collezione o qualche pezzo di una collezione Essence? 
Una collezione intera? Le trovo sempre saccheggiate e messe molto male. Quella su cui mi sono potuta sbizzarrire di più è la 50′s Girls Reloaded. Ho preso una palette con due ombretti, un pennello doppio, lo smalto rosso, la cipria (usata poco e niente) e il rossetto rosso (molto carino).

- I prodotti Essence? 
Certo. Gloss, smalti, qualche ombretto, ciglia finte, ciprie, blablabla.

- qualche prodotto Catrice?
La matita per le sopracciglia, il set per le sopracciglia, un pennello per il blush e una tinta per le labbra (quest’ultima è un bel fail).

- I long lasting stick eyeshadow di Kiko? 
Ne ho solo due ma li amo entrambi. Non considero nemmeno quelli antichi che devo buttare.

- Il rossetto Russian Red di MAC?
Sì. È uno dei miei preferiti, ha cambiato il mio modo di vedere i rossetti, vorrei erigergli un monumento.

- il rossetto Creme d’Nude di MAC?
La mia politica aziendale mi impedisce di comprare nude esosi. Inoltre comincio a credere che mi stiano malissimo.

- il Fluidline Blacktrack di MAC?

Nope.

- Il 217 di MAC o un altro pennello, magari famoso?

Ho un miniset regalatomi da mia sorella della collezione Tartan, ma non so i loro nomi. Mi fanno tutti abbastanza male, tranne un duofibre per il viso e un pennellino per eyeliner (come sono profescional).

- un paint pot di MAC?
Nope. Ne ho regalati, però. 

- Le Palette Zoeva (o cinesissime) da 120 colori, 88 colori e compagnia bella?

Ho la Ultra Shimmer di Zoeva, regalo della mia amica Ludo (si parla di due anni fa). Non la uso molto perché è gigantesca, ma dà molta scelta e se voglio provare un colore pazzo posso farlo.

- Un prodotto I Provenzali?

Gli oli naturali in primis, le saponette (adoro) poi il bagnoschiuma alla magnolia (ma anche quello all’olio di mandorla senza profumo), il burrocacao all’Argan e quello all’olio di mandorle. Shampoo e balsamo ai semi di lino stra-bocciati (buon odore, ma non districavano niente). In realtà faccio prima a dire cosa NON ho provato.

- Uno smalto color fango?

Se non erro, no. Mi genera antipatia il colore e la mania per il fottuto Particuliere.

- Gel d’Aloe?
Da un anno e mezzo rende la mia vita migliore, continuo a ricomprarlo.

- Un prodotto Lavera?
Due prodotti viso che non ricomprerei. Il secondo non riesco a finirlo, lo uso solo nei week-end e lo detesto cordialmente. Un giorno ne scriverò.

Edit: sono così affetta da demenza senile precoce da dimenticare che sto usando un contorno occhi Lavera. Lo prendo e mollo in continuazione, ma non lo boccerei. Vi farò sapere.

Edit #2: il mio decadimento mentale precoce mi ha impedito di menzionare anche: autoabbronzante Lavera (super efficace ma puzzolente come poche cose sul globo), stick labbra con protezione solare (fa le labbra bianche ma a me non importa, tanto lo metto al mare, mica all’Ambasciata italiana a Parigi).

- Uno smalto OPI?
Quando sono andata a NY stavo andando in freak out perché costano infinitamente di meno. Sì, li amo. Ma ho cominciato a comprarli non per le review online, bensì per le magnifiche manicure che facevo a Pechino quando sono andata in vacanza da mia cugina. Sembro una riccona globetrotter, vero? Bene, bene. (Non parto da più di un anno, calmiamoci).

- I Lip Tar OCC?
Non ho idea di cosa siano. Cioè, so cosa sia un lip tar ma non questi. Quindi con serenità dico nope.

- Le ciglia finte?
Sì, e ho fatto tanti errori. La conclusione cui sono giunta è che bisogna prenderle di buona qualità. Quelle Make Up For Ever sono straordinarie, le prime che abbia mai messo (senza alcuna difficoltà).

- La cipria HD di Make up forever?
Nope, l’articolo cipria in generale non mi interessa.

- Le Palette Sleek?
Ho preso la Snapshots questa estate perché mi ero innamorata di Sunset. Ho pensato che per 9,9 euro ne valeva la pena (avevo anche uno sconto). Carina, mi ha fatto scoprire che i viola freddi mi stanno bene e non mi fanno sembrare in punto di morte.

- Le Palette Inglot?
Nope. Non ho ancora messo piede in uno store.

- Qualche prodotto Madina?
Dei rossetti che non metto mai (colori pessimi), una pochette che ha resistito un annetto, delle matite occhi che non so che fine abbiano fatto.

- Pennelli Sigma?
Nope. Troppe recensioni negative unite al fatto che sticazzi.

- Pennelli Zoeva?
Set bamboo mini, meraviglioso. Gli dichiaro amore ogni mattina.

- Blush Coralista di Benefit?
No e non lo comprerei mai. Mia madre mi ha rifilato il suo Bella Bamba, carino ma non vale quei danari.

- Blush Orgasm di NARS?
Nope.

- Lemon Aid di Benefit?
Vi prego. No.

- Smalti Eyeko?
Non sa/non risponde. (In realtà non li conosco).

- Qualche prodotto LUSH?
Nonostante i prezzi pazzi, sì. Amo Lush da quando ero infante e ora posso comprare prodotti più utili delle ballistiche. Tipo questi.

- La beauty Blender?
Sì, prese a NY in offerta. Le uso di rado perché ho abbandonato i fondi liquidi. In generale odio le spugnette, le ho prese perché a NY da Duane Reade avrei comprato anche dei cammelli.

- gli Illusion d’Ombre di Chanel?

Trenta euro per quelle cose? No.

- gli smalti Chanel?
No, no. No. No. No. Fossi malata per smalti e unghie capirei, ma comunque no.

- un primer viso per i pori?

No, mi tengo i miei pori dilatati e ciao.

- gli Aqua Cream di MUFE?

Nope. Ma mi tentano.

- un fondotinta minerale?
Bare Minerals mio grande amore da un anno e mezzo. Predico tale amore alle mie amiche che mi guardano come fossi pazza, ma vabe’.

- una palette di colori naturali (davvero, no shimmer!)?
Sono una shimmer dipendente, quindi no.

- la Duochrome di Neve Cosmetics?
Nope! Però è l’unica tra le palette Neve che mi abbia incuriosito.

- l’Erase paste di Benefit?
Vorrei ma non vorrei, quindi no. Il rischio di un gigafail è dietro l’angolo.

- uno smalto Shaka?
No.

- I pennelli Real techniques?
Sono nella mia wishlist mentale.

- qualcosa di TheBalm?
No, la Gardenia a Palermo non ce l’ha.

- la Primed and Poreless Too Faced?
Nope.

- il mascara They’re real! di Benefit?
No, nonostante le recensioni positive.

- il mascara Pupa Vamp!
Preso da una settimana, mi sta piacendo. Prezzo basso e buona resa, ma devo metterne due/tre strati e non so se i miei occhi possano sopportarlo a lungo.

-il mascara I love extreme di Essence?
Sì, e con le lenti a contatto mi dà fastidio. Ma a chi possiede occhi robusti e sani lo consiglio.

- i rossetti “Kate” di Rimmel?
Sì, presi ben prima che la gente andasse fuori di testa, ma solo perché volevo l’arancione. Carini, sì, ora che costano meno ancora meglio. (Ok, lo confesso. Vista la promozione ho preso pure il numero 8, il nude. Sì, mi sta male, sono un’idiota, ciao).

- una beauty box qualsiasi?
Pagare per campioncini potenzialmente orrendi non è nella mia politica aziendale.

- Un ombretto cremoso Astra?

Nope!

- Almeno uno smalto con effetto particolare? (es: crackle, magnetic, holo etc)

noooo, non mi piacciono ma più che altro credo sarei incapace a metterli (diciamo le cose come stanno).

- una Z palette o almeno una palette per compattare e depottare?
No, sono un carciofo.


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[Blog] – Sullo shampoo Nivea

Devo dirlo. Tra tutte le minchiate che scrivo, quella che porta più gente su questi lidi attraverso Dio Google è la scomparsa degli sciampi Nivea dal mercato. Anzi, dal mercato italiano (specifichiamo la barbarie a noi riservata).

Questo fatto mi fa pensare che i supermercati e le profumerie stiano esaurendo le scorte, e già vedo, tra gli scaffali, ignari ma potenziali acquirenti che scorrono naso all’aria tutti i vari tipi di shampoo senza trovare il proprio.

In compenso, tra un Ultra Dolce e un Pantene (vi prego, ma chi usa  gli shampi Pantene? E soprattutto: riesce ancora ad avere tutti i capelli in testa?) dicevo, tra questo e quello ritrova solo degli orfani prodotti per lo styling (Nivea, sì).

Ma io mi chiedo, cari siNiori della Nivea: io, potenziale acquirente da supermercato, ignara di INCI e abituata al mio Straight & Easy, secondo voi sto lì a comprare i vostri prodotti per lo styling?

Una volta capito l’inghippo, ossia la scomparsa del mio shampoo preferito, mi trasferirei su un’altra linea, perché spesso (ma non sempre) piace avere shampoo-balsamo-styling della stessa marca.

Quando amavo insiliconare i miei capelli avevo tutto della linea Straight & Easy, perché funzionava. Adesso, fossi ancora quella di due anni fa, mi butterei su Franck Provost, che ha linee complete e vagamente profescional e probabilmente non smetterebbe mai di propormi il proprio shampoo senza addurre vere motivazioni.

Secondo me fareste meglio a tenervi le vostre creme al petrolato e a ridarci lo Straight & Easy, che non ha l’INCI migliore dell’universo ma è dignitoso e fa un profumo buonissimo.

Adieu.

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