Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[Win] Weleda – Contorno Occhi Levigante alla Rosa

Quando penso a questo prodotto istintivamente mi viene da dire Alleluja!, magari addobbata come una cantante gospel da film americano, rigorosamente su un altare ligneo e circondata da fasci di luce divina.

Ebbene sì, finalmente dopo lungo penare ho trovato il contorno occhi della mia povera esistenza terrena. Si tratta del Contorno Occhi Levigante alla Rosa di Weleda, acquistato dopo lunghe ricerche per NaturaSì e negozietti bio. Quando l’ho trovato ho esultato con danze e saltelli, perché mi era venuto il dubbio che fosse stato ritirato dal mercato o robe simili.

Prima di lui alternavo un campioncino infinito di Clinique (siliconi a manetta) a un gel di Lavera (anch’esso alla rosa), per me efficace quanto una preghiera del Divino Otelma in caso di incendio. (Eh?)
Ero arrivata al punto di credere nell’inutilità di una crema per il contorno occhi, ma un campioncino di questo Weleda mi ha fatto cambiare idea: adesso quando metto il correttore sulle occhiaie il prodotto scorre più facilmente, e se mi capita di sfiorare la zona la sento liscia e morbida. È assurdo, perché prima non mi rendevo conto di quanto fosse secca, pensavo che dovesse essere così e basta.

Ma bando ai deliri di onnipotenza e parliamo della crema:  ne basta davvero poca; si stende facilmente e si assorbe in fretta, così ci si può truccare senza dover aspettare ore e ore (ma un minuto magari sì. Io – per onestà – ammetto di applicarla solo la sera, ma sento la sua efficacia anche il mattino seguente).

La sera ne applico anche in abbondanza per fare una sorta di mini-massaggio che comprende le palpebre superiori e – perché no  - le ciglia. Per quanto riguarda l’efficacia  sulle Occhiaie da Panda non saprei dirvi con certezza. In questo periodo ho una routine del sonno leggermente più sana e  le mie violacee amiche mi sembrano migliorate. C’è da dire che applicare una crema, se non lo fate già, indubbiamente può dare una mano alla circolazione e migliorare l’aspetto del contorno occhi. (Ma come sono profescional, vorrei dire una cavolata per smorzare tanta serietà: Tonio Cartonio).

La crema è priva di profumazione,  il che è un bene perché i prodotti profumati sul contorno occhi mi fanno lacrimare istantaneamente.  L’ inci è ottimo, e non vi allarmate per la presenza dell’alcol perché l’azienda ha spiegato in mille salse l’utilizzo del suddetto nei suoi prodotti. Insomma, a me non ha dato alcun fastidio, confido che vada bene per una discreta maggioranza di perZone. Ve lo incollo qui di seguito:

Water (Aqua), Prunus Persica (Peach) Kernel Oil, Prunus Amygdalus Dulcis (Sweet Almond) Oil, Alcohol, Simmondsia Chinensis (Jojoba) Seed Oil, Hydrolyzed Beeswax, Rosa Moschata Seed Oil, Olea Europaea (Olive) Oil Unsaponifiables, Sedum Purpureum Extract, Glyceryl Stearate SE, Euphrasia Officinalis Extract, Xanthan Gum, Sodium Beeswax

Per chi non masticasse latino/inci/cosmetichese, elenco qualche ingrediente: Olio di nocciolo di pesca, olio di mandorle, olio di Jojoba, olio di Rosa Mosqueta e altra roba come l’Eufrasia, che io ho usato quando ho avuto l’orzaiolo ricavandone sommi benefici (era presente in un collirio).

Ah, non è un prodotto vegan (contiene cera d’api).

Sono presenti un sacco di oli che amo e che ho provato puri: mandorle e jojoba in primis, e ovviamente la rosa mosqueta – che  è un vero portento, termine non più in uso dal 1832 ma che trovo particolarmente azzeccato.

foto riciclata da precedente post  ^__^

 

 

Dovrei forse dilungarmi in altri tecnicismi ma posso dire una cosa che mi preme particolarmente: quando usavo il contorno occhi Clinique All About Eyes per porre rimedio all’inefficacia del gel Lavera (eco-bio), ero convinta che nessun prodotto naturale mi avrebbe mai dato risultati. Ero sicura che i siliconi fossero inevitabili: anche alcune ragazze che su Youtube mi avevano fatto conoscere questo mondo naturale stavano ripiegando sulla roba sintetica, e mi sembrava che non ci fosse altra scelta.

Bene, posso dire con somma gioia che con questo prodotto non sento la mancanza dei siliconi, anzi: ne sto traendo maggior beneficio. E non dirò altro, che sembro sponsorizzata dall’azienda mentre questo bel tubettino da 10 ml l’ho pagato di tasca mia (circa 17 euro, ma vi dirò: quando scelsi illo tempore* il contorno occhi Lavera fu per risparmiare, e non mi pare che quel danaro sia stato speso bene. Questo, invece, li vale tutti).

*a suo tempo

Risulta inevitabile ora chiedervi: comprereste mai questo prodotto, solo perché io ne sono entusiasta? Sono megalomane? Ma soprattutto, voi cosa usate? Mi perdonate se ogni tanto mi perdo qualche commento? Sono una brutta persona col cervello impacchettato.


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[yawn!] Skincare Routine: aggiornamento semi-primaverile

In attesa che l’estate si porti via la mia voglia di curare la pelle ho pensato di tenervi aggiornati sulla mia attuale routine di cura del viso, per blaterare di alcuni prodotti che altrimenti mi dimentico, e che per pigrizia non recupero mai («è passato troppo tempo, a chi interesserà mai?» e roba simile). Per il resto sono seeeeeeempre le stesse cose.

Partiamo dalla sera

La sera è il momento cui dedico più tempo alla cura del mio bel faccione 42″, mi aiuta a rilassarmi e a non pensare a tutti i drammi che ho affrontato durante la giornata, come il fatto di avere mangiato un pacco di Loacker nonostante mi reputi a dieta e non avere ancora varcato la soglia della palestra per chiedere informazioni. Sono problemi.

  • Struccanti

In questo periodo vario quasi ogni sera il prodotto con cui mi strucco gli occhi, ma il succo in fondo è sempre lo stesso: gli oli. A volte uso Non Ti Scordar Di Me di Lush, a volte l’olio di cocco – al momento ancora solido – altre volte il bifasico homemade che faccio su richiesta di mia sorella. Cambio senza alcuna logica precisa, ma l’unico che spalmo anche sul viso è l’olio di cocco: lo trovo meraviglioso, leggero ed efficace; se rimosso con un dischetto di cotone e un po’ d’acqua (termale per me, grazie!) non lascia nemmeno untuosità in giro.

Foto d'archivio, sempre utile.

Foto d’archivio, sfocata e sempre utile.

Per il resto del viso ho preparato un’acqua micellare home made, che però – detto francamente – è molto meno efficace della Bioderma (che prima o poi ricomprerò). L’ho fatta con una goccia di shampoo biologico, una di gel di aloe e un po’ d’acqua (diciamo mezzo bicchiere).

  • Detergente

Inutile che ve lo dica: sto terminando la seconda (nonché penultima) confezione di Maisenza, prodotto Lush in edizione limitata natalizia molto amato dall’intero globo terrestre per la cui produzione, a quanto pare, era necessario l’impiego di un intero esercito di elfi domestici e di nanotecnologie sofisticatissime (altrimenti non mi spiego i motivi del mancato inserimento tra i prodotti permanenti).
Ma comunque, Maisenza esfolia il viso senza aggredirlo, ha un odore fantastico di cheesecake e lascia la pelle morbidissima. Ti ho molto amato Maisenza, quando finirò anche l’ultima confezione piangerò calde lacrime.

Foto riciclata da precedente post

  • Tonico

A seconda di come mi gira alterno la mia adorata acqua termale di Avène – spruzzata in faccia senza pietà – al  tonico di The All Natural Face a base di petali di rosa e altre cose che non so tradurre, dono della mia amata Julia. È davvero molto delicato (forse troppo?) ma lenisce eventuali rossori dovuti a un uso troppo aggressivo e smodato di Maisenza.

Grazie, Ju!

Grazie, Ju!

  • Contorno Occhi

Ho scritto la recensione di questo prodotto da me amato e acquistato (lo specifico, vedrete più avanti perché), ma visto lo scarso interesse suscitato su feisbuc ve la propinerò più avanti. Ma veniamo a noi: sto parlando del Contorno Occhi Levigante alla Rosa Mosqueta di Weleda, che sta rendendo felice la mia zona perioculare più o meno come Bradley Cooper rende felice i miei occhi in un senso più metaforico (già, metaforico).
Vabe’, ve ne parlerò, per il momento vi basti sapere che lo uso ogni sera con ottimi risultati. (Sì, sto parlando del contorno occhi, non fatevi confondere dai due lampioni di Bradley).

Lo trovo del tutto pertinente con il post.

  • Siero per il viso e collo

Questo step è da un po’ che lo salto, visto che le temperature sono finalmente clementi, ma d’inverno è stato essenziale. Il siero in questione ovviamente non è altro che il mix di oli iper idratanti di cui vi ho parlato in questo interessantissimo post. Non disdegnerei una versione estiva di questo mix, ma sinceramente quando cominceranno a fare 50 gradi all’ombra non vorrò vedere un olio sul viso nemmeno in cartolina (o in cartonato, fate voi).

  • Crema Notte

A causa della mia nota incapacità di terminare i prodotti, ho ancora sul groppone la crema da notte alla Camomilla di Mineral Flowers, ma poiché non ne amo il profumo spesso o salto lo step della crema (AAARGH!) o la tradisco con una nuova scoperta, il  trattamento levigante alla rosa mosqueta di Weleda, di cui vi parlerò più avanti in questo post poiché si tratta di una crema da giorno. Per il resto la crema alla camomilla, più adatta alla notte per la sua consistenza bella ricca, mi perseguiterà per il resto dei miei giorni finché non riuscirò a terminarla.

Quando un art director vede le mie opere perde un pezzo di anima per sempre

Quando un art director vede le mie opere perde un pezzo di anima per sempre

La Mattina

Di mattina, al suono della sveglia, preferirei detonare fortissimo nell’aere piuttosto che alzarmi; potete immaginare la mia voglia di curare la pelle con prodotti e belletti, specie se all’ora in cui dovrei essere per strada mi ritrovo magicamente ancora in mutande. Certo, se uno impiega quindici minuti per deglutire un plumcake, ci può stare che il tempo si restringa come per magia. Ma perché vi sto ammorbando con questi dettagli piccanti del mio quotidiano?

  • Detergente

Raramente nelle ultime settimane ho utilizzato un detergente per il viso, e questo per diversi motivi:
1) la mancante voglia di vivere delle 7 di mattina
2) il mancante tempo delle 7 di mattina
3) spesso la mia pelle non ne ha bisogno, basta un po’ d’acqua e una strofinata di asciugamano.

Nei casi in cui però ho tempo, voglia di vivere e una untuosità diffusa, uso il Gel Detergente Rinfrescante ViviVerde Coop, che avrei dovuto far avere a Misato per uno swap ma che ho furbamente dimenticato a casa quando potevo. Buhauah, è mio, è mio! Non sai che ti perdi, cara Misato. La cosa che preferisco è l’odore fresco e piacevole, così come la consistenza – un gel leggero e frescolino. FINE. Non mi pare che deterga granché (questo aspetto l’ho sperimentato la sera dopo lo struccaggio, e per cotal motivo l’ho trasferito al reparto Mattina) e per di più dopo che lo uso la mia pelle inscena una protesta tirando leggermente. Non ci siamo. (Dico, con ogni probabilità va benissimo per le pelli grasse, eh).

Una foto degna di Josef Koudelka, proprio.

Una foto degna di Josef Koudelka, proprio.

  • Tonico

Anche qui, mi sparo l’acqua termale solo se ho tempo, voglia o necessità, altrimenti – in questo periodo – è davvero raro che ne usi uno al mattino. Sono una vera panc, lo so.

  • Crema Idratante

Sto provando con grande soddisfazione un altro prodotto Weleda, questa volta però inviatomi dall’azienda*: il Trattamento Levigante alla Rosa Mosqueta. Avevo scritto lunghe considerazioni su questa crema, ma era diventata una review a sé e per non appesantire il post e condurvi celermente alla morte ho pensato di scrivere un post a parte, che vedrete prossimamente. In due parole, però, posso dirvi che mi sto trovando molto bene e che – sinceramente – non me l’aspettavo. L’eco-bio mi stupisce sempre più e non mi fa rimpiangere le vecchie creme ai siliconi.

*inutile dirlo ma è bene specificarlo: Weleda non mi ha pagata, né mi ha chiesto una recensione. Le mie stupide opinioni sono sempre sincere.

  • Contorno Occhi

Fondamentalmente è il medesimo di cui sopra, ma ogni tanto gli alterno l’odiato gel contorno occhi Lavera, che dalla sua ha due pregi: dona una sensazione di freschezza e si assorbe più velocemente (grazie, non mi idrata una mazza). Fondamentalmente infatti la mia zona perioculare  è ancora ben idratata dalla sera precedente, e ci può stare un prodotto leggero (aka che non mi idrata una mazza). Spero di finire questo tubetto Lavera da almeno un anno, ma so che mi seguirà nella tomba insieme alla crema alla Camomilla.

Se dopo questo post siete sempre più convinti di volermi pagare un medico (uno psichiatra, of course), fatemi sapere nei commenti. Se avete qualche prodotto da consigliarmi, poi, ancora meglio!


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[Freak out!] Mac – Embrace Me & Heroine Lipsticks

L’altro giorno è avvenuto un fenomeno che probabilmente non si ripeterà più per altri trentacinque anni: ho comprato due prodotti Mac in edizione limitata il giorno stesso in cui sono giunti al negozio (ma prima di essere esposti, eh, che faina).

Per chi lo ignorasse, Mac fa uscire periodicamente delle edizioni limitate che le persone si accaparrano tramite ripetute telefonate minatorie ai negozi, continui refresh del sito e stalking delle operazioni di scarico merci di fronte agli store.

Io, in questo panorama, mi sono sempre trovata nel ruolo dell’orso appena risvegliatosi dal suo letargo stagionale che scopre queste novità quando nei negozi è rimasto solamente l’espositore con qualche tester e l’etichetta SOLD OUT appiccicata in ogni dove (o, in alternativa, interviene la voce suadente del mua* di turno che mi dice “è tutto terminato!”).  Sul sito, grandi balle di rovi rotolanti e la scritta ESAURITO in capslock su qualsiasi prodotto già poche ore dopo la messa in vendita dei prodotti.

*so che mia sorella lo chiederà: Mua=Make Up Artist.

Questa volta ho avuto la fortuna del principiante. Ero totalmente ignara dell’esistenza delle nuove collezioni, finché non ho letto questo status di Laura Palmer’s Diary su Fb, che ha aperto i miei occhi – e un gigavaso di Pandora, al contempo – svelando l’esistenza di questa meraviglia cosmetica: la Fashion Sets.

screen di Temptalia.com

screen da Temptalia.com

Metto solo la foto dei rossetti perché è l’unica cosa che mi interessa veramente (famiglia, amici, amore? PUAH!)  e perché al momento (sottolineo al momento) ne ho presi ben due: Embrace Me e Heroine, il fucsia e il viola alla vostra destra (quelli vicini, sì, avete capito). Il finish di tutti e quattro è matte, il mio preferito in assoluto, urbi et orbi (che c’entra? boh). Per intenderci, quello del mio amato Russian Red: totalmente opaco e a lunga durata. Luv!

Insomma, dopo aver visto la collezione sono entrata in fibrillazione. Appena uscita dall’ufficio sono corsa zompando da Mac dove ho chiesto esplicitamente di Heroine, (visto alcune volte su Misatosia lode a lei!)  e dei suoi compari. 

Luce artificiale, ma i colori sono fedeli.

Luce artificiale, ma i colori sono fedeli.

Embrace Me

Era da un pezzo che cercavo un fucsia freddo, mat e possibilmente pazzo; tempo fa avevo mandato in freak out la povera Lidal in un giro collettivo da Mac  senza riuscire a trovare quello che la mia mente malata cercava. L’altro giorno invece appena ho swatchato sulla mano Embrace Me ho esclamato frasi in stile Vecchio&Nuovo Testamento, del tipo “Eccolo, colui che la mia anima cercava nel deserto infine è giunto tra noi” [non se la prendano cristiani e/o atei, sto solo ridicolizzandomi], e anche se provato su di me non stava benissimo (non ci giurerei ma ho intravisto del disgusto sul viso dei mua) l’ho preso, colma di gioia. Per lui ci saranno tempi e look migliori, lo so. (Lo spero).

Foto non perfetta, ma almeno i colori sono verosimili

Foto mossa, sfocata e condannata dal Vaticano, ma almeno i colori sono verosimili

Embrace Me è un fucsia freddo ben pimpante. Secondo il mio personale gusto va d’accordo con una pelle chiara e non ancora baGiata dal sole (ho sperimentato su di me che i fucsia mi donano di più in pieno inverno), mentre per il trucco occhi non detto regole, tzè. Se vi tenete forte arriva l’unica foto in cui la luce rende più o meno giustizia al colore applicato su di me. La faccia da pesce lesso e tutto il contorno urendo invece non aiutano per niente.

ORRORE E DANNAZIONE

Sì, potrei correggere meglio tutti i miei difetti ma non sono pratica di fotosciòp. E nemmeno di correttore.

Luce solare sparata (a sx) e luce solare più diffusa di un giorno sfigato.

Luce solare sparata (a sx) e luce solare più diffusa di un giorno sfigato.

Non lo definirei un colore folle o immettibile: lo diventa solo se lo credete. Se invece provandolo ve lo vedete addosso (ma anche no, come nel mio caso: non mi piace in questa foto, ma sticavoli) riuscirete a portarlo con grazia e nessuno penserà che abbiate delle antenne verdi sulla testa. Certo, dei giusti abbinamenti aiutano, ma io non sono un’esperta e vado molto a tentativi.

La pizia ha parlato. Amen.

Heroine

Heroine andava provato. Ero lì per lui. Temevo di risultare ridicola come quando ho provato il Nicki Minaj 2 la vendetta, e invece provandolo sulle labbra il mio viso sfatto, stanco, adornato da capelli inguardabili e occhialoni viola si è illuminato. PRENDO ANCHE LUI, è stata la mia frase a effetto, e il mua questa volta mi ha detto “eh, ti sta benissimo” – non so se per farsi perdonare il (presunto) disgusto di prima o se per sincerità.

Sono tornata a casa con Heroine ancora stampato in faccia insieme a un sorriso beota, che non si curava dei soldi volati via dal mio portafoglio ma che invece pensava solo che finalmente dopo mesi ho trovato due rossetti che mi piacciono davvero della linea che amo di più, i matte di Mac. E, per di più, in edizione limitata! BUHAAHUAH! BUAHAHAH!

 

Imperdibili Swatchesss scadenti!

Imperdibili Swatchesss scadenti!

Non so cosa ci sia da ridere, ma veniamo a noi: Heroine è un viola ciclaminone; lo definisco sempre così, ciclaminone, perché è un tono leggermente più intenso del classico viola ciclamino. Ora, a voi sembrerà che io ne capisca qualcosa di colori mentre sto palesemente brancolando nel bujo. In soldoni, Heroine è un colore stupendo cui è necessario dare una chance, punto. L’ho già indossato per una giornata intera e non mi ha abbandonato nonostante pranzo e spuntini reiterati (prova costume? uot ar iu tolkin abaut?).

Mi piace così tanto che ho usato una delle foto fatte per questo luogo di perdizione come foto-profilo su Fb, foto notoriamente ingannatrice e fuorviante che dovrebbe (e dico dovrebbe) dare il meglio di noi (anche se molta gente pare non capirlo scegliendo cose che non vorrei vedere nemmeno in una rivista medica). Nel mio caso otterrei il meglio di me con un incantesimo pronunciato a più voci dai più potenti maghi della Terra – roba che forse ci vorrebbe Voldemort – per cui mi accontento semplicemente del lato ingannatore della cosa:

Foto Profilo Ingannevoli

Ora però metto anche una foto in cui il colore si vede decentemente: ho tagliato il resto della faccia perché la mia espressione finto stupita, della serie “oddio, non sapevo che io mi stessi facendo una foto!” mista al trucco sbavato dalle ore spese a fare foto scadenti non era uno spettacolo adatto ai minori di 98 anni.

Ecco, il colore su di me è così. Cia'.

Ecco, il colore su di me è così. Cia’.

 

Certamente, visti così, Embrace Me pare quasi un errore. E invece l’ho riprovato oggi e con un trucco meno caldo mi è sembrato migliore, più portabile, per usare un termine che sconosco quanto a rossetti. Eccolo, con luce artificiale, tenda della doccia a pois e espressione di profondo dolore:

Non fate caso un po' a tutto e facciamo prima :)

Non fate caso un po’ a tutto e facciamo prima, va’!

Se siete giunti alla fine di questo post avrete probabilmente bisogno di recuperare dei sali minerali. Fossi in voi mi fionderei su una salutare Beck’s, da tracannare alla mia salute (ma perché, poi?).

Se  invece avete qualche domanda, vista la natura fuffosa del post, proverò a rispondere.

Ditemi invece voialtri: avete arraffato qualcosa di questa collezione o di altre? Trovate, come me, detestabile e deprecabile la pratica delle edizioni limitate? Vorreste anche voi il pupazzo Uan di nuovo in tv? Fatemi sapere.


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La mia Make-Up Bag d’emergenza [o quel che è]

Da svariati mesi ho deciso di radunare alcuni trucchi in una pochette da portare in giro per ritocchi d’emergenza o trucchi da fare ex novo nel caso (raro) in cui esca struccata o mi risvegli per magia nella magione  abusiva di Tony Stark dopo una notte di follie. (Nella speranza di non incontrare Pepper-Gwyneth Paltrow, dubito crederebbe alla storia che in fondo io amo  Jarvis-Paul Bettany. Se state brancolando nel buio andate oltre, vi perdono).

Povero, non ha nemmeno diritto a un posto nei titoli di coda di Iron Man 3

La scelta è ricaduta su prodotti pratici da portare in giro o che magari a casa non usavo mai (è il caso del correttore). Se vi interessa, ve ne rivelo l’arcano contenuto:

Roba Fissa (o per la base, o roba che mi scordo di togliere)

  •  Correttore: Boi-ing di Benefit, n.01

Come vi ho accennato già in altri lidi, ho comprato questo coso tempo fa e non sono mai riuscita a usarlo per colore (troppo chiaro), consistenza (non abbastanza idratante per me) e generale antipatia nei confronti del prodotto. Nonostante tutto, però, è pur sempre un costoso correttore, e su un’isola deserta mille volte meglio lui che niente. Il fatto che il colore sia così chiaro, per lo meno, mi permette di usarlo anche sul viso senza problemi, e in un certo senso illumina le occhiaie se si tratta di ritoccare il trucco. Poverino, diamogli una seconda possibilità in questo modo. Per il resto, possa esplodere la sua progenie.

  • Blush: Blushing Blush Powder Blush di Clinique, “Smoldering Plum”

Questo è davvero uno dei prodotti che uso di più quando sono fuori. Il mio tratto caratteristico è quello di assomigliare a un defunto fresco di giornata, per cui una bella ritoccata di blush non me la nego mai. Questo è ottimo per quando si è in giro perché ha una scrivenza modulabile e non immediatamente intensa come altri blush (quello Kiko in primis). Con ciò non voglio dire che non scriva (anzi!), ma che se vi spennellate senza pensare una dose di blush sulle guance non sembrerete Moira Orfei o affette dal fuoco di Sant’Antonio (o entrambe le cose contemporaneamente).

  • Fondotinta: Bio Détox Organic Poudre Perfectrice di Bourjois, “54 Beige”

Questo fondotinta in polvere compatta (sì, ho anche la versione liquida che detesto) si auto-definisce perfezionamento in polvere (traduzione fatta a caso, ovviamente) e promette otto ore di impeccabile durata e opacità. Mah, sulla durata avrei da ridire, ma mi va bene pure così. La cosa ottima di questo fondo  è l’inci verde e gli ingredienti bio, nonché la confezione  dotata di ampio specchio girevole, pieghevole, servizievole.
Si stende facilmente con la spugnetta (che meriterebbe una bella lavata) ma non con il pennello (e certo, direte voi) e ha il formato ideale per essere applicato in giro. Ah, sì, l’ho comprato a Parigi a luglio dell’anno scorso, quando ho attraversato le Alpi per sentire Dente dal vivo nella capitale francese [estiqaatsi].

  • Cipria: Ideal Finish Powder mattifying di  Nivea, “02 Nude”

Comprai questa cipria in un piccolo viaggio ad Heidelberg nel 2010, quando la mia pazzia cosmetica era ai suoi albori e andavo in giro con un fondotinta Clinique (come sempre comprato da mia maTre). Scoprire la cipria fu fantastico. Rendeva la mia pelle uniforme, di porcellana, super mat ma non farinosa. Fu amore! Quando cominciai a guardare gli inci notai che aveva addirittura UN silicone (guardare tutto l’inci, che comunque non è malaccio, no, eh?), così decisi di abbandonarla al suo destino di emarginazione  cosmetica. Di recente ho pensato che un silicone ogni abdicazione di Papa non mi avrebbe uccisa, così l’ho messa nella make-up bag. Ha la sua spugnetta (ormai ricettacolo di germi, batteri e mostri invisibili) che mi fa sentire sempre Mary Poppins sui tetti. Non di rado, ultimamente, mi ha aiutato a fissare il correttore o a rinfrescare un po’ il viso. Non la uso insieme al fondo Bourjois perché lui di suo è già molto opacizzante.

Si sappia, amo i cosmetici Nivea e detesto che non siano commercializzati in Italia.

Inci Cipria Nivea

L’inci della cipria Nivea che ho assemblato con le mie manine fatate.

  • Matita: Make Up For Ever  Aqua Eyes 0L

Ebbene sì, sono una delle poche non amanti sfegatate di questa matita: avevo smesso di usarla perché su di me scrive molto poco (sì, lo so, bisogna aspettare un minuto e fare un’altra passata – ma io ho sempre fretta!), così per non sprecarla l’ho messa qui. In effetti all’occorrenza è un’ottima matita, che dura a lungo e che non mi fa bruciare gli occhi.

Notizia dell’ultim’ora: non la trovo più. È probabile che dopo aver sentito queste opinioni sia fuggita via per darsi all’alcol. E ora? damn it!

  •  Mascara: Outrageous Volume di Sephora, minitaglia

Dovrei decisamente aggiornare la pochette perché questa minitaglia è aperta da diversi secoli e credo si sia seccata. E’ pratica perché occupa pochissimo spazio, il mascara in sé non è male ma certo non lo comprerei full-size. [Ne parlo anche qui, comunque].

  • Primer Occhi: Urban Decay Primer Potion, minitaglia

Beh, perché non portarsi in giro la deliziosa minitaglia del mio primer preferito? chi non utilizza, quotidianamente, l’aggettivo “delizioso”? chi, come me, sta odiando questa infilata di domande retoriche? 

  • Ombretti/Prodotto per Sopracciglia: Eyebrow Set Catrice

Anche se come set per le sopracciglia non l’ho particolarmente gradito (vedi post sui win/fail del 2012), uso le polveri come ombretti. La mini-pinzettina e il pettinino sono comodissimi in caso di eyebrow-issues.  Insomma, due piccioni con una fava, per usare un’espressione per niente logora e abusata (cit. Microsoft Office Word 1998).

Make Up Bag

Roba Variabile

La Roba variabile è quella che cambia a seconda del trucco di giornata o di altre incognite che non sto qui a snocciolare.

Rossetto: porto dietro quello che ho indossato per uscire, non mi piace tenerne uno a marcire nella pochette. In questi giorni in cui per fretta/scazzo/etc non metto spesso il rossetto  tengo nella pochette  il Rimmel by Kate n.01  (già protagonista di questo post), colore che trovo versatile e adatto a plurime occasioni, dal mattino alla tarda notte (fascia oraria in cui in media sono a poltrire sotto le coperte).

Ombretti Vari ed Eventuali: quello che porto più spesso è l’arcinoto Long Lasting Stick di Kiko n.06, che posso mettere anche al buio e che non richiede pennelli. In alternativa porto una palettina, come quella di Clio per Pupa (le ho entrambe, non giudicatemi).

Profumi (i!)

  •  L’Occitane – Pivoine Flora. Eau de Toilette Intense, 10 ml

Da quando ho sentito per la prima volta questo profumo me ne sono invaghita tradendo furtivamente il mio amato e defunto Miss Dior Cherie L’eau. Comprarne una confezione mi sembrava dunque troppo, visti gli investimenti fatti per comprare le ultime boccette di Dior trovate in giro, ma quando ho trovato questo formato da borsetta non ho potuto resistere. Si fa pagare, eh, ben 20 euro per  la fialetta da 10 ml che però ha la pratica sfera di metallo da far scorrere su polsi, collo, gobbe di cammello e altre protuberanze che vorrete profumare. (Io mi limito alle prime due citate). Non credo di saper descrivere un profumo, diciamo che sa di peonia, così rimango sul vago e anche sul didascalico andante.

DSC_1256 peonia copy

  • Miss Dior Cherie L’eau travasato nel Vaporizzatore Universale Sephora

Beh, se al mattino mi sono spruzzata questo profumo e voglio ri-applicarlo, almeno ho la piccola scorta. Il contenitore Sephora costa sui 10 euro ma funziona molto bene, è facile da riempire e finora non ha mai perso liquami in giro.

Due parole sulla pochette

L’ho trovata mettendo in ordine i trucchi di mia Matre, la quale possiede una cifra di pochette-omaggio che si aggira intorno ai 500 esemplari (vabe’, sto esagerando, ma neanche troppo). È di Dior – come si evince dalla D penzolante – e riesce a contenere una quantità folle di prodotti, meritandosi per questo il mio amore. Certo, ha un difetto: dai lati sotto la cerniera i prodotti più piccoli tendono a uscire scomparendo nel Big Bang della borsa, come dev’essere successo alla matita di Mufe di cui ho constatato la scomparsa poco fa. Ri-dannazione!
Chiaramente se devo uscire di sera con una borsetta lascio a casa tutto l’ambaradan e porto solamente il rossetto con uno specchietto da borsa, volevo specificarlo nel caso in cui la cosa potesse interessare ai miei numerosi biografi.

E ora l’immancabile domanda che fa tanto social: voi avete una pochette che allieta la vostra borsa con il suo peso? O lasciate i trucchi sparsi in giro sperando che una divinità li protegga dagli urti? Fatemi sapere, potrei copiare eventuali soluzioni salva-spazio.


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[Inutili]TAG – I cosmetici che uso di più

Vista la mia incapacità ontologica di essere presente nel mondo reale, in questo periodo, rispondo a un tag ormai abbastanza old.  Si tratta di rispondere a dieci domande sui prodotti più usati nel trucco. Bene. Purtroppo io sono una persona noiosa, uso quasi sempre le stesse cose e non provo più prodotti insieme se mi sono già trovata bene con uno. Lo dimostra il fatto che ho riciclato tuuuutte le foto prendendole da precedenti post (le avrei anche rifatte, ma ho zero tempo, ahimé). Preparatevi dunque a lunghi sbadigli e a prolungati sguardi nella direzione della X per chiudere la pagina.

Ma veniamo a noi. Sono stata taggata da Misato, ecco le dieci domande incriminate:

01) Il fondotinta che usi più spesso: che domande, il solito Bare Minerals, colore scelto a caso (Medium) che un giorno cambierò con uno più giallino (ho scoperto di essere una specie di Simpson).

02) Il correttore che usi più spesso: che tedio! è sempre lui, l’All About Eyes Clinique nel colore 04. Non mi delude mai, lo ammetto, in barba a tutto. Quando smetterò di comprare correttori sbagliati da Mac ne riparleremo, ovviamente.

foto riciclata da precedente post :3

3) Il primer occhi che usi più spesso: il solo et unico Primer Potion di Urban Decay, nonostante la concorrenza di quello Zoeva.

04) La cipria che usi più spesso: non sono una fanatica della cipria, specie da quando uso il minerale, eniuei al momento è la Primed & Poreless di Too Faced.

05) L’ombretto che usi di più: In assoluto l’ombretto che uso di più si trova nella risposta alla domanda seguente. Fatte però una serie di valutazioni che riguardano solo me stessa e che potrebbero portare a una risposta vagamente falsa e tendenziosa, dirò l’ombretto verde Catrice, Hip Hop On The Tree Top.

Foto rubata al sito Catrice

06) L’ombretto in crema che usi di più: dai, facciamo finta che lo stick di Kiko valga come crema? perché di certo non è in polvere. Buauahuaha! per cui senza indugi rispondo Long Lasting Stick Eyeshadow n.06

Anche questa è una foto riciclata da un precedente post

07) La palette che usi di più: tenetevi forte, sto per dare una risposta che scuoterà i vostri animi con rivelazioni scioccanti, la Naked di Urban Decay.

08) Il mascara che usi di più: apro sempre un mascara per volta, e lo cambio praticamente sempre. L’unico ricomprato varie volte è stato il Ciglia Finte Black Drama di Maybelline.

Riciclaggio spinto di foto

09) Il blush che usi di più: se dobbiamo fare un triste bilancio della mia intera intera esistenza cosmetica, quello che uso di più in assoluto è probabilmente il Soft Touch Blush n.10 di Kiko. Se invece stiamo parlando degli ultimi mesi, qui a Grande Inverno ho usato ogni giorno il Bella Bamba di Benefit (che, vi ricordo, mi fu donato usato da mia maTre: mai avrei speso quei soldoni per un blush del genere).

Blush Kiko. Viva l’arte del riciclo fotografico!

10) Il rossetto/gloss che usi di più: Inutile dire che rispondere a questa domanda con un solo prodotto offenderebbe le nostre intelligenze. Tzk! In realtà, facendo un bilancio onesto e veritiero i rossetti che uso di più sono i miei due Chanel Rouge Allure Velvet, La sensuelle e L’Exuberante. Quest’ultimo nell’ultimo mese l’ho usato tantissimo e per giunta è stato il rossetto che avevo per la laurea, evento – ricordiamolo – atteso dai media al pari di un concerto di Lady Gaga.

Anche questa foto – benché priva di firma – appartiene a un precedente post. Che sagacia.


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[yawn!] Acquisti post «fioretto»

A febbraio il mio grado di disperazione da tesi mi ha portato a fare un fioretto che pensavo quasi impossibile da rispettare: non comprare più cosmetici, trucchi e altra roba del genere fino alla fine della stesura del mio capolavoro.

Pensavo sarebbe stata una tragedia. Credevo che mi sarei aggirata attorno al quadrilatero Coin-Upim-Kiko-Sephora con gigantesche occhiaie da tossico e un’aria assai mesta.
Fortunatamente ho avuto di meglio da fare: stare col sedere piantato sulla sedia a scrivere come una pazza, limitandomi a guardare negozi on-line con aria sognante nelle pause.

Questo fioretto (sì, ho dodicimila anni di scuola cattolica alle spalle)  mi ha portato a rivalutare prodotti che usavo poco (soprattutto cosmetici, che ho in abbondanza pur avendo un rifornimento che molti definirebbero modesto, dipende dai punti di vista), e a capire che le robe più importanti di cui sentivo davvero la mancanza erano i prodotti per la cura del viso: Maisenza di Lush era finito, il contorno occhi di Lavera non mi piaceva più, la crema viso Bjobj si dimostrava sempre troppo leggera per le temperature nordiche, per non parlare del reparto struccaggio – mio grande feticcio: niente Bioderma per me a Grande Inverno, niente struccante occhi Coop. DAMN IT! Pure il bagnoschiuma era finito e ho dovuto usare dei preziosi prodotti esosi appartenenti a mia sorella, che però non andavano molto d’accordo con la mia pelle (bagnoschiuma Clarins – odore stupendo – e L’Occitane).

Insomma, febbraio e marzo sono stati i mesi dell’arrangiarsi, del provare a terminare prodotti odiati, del notare quanti acquisti inutili avrei fatto e che ho risparmiato, e via così con questa filosofia da quattro soldi. Ma veniamo alla parte bella: la certezza di laurearmi e la fine del fioretto. BUAHAHA!

Il giorno in cui sono andata a consegnare il file definitivo della tesi in copisteria avevo tre ore di sonno alle spalle, i piedi affondati in scomodissimi Hunter Boots (o erano le mie Lumberjack sfigatissime antineve? qualcosa del genere), il viso orrido e struccato e una necessità pazza di andare da Lush. Così ho fatto. Ho inforcato la metro e mi sono materializzata in corso Buenos Aires, dove ho fatto una vera e propria spesa, prendendo:

Bottino Lush postato già su Fb

  • due confezioni di Maisenza
    detergente per il viso che sto amando da mesi e che purtroppo non vedrò più: è un’edizione limitata. Per fortuna Manuki ha postato la ricetta per farlo a casa, potrei cimentarmi (potrei!).

  • un pezzo di sapone Sultana
    (sito Lush per info). Come accennato sopra, la mia pelle non ne poteva più dei classici bagnoschiuma, così sono passata a un bel sapone idratante per il corpo. Profumo paradisiaco che rimane anche dopo essersi lavati. Super idratante, meraviglioso.
  • lo spumante da bagno Buonanotte Fiorellino
    (sito Lush per info) Sostanzialmente questa cosina va sbriciolata nella vasca prima di mettere l’acqua. Ricordatevelo, se avete già riempito la vasca senza leggere le istruzioni (vd foto). Comunque fa davvero una bella schiuma (infatti in teoria poi non dovreste usare altro sapone per lavarvi) e un buon profumo.

    buonanotte fiorellino

    Foto di altissima qualità scattata col cellulare dopo aver realizzato che non avrei potuto usare lo Spumante dopo aver riempito la vasca

     

  • la ballistica Thank God It’s Friday
    (Sito Lush per info). Ancora non l’ho provata, ma sono una veterana delle ballistiche e sarà come sempre una cosina divertente un po’ esosa (5 euro che svaniscono a poco a poco nella vasca frizzando)

  • l’henné Come un Sole Rosso Acceso
    (Sito Lush per info). Sto diventando cintura nera di henné Lush, sporco sempre meno il bagno e ci metto sempre meno tempo ad applicarlo, ah, che portento. Il colore però non è più intenso come una volta e devo capire se c’entra l’olio all’Amla o la scomparsa definitiva della vecchia tinta di Garnier fatta ormai un secolo e mezzo fa. Mistero.

Al ritorno da questo giro profumoso credo di essere piombata in un sonno profondo di alcune ore. Nei giorni e nelle settimane successive ho comprato qualche altra cosa (più o meno interessante):

  • HTO Lab – Bagno Energizzante
    Marca mai udita prima, italiana, dagli ingredienti ottimi (non contiene schifezze né tensioattivi aggressivi) e dal packaging quasi da farmacia rétro che ovviamente su di me fa molta presa. Ha una consistenza leggerissima e un odore super fresco che amo. L’ho usato sia per fare il bagno sia per la doccia e l’ho trovato ottimo. Costicchia, se non erro era sui 9,90 € ma la confezione è da mezzo litro, per cui chissene.

  • I Provenzali – Saponetta vegetale al Mughetto
    (info). Ne ho prese ben due in barba al mondo. Profuma tantissimo e lascia le mani morbide, la amo più di ogni altra saponetta dei Provenzali e nessuno ci deve separare.
  • Tangle Teezer Brush
    Ho preso questa spazzola (nella versione normale, non compatta) dopo mesi di corteggiamento, capitolando dopo aver letto questo post di Chia. Tecnicamente è stato il primo acquisto post fioretto, ma avendola ordinata su Asos (dove ho preso anche il vestito per la laurea, il blazer e le calze) è arrivata un po’ dopo. Al momento ci amiamo: districa senza tirarmi i capelli (miracolo), vi farò sapere più in là se ci sono dei cambiamenti.

  • Weleda – Contorno Occhi  Levigante alla Rosa Mosqueta
    Finalmente, dopo giorni e giorni di ricerca, l’ho trovato. Era esaurito ovunque ma alla fine il mio fidato NaturaSì di Via Melzo mi ha accontentata. Avevo provato un paio di campioncini e mi era piaciuto tantissimo, ora lo sto testando e sembra soddisfacente, vi dirò.

Make-up, vogliamo il make-up!

  • Maybelline – The Colossal Volum’ Express Mascara – Look Felino
    No, purtroppo non è il Colossal che ho già usato tempo addietro. Potrebbe piacermi ma purtroppo un po’ lo odio per avermi illuso. Separa benissimo le ciglia ma non mi da il volume drammatico che desidero, sigh. L’ho preso in offerta da OVS a 9,9 euro. Comunque lo sto usando, anche se il giorno della laurea l’ho freudianamente dimenticato (!). Per fortuna mia maTre aveva i trucchi in borsa e mi ha prestato il suo di Guerlain.

  • Sleek – Showstoppers Palette
    Se riguardo questa palette di ombretti capisco subito perché l’ho comprata: Bad Girl. Verde oliva shimmer, colore da me amato e reperito solo in versioni poco scriventi (Essence e Shaka). Per il resto l’ho provata ancora pochissimo, ma non è malaccio.  L’ho presa col 20% da Sephora, pagandola intorno ai sette euro e qualcosa.

Devo dire che per essere il bottino di una shopaholic a riposo per un mese posso ritenermi soddisfatta. Sono tutte cose che mi servivano – sì, tranne gli ombretti Sleek – e devo dire che il periodo di astensione forzata è stato molto utile sotto diversi punti di vista. Diventerò forse una risparmiatrice?
Seguono fragorose risate.


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[Win] Khadi – Olio per capelli all’Amla

Circa un mesetto fa ho fatto il mio secondo ordine su Ecco-Verde. Avevo lo sconto per il compleanno e non potevo non rendere onore alla divinità del marketing che dispensa sconti e bonus a tutti noi con somma generosità.

Ero un po’ indecisa su cosa prendere, e alla fine il prodotto che più mi aveva incuriosito per le recensioni entusiastiche era stato l’olio per capelli all’Amla di Khadi (ovviamente un prodotto naturale, ecobio, certificato BDIH).
Avevo sentito parlare dell’amla in polvere da Carlitadolce, ma l’idea di reperirla e di fare gli impacchi in stile henné non mi andava affatto. L’olio invece sembrava la pappapronta che poteva fare per me, così è finito nel mio carrello insieme a qualche altra cosa:

Amla Hair Oil, burro cacao Lavera alla fragola, Kajal Benecos e Smudge Brush di Everyday Minerals.

L’ho provato subito appena arrivato, tenendolo su circa sei ore (ero in una fase di abbrutimento casalingo, si può tenere anche meno); la cosa meravigliosa di quest’olio è che – dice la confezione – si può applicare sia sui capelli asciutti sia su quelli bagnati. Alleluja! Ciò vuol dire poterlo tenere anche tutta la notte senza morire di cervicale o raffreddore.

Ma dicevo, dopo sei ore ho lavato i capelli. Già sotto l’acqua li sentivo morbidi, così dopo averli pettinati ho capito che non ci sarebbe stato bisogno di balsamo (cosa che nella mia vita non è mai accaduta, vista la difficoltà con cui districo le mie chiome leonine).

Olio all'amla Khadi

Perdonate la foto pessima, non ci avevo proprio voja.

Gridando al miracolo ho asciugato i capelli e ho capito che senza l’olio all’Amla non potrò più vivere. Capelli morbidissimi, lisci con minor sforzo, e non solo: l’olio riesce a guarire il mio cuoio capelluto. Ultimamente infatti mi sono resa conto che alcuni sciampi (semplicemente non eco-bio) finiscono per irritarmi la cute, costringendomi a grattarmi con veemenza  (cosa che mi capita di fare anche per il nervosismo, va detto: in questo mese ho sperimentato livelli indegni di questa orrida pratica).

La cosa meravigliosa è stata appurare che nemmeno per lo sciampo successivo avrei avuto bisogno del balsamo: i capelli erano ancora stra-morbidi. Una sensazione che nemmeno i siliconi, vi giuro.

Quest’olio di Khadi contiene diversi oli e molti estratti, come si può vedere dall’inci che trovate qui. Ha un odore particolare, non paradisiaco, ma niente che non si possa sopportare – anzi. A differenza di quello Dabur venduto su Spices of India non contiene paraffina liquida (e ci mancherebbe, aggiungerei).

Stando alla descrizione del sito sembrerebbe il rimedio a qualsiasi guaio capillifero, dalla forfora (posso però confermare, eh), alla poca pigmentazione  passando per la caduta libera. Io posso dire che sui miei capelli mossi e crespi ha un effetto meraviglioso. Lo stesso vale per il cuoio capelluto: basta massaggiarlo per bene per far passare fastidi, pruriti, infiammazioni e grattacapi (soprattutto quelli).

Spero di non fare promesse da marinajo e di scrivere un post sulla mia historia tricotica (sì vabbe’, robe sulla cura dei miei capelli), non mancherebbe nemmeno la vis polemica contro chi spera di avere capelli lucenti e sani con roba da supermercato ebbasta. Ve ne potrebber fregare qualcosa? Let me know. 

Intanto così, se vi capita, date una chance a questo prodotto: non ho mai visto una roba funzionante, naturale e ben fatta che richieda così poco impegno. Anche il prezzo non è folle: 13, 99 euro per una boccetta da 200 ml (io l’ho usato già almeno quattro volte e sembra intonsa).

Come sempre, se lo provate o se l’avete già provato fatemi sapere, gracias!

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