Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[WIN] Nabla – Liquid Tech Blush (Plump, Fluid Love, Classic)

Negli ultimi sei mesi sono passata dall’essere una persona con dei blush (non tanti, per essere una malata di trucchi) a una persona con seri problemi nei confronti di questi prodotti. Compatti, in polvere libera, liquidi, in crema, in penna: mi piacciono tutti, vorrei provarli tutti e tuffarmi in un deposito di blush come Zio Paperone con le sue monetine.

Ad aggravare questa patologia piuttosto seria ha contribuito il team di Nabla, che qualche mese fa mi ha mandato da provare i Liquid Tech Blush, nei colori Plump, Fluid Love e Classic (le colorazioni in totale sono 4).

Ma di che stiamo parlando? Cos’è un blush? Chi è Nabla? C’è vita su Marte? Troverò un lavoro? Smetteremo di ravanare nella moda anni Novanta o dobbiamo aspettarci anche il ritorno della ciniglia?

A tutto c’è risposta, qui ci occuperemo solo dello stretto necessario. Innanzitutto NO alla ciniglia. Poi, veniamo a noi.

Nabla - Liquid Tech Blush2

Foto scattata prima di provarli, ancora intonsi, taaanto tempo fa.

Li vedete questi adorabili stick? Queste penne, insomma? Ecco, questi sono i blush di Nabla Cosmetics, in vendita esclusivamente sul loro sito a 11,50 euro. Ruotando la base dello stick il prodotto esce dall’applicatore in gomma: potete appoggiarlo sulla guancia o – come faccio io – prelevarne una puntina con il dito. Poi via, sfumare sfumare sfumare. Niente pennelli per me, mi bastano i polpastrelli.

La consistenza dei blush è iper gradevole: è fluida e facilmente sfumabile, ma – cosa fondamentale - NON appiccicosa. Detesto le sensazioni “innaturali” sul viso, l’appiccicaticcio mi è nemico giurato, e questi blush – una volta sfumati sulle guance – si asciugano in un lampo.

Nabla - Liquid Tech Blush

Dalla leggerezza della consistenza fino al fatto che no, non mettono in evidenza i pori dilatati e non lucidano la pelle (io ho la pelle secca ma non credo sia umanamente possibile, per loro, lucidare il viso) direi che la loro formulazione a base d’acqua è decisamente riuscita. Li rende diversi dagli altri blush che ho provato finora, che detta così sembra una pubblicità di detersivi anni Novanta, ottimo. Ad ogni modo io li uso anche sul fondotinta minerale senza alcun problema, se la cosa può interessarvi.

I colori sono completamente matt, molto pigmentati e intensi, motivo per cui dovreste applicarne poco per volta e sfumarlo bene con le dita, fino ad arrivare all’intensità desiderata (si parte da un Colorito Salutare a Moira Orfei Truccata Mentre Era Sbronza, trovate una via di mezzo che vi aggradi).

Non è una cosa che faccio quando ho 0,20 secondi per truccarmi perché desidero avere almeno trenta secondi per fare le guance uguali, ma non sono difficili da applicare.
Dovrei farli provare a mia sorella per vedere se superano la prova Ewok (vedi qui).

Non contengono brillantini o perlescenze, e poiché per ora ne sono quasi drogata spesso li abbino a un illuminante in polvere sugli zigomi  (Mary Lou Manizer di The Balm, di cui vi dico due parole – letteralmente - qui).

Nabla - Liquid Tech Blush Swatch

Nota su questi swatch: sopra trovate i blush leggermente sfumati, ma sempre mantenuti piuttosto intensi. Si possono sfumare mooolto di più di così, molto meglio anche. Sotto invece li ho spiaccicati sul braccio per farvi vedere il colore in purezza, per così dire. Sono pur sempre Swatch Scadenti, non potete aspettarvi tanto da me. Tzk.

Il colore che avrei preso a occhi chiusi per me (e che ho regalato alla mia amica Pilli, chissà se lo sta usando) è indubbiamente Plump. Adoro i fucsia e lui è semplicemente perfetto: freddo, senza brillantini e ben modulabile. Nei miei ultimi weekend fuori l’ho portato sempre dietro perché occupa pochissimo spazio, non richiede un pennello e ha esattamente il colore che uso più spesso.

Fluid Love invece è un rosa corallo (cit.) che si intona molto bene coi miei colori (lo dico con stupore perché non avevo mia preso in considerazione questa tonalità), dà un effetto molto naturale ma comunque evidente. Riscalda l’incarnato e ha una sfumatura di colore unica, tra i blush che possiedo. Ammetto che non l’avrei mai comprato e proprio per questo mi ha stupito tanto.

Retrored + Fluid Love

Vecchio faccione con Fluid Love sulle guance.

Classic…beh, Classic. Ha un colore biscottoso ben più scuro di Fluid Love (e diverso come gamma cromatica, usiamo parole a caso) che su di me è sempre piuttosto naturale ma più evidente. Non l’ho usato molto perché d’inverno, con la pelle chiara, preferisco toni più freddi o semplicemente meno ardenti. Ecco, credo che Classic lo userò un sacco questa estate per far finta di essermi abbronzata anche se l’unico sole che vedrò sarà quello preso alle fermate degli autobus o visto dalle foto di chi si instagramma in spiaggia dal primo giugno al 30 settembre.

Celebrity + Classic

Vecchio Faccione con Classic sulle guance (qui ne vedete una ma di solito ne ho due) e giga nasone

Non so se è una mia impressione (in realtà no, ne parlavo ieri con S. di Drama&Makeup) ma mi sembra che tra di loro i blush abbiano consistenze leggerissimamente diverse. Io lo noto con Classic, che mi sembra un po’ più coprente e meno fluido degli altri. Magari sono solo pazza io, chi lo sa.

Nonostante siano formulati molto bene (solo ingredienti naturali, niente paraffine o siliconi di sorta) su di me durano a lungo, anche se a fine giornata un ritocco ci sta; la durata però dipende anche dal colore: Fluid Love, che su di me crea poco contrasto, è quello che sembra sbiadire per primo.

Credo di aver detto tutto, ringrazio chi – su Facebook – mi ha aiutato dicendomi cosa voleva sapere esattamente su questi blush: spero di esservi stata minimamente utile, in caso contrario potrete maledirmi tutte le ultime domeniche del mese per incanalare meglio i vostri anatemi. Ma potete anche scrivermi qui sotto per chiedere altre informazioni!

Voi avete provato questi blush? C’è un colore che vi attira in particolare? Io fuggirei in isole remote con Fluid Love e Plump.

Disclaimer: i prodotti recensiti mi sono stati inviati dall’azienda a scopo valutativo. Potevo tenermeli nell’armadio rimirandoli in silenzio? No! Ci ho scritto sopra una recensione, ma l’ufficio stampa non mi ha chiesto di farlo, né mi ha fatto in alcun modo pressione affinché scrivessi il post. Le opinioni espresse sono esclusivamente mie, e no, non sono stata pagata per scrivere il post. Qualora accadesse stapperemmo insieme una Beck’s e soprattutto sareste i primi a saperlo. Bacini.

 


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[Bath Stuff] Lush – Dreamtime & il bagno rilassante (quasi soporifero)

Pochi giorni fa, tornata dal Cosmoprof, ho sentito la fortissima esigenza di un bagno che mi mettesse KO e mi facesse venir sonno il prima possibile. Avevo comprato e ancora non usato la Coccola di Lush, Dreamtime, e mi è sembrato il momento di testarla.

Lush Dreamtime

Le Coccole non sono altro che degli oli solidi da far sciogliere sotto l’acqua corrente della vasca. Non ne avevo mai sentito parlare ma sembrava il prodotto adatto a me, feticista del bagno caldo. Poi Dreamtime profumava di lavanda e camomilla, potevo lasciarlo in bottega? Accipigna, 4,95 euro per un tocchettino piccino picciò, cosa non si fa per il bene della scienza (eh?).

Presa dalla tirchieria l’ho spezzato a metà e l’ho buttato sotto l’acqua calda. L’odore di lavanda che si sprigiona è meraviglioso, e rimane anche quando svuotate la vasca.

Mi sono immersa quando l’olio era praticamente sciolto, dopo essermi struccata per bene. Una volta a mollo mi sono spalmata cazzuolate di Maschera Cura Levigante alla Rosa di Weleda sul viso e sul collo, lasciandola in posa 15 minuti. Adoro questa maschera perché è super idratante, non tira la pelle e in più – una volta rimosso l’eccesso con un dischetto di cotone – si può massaggiare ciò che rimane fino ad assorbimento. Lovely.

Weleda Maschera

Dite ciao alla foto mossa super fastidiosa.

L’odore di rosa contribuisce sempre a rilassarmi e a farmi dimenticare che là fuori c’è gente con l’intelligenza della mia teiera, e in più mi permette di non mettere nemmeno la crema idratante perché fa tutto da sola.

Visto che non ho messo alcun sapone nell’acqua, dopo un po’ ho riaperto il rubinetto (non riempio mai la vasca, così posso fare refill di acqua calda e non sentire freddo) e ho versato un po’ di bagnoschiuma Borotalco profumato alla Lavanda & Iris. PARLIAMONE. Non è un prodotto chic o eco-bio, ma era in offerta al Pam e il suo profumo – sniffato in segreto tra gli scaffali – mi ha rapita. Rilassante, dolce ma non stucchevole, perfetto per il mio bagno soporifero. Poi io sono una grande fan del borotalco Roberts, sarà fatto con scarti di Satana in persona ma non posso vivere senza.

Borotalco Iris e  lavanda

Nel frattempo ho incarnato uno dei cliché più ovvi della bagnante domestica e – sempre a mollo – ho sorseggiato la mia tisana preferita del momento: Clipper  “Chamomile with lemon balm & manuka honey“; sa praticamente solo di camomilla ma la adoro, l’ho comprata da Eataly e appena finirà mi ci fionderò per ricomprarla. Riesce a rilassarmi e a farmi ingerire i liquidi che durante il giorno schifo manco fossero veleno (bevo poco, che ci posso fare). (Puoi bere, per esempio.)

clipper

Finito il tempo di posa ho tolto la maschera dal viso con l’acqua micellare alla rosa di So’Bio. Ho finito la mia tisana, guardato un po’ di foto su Instagram e infine ho stappato la vasca. Sono uscita iper rilassata e idratata: non ho avuto il bisogno di mettere la crema corpo perché Dreamtime mi ha lasciato la pelle morbidissima, mentre la maschera Weleda ha sostituito la crema da notte per il viso. Tutto ciò ha accorciato il percorso verso il mio letto, e ho potuto dormire luuunghi sonni tranquilli (se trascuriamo la gatta Irene che mi fa gli agguati nel sonno, ovviamente).

Avete mai provato le Coccole di Lush? Penso si possano sostituire versando un po’ di olio a caso nell’acqua, magari con un paio di gocce (non di più!) di olio essenziale alla lavanda, anche se le Coccole sono più idratanti perché a base di burro di cacao. Vabe’, fatemi sapere! E se avete consigli su robe rilassanti per il bagno ditemelo, non tenete questi oscuri segreti per voi.

Bacini rosa.


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L’ennesimo post sul Cosmoprof 2014 (acquisti, novità e stalking di VIPSSS)

Ebbene sì, sono viva. Dopo due giorni di Cosmoprof ho le spalle a pezzi ma sono anche piuttosto contenta. A Bologna ho una coppia di amici che mi ospitano (leggi sopportano) e senza il loro appoggio credo che sarei tornata a Milano col piglio di un cadavere fresco di giornata (cit.).

Vorrei parlarvi di quello che ho visto/notato/comprato/stalkerato al Cosmoprof, sperando di non tediarvi troppo. In caso di attacco di noia incontrollabile è consigliato il rapido abbandono della pagina tramite la “x” collocata sul browser.

Smalti. Smalti Everywhere.

Il primo stand visitato è stato quello di Faby. Ho provato solamente un loro smalto – quello bianco che mi ha regalato Kenderasia – e la qualità mi ha stupito così tanto che non vedevo l’ora di guardare le loro novità. Ecco, credo che se avessi potuto avrei riempito sacchi e vestiti di boccette e sarei scappata di soppiatto come in Robin Hood di Walt Disney quando rubano l’oro al sonnecchiante Principe Giovanni.

Cosmoprof 2014

Purtroppo lì nessuno sonnecchiava e poi c’è quella parte di me contraria al furto, you know. Per mantenere intonsa la mia fedina penale quindi ho deciso di comprarne due, uno per me e uno da regalare alla mia amica Euge che si è laureata (yeee): a lei ho preso I’m not Crazy! che mi fa pensare a una famosa battuta di Sheldon Cooper (I’m not crazy. My mother had me tested) per me Cleo’s Talisman, un colore che i più definirebbero tamarro ma che a me piace da impazzire. Chissà come sarà sulle mie zampe.

smalti Faby

Da sinistra: I’m not Crazy! e Cleo’s Talisman

La novità presentata al grande pubblico comunGue erano (e sono) gli smalti composti da ingredienti all’87% naturali, non derivati dal petrolio e senza tutti i tipici veleni da smalto (Toluene, Formaldeide e compagnia bella); la linea si chiama Faby Nature. La gentilissima PR me ne ha regalati tre: Etruscan Clay, Afromosia e Cymbidium (azz che nomi complicati), rispettivamente un grigio, un  marronazzo e un verde/giallo super particolare che non vedo l’ora di provare.

Cosmoprof 2014

Faby Nature

Da sinistra: Etruscan Clay, Afromosia e Cymbidium

Passando alla concorrenza, allo stand CND mi è stata offerta una manicure con i nuovi colori della collezione Paradise, l’ennesima ispirata al Brasile (bastaaaa): ho ancora intonso sulle mani lo smalto, il bellissimo Cerulean Sea. L’accent nail è stata fatta con Sultry Sunset come base  (gne, devo ammettere che non mi fa impazzire il finish metallizzato), mentre i pallini (termine tecnico) – che voi ovviamente non vedete –  sono stati fatti con  Bicycle Yellow e di nuovo Cerulean Sea. Pensavo fossero smalti professionali, invece sono venduti al pubblico (sono i CND Vinylux Weekly Polish, dal nome deduco che promettono una durata di una settimana. Vanno rimossi con levasmalto a base di acetone però!). Non fate caso alle mie mani disidratate, plis. ORENDE.

Cosmoprof 2014

Da OPI mi sono innamorata della nuova collezione in collaborazione con Coca-Cola. Sono la più grande fan della bevanda del demonio, cerco di berne poca perché mi provoca una seria dipendenza, ma il mio amore per lei è indiscutibile: spesso mi cura da molti malanni meglio di un farmaco qualunque. I colori della collezione sono ispirati al packaging della lattina, alle bolle, blablabla: è davvero carina anche se non rivoluzionaria. Esce a luglio e io – mangiata dal marketing – la vorrei TUTTA.

Cosmoprof 2014

Da Clarissa Nails ho poi comprato il famoso top coat Seche Vite, che a quanto pare è il migliore EVAH. Non so, vi farò sapere. Menzione d’onore alla PR che ci ha guardate con sincero disgusto (ci siamo presentate ma non volevamo fare una rapina, giuro).

VIPSSS e altre cose.

Saltando di palo in frasca ricordo poi con grande amore lo stand di The Konjac Sponge Company. Non avevo mai palpeggiato una spugna Konjac prima e pensavo fossero ruvide e fastidiose. Invece da bagnate sono morbidissime e delicate! Sono totalmente vegetali e si usano per pulire il viso. Ce ne sono di svariati tipi e penso che un giorno ne comprerò una (quella per pelli delicate naturalmente). Ahimè non vendevano e come sempre non me la sono sentita di imbracciare un fucile a canne mozze per farmi avere una dozzina di spugne.

Konjac Sponges!

I veri ricordi memorabili del venerdì però sono stati gli incontri con delle VIPSSSS del make-up: le Pixiwoo allo stand Real Techniques/EcoTools e Anastasia Soare di Anastasia Beverly Hills (all’omonimo stand). Quest’ultima ha anche ritoccato le sopracciglia di Beatrice e vederla all’opera è stato fantastico. Ho provato sulle mani le sue famose matite e  sono giunta alla conclusione che vorrei tutta la linea di prodotti, le mie sopracciglia ne hanno un forte bisogno.

Cosmoprof 2014

Allo stand di BBCreamItalia avrei volentieri lasciato tutti i miei averi, ma la parte giudiziosa di me mi ha consigliato di fare acquisti mirati e di non sperperare il denaro della mia famiglia in cazzate. Per me ho preso due pennelli Real Techniques (Expert Face Brush, 13 euro, e Blush Brush, non ricordo il prezzo ma 11 o 12 euro) e una spazzola da viaggio Dessata, simil Tangle Teezer (10 euro, avevo dimenticato la spazzola a Milano, non so se rendo l’idea). Per la mia amica Sara, che mi ha amorevolmente ospitato, ho preso lo Starter Set e il Blush Brush di Real Techniques nonché una palettina MUA.

BB Cream Italia: acquisti
Su consiglio di Federica ho preso quello che potrebbe essere la cosa più bella del mondo: un Phon Parlux. FUCSIA. Sorvoliamo sul prezzo, è un asciugacapelli leggerissimo ma SUPERPOTENTE. Appena lo provo meglio vi dico di più.

Parlux

Rimanendo in tema capelli, sabato allo stand Nashi Argan ho avuto la possibilità di fare una piega provando i prodotti del marchio. Sono arrivata allo stand con dei capelli che definire imbarazzanti è poco: la pioggia del giorno prima e la costante umidità mi avevano donato un ciuffo alla Gastone Paperone, ma senza il suo charme. Dopo un doppio shampoo mi hanno applicato la Deep Infusion, una maschera nutriente che sembra aver dato una botta di idratazione ai capelli (avevo fatto la tinta da pochi giorni).

Alla fine della piega Mirko (l’hairstylist di cui ogni avventore al Cosmoprof si è innamorato/a) mi ha applicato un olio e ha ricoperto di complimenti i miei capelli, mio grande punto debole. (Tra un “sei dimagrita” e “che bei capelli” preferisco sempre la seconda, ve lo dico). Non riuscivo più a riconoscermi allo specchio ma ero stra-felice.


Vera, adorabile PR del brand, mi ha omaggiato di qualche prodotto: vi farò sapere come mi trovo (se la cosa vi interessa, of course. Nessuno mi obbliga).
Una piccola nota: i capelli sono rimasti puliti e in piega per CINQUE giorni. Lo so che forse ora starete vomitando in un angolo, ma io ho i capelli secchi e li lavo una/due volte alla settimana (poi dipende, of course). Quando vado dal parrucchiere e mi ricoprono di siliconi non durano puliti più di due giorni: quindi la riuscita di questa piega è a dir poco pazzesca (l’olio, sì, conteneva siliconi).

Ultimo acquisto da citare sono due paia di stickers per le unghie assolutamente demenziali (uno con le paperelle, l’altro a tema luna park) del marchio taiwanese All-Belle, specializzato in ciglia finte. Partner in crime di questo acquisto pazzo è stata Giulia (alias Darkness), che ha sopportato un’intera giornata di paranoie, lamentele e ansie sparse – tutte offerte gentilmente dalla mia persona (la stessa cosa è toccata a Bea il giorno precedente).

Nail Stickers
A proposito di incontri, la lista delle blogger che ho avuto il piacere di conoscere dal vivo o rivedere è lunga. Se andate su Facebook o Youtube mi vedrete probabilmente infiltrata tra foto di raduni e video sparsi.

Un ricordo speciale lo dedico al panino al salame mangiato venerdì in fiera: la prossima volta piuttosto che mangiare una cosa del genere addento la moquette rossa del corridoio principale.

Voi siete stati/e al Cosmoprof? Cosa vi è piaciuto di più? In caso contrario avete infilzato di lunghi spilloni varie bamboline vudù? Ditemi!

Bacini rosa a voi.

P.S.: Per vedere altre foto di cavolate sparse cliccate qui.


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[Make-up] Most Played di Marzo

Mi unisco all’allegro #teamMostPlayed formato da Goldenvi0let per un post sui prodotti più utilizzati del mese. Se volete unirvi alla brigata (non quella Della Vita e Della Morte, ma questa), leggete il post di Chiara e tenete le mani bene in vista.
(Ho copiato un po’ l’intro di Daniela e non me ne vergogno, HAHA).

Negli ultimi due mesi ho comprato/ricevuto (più comprato, giuro) un po’ di prodotti nuovi che ho usato intensamente, qui le mie prime impressioni sparse. I prodotti contrassegnati da un asterisco (*) mi sono stati inviati a scopo valutativo (?) dall’azienda di riferimento che – come sempre – non mi ha pagato per ciarlare.

mostplayed

 

Per dettagli sui prodotti, swatch eccetera farò dei post a parte! Forse.

Urban Decay – Naked Basics

Dopo averla usata a casa di mia sorella (gliel’ho regalata io per Natale e mi sembrava giusto metterci su le mani) ho dovuto comprarla col primo sconto disponibile da Sephora. La amo. Da usare insieme a ombretti colorati e/o shimmer è fantastica. Da sola – per me – è un po’ noiosa ma quando devo viaggiare mi basta e avanza, al massimo le abbino un ombretto in stick e ho concluso. Mi piacerebbe dedicarle un post ad hoc con swatch e altre cose, quindi  ora taccio.

Laura Mercier – Caviar Stick Eye Colour, Jungle

A proposito di ombretti in stick: vogliamo parlare di questa meraviglia? Durante il makeover (di cui ancora non vi ho parlato, gosh) al corner di Laura Mercier alla Rinascente la carinissima Sara me ne ha applicato uno viola. Quando ho visto che esisteva anche verde (Jungle!) non ho potuto lasciarlo lì. Capperi, costicchia (28€) ma la performance sembra eccellente. Ve ne parlerò, un giorno, con necessaria logorrea. Più sotto trovate uno swatch perché merita.

n.6 Beauty Experience – Liner Intense Kajal*

Di questo kajal vi ho parlato abbondantemente in questo post: non cambio idea, mi trovo benissimo e lo uso tutti i giorni con somma gioia.

Too Faced - Primed&Poreless Pressed Powder

Quando ho scoperto l’esistenza della versione compatta della mia cipria preferita non ho potuto non prenderla.

Guardate com’è bellina! (Foto che ritrae i miei ritocchi pomeridiani in viaggio)

Comodissima da portare in viaggio e in giro, ha una spugnetta che presto diventerà lercia e uno specchio niente male. Pur continuando a preferire la versione in polvere libera – ha un inci verde, è leggera, mi piace passarla sul viso! – questa è ugualmente un ottimo prodotto: è riuscita a fissare per tutto il giorno una combo fondotinta + correttore che solitamente sarebbe svanita via nel giro di pochi minuti. Se siete puriste degli inci sappiate che contiene  S I L I C O N I I I I I I I

In foto: una biutiblogger e un silicone. Fonte http://lancorz.files.wordpress.com/2013/04/wooo.jpg

In foto: una biutiblogger e un silicone.
Fonte

p.s. non sono fan dei siliconi, ma la loro presenza in ciprie e blush non mi ucciderà. O almeno credo.

MAC – Pennello 217

Il celeberrimo pennello da occhi di Mac è entrato a far parte della famiglia. Poverino, si sentirà solo in mezzo a tutte quelle setole sintetiche. Sto cominciando a prenderci la mano, e anche se non diventerò mai una regina della sfumatura lui mi sta dando un aiuto per uscire dal tunnel dei colori schiaffati a caso sugli occhi.

MAC – Powder Blush, Frankly Scarlet

Non credo di avere mai avuto un blush in polvere totalmente opaco e così scrivente. Il colore è indescrivibile, ma se lo metto senza farci caso sembro Heidi dopo che ci ha dato giù pesante col latte di capra del nonno. Bello, bello. (L’ho preso in occasione della Technique da MAC e non me ne sono pentita. Sotto trovate uno swatch volante).
frankly scarlet

 

Nabla – Liquid Tech Blush, Fluid Love*

I blush liquidi di Nabla meritano un post a parte (come tutto, del resto) per quanto mi hanno piacevolmente stupita. Fluid Love è un colore molto naturale (sul pesca andante, più sotto c’è uno swatch) che mi scalda l’incarnato facendomi apparire più in salute di quanto non sia in realtà. La durata è ottima ed è anche molto confortevole (non lascia le guance appiccicaticce, per intenderci). Ahw!

The Balm – Mary-Lou Manizer

Finalmente un illuminante come si deve: Mary-Lou riesce a darmi quella terza dimensione che mancava al mio viso (escludendo i tripli menti, ovviamente). Amo così tanto il suo effetto che lo uso anche di giorno, poi non sembro un lampadario veneziano del 1890, giuro. (Ho dimenticato di fare lo swatch. Evvabbbbe’.)

MAC – Flat Out Fabulous

Va bene, parliamone. Perché nessuno mi aveva detto che dovevo avere questo rossetto? Credo sia uno dei colori più belli che abbia mai visto. Lo so che lo dico di quasi tutti i miei rossetti, ma lui è speciale. È un fucsia freddo con del ciclamino al suo interno, un colore spettacolare dal finish completamente opaco (è un Retromatte, quindi secco come la sabbia della riviera romagnola a venti metri dal mare, in pieno agosto a mezzogiorno). L’ho visto sulle labbra della bellissima Lucia/Irina e un’ora dopo ero da MAC ad accaparrarmi l’ultimo esemplare (non è una Limited Edition però, chiariamo). Se non l’avessi visto su di lei l’avrei sempre snobbato, che babba! Eniuei, è uno dei rossetti che su di me dura di più. Lo uso di giorno e di sera senza differenze, senza matite e con molto amore. Cià.

FOF

Pupa – Miss Pupa Velvet Matt n.03 (collezione Navy Chic)

Basta rossetti, bastaaaaa! L’ossessione collettiva per i rossetti ci sta davvero scartavetrando, e io avevo promesso di non comprarne più. Poi si è messa di mezzo S. (lei, lei) che mi ha portato per Bergamo a visitare le sue bellezze: Città Alta, OrioCenter, Acqua&Sapone e il Thymiama di Francesca. (Si capisce che un po’ scherzo?)
Da Acqua&Sapone abbiamo trovato questo rossetto e S., col suo forcone da dimonio, mi ha praticamente costretto a comprarlo («sono esauriti ovunque!» «solo 9,90 euro! offerta! ah!» «stanotte ti ruberò l’anima nel sonno ma pensa come ti starà bene questo colore!»). Scherzi a parte, il colore era così bello e diverso dai miei soliti rossi che cedere è stato facile. Ovviamente il finish è totalmente opaco, di quegli opachi che resistono benissimo a una parmigiana di melanzane e a un piatto di pasta alla norma. (Ero in astinenza di melanzane, non giudicatemi, e poi sfido a resistere ai piatti di Monna Lisa!). Tende a seccare le labbra, cosa che sul momento non ho notato, vedi paragrafo successivo.

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Antos – Cera labbra alla Rosa Damascena

Qui si tratta di un furto con destrezza compiuto dalla mia abile mano. O di un regalo, dai. Me l’ha regalata S. quando sono stata a Bergamo e il mio stato di salute si avvicinava molto a “decesso da raffreddore molesto”. La cera labbra – nonostante quello che pensassi io prima di vederla – ha una consistenza fluida e un profumo buonissimo di rosa. Metterla prima del Miss Pupa (che tende a seccare moltissimo) ha fatto sì che le mie labbra rimanessero morbide e idratate: ho fatto la prova con un altro burro cacao e non è stato così (il rossetto ha fatto le crepe, gosh). Yei per la cera labbra!
mostplayed2

Bene, mi sono limitata – per vostra fortuna – praticamente solo al make-up e non ho citato le robe della base che trovate in questo post e che sono più o meno sempre le stesse (anche se in realtà sono tornata al fondo minerale). Smetto di blaterare perché comincio ad avere le allucinazioni, se vi unite al #teammostplayed fatemi sapere, o ditecicicici cosa avete usato di più ultimamente!

Bacini a voi, vedo i rosafanti!


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[Bath Stuff - Robe da Bagno] Introduzione alla serie (che salverà il mondo, ovviamente)

Benché non sia un’abitudine eco-sostenibile adoro fare il bagno. Immergermi nell’acqua calda mandando il resto del mondo a quel paese mi fa sentire sempre meglio.

Per questo motivo nell’ultimo anno ho sviluppato un’insana passione per i prodotti da schiaffare nella vasca, e anche se non ne compro tanti o non sono un’esperta nel complesso settore Bagni Caldi, mi piacerebbe dedicare un post alla settimana a questo argomento.

Per me il bagno non è solo il banale relax da telefilm, con schiuma fino al soffitto, candele pericolosamente in bilico e calice di vino sul coperchio del water (penso che se bevessi del vino in vasca la mia pressione cadrebbe al piano di sotto e mi ritroverebbero svenuta diverse ore dopo).

J.D. che assaggia il Mango Body Butter di Elliot

J.D. che assaggia il Mango Body Butter di Elliot

Il bagno caldo è anche un momento consolatorio se le cose non vanno per il verso giusto, è rigenerante se ho passato una giornata intensa, è calmante se sono in ansia per qualcosa (prima degli esami facevo sempre il bagno, immersa con gli appunti in mano. No, nessuno mi ha mai portato da uno psichiatra ma ci potrei pensare).
Spesso è tutte e tre le cose insieme, ecco.

chandler bath

Per il prossimo mese ordunque vorrei dedicare un post alla settimana al rituale del bagno, ai prodotti che amo di più (qualcuno ha detto Lush?), ad altri trattamenti da fare mentre si è piacevolmente immersi e cose di questo tipo che sono utili per salvare il mondo, com’è noto.

Ballistiche

Lo so che ci stiamo avvicinando pericolosamente all’estate, ma proprio perché stiamo parlando di frivolezze e cavolate penso che nessuno di noi creperà per aver letto un post a tema Bagno Caldo durante la primavera. O sì? Beh, in tal caso mi dispiace, damn.

Per tutti quelli che hanno solo la doccia: non disperate!
Niente, solo questo. Non disperate.
Sembrava un bel messaggio da lanciare.

Alla prossima guys, fatemi sapere se l’idea vi fa orrore o se in qualche modo può sembrarvi gradevole.

Consueti bacini rosa a voi!

P.S.: Non ho ancora deciso in che giorno pubblicare i post, ma presumo durante il uichend. O forse no. Sticazzi, in ogni caso.


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[Capelli!] [Win] Tangle Teezer (spazzola sciogli nodi)

Quando ho sentito parlare per la prima volta della Tangle Teezer non riuscivo fisicamente a capire i perché della sua fama e in cosa dovesse essere utile o innovativa. Ero più diffidente verso i gadget di quanto non sia adesso, il che forse era un bene per il mio portafogli.

 

Tangle Teezer

È un po’ usurata ma ha più di un anno povera Tangle Teezer.

Ma la domanda – da parte di chi non possiede la famosa spazzola – è: vale la pena comprarla? Cambierà davvero la mia vita tricotica? Quel rosa shocking mi farà apparire ridicola agli occhi di questa società rosafobica? Diventerò improvvisamente una mean girl alla Regina George
Beh sì, vi ho frodati e alla fine la domanda era più di una, ma prima facciamo un passo indietro.

La Tangle Teezer è una spazzola in plasticona i cui dentini (non duri, se li toccate vedrete che non rimangono rigidi) hanno altezze differenti con lo scopo di non spezzarvi i capelli districando altresì i vostri nodi. Funziona sia sui capelli asciutti sia su quelli bagnati, ovviamente. Se avete capelli ricci o mossi e non vi pettinate mai chiaramente non ve la consiglio, ma in tutti gli altri casi SÌ.

Non sono mai stata una piagnona che detesta le spazzole, ma ammetto che ho sempre svolto la fase di spazzolamento con la consapevolezza che non avrei potuto evitare il dolore dato dai capelli spezzati o sradicati via (ahia). La Tangle Teezer riduce – per me – l’ottanta per cento del dolore che provavo spazzolandomi, perché è veramente molto più delicata, sia sulla cute che sui nodi.

Ciò non vuol dire che mai più vi spezzerete i capelli con la spazzola, ma che quotidianamente vi capiterà molto di meno.

Poi è rosa. Voglio dire, c’è anche di altri colori ma questa è rosa! No, a parte lo scherzo, è molto comoda, leggera, facile da pulire (con una spazzolina e un po’ di sapone il giuoco è fatto) e credo che meriti una chance anche da parte dei padroni di capelli più diffidenti.

Io la pulisco così

Anche questo osannato oggetto, però, non è privo di difetti. Quelli che vi elencherò sono gli stessi (se non ricordo male!) che ha riscontrato Goldenvi0let nel suo video sull’haircare che vi linko qui qui qui. (Se vi sembrerà che io stia copiando le sue parole alla lettera tenete conto di due cose: non guardo il video da mesi e non ho mai annuito tanto quanto quella volta in cui l’ho guardato! Penso esattamente le stesse cose, in caso chiedo venia per la ridondanza.)

Innanzitutto ciò che mi tedia è la mancanza di un manico: in teoria la forma super cool della Tangle Teezer la rende compatta, pratica eccetera, ma nel mio caso tutto ciò si traduce in “Non posso usarla mentre mi asciugo i capelli col phon perché il più delle volte mi cade a terra in malo modo aiuto aiuto aiuto”. Insomma, non è un problema insormontabile ma un po’ di noia me la procura.

In secondo luogo la lunghezza dei dentini non è sufficiente per raggiungere tutti i luoghi della mia criniera: spesso spazzolo bene le chiome più “esterne”, mentre quelle più nascoste (dietro la nuca, per esempio), necessitano di una spazzolata ad hoc fatta con più cura.

Tangle Teezer Brush

Ehrm, è un po’ zozza, scusate.

 

Infine, ma questo è proprio il pelo (o il capello, visto il caso) nell’uovo, è che portandola in viaggio c’è il rischio che i dentini si deformino un po’. Per questo motivo è stata creata la versione pocket, più piccola e con una protezione per i dentini; inutile dirvi che la desidero ardentemente, ma sorvoliamo (qui un utile post di Chia in merito).

Per il resto non ricordo altri gravi problemi, direi che questi bastano e avanzano – anche perché nonostante ciò amo e adoro lo stesso la Tangle Teezer per aver reso lo spazzolamento un momento piacevole e non uno stato di ansia paragonabile al momento in cui uno degli psicopatici di Luther sgozza qualcuno indisturbato. (Scusate la citazione old  ma è la mia fissazione del momento).

Io l’ho presa su Asos.com, ma la trovate anche su BBcreamitalia.eu. A Milano, se siete impazienti, io l’ho vista da &OtherStories (solo la versione compatta però). Ai tempi (un anno fa) l’ho pagata intorno ai 13 euro, ora noto che i prezzi sono leggermente aumentati, that’s life. Ah no, that’s aumento dell’IVA o qualcosa del genere.

Su Internet è facile trovare, comunque, delle copie (cinesate, of course) di cui però non ho esperienza e che non saprei (s)consigliarvi. Voi le avete mai provate? E la Tangle Teezer in persona, l’avete sperimentata sul vostro testone? Fatemi sapere, se vi va!

Bacini rosa a voi.

 


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[Prime impressioni] Matite & Eyeliner – n.6 Beauty Experience

Come anticipato da questa opinabile foto (della serie ti mandano la rrroobbba e ti vanti pure?), ho ricevuto un  po’ di prodotti del marchio n.6 Beauty Experience da provare. Per come sono fatta io e per come va questa baracca vi eviterei il post pippone pieno di comunicati stampa copiaincollati su cosa sia questo brand, come dove e perché. È una cosa che io non leggerei (di solito i post così li salto a pie’ pari, fatemi essere onesta).

Proverò invece a parlarvi dei prodotti che ho provato e a darvi le info fondamentali che possano esservi utili nel caso vogliate approfondire la conoscenza con questo marchio.

Info Fondamentali

  •  è un marchio low cost (ebbene sì, non vergogniamoci di usare questo termine) reperibile online sul sito www.6beauty.it
  •  è made in Italy, per chi avesse paura delle cinesate 
  •  i prodotti non sono testati sugli animali ma sono dermatologicamente testati e formulati spesso senza profumi o parabeni, pro pelli sensibili.

Ok, ora possiamo parlare delle prime impressioni sui prodotti che ho testato alacremente in queste settimane: in questa puntata mi soffermerò sulle matite e sugli eyeliner.

matite

avrei potuto temperare la matita nera, e invece sono amante del Verismo.
(che stai dicendo, Elena?)

Liner Intense – Matita Kajal 

La classica matita nera da mettere nella rima inferiore dell’occhio per me è indispensabile. Se devo andare a fare la spesa e non voglio terrorizzare i passanti o gli addetti alle casse metto sempre correttore e matita. Questo per farvi capire quanto per me sia importante un prodotto del genere: amo provare sempre nuove matite nere, e anche se non ne parlo spesso su questi lidi (temo di essere monotona) ne ho un bel po’ nel mio scomparto dei trucchi. BENE.

Quello che cerco in un kajal è che sia subito intenso, che non mi faccia bruciare gli occhi (è successo, ahimè, con la Perversion di Urban Decay per esempio) e – possibilmente – che duri abbastanza senza scomparire nel nulla.

Questo kajal fa tutto quello che gli chiedo: scrive subito nella rima interna senza che debba ripassare cinquanta volte (vedi la Aqua Eyes 0L di MUFE), è gentile coi miei occhi irritabili e ha una discreta durata.

Sulla durata la questione è spinosa perché sui miei occhi non c’è matita che tenga: dopo qualche ora (anche meno) tutte perdono la loro iniziale intensità. Purtroppo ho una rima interna lacrimosa (non so come definirla), ma me la tengo così. Anche questo kajal, quindi, dopo qualche ora non è più come appena applicato, ma quel che mi basta per dare definizione all’occhio rimane. Finora non ho mai trovato una matita invincibile in grado di rimanere salda dov’è (e non tampono l’ombretto perché mi dà fastidio), ma sinceramente ci sono problemi più gravi nella vita, su.

Il colore è nero, sì, ma nella mia rima interna non è un nero di quelli super intensi extra-black oh yeah, ma questo dipende anche dalla mina che ha una consistenza sì morbida ma non eccessivamente grassa.

Per 3,30€ mi sembra un ottimo affare, io la sto usando tutti i giorni e non mi sta diludendo (cit.). La trovate qui sullo shop.

matite swatch

Sopra, la Twist’Up – Sotto la Liner Intense. Tratto sottile= una passata. Tratto incasinato= più passate.

Liner Intense – Twist’Up (matita automatica n.02) 

La seconda matita di cui vi parlo è un’automatica (come suggerisce l’enigmatico titolo di questo paragrafo). Il colore che ho ricevuto è il numero 02, un blu opaco più simile all’indaco che al classico blu scuro. (Non ce la posso fare a definire i colori, perdonatemi). La mina è piuttosto dura ma non dà fastidio durante l’applicazione: la trovo ideale per la palpebra superiore, specialmente per fare delle righe di eyeliner perché il colore non sbava ed è più facile fare una bella linea dritta.

Questa tonalità sulla mia palpebra non dà il meglio di sé, nel senso che il colore rimane abbastanza tenue, non sparato, il che può essere un lato positivo per chi vuole un po’ di colore senza azzardare troppo. Io preferisco tonalità più intense se devo buttarmi sul colore, ma è una questione di gusti.

Nella rima interna inferiore (traduco per mia sorella: “dentro l’occhio, dove di solito metto la matita nera“) il colore su di me (occhi lacrimosi, vi ricordo!) rimane troppo chiaro, preferisco nettamente l’uso come eyeliner – d’altra parte è stata concepita principalmente per questo scopo (volevo comunque provare, oh!). Ad ogni modo non mi ha dato bruciori o fastidi e la durata è davvero buona.

Il prezzo è di 3,80€ e mi sentirei di consigliarla (magari nel colore nero) a chi non sa ancora bene maneggiare l’eyeliner: cominciare con una matita di questo tipo è l’ideale per prendere la mano; sbagliare  è molto difficile e male che vada si può sempre sfumare con le dita o con un pennello. Io mille anni fa ho cominciato così ed è stato molto utile, ecco. La trovate qui sullo shop anche in altre tonalità.

Fast Eyeliner

eyeliner

Sopra: Fast Eyeliner
Sotto: Glitter Nights

Eyeliner liquido nero, yei! Era da un bel po’ che volevo provare un eyeliner liquido per mettere alla prova le mie presunte capacità truccatorie, ed è stato davvero divertente provarlo (soprattutto per stare a casa, visto che non sempre partorisco belle cose, ANZI).

Quando l’ho ricevuto ho temuto un po’ che potesse darmi i problemi di altri eyeliner liquidi provati in un remoto passato: il bruciore intenso sulle palpebre e una consistenza troppo liquida, ingestibile.

Fortunatamente non mi ha dato mai problemi sugli occhi e prova dopo prova sono riuscita anche a maneggiare il pennellino (io di solito uso eyeliner in penna – ti piace vincere facile? – o quelli in gel). Non sbava e rimane fermo dov’è, una cosa importantissima.

fast eyeliner punta

Il pennellino è in lattice e non è né troppo molle né troppo rigido: accompagna bene il movimento della mano, e se perfino io sono riuscita a fare delle linee decenti vuol dire che male non è, anzi.

L’unica nota negativa che ho riscontrato è che a volte ripassando sullo stesso tratto il pennellino porta via il colore. Sarebbe meglio lasciare asciugare un po’ prima di ripassare, quindi vi sconsiglierei di usarlo se siete di fretta! Altra cosa fondamentale da ricordare è di agitare prima dell’uso. Questo farà sì che il colore sarà più pieno (sperimentato!).

Più sotto trovate lo swatch, fatto malissimo come sempre (chiedo perdono ma i vicini che mi guardavano dai loro balconi mentre mi fotografavo un avambraccio scribacchiato mi hanno messo un’ansia tremenda). Ad ogni modo la linea più spessa che ho tracciato rende l’idea del colore che tende a spostarsi se non fate attenzione.

Personalmente non lo consiglierei alle principianti dell’eyeliner, a meno che non siano così coraggiose da voler testare quello che per me è la tipologia più ardua da applicare, ma in ogni caso il rapporto qualità/prezzo è molto invitante (costa 5,50€), per cui WHY NOT. Lo trovate qui sullo shop.

Glitter Nights – Eyeliner glitter (n.01)

Ok, quando ho visto questo sbrilluccicoso eyeliner ho letteralmente esultato. Pur non amando i glitter un lato di me ha sempre desiderato un eyeliner glitterato, giusto per dare un lieve effetto palla da discoteca ai miei trucchi noiosi.

glitter punta
Questo eyeliner è composto sostanzialmente da una base trasparente al cui interno si trovano dei microglitter grigio-blu che riflettono la luce diventando multicolor. Ok, lo so, non so spiegare i colori, facciamocene una ragione.

La punta, in questo caso, è più morbida e flessibile – come un pennellino a setole morbide, per l’appunto.

La cosa che temevo, in un prodotto del genere, era che i glitter potessero darmi fastidio, facendomi fisicamente male o finendo accidentalmente negli occhi: nulla di tutto ciò è mai avvenuto. Il gel trattiene benissimo i glitter, che dal canto loro sono abbastanza piccoli da non dare fastidio ma al contempo risultano ben visibili e sbrilluccicosi.

La durata è buona, non eccellente (ribadisco che su di me niente dura forever), ed è molto facile da struccare – non rimarrete quindi coi glitter sugli occhi per i prossimi venticinque anni. Anche qui il prezzo di 5,50€ trovo sia molto conveniente rispetto alla qualità, specialmente per chi – come me – usa i glitter una volta ogni tanto e non vuole investirci una fortuna.

eyeliner swatch

Sopra: Glitter Nights
Sotto: Fast Eyeliner

In generale comunque l’idea che mi sono fatta su questi prodotti  è che abbiano un buon rapporto qualità prezzo: poterli usare senza che i miei occhi comincino a bruciare o mi schizzino fuori in stile Roger Rabbit è qualcosa di impagabile.

BENE. Siccome sono davvero entusiasta (soprattutto della Liner Intense e del Glitter Nights, non nascondo di avere delle preferenze!) ho chiesto all’azienda (e in particolare ad Angelo, ciao!) la possibilità di avere uno sconto per chi legge questo blog, nel caso in cui vi andasse di prendere qualcosa. Et voila!

Col codice  n6vanitynerd avrete uno sconto di 6 euro (praticamente quanto le spese di spedizione!) da oggi 18 marzo 2014 fino al 06 aprile 2014. Spero possa farvi piacere: io – lo specifico – non guadagno assolutamente nulla, né da questo post né da eventuali ordini futuri, presenti, passati o che!

Bene, per oggi mi fermo qui. Spero non siate svenuti leggendo questo piccolo poema, per qualsiasi domanda scrivetemi un commento, probabilmente ho dimenticato delle informazioni utili e insomma sì, fatemelo notare (con garbo, if possibbol).

A presto e bacini rosa a voi.

Disclaimer: i prodotti di cui vi ho appena parlato mi sono stati inviati dall’azienda a scopo valutativo. Non sono stata pagata per scrivere questo post (ormai credo che non verrò pagata mai più nella mia vita, yeee) e le opinioni espresse sono sincere e strettamente personali. Non aspiro a dominare il mondo tramite questo blog, per questo dico la verità. Cieeeo.

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