Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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It’s faccione time! – Labo Pure Flower Make-up

Un post incentrato sui faccioni (o quasi) non l’avevo ancora mai fatto. Non essendo particolarmente brava a truccarmi e avendo un radicato senso critico nei confronti di tutto ciò che faccio o produco ho sempre evitato la cosa. A che serve? mi sono sempre detta.

A niente, più o meno.

Oggi in realtà volevo farvi vedere in azione on my big face alcuni prodotti Labo che mi sono stati inviati qualche mese fa, soprattutto gli ombretti. Con le prove che ho fatto in questi mesi ho trovato il modo migliore (per me) di applicarli, visto che schiaffati così da soli sulle palpebre dal punto di vista cromatico non mi convincevano particolarmente, e volevo condividere col globo questa cosa. Sarà una saggia idea? Forse no.

Anyway i suddetti ombretti hanno tonalità versatili, ma usati a tutta palpebra non si accordavano molto bene con il colore verde giallo dei miei occhi (che varia a seconda della luce. La definizione verde palude del mio migliore amico rimane comunque la più valida). Vale soprattutto per il verde acqua, che in generale non è una tonalità che uso.

Le confezioni di metallo coi fiorellini VINCONO.

Per il resto a livello di prestazioni ci siamo: scrivono bene e alla prima passata, sono morbidi, luminosi e hanno una discreta durata anche senza primer. Dopo qualche ora si spengono un po’, però.

L’altro giorno ho deciso di fare due look (se così vogliamo chiamare i miei esperimenti) accostando questi ombretti a polveri opache, per dare un po’ di profondità alla situazione o – nel caso del secondo Faccione – per sfruttare le sfumature dell’ombretto.

Vi prego di non soffermarvi sulle sopracciglia sulle quali avevo appena sperimentato, con poco successo, la matita Archery di Soap & Glory. Guardando le foto volevo estirparle ma non ci sono riuscita.

In questo primo Faccione ho applicato l’ombretto più scuro del duo, l’Olive Green, e l’ho sfumato con un semplice nero opaco di Sleek. Nell’angolo interno ho sfumato il colore più chiaro, Acqua Green. Ho messo l’eyeliner al buio (Fluidline Blacktrack di MAC) e ho dimenticato il mascara. Lo so, quale persona dimentica il mascara? A me succede spesso, probabilmente il mio subconscio detesta questo cosmetico.

Sulle labbra invece ho messo il Fruity Lipgloss n.3- sempre di Labo – che su di me risulta piuttosto trasparente e lascia qualche chilogrammo di brillantini.

L’abbinamento col gloss in realtà non mi dispiace, ma ovviamente ho dovuto provare a metterci sotto il mio rosso preferito del periodo, Standout di Revlon. Potevo metterlo meglio? Potevo sorridere? Poteva Jennifer Lawrence non sincronizzare le sue foto su iCloud? La risposta è sempre sì, ma purtroppo anche noi donne di un certo livello commettiamo degli errori grossolani.

(Sì, ok, sorvoliamo).

Che mestizia.

Ah, mondo crudele. Che mestizia.

L’altro colore del duo, Acqua Greenho voluto provarlo sopra a un altro colore, un blu opaco (sempre di Sleek, tanto per cambiare). Il motivo è semplice: ha delle sfumature bellissime in grado di cambiare un colore di base senza troppa fatica, ma su di me – messo da solo – non rende al meglio. Usato invece in questo modo regala tante soddisfazioni cromatiche (forse solo a me, ma che importa).

Anche qui abbiate pietà delle sopracciglia – stavolta quasi struccate in un impeto d’ira – e delle couperose che spunta con simpatia. (D’estate la mia base viso va a farsi benedire).

(Questa volta ho ricordato di mettere il mascara)

Ancora una volta ho voluto provare ad abbinare un rossetto rosso,  Retrored* di Nabla. So che l’insieme sembra un po’ forte ma dal vivo non mi dispiaceva.

Labo1_2

Riguardo tutte le foto e mi chiedo: perché? Lasciamo perdere. Non c’è una risposta.

Sulle guance in entrambi i Faccioni ho messo una cipria colorata di Mac (Mineralize Skinfinish Natural, colore Medium Dark) e ci ho scazzuolato sopra Azalea, il blush di Labo, che è un ottimo prodotto da tutti i giorni e il cui bi-colore mi rende felice ogni volta che lo apro. Non fatevi ingannare dalle foto in cui ho le guance arancioni: il blush è rosa e malva, non ha glitter ma è comunque luminoso. Si può costruire e non fa chiazze di colore insfumabili, anzi.

Labo è un marchio reperibile in farmacia che mi ha fatto rivalutare molto la categoria. Di solito questo tipo di cosmetici  mi sembravano sempre molto tristoni, mentre questa linea, la Pure Flower, è una botta di allegria (alla Mike) per chi è solito rivolgersi al (para)farmacista. Vorrei solo sottolineare che gli inci dei prodotti non sono assolutamente eco-bio; non che la cosa sia in qualche modo insinuata, anzi, ma lo specifico per chi avesse preferenze di questo tipo.

Ok, Mi perdonate per questo post ricco di faccioni? So che ci sono un mare di difetti ma userò la vaga giustificazione di “c’erano 38 gradi e mi stavo sciogliendo, abbiate pietà di me”. Spero di non avervi causato troppi malori, in ogni caso.

Bacini rosei a voi.

Super Disclaimer! I prodotti Labo  citati in questo post mi sono stati inviati a scopo valutativo dall’azienda. Non sono stata pagata per scrivere il post, non mi è stato imposto nulla etc. etc. Il rossetto Retrored di Nabla mi è stato inviato anch’esso, ma anche qui è stato inserito nel post di mia iniziativa. Ok basta non so che altro dire. Cioa.


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[Make-up] I miei acquisti in Irlanda

Come dicevo nel post dedicato al viaggio in Irlanda (qui), al mio rientro in terra italica ho avuto un po’ la sensazione di aver visto poco o di essermi persa alcune cose. Non prendiamoci in giro: se non avessi speso parte del mio poco tempo da Boots o da Penneys (l’equivalente irlandese di Primark) avrei potuto vedere di più, passeggiare, ammirare alcuni paesaggi. Ad ogni modo non ho rimpianti: fare shopping all’estero è una delle poche gioie che il mondo ancora mi riserva, se poi penso che non superavo i confini della penisola da diversi anni, CIOA.

Ma veniamo allo sterile elenco delle cose che ho comprato.

Bourjois

Come saprete (forse), è una marca venduta anche online da diversi siti, uno su tutti Asos. I prezzi sulla rete sono mediamente più bassi, per cui l’utilità di comprare da Boots questi prodotti non è pervenuta. A meno cheeee non siate come me dei soggetti moderatamente pacati online e ma irrimediabilmente mani bucate nei negozi. Anyway sui prodotti c’era il 3×2, nessuno avrebbe mai potuto fermarmi:

Bourjois

Ho preso il duo bronzer/illuminante a forma di tavoletta di cioccolato, il correttore Healthy Mix colore Medium (che ho trovato già aperto, bleurgh, non me n’ero accorta) e la cipria Healthy Balance. Di questi ultimi due avevo sentito parlare molto bene dalle mie amiche bloggerzzz.
Bourjois

Le prime impressioni sono positive, anche se il colore del correttore ancora non mi convince pienamente (forse è leggermente scuro, ma non l’ho usato tantissimo perché ne ho tanti aperti, mannaggia a me). Il duo bronzer&illuminante è carino soprattutto per viaggiare o per portare dietro due prodotti in uno, però qualitativamente preferisco i prodotti The Balm.

Soap & Glory

Ho trovato lo stand di questo marchio solamente a Galway, quando ormai avevo perso le speranze di trovarlo e razziarlo a dovere. A differenza di Bourjois non è un marchio che si può trovare in vendita online, che io sappia, e volendo questi potrebbero essere acquisti più sensati. Chissà.

Davanti allo stand sono entrata nel panico come durante un’interrogazione a sorpresa per la quale non si è minimamente preparati, così ho fatto l’unica cosa da fare in quel momento: mandare una tempesta di messaggi a S – Drama&Makeup.
Grazie alle sue dritte ho scelto quello che poteva effettivamente servirmi.

Soap & Glory

Un altro correttore, il Kick Ass Concealer, una matita per le sopracciglia, la Archery (colore Chocolate), e un’altra cipria (!) la One Heck of a Blot, che ho aperto ieri per la prima volta per fare le foto ma che non penso di tenere per me.

Sia la matita per le sopracciglia che il correttore mi sono piaciuti subito. Quest’ultimo ha anche una piccola cipria nello scomparto per fissare il tutto, è davvero adorabile. Lo so, lo so, ho un problema coi correttori e dovrei smettere di comprarne, ma se aveste anche voi le mie occhiaie mi capireste in pieno. (Poi per riequilibrare il karma ho da poco regalato un correttore Mac che non usavo a causa del colore troppo scuro a una mia amica, ecco). (Oh.) (Ehrm).

Soap & Glory

Come avrete notato il packaging è la cosa migliore di questa marca, insieme ai nomi.

Ho dimenticato di fotografare insieme a questi altri due prodotti che ho preso, il turbante per asciugare i capelli e un mini-scrub per il corpo (formato da aereo). Il turbante è molto carino e comodo ma credo che lo possiate trovare un po’ ovunque a un prezzo decisamente inferiore (sorvoliamo, ok?). Io l’ho preso perché in viaggio è davvero una cosa super comoda cui non avevo mai pensato: l’ho usato subito e mi è stato molto utile.

Lo scrub è a base di sale e mi ha un po’ seccato la pelle, però malgrado l’aspetto dolce e rosellino ha un profumo molto maschile che mi fa impazzire (è quel contenitore tondo sopra il Kick Ass).

Come vedete dalla foto qui su ho preso anche una salvietta per il viso di Boots, anche questa utile per i viaggi o per non asciugare il viso nel telo di ogni giorno. (Non che sia un problema per me, eh).

Real Techniques

I pennelli delle Pixiwoo potete acquistarli praticamente ovunque su internet, anche su siti italiani se siete xenofobe o qualcosa del genere. Ma quando ti trovi un “Compra un prodotto, sul secondo c’è il 50%” non c’è buonsenso che tenga. Parlo per me, ovviamente.

Brushes

 

Ho preso la Core Collection e il Powder Brush. Probabilmente non capisco una mazza di pennelli, perché più o meno tutti i Real Techniques mi fanno impazzire, specie quelli da viso. Ancora devo provarli per bene, al momento gli utilizzi ad cazzum mi hanno comunque reso felice.

Brush Roll

Come vedete ho anche preso un brush-roll (un porta pennelli, mamma) la cui fantasia mi ha ipnotizzato senza pietà: quel giorno poi avevo un buono da spendere che avevo accumulato da un acquisto precedente (ehrm, sì, sono stata al Boots di Galway due volte) e non ho resistito. In più ha un motto geniale impresso sulla confezione: tieni vicini gli amici e ancor più vicini i pennelli. Come dargli torto?

Concludo lo sterile elenco di prodotti con due cosine prese da Penneys: un set di tre bustine (credo di averlo pagato 3 euro, non di più) utilissime per il mare ma anche per i famigerati viaggi (quella per i bikini è la mia preferita) e una mini palettina Wet’n’Wild dai colori opachi che aspetta ancora di essere aperta. Sono una brutta persona, me ne rendo conto.

Untitled

Untitled

 

Credo di avere finito. So di meritare il manicomio ma a mia discolpa potrei dire che non compravo make-up da un po’, che non andavo all’estero da una vita e che un lepracauno mi ha costretto, può bastare?

Spero di non avervi tediato troppo. Anche voi andate in freak out se trovate dal vivo marche che di solito è più facile comprare online?

Bacini rosa a voi.


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[Off Topic] Il mio viaggio in Irlanda: Dublino, Galway e Inis Mor (Aran)

La cosa che mi piace pensare del viaggio che ho fatto questo mese è che sono partita da un’isola (la Sicilia) per approdare su un’altra isola (l’Irlanda) e andare a scoprirne un’altra (Inis Mór).

Non farò un reportage di viaggio perché ho fatto cose molto turistiche che potreste trovare in qualsiasi guida, cartacea o online, e sebbene di base abbia un’avversione per le classiche robe che fanno tutti i turisti/turisti italiani quando partono, non penso comunque di essermi allontanata molto dai loro itinerari (anzi, a giudicare da quanti connazionali ho beccato su Inis Mor direi proprio di no). Vorrei solo raccontarvi a ruota libera qualcosa di questo viaggio durato una settimana, sperando di non indurvi un sonno incontrollabile.

Comincio con una menzione al mega fail della partenza: in aeroporto abbiamo scoperto che l’aereo aveva ben due ore di ritardo su un orario già poco friendly (le 21.20) e soprattutto su un volo di più di tre ore con tanto di fuso orario (+1). Yeee. Abbiamo festeggiato la notizia con delle lasagne dell’autogrill che credo siano state il punto più basso della mia alimentazione, soprattutto considerato il rapporto qualità/prezzo.

Eniuei.

Due giorni a Dublino sono sufficienti per vedere tutte le classiche cose raccomandate da amici, parenti e guide ingombranti; se però come noi vi bruciate un intero pomeriggio alla Guinnes Storehouse forse avrete bisogno di più tempo per godervi la città. Io come sempre ho la sensazione di non aver visto niente, ma vabe’.

(Noi siamo dei noti ubriaconi e la cosiddetta Fabbrica della Guinness era in cima alla lista, ma sinceramente oltre a essermi sentita un po’ il classico turista pollo e ad aver conseguito il prestigioso diploma di spillatura della pinta perfetta credo di aver sprecato il poco tempo che avevo da dedicare ad altre cose più utili).

Ovviamente abbiamo fatto tutte le tappe da turistioidi: Trinity College con biblioteca annessa (meraviglia), Castello di Dublino (meh) e St. Patrick, il cui ingresso costa SOLO cinque euro e cinquanta.

@ Dublin, august 2014

Trinity College – Library

@ Dublin, august 2014

Cinque minchioni al Castello di Dublino

@ Dublin, august 2014

St. Patrick

Dal punto di vista gastronomico il nostro posto preferito (eletto a furor di popolo) è stato Hatch & Sons, dove abbiamo fatto colazione a tarda ora (praticamente un brunch). È un posto esteticamente adorabile in cui praticamente ogni dettaglio è curato, dal bricco di latte piccino picciò alla padellina su cui servono l’Irish Breakfast. Io ho preso uno scone con burro e marmellata che sogno ancora la notte sperando di trovarlo al mattino accanto a me e del pane nero coi semini altrettanto buono.

Lo scone di Hatch&Sons

Lo scone di Hatch&Sons 

 

Foto di Andrea malamente filtrata da me

Foto di Andrea malamente filtrata da me

Galway invece è stata la nostra tappa pre-Aran. Abbiamo preso un ostello super pulito e appena ristrutturato (il Galway City Hostel) in cui ci hanno venduto un pacchetto per raggiungere Inis Mór (pullman + aliscafo + affitto della bici sull’isola).
La città è molto turistica, soprattutto in centro, ma appena superata la via principale si può passeggiare vicino al fiume in assoluta tranquillità. I paesaggi, anche vicino al mare, sono stupendi.

@ Galway, august 2014

Qui il nostro posto preferito è stato senza dubbio The Pie Maker: posto minuscolo dall’arredamento bizzarro e pie buonissime, sia dolci che salate. Non hanno niente a che fare con le nostre torte salate, anzi, credo siano decisamente più buone. L’impasto – chiuso – racchiude solitamente uno stufato di carne o di pollo ed è accompagnato da purè di patate e piselli. Mi sento male al solo pensiero tanto erano buone! Anche quella dolce alle mele era divina, non trovo altri termini per definirla.

Apple Pie e Clipper Earl Grey

the pie maker

La parete tappezzata di righelli era stupenda.

 

Inis Mór meriterebbe un capitolo a parte, tanto l’ho amata. Desideravo visitare le Aran da quando le ho studiate in quarto ginnasio dal magnifico libro di geografia di Giulio Mezzetti, che le raccontava come selvagge e incontaminate isole di pescatori. Oggi Inis Mór non è esattamente incontaminata, visto che le persone abitano in case normali e c’è  un supermercato, il telefono e addirittura L’INTERNET (ma nessuna farmacia!), ma i suoi paesaggi sono comunque pazzeschi, al limite del commovente.
@ Inis Mór, Aran Islands
@ Inis Mór, Aran Islands

Raggiungerle non è difficile: da Galway abbiamo preso un pullman zeppo di turisti come noi che ci ha portato al porto da cui salpava l’aliscafo (non ricordo il nome della località ma dista un’oretta da Galway). Il tragitto per mare dura 45 minuti, che possono trasformarsi in un inferno se:
1) il mare è più mosso del solito (almeno per i vostri standard che si riferiscono a quella pozza del Mar Mediterraneo)
2) l’aliscafo è pieno di minorenni francesi in gita che cominciano subito a imbottire sandwich (incuranti del maremoto) contenenti Salsa Barbecue, Cheddar fosforescente, Lattuga non lavata e non identificato formaggio a fette
3) i suddetti non stanno fermi un secondo e alla fine scappano a turno per andare fuori a vomitare a fontana.

Ecco, doveste mai andare sulla Aran ricordatevi la Xamamina, non si sa mai. L’Oceano Atlantico non è esattamente come lo stretto di Messina e la traversata può essere burrascosa. Noi abbiamo raggiunto praticamente indenni l’isola e nell’apocalisse gastrica che avevamo intorno abbiamo anche ricevuto i complimenti del marinaio (io, Laura e Andrea pietrificati e attaccati al tavolino davanti a noi. Marinaio:”You guys are ok?” Noi: “We’re fine, thanks”. Il marinaio alza i pollici, sorride e dice: “BOOM”).

Ad ogni modo abbiamo preso le bici – io non ci andavo da undici anni, Andrea ha imparato in loco (!) – e abbiamo girato un po’. La gita più bella e faticosa è stata quella a Dun Aonghasa, il forte preistorico da cui si gode di un panorama spettacolare.

@ Inis Mór, Aran Islands

Dun Aonghasa

@ Inis Mór, Aran Islands

Laura pazza

All’ingresso del complesso monumentale, se così vogliamo chiamarlo, c’erano dei negozietti per turisti che vendevano maglioni tipici e altre cose. Abbiamo scelto quello che tra tutti sembrava il meno farlocco e noi tre Mani Bucate abbiamo comprato un maglione a testa, ammaliati dalla simpatia della negoziante che ci ha anche fatto i complimenti per il nostro inglese (parlate bene per essere italiani).
Claudio e Teresa, più oculati, hanno preso delle sciarpe.

Il mio maglione è verde, e stando alla signora «it matches your eyes, my dear». Chissà. È costato una fucilata ma sembra davvero fatto a mano, cosa che non si può dire di tutti i prodotti venduti sull’isola.

Sembra nero, luce pessima. Irene, guai a te!

Siamo stati sull’isola solo due notti, ospiti nel b&b di Mary Joe, signora gentilissima e disponibile che cucina anche un’ottima full Irish Breakfast. La casa è nuovissima, comoda e in un’ottima posizione. La adoro e già so che se dovessi tornare sulle Aran farei tappa da lei. Quanto al cibo sull’isola non c’è un’enorme varietà di posti, e causa pienone di uno dei due alla fine siamo stati entrambe le sere all’American Bar.

il B&B di Mary Joe

il B&B di Mary Joe. Adorabile!

@ Inis Mór, Aran Islands

vista dalla casa di Mary Joe

Passeggiare per l’isola a ora di cena (dire al tramonto suona troppo stucchevole) è stato sempre molto rilassante e non mi ha fatto rimpiangere la pace che provo nelle isole siciliane (Pantelleria in primis). I turisti spesso vanno a Inis Mór in giornata, così al calar del sole (!) le strade si svuotano e si può passeggiare praticamente in silenzio, molestando animali che non siamo abituati a vedere ogni giorno come cavalli e asinelli.

@ Inis Mór, Aran Islands

Asinelli super amichevoli

Asinelli super amichevoli

Il clima non è freddo come sembra dalle foto in cui siamo tutti intabarrati: il punto è che sulle Aran il vento tira fortissimo ed è necessario proteggersi, mettere qualcosa in testa e sulle orecchie (nel mio caso due berretti in stile Puffo che non mi donavano particolarmente ma che mi hanno salvato, letteralmente. Devo ringraziare il mio amico Stefano per questo consiglio). Per andare in bici mettevo un piumino super leggero (come peso) che ho comprato da Stradivarius; è stato un ottimo acquisto perché si richiude nel suo sacchettino e non mi ha ingombrato in valigia, mentre per passeggiare usavo il parka di Zara,  che ho sfruttato di più in tutte e tre le città. Info davvero poco utili, me ne rendo conto.

Foto di Andrea. Il cappello da Puffo Cattivo era necessario causa vento.

Dopo i nostri due fantastici giorni a Inis Mór siamo tornati a Galway per la nostra ultima notte irlandese, e l’aliscafo è stato super clemente concedendoci una traversata tranquilla. Il karma però ha voluto prendersi gioco di noi, e il pullman che ci stava portando a Galway si è rotto dopo mezz’ora. La cosa più bizzarra è stato l’autista che è riuscito ad accostare, ha detto “I’ll get another bus” sparendo nel nulla e dopo pochi minuti è spuntato con un altro pullman. Dove lo teneva? Forse è un super-eroe in incognito che fa materializzare le cose. Non saprei.

Io, Laura e Andrea abbiamo deciso di sfruttare al massimo il nostro essere all’estero andando al cinema a vedere (in anteprima rispetto all’Italia) Guardians of the Galaxy, l’ultimo film Marvel in cui “recita” anche Bradley Cooper nei panni di Rocket Raccoon (gli dà la voce). Bradley Cooper + procione. Gli dèi mi ascoltano, ne sono sicura. Info inutile: con 10 euro abbiamo preso il biglietto del cinema e un menu comprendente un giga pop-corn e una coca-cola grande. Roba che non sono riuscita a finirli, i pop-corn. Ah, che paese civile! (o forse ci vogliono tutti obesi, non saprei).

tre minchioni

tre minchioni al cinema.

Se a qualcuno può interessare il film spacca i deretani agli ultimi film Marvel, è divertentissimo e geniale. Siamo anni luce rispetto alla noia apocalittica di Winter Soldier, per dirne una. Non so, a me Capitan America fa cascare le scatole dalla noia. Chris Pratt invece è praticamente Iddio e Zoe Saldana è gigafiga anche da verde, vedere per credere.

Eniuei, il viaggio si è concluso molto bene (nessuno mi ha costretto a smontare la valigia o a buttare liquidi, miei grandi timori) anche se al gate io e Laura abbiamo strategicamente indossato il maglione delle Aran che non entrava da nessuna parte. Sembravamo dirette al Polo Nord e credo di non aver mai sentito così caldo in un aeroporto, ma a parte questo non ci sono stati intoppi.

Credo di poter smettere di ammorbarvi con i miei racconti inutili, preferisco dedicare un altro post di deliri e vaneggiamenti per le cose – di makeup! – che ho comprato in Irlanda, ma se voleste vedere altre foto brutte come quelle che ho postato finora potete sbirciarle su Flickr qui.


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[Yawn!] Il mio beauty delle vacanze (solo bagaglio a mano!)

Qualche settimana fa avevo abbozzato un post sul beauty per le vacanze al mare, col senno di poi intitolabile Avanguardia Pura Reloaded. Dopo un paio di giorni, però, in modo del tutto inaspettato io e i miei amici abbiamo deciso di auto-sorprenderci prenotando un viaggetto low cost in Irlanda (non solo Dublino però!). Le esigenze di un bagaglio a mano (nel mio caso un borsone-zaino, che dovrò portare io sul mio groppone) e di una terra in cui non si è soliti passare le proprie giornate in soleggiate spiagge scattando foto alle proprie cosce come fossero dei Wurstel viaggiatori mi ha portato a cambiarlo radicalmente.

What's in my travel makeup bag?

Partirò stasera e il beauty è già nello zaino: per prepararlo senza andare in freak out prima ho stilato una lista di ciò che per me è indispensabile in qualsiasi circostanza terrestre: il superfluo non troverà spazio anche perché spero di svaligiare svariati drugstore gettando nella disperazione la popolazione irlandese (ogni volta che parto con questo intento torno a mani vuote, vedremo).

Altro criterio fondamentale per me è stato scegliere prodotti con cui poter andare sul sicuro, con cui potermi truccare in venti secondi, in piedi, al buio, su una gamba sola e cose così. Ci sono molti feticci cosmetici proprio per questo scopo.

Il correttore è il Clinique All About Eyes, molto idratante e facile da stendere. La matita nera è la Chanel Stylo Yeux Waterproof, che porto per svariati motivi: è super sottile, ha un temperino incluso, dura un’eternità sugli occhi e va bene anche come eyeliner. Mon amour!

What's in my travel makeup bag

Come ombretti porto la Liberty Six di Nabla con Extravirgin, Interference*, Antique White, Nocturne, Tribeca* ed Entropy*: sono colori che fanno parte della mia iper-comfort zone, sono facilissimi da applicare e li potrò mettere anche in gran rapidità con un po’ di matita nera ottenendo comunque un buon risultato. Infine il mascara, sto finendo il Maybelline Colossal Go Extreme* e continua a piacermi. Ho riesumato una mini size di Primer Potion di Urban Decay che sembra ancora buono, per fortuna gli ombretti Nabla durano a lungo anche senza primer, ma non si sa mai.

Non ho potuto evitare di prendere anche qualcosa per le sopracciglia: per metterle in ordine al volo, senza pensarci troppo, porterò quello che resta del mascara colorato di Essence, dell’edizione limitata Guerrilla Gardening.

Nel beauty ci saranno solo tre pennelli: il 217 di Mac e un pennello da sfumatura di Zoeva del Bamboo Set Mini per gli occhi, il blush brush (sempre di Zoeva e di quel set lì) per il viso.

Pennelli sporchi (ora li ho lavati). 217 di Mac e i due del Bamboo Set Mini

Pennelli sporchi (ora li ho lavati). 217 di Mac e i due del Bamboo Set Mini. Foto URENDA

Sulle guance – oltre alla Mineralize Skinfinish di Mac, che userò come cipria colorata semi-bronzer e semi-fondo in polvere e probabilmente anche come surrogato di caffè - andrò sul sicuro col Soft Touch Blush n.104 di Kiko, occupa pochissimo spazio e ha un’ottima pigmentazione: non troppo intensa ma nemmeno da costruire.

È finalmente finito il tempo in cui avrei portato una valigia sana solo di rossetti: ormai ho due certezze nella vita, Flat Out Fabulous di MAC e Standout di Revlon. Per proteggere le labbra dal vento porto anche un Baby Lips Intense Care*, non è la cosa più idratante che possiedo ma dovrebbe fare da barriera. Per il resto non ho bisogno d’altro (almeno in vacanza!).
What's in my travel makeup bag

Andando al reparto rogne (aka skincare, bodycare, whatevercare) vi consiglio di procurarvi dei contenitori piccolini in cui travasare le cose con cui vi trovate meglio, per non soffrire durante le vacanze con prodotti che non conoscete e che magari non vi piacciono. Io ho preso i miei da H&M e da Tiger.

Per lo struccaggio ho scelto le salviette struccanti Viviverde Coop. Sono al centoventesimo pacco, queste me le ha lasciate Soffice Lavanda dopo il suo soggiorno molesto in casa mia ( <3 ) e già mi vedo buttata sul letto strofinarmici la faccia mentre il bagno è occupato da uno dei miei amici (sì, in alcune tappe divideremo la stanza e sarà poco divertente). Porto anche un mini bifasico Lancôme e dei dischetti di cotone perché non voglio stressare troppo gli occhi, credo che una settimana di sole salviette potrebbero farli implodere.

Poi ho preso una jar con la crema da giorno Vanilla Pod di Antipodes (e dei sample di creme più strong rubati a mia madre), due campioncini di crema mani all’olivello Spinoso di Weleda* e un mini olio per il corpo alla lavanda*, sempre Weleda. Non potrò perdere ore per spalmare creme corpo e risparmierò tempo idratandomi con l’olio direttamente sotto la doccia, intonando canzoni pop storpiate in onore della mio gatta Irene.

Il sapone che userò sarà il Gel Detergente Delicato di Biofficina Toscana, ideale anche come detergente intimo e – all’occorrenza – come sapone per il viso (ovviamente l’ho travasato in una boccetta da 50 ml!). Lo shampoo lascerò che sia Andrea a portarlo, io spero di farne solo uno e scroccherò da lui. Ovviamente per le mie chiome leonine sarà essenziale almeno un po’ di balsamo Splend’Or (anche lui travasato, ma in una boccetta più piccola).

Proverò a tenere a bada i capelli con la spazzola Dessata Mini (una specie di Tangle Teezer, ma meno morbida) e con una mini piastra da viaggio che potrebbe salvare la mia capigliatura infernale dall’umidità (anche se un passamontagna forse sarebbe la soluzione più drastica ed efficace).

Per concludere, il reparto Gente Pazza e Malata: cose che forse potrei evitare di portare ma che – se non le portassi – mi servirebbero in modo disperato nel momento meno idoneo.

What's in my travel makeup bag

 

L’Acqua Termale di Avène: probabilmente posso vivere una settimana senza di lei, ma perché rischiare? Solo lei capisce la mia pelle, la lenisce e la fa sentire meglio. (Quasi quasi vado ad abbracciarla).

Il Voltaren: unica panacea contro i mali articolari che mi affliggono. È bene non abusarne, ma camminando  tanto so che potrei avere  qualche problema e voglio averlo al mio fianco.

Il profumo L’Occitane Pivoine Flora Roll On: non so perché l’ho messo in questa sezione, in generale trovo che profumarsi sia qualcosa di positivo. E avere lui, al  posto di un campioncino di profumo mai messo prima, credo sia una bella cosa.

Corti-Fluoral: se come me soffrite di afte (quelle ulcere dolorosissime che spuntano in bocca senza motivo) forse ne avrete sentito parlare. Non conosco farmaco più efficace contro questo male del demonio che nel mio caso arriva a farmi star male come se avessi la febbre a 40 (se ve ne spuntano due o tre contemporaneamente è davvero arduo far finta di stare bene). So che in Irlanda esistono delle farmacie ma preferisco avere già quello che potrebbe salvarmi da situazioni fastidioselle.

Ovviamente porterò altri farmaci ma non credo che la cosa interessi a nessuno, già con questi quattro prodotti pazzi credo di aver detto abbastanza. Vi risparmio anche altri sample rubati a mia madre (tipo la crema solare, ci si deve proteggere pure coi nuvoloni!) e altre cose ovvie come lo spazzolino o le salviette intime.

Anche se elencata così sembra un sacco di roba in realtà credo di aver fatto un lavoro discreto, voi che dite? Devo andare a farmi ricoverare? Ditemi di no! Piuttosto se conoscete l’Irlanda ditemi qualcosa, sparate consigli, sono curiosa!

Bacini rosa a voi e buone vacanze / buon lavoro estivo / buon mix delle due cose.

Disclaimer: i prodotti contrassegnati dal magico asterisco mi sono stati inviati a scopo valutativo dalle aziende, ma nessuna di loro mi paga per citarli o mi ha chiesto di farlo. In Irlanda li porterò per davvero, deh. Tutto il resto è farina del mio sacco.

 


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[Capelli!] Tek: spazzole tonde in cinghiale e pettine in legno [#occupycapellicrespi]

Ben un anno fa vi parlavo su questi lidi dei prodotti che hanno cambiato la vita dei miei capelli; tra questi campeggiava la spazzola tonda Tek, scroccata a mia sorella e amata follemente per le più svariate ragioni (potete trovare il post qui).

Nel frattempo io e la anziana sorella abbiamo cambiato città, non viviamo più insieme (sigh) e io ho ricevuto una spazzola Tek tutta mia per Natale (qui l’urlo disperato di una persona priva di cotal spazzola, ascoltato infine proprio da quella santa donna di mia sorella). Se non lo sapeste già, io ho capelli mossi et crespi che rendo lisci appena posso a suon di spazzola, phon e piastra (giusto per far durare di più la piega, non la uso più in modo massiccio). Senza strumenti decenti cado nel terrore della chioma ingestibile, cosa che non auguro a nessuno, soprattutto da quando ho una frangetta (almeno quattro anni).

A luglio ho approfittato degli sconti sul sito Tek per esaudire definitivamente i miei desideri in fatto di prodotti per capelli: altre due spazzole tonde, ideali per ciuffi piccoli o sezioni più sottili, e un pettine a denti larghi, indispensabile d’estate.

Due info sullo shop: Ho pagato con carta di credito ma esiste anche l’opzione contrassegno (con un sovrapprezzo di 6 euro). La spedizione viene effettuata col corriere Bartolini ed è davvero rapida, io non l’ho pagata perché ho superato la soglia che credo fosse 35 euro (non riesco a trovare questa informazione sul sito al momento, perdonatemi). Il pacco mi è arrivato in 5 giorni, che per Palermo non è niente male (spedito il 3 luglio, arrivato l’8 luglio).

Vi snocciolo le mie prime impressioni dopo un mese di utilizzo (se mai cambierò idea ve lo farò sapere).

Da sinistra: il pettine a denti radi, la spazzola 45 mm e la spazzola 35 mm

Rullo in cinghiale corto diametro 35 mm  (€ 16,20) (qui)

È la più piccola che ho, ma racchiude grandi potenzialità. Sulla frangia ribelle che possiedo fa un po’ male perché acchiappa tutti i ciuffetti, ma l’effetto finale vale davvero la pena (nel senso letterale del termine). Stira alla perfezione e fa sì che io non sia ogni giorno costretta a piastrarmi o ad assomigliare a Bon Jovi negli anni d’oro. Luv!

Rullo in cinghiale lungo diametro 45 mm (€ 17,40) (qui)

Anche questa spazzola è perfetta per la frangia, anche se – chiaramente – è meno “precisa” della sorella più piccola. Non tira assolutamente i capelli e va bene anche per il resto della chioma, specie se avete dei ciuffi che non vogliono saperne di diventare lisci.

Entrambe lucidano i capelli e minimizzano il rischio del crespo, come la sorellona cicciona di cui vi ho parlato nel post di un anno fa.

Pettine a denti radi con manico (€ 13,00) (qui)

Avete presente i pettini in legno da supermercato o profumeria? Ecco, in confronto impallidiscono (sono duri, pesanti e scomodi il più delle volte). Questo qui è favoloso: leggerissimo eppure molto efficace nello snodare i capelli bagnati (mio principale utilizzo, sia al mare che sotto la doccia). Sono passata dall’odiare i pettini in legno ad amarli alla follia, roba non da poco. Non sottovalutate il potere del manico, di rara comodità.

Credo di non aver speso mai così bene i miei soldi (in totale, se ve lo steste chiedendo, grazie allo sconto ho sborsato 37, 28 euro). Di solito l’estate era il mio incubo tricotico, adesso va decisamente meglio. Certo, pure il phon megagalattico che ho da qualche mese fa la sua parte, ma ho usato in passato la spazzola Tek con altri phon più sfigati e riesce sempre a salvare la situazione. Con questa combo non ho più niente da temere, muhahaa.

Voi fate mai la piega da sole o non avete sbatti, come si dice in modo aulico in quel di Milano? (trad: Non avete alcuna voglia di approcciarvi a un simile procedimento lento e noioso).

Io lancio pistole spararazzi all’indirizzo di Tek sperando che notino il mio amore per loro e mi dedichino una spazzola col nome inciso sul manico e l’evocativo nome “Occupy Capelli Crespi Brush” (spero di smettere di delirare, un giorno).

Bacini rosa a voialtri, laggiù.

Disclaimer: i prodotti citati sono stati acquistati da me, l’azienda non sa della mia monomania e soprattutto non mi paga per scrivere post deliranti. L’hashtag #occupycapellicrespi l’ho coniato in occasione dell’uscita dei prodotti anticrespo di Biofficina Toscana, che spero di comprare ASAPPPP, info del tutto inutile.


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[Tag] My Summer Essentials – Make-up Edition

Diversi secoli fa sono stata taggata da A.G. – Whatsinmybag in questo post ideato da Consigli di Makeup (vedi qui l’originale). L’argomento è semplice: si tratta di parlare di cinque prodotti di make-up che riteniamo essenziali per l’estate, più un massimo di tre prodotti bonus (anche al di fuori del mondo beauty).

Mi sono imposta di non esulare dall’ambito make-up perché l’argomento skincare, d’estate, diventa davvero complesso. Ci sono mille prodotti e prodottelli (elli) che mi seguono ovunque assecondando la mia pazzia, per cui magari quelli li citerò in un altro post a parte (titolo provvisorio: Io e le mie ossessioni: prodotti nella borsa del mare edition).

My summer essentials_1
The Balm – Bahama Mama (bronzer): dall’estate scorsa, con questa terra, ho risolto il problema che affligge il 90% degli italiani che conosco e che si riversa su di me: la rompicoglionite acuta in materia di abbronzatura. Dovete infatti sapere che chiunque mi incontri d’estate è preoccupato dal mio basso grado di doratura e si interroga sul perché e percome io non mi abbronzi. Il fatto che a Palermo io non vada spesso al mare e che metta sempre la 50+ (il sole mi provoca simpatici eritemi e poi devo proteggere gli ottomila nei di cui sono ricoperta) fa sì che io sia sempre giallo simpson, ma da quando ho questa terra almeno sul viso riesco a barare piuttosto bene. La adoro perché mi dà un colore da abbronzatura naturale, si fonde benissimo col mio incarnato e non contiene innaturali brillantini alla Twilight. Grazie The Balm, questa è un’invenzione che mi ha cambiato l’estate.

Mac – Mineralize Skinfinish Natural, “Medium Dark”: Prima di comprare il bronzer, l’anno scorso, ho preso questa cipria colorata di Mac, di 200 toni più scura della mia pelle. Cercavo qualcosa da spolverare sul viso che mi desse un velo di colore, una via di mezzo tra un bronzer (che invece va steso con un po’ d’attenzione) e una cipria normale. Questa è adorabile perché la posso mettere prima di uscire e sembrare del tutto in salute; non darò l’idea di essere stata al mare ma almeno non spaventerò i passanti col mio color cadavere di giornata. Nonostante il tono sia “medium dark” non è scurissima, su di me si vede appena (e spesso faccio un po’ di passate se voglio che si veda di più). Anche questa è priva di perlescenze o sbrillocchi.

Giorgio Armani – Blushing Fabric n.8: Ho questo fard da poco più di un mese e già so che non ci separeremo per tutta l’estate. È un blush aranciato in crema dalla texture leggerissima e setosa, non si sente sul viso e dura davvero a lungo. C’era un tempo in cui al pensiero di un fard arancione esplodevo nell’aere, da un po’ ho scoperto invece che si accorda molto bene coi miei colori, specie in questa stagione in cui sembrare in salute evidentemente è un must.

My summer essentials_2

The Balm – MaryLou Manizer (illuminante): Come si noterà mi sto concentrando solo sui prodotti per il viso perché ingannare il prossimo facendogli credere che io sia rilassata, abbronzata e luminosa (?) è la missione di ogni estate. Sugli occhi mi trucco sempre in modo diverso (non ho dei must have, ecco), mentre un illuminante come questo qui di The Balm non può assolutamente mancare: dona tridimensionalità al viso (non che mi servano altre dimensioni, vista la grandezza della mia faccia in continua espansione) e fa risaltare l’eventuale abbronzatura/colore/whatever. Il tutto, precisiamo, con una tonalità piuttosto naturale: il rischio di sembrare un cristallo di boemia fasullo trafitto da un raggio di sole è scongiurato.

Nars – Satin Lip Pencil, LuxembourgQuando per il caldo o la fretta mi trucco poco gli occhi (pur sfoggiando sempre una base che urla “abbronzatura fake oh yeah”) Luxembourg è la scelta ideale per dare un senso alla mia inutile faccia. Ha quel mix di rosso e rosa, al suo interno, che risulta sempre incredibilmente elegante. Sembra quasi che io mi sia impegnata per truccarmi, e invece ho solo messo un matitone da dodicimila paperdollari sulle labbra.

E ora i prodotti bonus!

Avevo detto che non avrei citato roba per la skincare, ma l’acqua termale e il gel di Aloe Vera sono indispensabili per la mia esistenza. Vanno oltre il beauty, sono i due pilastri su cui si fonda la mia estate.

L’acqua termale risolve tutti i miei guai: caldo, sale, eritemi, scottature, irritazioni da ceretta,  gambe pesanti, guerre nucleari e querce secolari pendenti. La metto nel beauty del mare, nella borsa da giorno, nella pochette da sera (ho svariate confezioni mini acquistate in offerta insieme alle confezioni grandi), se credete che possa vivere senza l’acqua termale vi sbagliate di grosso. Solitamente uso l’Avène, questa in foto infatti è di mia maTre (ero nei paraggi del suo bagno e la culopesantite mi ha impedito di prendere la mia), ma alla fine se è de La Roche-Posay o Uriàge (che per me è salata, bleurgh) non cambia poi molto. (No, sto mentendo: io amo l’Avène più di ogni altra cosa, però non posso fare la schizzinosa).

My summer essentials-bonus
Il gel di aloe vera (anche questo in foto è di mia madre, io uso quello di Equilibra o Erba Vita) mi salva la pelle dalle punture di zanzare (il sollievo è immediato e potete spalmarvene quintali senza problemi) e anche dagli arrossamenti solari. Anche lui è sempre con me d’estate, guai a privarmene.

Ritenetevi taggate, o voi che leggete, e se rispondete fatemelo sapere.

Bacini rosei!

Disclaimer: tutti i prodotti citati in questo post sono stati acquistati da me, tranne la roba che ho trafugato dal bagno di mia madre, messa lì a scopo dimostrativoQuella l’ha comprata lei.


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[Make-up] Most Played di Giugno 2014

Vorrei fare delle considerazioni banali sui mesi che volano ma vi basti questa preterizione (bella parola, nevvero?). È già luglio da un pezzo ed è tempo di Most Played (cosa ben diversa da I Preferiti Del Mese, ricordiamocelo: stiamo parlando dei prodotti più utilizzati, che possono essere anche ciofeche), serie ideata dall’adorabile Chiara Goldenvi0let.

Giugno è stato il mese del test selvaggio di prodotti nuovi. Per quanto riguarda gli occhi ho provato con somma gioia alcuni dei nuovi ombretti di Nabla della collezione Solaris* (in particolare Zoe, Aurum, Tribeca, Cattleya e Entropy) che l’azienda mi ha gentilmente mandato in anteprima. (Suona fico, vero? In anteprima. Seguono pernacchie). Nella palette che vedete c’è anche Nocturne, il nero opaco del mio cuore (acquistato da me a maggio).

Mi stanno piacendo tutti molto, ma per non tediarvi (e magari per dedicare loro un post a parte) ne citerò solo due: Entropy, che dovrebbe stazionare in tutte le pochette da trucco della nazione (fa da solo un look elegante e fico senza bisogno di null’altro, ideale per le impedite) e Zoe – un piccolo gioiello davvero sui generis, un duochrome che non riesco a definire (guardate questo video della mia amata Chia per farvi un’idea ben chiara di quanto è fantastico. Se volete più info su questi ombretti, qualche bella foto etc andate anche sul suo blog qui).

Most played Eyes

Sopra: la magnifica Lolita. Sotto: gli ombretti Nabla (fila in alto, da sx: Zoe, Aurum, Tribeca. Fila in basso: Cattleya, Entropy, Nocturne)

A fine mese ho poi approfittato del giga (seh) sconto del 25% da Sephora per regalarmi la Lolita di Marc Jacobs. Lo so, lo so, sono ombretti nude e non ne avevo tecnicamente bisogno, ma la loro qualità non mi ha fatto pentire nemmeno un secondo dell’acquisto (se sorvoliamo sul bottone della custodia, saltato al primo utilizzo. Vai così Marc). Li ho testati col caldo del demonio e sono rimasti intatti per tutto il giorno anche senza primer. Sono morbidissimi e super pigmentati. Meraviglia.

Per tutto giugno ho usato (e continuo a usare) il mascara Maybelline Colossal Go Extreme*, ricevuto dall’azienda (qui il post). Mi piace tantissimo, anche se con le lenti a contatto ogni tanto mi dà un po’ fastidio (cosa normale per me). In quel caso opto per un mascara più leggero o ne applico di meno, tenetelo presente se avete come me questo tipo di piccoli problemi di make-up (cit.).

Passando al viso, ho provato alacremente due blush e un primer.

Il blush in crema di Armani è stato l’affarone della svendita L’Oreal cui ho partecipato a inizio mese (grazie ancora Viv per l’invito). Ha una texture sconvolgente, mi fa pensare alla seta (ah, noto ora che c’è scritto sulla confezione. Che genio). Dura un’eternità e ha un bellissimo colore. Vorrei abbracciarti, Giorgio (tu i bottoni li saprai attaccare, al contrario di Marc).

Most Played Blush

Il blush di Labo* invece l’avrete visto sotto le zampe di molte blogger, è stato inviato anche a me e lo uso tutti i giorni per un’effetto naturale da viso in salute di persona che sì, ha dormito tutte le ore che voleva e no, non sta sudando di fronte allo specchio mentre si trucca, rigorosamente in ritardo. Ha una cialda divisa in due, io mischio insieme i due colori e l’effetto mi piace molto. Ve ne parlerò meglio in futuro, con foto adeguate e bacini.

Del Baby Skin Warm Apricot* vi ho parlato in questo post, è un primer leggermente colorato che uso da solo per illuminare l’incarnato, se non ho disgrazie da coprire fa davvero un buon lavoro.

Sulle labbra sono stata parecchio noiosa e ho usato sempre gli stessi rossetti, il Revlon Colorburst in Standout e Flat Out Fabulous di Mac.
Dovendo scrivere un post in merito ho usato tanto anche i Baby Lips di Maybelline* (in particolare Hydrate e Intense Care), soprattutto a guisa di primer labbra. Continuo a usarli per questo scopo e mi trovo bene. (Quelli colorati no, non riesco a usarli, sorry).

Most Played Lips

Infine, come extra-make up cito la Crema Anticellulite di Antos. L’ho comprata al Thymiama di Bergamo in un periodo in cui l’estate era un lontano ricordo, e infatti ho iniziato a usarla un mese e mezzo fa. La consiglio spassionatamente perché ha un buon profumo e permette di fare un bel massaggio senza che dobbiate stare due ore e un quarto ad auto-palparvi. La metto soprattutto la sera e noto che la pelle è più soda ed elastica (non mi aspetto che mi faccia passare la cellulite, specie se continuo a mangiare cibi fritti e a bere alcolici).

Antos Anticellulite

Voi che avete usato di più questo mese? Vi state sciogliendo come me o da voi è di nuovo autunno?
Bacini rosa a voi.

Disclaimer: i numerosi prodotti contrassegnati dall’asterisco magico mi sono stati inviati a scopo valutativo dalle varie aziende. Per quanto riguarda i prodotti Maybelline (su cui ho scritto dei post sponsorizzati) non mi è stato chiesto di citarli, ne parlo perché avendo scritto dei post su di loro ho dovuto davvero testarli e sono a tutti gli effetti dei Most Played.
Il resto dei prodotti li ho comprati io per il mio diletto.

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