Sui rossetti si potrebbero scrivere pamphlet e trattati, analisi psicologiche e racconti accorati – ma io ho solo un blog, cinque manzoniani lettori e il buonsenso per scrivere solamente un post [lunghetto, ammetto]. In particolare sui miei rossetti preferiti, che sono in realtà gli unici che utilizzo con costanza e che – peraltro – ho acquistato tutti nell’ultimo anno (in realtà negli ultimi mesi).
Prima d’ora avevo optato solo per nudi o per colori classici (bordeaux scuro e cose così) che mi invecchiavano un po’. Sembravo sempre il cosplay di mia madre (non che tu sia vecchia, maTre mia) e mi sentivo sempre a disagio. Finché. Finecheeeeé (da leggersi con voce solenne alla Severus Piton) non ho deciso di fare un acquisto pazzo approfittando del 20% di sconto da Sephora: un rossetto Armani, il Rouge d’Armani numero 603 (Black Plum, credo si chiami). Ringrazio ancora Meri per avermi spinta a tal gesto estremo al grido di “si vive una volta sola”.

Scoprire che esistono rossetti che bisogna addirittura togliere con lo struccante perché non si sono dileguati nel nulla (ove per nulla intendiamo esofago) è stato uno choc. In più si tratta di una tonalità modulabile, che va bene sia di giorno – applicato picchiettandolo delicatamente – sia di sera, con una passata in più. Il finish è lucido, morbidissimo, e va mattificandosi col corso del tempo per rimanere ben saldo sulle labbra. Che meraviglia! Il colore è un fuchsia-prugnachiaro-fragolone (come vedete sono molto precisa nell’individuare le tonalità) ed è proprio questo che amo, la sua modulabilità (l’ho già detto prima ma mi ripeto). Indubbiamente il mio preferito, pochi cavoloni.
Sulla scia di questa meraviglia, acquistata quasi un anno fa, ho pensato di provare un rossetto Chanel. Il mio primo, in realtà, lo avevo ricevuto a sedici anni dalla mia cara maTre, che ha pensato di condurmi sulla via della perdizione già in giovine età. Ma insomma, mi son detta, riproviamo.

Non avendo trovato la tipologia consigliata da Clio in più video, mi sono buttata sul Rouge Coco “Vendôme”. Bello, per carità. Peccato che non duri un piffero. Il test dei test è stato applicarlo prima di uscire di pomeriggio (senza cibi e bevande in vista): in due ore era sparito rimanendo solo sui bordi, con effetto Pasta col Sugo Appena Mangiata. Lo trovo poco coprente e poco resistente. Sicuramente non vale i maledetti 29 euro a cui lo vendono. Per fortuna è stato un regalo (pilotato). [Epic Fail]
Il rosso delle meraviglie, invece, è un grandissimo classico da youtuber: il Russian Red di Mac.

Non volevo prenderlo perché temevo l’effetto “Sembro mia maTre”. Poi, proprio con la suddetta genitrice, mi sono ritrovata allo stand Mac della Rinascente – e conoscendo il di lei amore per i rossetti non ho potuto non mostrarglieli. Una commessa con il rossetto cosparso ovunque tranne che sulle labbra ci ha dato qualche suggerimento, non so da quale pulpito, ed effettivamente mi ha convinto in pochi secondi.
Il Russian Red è un rossetto matte, quindi totalmente opaco. È un rosso forte, ma la sua opacità lo rende giovane (perdonate il termine), sdrammatizzato. È perfetto con un look un po’ rockabilly/pin up (occhi segnati da una linea di eye liner nero, blush leggero e basta), ma anche con qualcosa di più sofisticato o (cascate di pernacchie su di me) rock, con occhi grigioneri. La prova del nove è stato metterlo su mia sorella, cui il rossetto solitamente non dona molto: le stava davvero bene. Merito del matte: olè!
18 euro spesi – da mia maTre – più che bene (se pensate a quanto costa quel maledetto Chanel). Ah, inutile dirlo: dura un’infinità di tempo sulle labbra.
L’ultimo acquisto è arrivato poche settimane fa, sempre in onore di uno sconto da Sephora.

Volevo un fuchsia da quando mi son fatta scappare il meraviglioso Quick Sizzle di Mac, e non trovandolo nella collezione Armani (volevo un’altra follia esosa) mi sono buttata sulla YSL (questo è il Rouge Pur Couture n.07), con le mie amiche Meri e Eugenia che mi davano man forte prendendo anche loro colori estivi e un po’ fluo. Che dire: meraviglia. Il finish è lucido ma non troppo, idratante (ha la protezione solare!) e rimane a lungo sulle labbra. Lo uso indistintamente di giorno e di sera, sempre picchiettandolo per aumentarne la durata. Lo amo! L’unica cosa che consiglio è di usarlo dopo aver corretto eventuali rossori: io che soffro di couperose ho notato che senza fondotinta questo rossetto mi dà un’aria un po’ disordinata/sciatta/forse volgare.
Per vostra fortuna termino qui. Dalla lunghezza del post avrete capito il perché del “Freak Out”. Se siete arrivati alla fine di questo post vi devo una birra.