Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[Tag] The Ultimate Autumn Challenge – I miei smalti autunnali

Sono in giga-ritardo per la settimana numero T-R-E (voce di Mike) della Ultimate Autumn Challenge, la serie di post sull’autunno ideati da A.G. – What’s In My Bag e Rita di Consigli di Makeup. Mi cospargo il capo di cenere e vi ammorbo subito.

Questa settimana (cioè, la scorsa…ehrm) si parla(va) di smalti.

Dopo un’estate passata per lo più con le unghie nude – ahi ahi, il nervosismo che me le fa rosicchiare – questo autunno ho deciso di recuperare qualche smalto e provare ad essere più costante indossandoli e facendo qualche manicure homemade che non fa mai male.

Vista la carenza di tempo ho portato un mini-set di prodotti per le unghie a lavoro per sfruttare la pausa pranzo a cotal scopo. Non è stato un successone – immaginate svariati uomini impegnati nel loro torneo di FIFA e la suddetta seduta accanto che si limava le unghie – soprattutto perché non potendo tenere a mollo nell’acqua calda le mani ho avuto difficoltà con cuticole e roba varia. Ma perché vi sto tediando con questi discorsi?

I colori che mi ricordano subito l’autunno e che ho voluto indossare a rotazione, in queste prime settimane di recupero dello smalto, sono stati tutti di Faby. Ve l’ho già accennato da qualche parte: adoro i loro smalti, qualitativamente per me sono i migliori in assoluto; facili da stendere, durano a lungo e hanno sempre colori originali. Peccato non si trovino facilmente (ma per quello c’è L’INTERNET, in caso). Eccoli qui:

Cleo’s Talisman, Cymbidium e Afromosia

Di Cleo’s Talisman e Cymbidium* vi ho parlato in modo davvero molesto in questo post.
Il primo è un verde duochrome che mi fa sbarellare seriamente (dovrei vergognarmi a usare un certo lessico alla mia età, lo so) – dicevo, è un verde cangiante – più glitterato in realtà, ma in modo sobrio – che apprezzo moltissimo. Una volta sulle unghie potrebbe anche sembrare nero, specie se a guardarlo è un uomo (se sta giocando a FIFA, poi, non ne parliamo).

Il secondo è un verde-giallo-senape che metto ogni volta che ho le unghie troppo corte (e rovinate, sigh) perché non ne fa risaltare i difetti; poi vabe’, adoro la tonalità piuttosto creepy e il fatto che sia composto all’87% da ingredienti naturali.

Si inserisce in questa stagiuone anche Afromosia* – pure lui della linea Nature - che per me è il colore autunnale per eccellenza: è un marrone cioccolato al latte che sono stata tentata di regalare a S. di Drama&Makeup  ma che alla fine ho tenuto per non fomentare la sua monomania per i marroni. Ringraziami, S.!

Concludo il mio (breve?) sproloquio sugli smalti scusandomi per la mancanza di swatch e di informazioni vagamente utili, ci vediamo presterrrrimo con la puntata del tag sui profumi (sempre che vi vada di leggere le mie fanfaluche) (fanfaluche? non credo sia il termine corretto ma mi piaceva il suono) (le mie scemenze, okei?).

Bacini rosa a voi!

Disclaimerone: gli smalti contrassegnati dal misterioso asterisco mi sono stati omaggiati al Cosmoprof come press sample, ma dubito che l’azienda sappia della mia esistenza. L’altro smalto – Cleo’s Talisman – l’ho comprato col mio danaro sonante e lo ricomprerei altre cento volte!


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[Freak out!] Instigator di Mac e due ciarle sui rossetti scuri

Non ricordavo che Instigator di Mac (edizione limitata Punk Couture di gennaio 2014) fosse così bello.

Negli ultimi mesi – primavera e estate piene! – non l’ho degnato di uno sguardo. Me lo ricordavo cupo e marroncino, mentre oggi – per invocare un autunno che di nuovo si è fatto scalzare da un’afosa estate nonsense – quando l’ho indossato ho notato la sua anima spiccatamente violacea che il mio cervello aveva deciso di dimenticare.

MAC Instigator

(Non badate al trucco occhi di queste foto, non era un FOTD alias Faccione del Giorno previsto e Tribeca di Nabla era lì dal mattino, la giornata è stata afosa eccetera).

Oltre ad avere un tono davvero bello – unico tra tutti i rossetti che possiedo – ha una durata davvero buona perché si stampa in modo praticamente indelebile tingendo le labbra di fucsia (quando per qualche ragione svanisce il suo colore vero e proprio).

Il finish è mat, ma è molto gradevole da sentire sulle labbra perché non le secca. Purtroppo trovo sia un po’ arduo metterlo bene senza fare errori.

In effetti applicare i rossetti scuri – e peggio ancora opachi – non è cosa facile, almeno per me. Oggi ho fatto tre tentativi prima di arrivare a un risultato che alla fine era gradevole per me, ma sicuramente non adatto a una passerella o a rivista patinata (luoghi in cui comunque non credo mi capiterà mai di finire. Non mi spiego perché, tra l’altro!).

La via che ho scelto per metterlo, dopo svariati minuti in cui ho invocato il demonio a più riprese, è stata quella del fottesega. Per parlare in modo più elegante, ho deciso di fregarmene della precisione fatta da matita + pennellino + ritocchini + moine varie e ho semplicemente applicato il rossetto dal bullet, aggiustando dopo il contorno con la matita (alla meno peggio).

MAC Instigator

Faccia carica di giudizio.

È una tecnica vecchia come il cucco che però tendo a scordare, non so perché. Per me che ho un contorno labbra leggermente irregolare è molto più semplice fare così che non il contrario.

Ho anche evitato di stratificare varie volte il colore per ottenere un tono meno intenso, meno cupo e più luminoso di altre volte in cui l’ho messo (vedi qui).

Altro step importante è stato – prima di applicare il rossetto – sfregare violentemente un po’ di Maisenza di Lush sulle labbra (con l’acqua, ovviamente!) e passare un velo di burrocacao iper paraffinoso (nel mio caso il Baby Lips Intense Care, che come forse saprete uso spesso a mo’ di primer labbra), tamponandolo leggermente per rimuovere l’eccesso.

Anche queste sono accortezze ben note, ma che vale la pena di ricordare e non trascurare per pigrizia (sto parlando con me stessa, ovviamente).

In generale, comunque, non amo i rossetti scuri per la loro poca praticità. Per applicarli devo perdere un po’ di tempo e anche se faccio lo scrub e idrato le labbra dopo un po’ arrivo all’antiestetico risultato di accumuli di pigmento verso l’interno delle labbra (come da foto).
MAC Instigator

Voi conoscete rossetti scuri privi di qualsivoglia rottura di balle o sono una specie di chimera, di sacro graal, di pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno?

Attendo vostre.

Cordiali bacini.

P.S.: non so se dalle foto si nota ma ho scurito leggermente i capelli (non sopportavo più la vista di alcuni capelli bianchi che mi ricordavano quotidianamente l’avvento della mia vecchiaia). Devo dire che questo colore fa risaltare ancora di più certi rossetti e la cosa non mi dispiace affatto, anzi. Okei, cioa, bacini.


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[Tag] The Ultimate Autumn Challenge – I colori dell’Autunno

Forse non vorreste saperlo ma indosso i pantaloni del pigiama con le barchette mentre preparo questo post: l’autunno alla fine sta arrivando anche qui e oggi mi sento più immersa nell’atmosfera adatta per il tag proposto da A.G. di What’s in my bag e Rita di Consigli di Make-Up.

La puntata di oggi riguarda i colori dell’autunno, e in particolare si tratta di proporre un look che ci ricordi questa stagione. Altri faccioni, avete capito bene.

Ispirata da tutto questo riesumare di Duochrome che ho visto in giro (per chi vivesse su un pianeta che ha di meglio da fare che stare dietro alle uscite di case cosmetiche italiane, specifico che Neve Cosmetics ha fatto uscire da poco una nuova palette Duochrome e che per svariati giorni SULL’INTERNET non si è parlato d’altro) ho deciso di spiccare ancora una volta per originalità estrema. Ho preso la mia vecchia Duochrome e ho fatto un mix totalmente irrazionale di Veleno, Mela Stregata e Chimera (schiaffando Polline all’angolo interno).

Fall1

Dalle foto sembra che ci sia uno stacco netto tra la parte più scura e quella che volge verso l’angolo interno, dal vivo non l’ho notato ma probabilmente doveva essere così – inutile dirvi che in effetti la cosa mi crea molti disagi. Per nostra fortuna non sono una MUA, mettiamola in questo (patetico) modo.

Comunque. Ho “sfumato” con molte virgolette Maple di Sleek nella piega (il colore più autunnale del look!), mentre nella rima inferiore trovate un residuo di matitone Kiko della Daring Game, il numero 33, un viola meraviglioso che non riesco ancora a dosare senza causare disastri epici che si concludono sempre con struccaggi all’ultimo minuto, autobus persi e io che arrivo a lavoro con mezz’ore piene di ritardo.
Fall2

 

La mia espressione da dimonio fiero di aver commesso qualche malefatta in realtà esprime grande gioia per Hey Boss! di Nabla, il rossetto che indosso e che mi ricorda tanto l’autunno (compare anche nello scorso post).

La base è molto leggera: ho usato la CC Cream di Bourjois (nel colore Avorio), super confortevole in questo periodo, e il correttore-feticcio All About Eyes di Clinique, che però – come noto riguardando le foto – non copre abbastanza le disgrazie violacee che ho sotto agli occhi. Pazienza, quel giorno indossavo gli occhiali (e allora? boh, niente).

 

uesta inutile prospettiva aerea invece dovrebbe darvi l’idea di quanto sono in grado di sollevare la Nikon D90 senza farmela cadere sulla capoccia

Il blush è il mio amato Frankly Scarlet di MAC, una tonalità che userei in qualsiasi stagione ma che trovo particolarmente adatto ai colori che ho scelto (a caso).

Sulle sopracciglia c’è la Archery color Chocolate di Soap & Glory – ben dosata fa miracoli – mentre il mascara è il solito Maybelline The Colossal Go Extreme*, che è agli sgoccioli e che ho appena sostituito con la versione Intense Black* (potete aggiungere #sticazzi a questa affermazione).

Nel complesso – seguendo sempre la corrente dell’Avanguardia Pura - ho scelto i prodotti che mi facevano pensare di più all’autunno (i violacei, i prugneschi e i duochrome indescrivibili soprattutto). Spero di non avervi spaventati/e troppo e di non aver offeso nessuna categoria afferente al mondo beauty con le mie sfumature fatte a caso.

Approfitto del congedo finale per scusarmi di non essere molto presente ultimamente: non riesco a rispondere ai commenti né a commentare i post altrui (anche quelli che partecipano a questo tag!). In un post a parte mi piacerebbe raccontarvi cosa sto facendo ultimamente, non perché la cosa interessi a qualcuno ma perché sono intimamente logorroica (e perché sono contenta, anche, di quello che faccio).

Bacini rosei a voi!

Disclaimer: i prodotti contrassegnati dal magico asterisco mi sono stati inviati a scopo valutativo, non mi è stato chiesto di citarli ma sono cose che effettivamente uso tutti i giorni. Cieo.


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[Tag] The Ultimate Autumn Challenge – Le cose preferite dell’Autunno

Come vi avevo anticipato su Facebook, sono stata taggata da A.G. di What’s in My Bag per partecipare alla serie di post incentrati sull’autunno che ha ideato insieme a Rita di Consigli di Make-Up.  Trovate il post di presentazione qui.

Il post di oggi è dedicato alle cose che amiamo di più in autunno, non necessariamente trucchi. Per me parlare di autunno è ancora un po’ presto: a Palermo è estate piena e non so quando potrò immergermi in un’atmosfera vagamente autunnale, ma niente mi impedisce di elencare le cose che amo di più in questa stagione. Probabilmente anche oggi sarò piuttosto melensa, non giudicatemi. Lettsago! (cit.)

La mia tazza preferita (in cui bere litri di tè e tisane).

Mug!

Ho comprato questa tazza a New York da Anthropologie insieme a mia sorella. Lei ha preso la stessa tazza con la sua iniziale, e quando vivevamo insieme a Milano avevamo il rituale del tisanone in queste tazze capienti prima di andare a dormire. Se ci trovavamo a casa nel pomeriggio – io a studiare, lei a lavorare al computer – bevevamo ettolitri del nostro tè preferito, il Darjeeling Himalaya di Mariage Frères. Ora che sono tornata a Palermo ho portato con me questa tazza e non vedo l’ora che faccia abbastanza fresco da poter tornare alle mie bevande calde e ai miei ricordi milanesi un po’ malinconici (che autunno sarebbe, altrimenti?). Due dettagli tecnici: trovo sia la tazza perfetta perché è grandissima e abbastanza spessa da non scottare le mani. Adoro.

Il pantaloni del pigiama con le barchette di Oysho.

Boats!

Dato che fino a ieri ho dovuto dormire con l’aria condizionata sparata a palla, non vedo davvero l’ora di poter dormire coi pantaloni lunghi che ho comprato da Oysho coi saldi. In generale i pigiami belli, ma anche quelli vecchi come il cucco coi gatti che mi ha comprato mia madre da Upim nel 1997, sono sempre fonte di consolazione dopo una giornata grigia e possibilmente fredda. Non sto esagerando, giuro!

I berretti (possibilmente da uomo)

Beanies!

Non so se a Palermo farà mai abbastanza fresco da poter indossare un berretto – per quanto leggero. Di solito passiamo dal caldo atomico al freddo umido in nel giro di un giorno, per cui chissà. Ad ogni modo questo berretto da uomo blu petrolio l’ho preso da Muji un anno fa e in quelle zone d’Italia ancora dotate di mezze stagioni è perfetto. Mi piacciono troppo i cappelli da uomo, quello nero che ho preso in Irlanda ne è un altro esempio.

Il parka (ma anche i giubbini di pelle e le giacche di qualsiasi foggia vi vengano in mente)

Me @ Inis Mór, Aran Islands

La faccia sofferente è data dal sole perforante negli occhi.

Ho una passione incontrollabile per le giacche e i cappotti. Ne ho più di quanti me ne servano e ogni volta che ne compro uno nuovo mi sento una specie di drogata che deve nascondere le sue malefatte a parenti e amici. Il parka verde mi ossessiona da almeno tre anni e forse non ho ancora trovato quello perfetto, sebbene questo di Zara che ho portato in Irlanda forse ci vada molto vicino (detesto però i laccetti che pendono dal bordo e che mentre cammino sbattono sulle gambe dandoni alquanto fastidio). Inutile ripetere per l’ennesima volta che qui ancora non è stagione per il parka, sono un disco rotto (simile a un anziano che parla solo del tempo).

Hey Boss! di Nabla (e i rossetti più scuri in generale)

Hey Boss!

Hey Boss! – rossetto liquido di Nabla Cosmetics – non è un colore particolarmente cupo o invernale, ma in estate non l’ho praticamente mai messo. Lo vedo perfetto invece per l’autunno, fa un bel contrasto con la mia pelle ben priva di abbronzatura (non che quest’anno io sia stata particolarmente nera, eh). Poi prevedo di cominciare a mettere di nuovo tutte quelle tonalità vampy che in primavera/estate non ho mai neanche sognato di indossare: Instigator di MAC, Train Bleu di NARS e via dicendo. Avanguardia pura, lo so.

Queste (insieme al bagno caldo, ma credo sia nota al mondo questa mia insana passione) sono le cose che amo di più in Autunno. Ho dovuto lavorare un po’ di fantasia, sicuramente ho scordato una marea di cose – tipo le castagne – ma su queste non ho dubbi.

Voi cosa amate di più dell’Autunno? Se volete rispondere al TAG ricordate di citare le ideatrici del post, mi raccomando, o dovrò  rincorrervi brandendo una schiumarola (e non è mai bello).

Bacini rosa a voi!


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[Freak Out!] Cinque Cose che amo di Flat Out Fabulous di MAC

Negli ultimi anni ho comprato sempre più rossetti, in assoluto il mio cosmetico preferito. Ogni volta avevo la sensazione di trovarmi davanti a un colore indispensabile, o che non avevo, che doveva assolutamente far parte del mio ambaradàn cosmetico (in gergo beautybloggereccio stash).

Foto riciclata da un vecchio post. DEH

Da quando a marzo di quest’anno ho comprato Flat Out Fabulous di MAC la smania di trovare un altro rossetto indispensabile mi è passata. Non intendo dire che non guardo più la categoria o che non ne comprerò mai più, anzi, ma so che ho trovato quello che probabilmente è il mio rossetto preferito. Per farvi capire a che livelli di follia sono giunta devo specificare che il mese scorso ne ho comprato uno di scorta all’aeroporto di Dublino, tanto sto consumando velocemente il mio.

Oggi non voglio stordirvi di chiacchiere pseudo-tecniche (non credo ne sarei capace), ma mi piacerebbe raccontarvi la mia storia d’amore con questo prodotto attraverso le Cinque Cose Che Amo di Lui. È stucchevole, vero? Però purtroppo quando mi innamoro di qualcosa non capisco più niente (vedi l’acquisto insensato di un giga-poster di Loki che mai appenderò, probabilmente).

Flat Out Fabulous

La copia di Backup e l’Originale.

Ma veniamo a noi. Ecco cosa amo di FOF (acronimo di Flat Out Fabulous, ovviamente)

1) Il colore

Lo ripeto sempre: la prima volta che ho visto FOF dal vivo su una persona (la bellissima Irina Von P!) sono rimasta senza parole. È un colore per me unico, stupefacente;  definirlo solamente fucsia è riduttivo, vedo in lui del blu – o comunque qualcosa di freddo ma non troppo, forse del prugna? – che lo rende originale, intenso, diverso da tutti i fucsia che già possiedo. Quando lo indosso mi sento semplicemente bene. Magari mi sta una ciofeca, ma non voglio scoprirlo.

Swatchessss

Swatch a caso con altri fucsia di varia natura

2) Il finish

FOF fa parte dei Retromatte di MAC, una linea di rossetti estremamente opachi e secchi. Anche se con le temperature più basse possono risultare difficili da stendere, io adoro comunque l’opacità spinta, che non li fa sbavare e li tiene incollati alle labbra. Non ho bisogno nemmeno di mettere una matita per contornare le labbra, cosa voglio di più?

3) La durata

Se voglio che il rossetto duri praticamente tutto il giorno (con ritocchi qua e là per intensificare il risultato) mi butto direttamente su FOF. Una volta steso praticamente tinge le labbra e non se ne va più – a meno che non vi fiondate in  una vasca di caponata o di altra roba estremamente oleosa.

FOF

Foto riciclata da un precedente post, non si butta via niente!

 

4) La versatilità

È uno di quei colori che di mattina mi fa cominciare bene una giornata potenzialmente uggiosa  ma che anche di sera fa la sua suina figura, perché oltre a mantenermi di buon umore mi fa sentire moderatamente figa. Dico moderatamente perché credo di avere la stessa carica di figaggine di una teiera dei negozi Tutto a Un Euro, ma credo abbiate capito cosa intendo. Se dopo il lavoro devo uscire per andare a tuffarmi in una vasca di Gin-Tonic (sogno vasche ovunque) e ho dietro lui non penso “ah che palle, è il rossetto che avevo stamattina”, anzi. È comunque un rossetto intenso, facile da riapplicare e duraturo. Insomma, benedico la sua esistenza.
Flat Out Fabulous

5) Il suo potere terapeutico (o la somma di tutte le cose dette finora)

Non sono fan dei look nudi, né di andare in giro con un filo di mascara e stop. Però se per qualche motivo non posso truccarmi riesco ad affrontare la cosa con grande spirito stoico mettendo FOF sulle labbra. Non mi sento più struccata, scialba, invisibile o altro – c’è lui! Ed è giga fico, perdiana. È fico perché ha un colore unico, perché sta fermo al suo posto per ore, perché lo posso mettere al volo in un secondo e soprattutto perché mi fa sentire bene. Ci sono altri rossetti simili nel mio stash, quanto a potere terapeutico, ma lui per ora è l’unico su cui non ho difetti da elencare. Un esempio è il mio altro amore Russian Red di MAC: forse è quello che più di tutti mi dona (sicuramente più di Flat Out Fabulous), ma non dura a lungo a meno di non mettere svariate matite, ciprie e accorgimenti degni di un membro di CSI (non so cosa c’entri ma vabe’).

Poi Flat Out Fabulous sta bene anche con look occhi colorati, come – per me – dimostra questo mio faccione risalente a giugno.

look fof (giugno 2014)

Voi avete un rossetto del cuore, a cui non trovate nemmeno un difetto? Se siete impegnate a riprendervi dall’ondata di miele di questo post vi capisco, fatemi sapere più tardi.

Bacini fucsia-pruga-freddi-con del blu dentro a voi!

Disclaimer inutile: prodotto acquistato da me, nessuno mi ha chiesto di scrivere questo post (tranne Drama&Makeup, ma solo perché è una curiosona senza fine, non mi ha pagata).


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It’s faccione time! – Labo Pure Flower Make-up

Un post incentrato sui faccioni (o quasi) non l’avevo ancora mai fatto. Non essendo particolarmente brava a truccarmi e avendo un radicato senso critico nei confronti di tutto ciò che faccio o produco ho sempre evitato la cosa. A che serve? mi sono sempre detta.

A niente, più o meno.

Oggi in realtà volevo farvi vedere in azione on my big face alcuni prodotti Labo che mi sono stati inviati qualche mese fa, soprattutto gli ombretti. Con le prove che ho fatto in questi mesi ho trovato il modo migliore (per me) di applicarli, visto che schiaffati così da soli sulle palpebre dal punto di vista cromatico non mi convincevano particolarmente, e volevo condividere col globo questa cosa. Sarà una saggia idea? Forse no.

Anyway i suddetti ombretti hanno tonalità versatili, ma usati a tutta palpebra non si accordavano molto bene con il colore verde giallo dei miei occhi (che varia a seconda della luce. La definizione verde palude del mio migliore amico rimane comunque la più valida). Vale soprattutto per il verde acqua, che in generale non è una tonalità che uso.

Le confezioni di metallo coi fiorellini VINCONO.

Per il resto a livello di prestazioni ci siamo: scrivono bene e alla prima passata, sono morbidi, luminosi e hanno una discreta durata anche senza primer. Dopo qualche ora si spengono un po’, però.

L’altro giorno ho deciso di fare due look (se così vogliamo chiamare i miei esperimenti) accostando questi ombretti a polveri opache, per dare un po’ di profondità alla situazione o – nel caso del secondo Faccione – per sfruttare le sfumature dell’ombretto.

Vi prego di non soffermarvi sulle sopracciglia sulle quali avevo appena sperimentato, con poco successo, la matita Archery di Soap & Glory. Guardando le foto volevo estirparle ma non ci sono riuscita.

In questo primo Faccione ho applicato l’ombretto più scuro del duo, l’Olive Green, e l’ho sfumato con un semplice nero opaco di Sleek. Nell’angolo interno ho sfumato il colore più chiaro, Acqua Green. Ho messo l’eyeliner al buio (Fluidline Blacktrack di MAC) e ho dimenticato il mascara. Lo so, quale persona dimentica il mascara? A me succede spesso, probabilmente il mio subconscio detesta questo cosmetico.

Sulle labbra invece ho messo il Fruity Lipgloss n.3- sempre di Labo – che su di me risulta piuttosto trasparente e lascia qualche chilogrammo di brillantini.

L’abbinamento col gloss in realtà non mi dispiace, ma ovviamente ho dovuto provare a metterci sotto il mio rosso preferito del periodo, Standout di Revlon. Potevo metterlo meglio? Potevo sorridere? Poteva Jennifer Lawrence non sincronizzare le sue foto su iCloud? La risposta è sempre sì, ma purtroppo anche noi donne di un certo livello commettiamo degli errori grossolani.

(Sì, ok, sorvoliamo).

Che mestizia.

Ah, mondo crudele. Che mestizia.

L’altro colore del duo, Acqua Greenho voluto provarlo sopra a un altro colore, un blu opaco (sempre di Sleek, tanto per cambiare). Il motivo è semplice: ha delle sfumature bellissime in grado di cambiare un colore di base senza troppa fatica, ma su di me – messo da solo – non rende al meglio. Usato invece in questo modo regala tante soddisfazioni cromatiche (forse solo a me, ma che importa).

Anche qui abbiate pietà delle sopracciglia – stavolta quasi struccate in un impeto d’ira – e delle couperose che spunta con simpatia. (D’estate la mia base viso va a farsi benedire).

(Questa volta ho ricordato di mettere il mascara)

Ancora una volta ho voluto provare ad abbinare un rossetto rosso,  Retrored* di Nabla. So che l’insieme sembra un po’ forte ma dal vivo non mi dispiaceva.

Labo1_2

Riguardo tutte le foto e mi chiedo: perché? Lasciamo perdere. Non c’è una risposta.

Sulle guance in entrambi i Faccioni ho messo una cipria colorata di Mac (Mineralize Skinfinish Natural, colore Medium Dark) e ci ho scazzuolato sopra Azalea, il blush di Labo, che è un ottimo prodotto da tutti i giorni e il cui bi-colore mi rende felice ogni volta che lo apro. Non fatevi ingannare dalle foto in cui ho le guance arancioni: il blush è rosa e malva, non ha glitter ma è comunque luminoso. Si può costruire e non fa chiazze di colore insfumabili, anzi.

Labo è un marchio reperibile in farmacia che mi ha fatto rivalutare molto la categoria. Di solito questo tipo di cosmetici  mi sembravano sempre molto tristoni, mentre questa linea, la Pure Flower, è una botta di allegria (alla Mike) per chi è solito rivolgersi al (para)farmacista. Vorrei solo sottolineare che gli inci dei prodotti non sono assolutamente eco-bio; non che la cosa sia in qualche modo insinuata, anzi, ma lo specifico per chi avesse preferenze di questo tipo.

Ok, Mi perdonate per questo post ricco di faccioni? So che ci sono un mare di difetti ma userò la vaga giustificazione di “c’erano 38 gradi e mi stavo sciogliendo, abbiate pietà di me”. Spero di non avervi causato troppi malori, in ogni caso.

Bacini rosei a voi.

Super Disclaimer! I prodotti Labo  citati in questo post mi sono stati inviati a scopo valutativo dall’azienda. Non sono stata pagata per scrivere il post, non mi è stato imposto nulla etc. etc. Il rossetto Retrored di Nabla mi è stato inviato anch’esso, ma anche qui è stato inserito nel post di mia iniziativa. Ok basta non so che altro dire. Cioa.


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[Make-up] I miei acquisti in Irlanda

Come dicevo nel post dedicato al viaggio in Irlanda (qui), al mio rientro in terra italica ho avuto un po’ la sensazione di aver visto poco o di essermi persa alcune cose. Non prendiamoci in giro: se non avessi speso parte del mio poco tempo da Boots o da Penneys (l’equivalente irlandese di Primark) avrei potuto vedere di più, passeggiare, ammirare alcuni paesaggi. Ad ogni modo non ho rimpianti: fare shopping all’estero è una delle poche gioie che il mondo ancora mi riserva, se poi penso che non superavo i confini della penisola da diversi anni, CIOA.

Ma veniamo allo sterile elenco delle cose che ho comprato.

Bourjois

Come saprete (forse), è una marca venduta anche online da diversi siti, uno su tutti Asos. I prezzi sulla rete sono mediamente più bassi, per cui l’utilità di comprare da Boots questi prodotti non è pervenuta. A meno cheeee non siate come me dei soggetti moderatamente pacati online e ma irrimediabilmente mani bucate nei negozi. Anyway sui prodotti c’era il 3×2, nessuno avrebbe mai potuto fermarmi:

Bourjois

Ho preso il duo bronzer/illuminante a forma di tavoletta di cioccolato, il correttore Healthy Mix colore Medium (che ho trovato già aperto, bleurgh, non me n’ero accorta) e la cipria Healthy Balance. Di questi ultimi due avevo sentito parlare molto bene dalle mie amiche bloggerzzz.
Bourjois

Le prime impressioni sono positive, anche se il colore del correttore ancora non mi convince pienamente (forse è leggermente scuro, ma non l’ho usato tantissimo perché ne ho tanti aperti, mannaggia a me). Il duo bronzer&illuminante è carino soprattutto per viaggiare o per portare dietro due prodotti in uno, però qualitativamente preferisco i prodotti The Balm.

Soap & Glory

Ho trovato lo stand di questo marchio solamente a Galway, quando ormai avevo perso le speranze di trovarlo e razziarlo a dovere. A differenza di Bourjois non è un marchio che si può trovare in vendita online, che io sappia, e volendo questi potrebbero essere acquisti più sensati. Chissà.

Davanti allo stand sono entrata nel panico come durante un’interrogazione a sorpresa per la quale non si è minimamente preparati, così ho fatto l’unica cosa da fare in quel momento: mandare una tempesta di messaggi a S – Drama&Makeup.
Grazie alle sue dritte ho scelto quello che poteva effettivamente servirmi.

Soap & Glory

Un altro correttore, il Kick Ass Concealer, una matita per le sopracciglia, la Archery (colore Chocolate), e un’altra cipria (!) la One Heck of a Blot, che ho aperto ieri per la prima volta per fare le foto ma che non penso di tenere per me.

Sia la matita per le sopracciglia che il correttore mi sono piaciuti subito. Quest’ultimo ha anche una piccola cipria nello scomparto per fissare il tutto, è davvero adorabile. Lo so, lo so, ho un problema coi correttori e dovrei smettere di comprarne, ma se aveste anche voi le mie occhiaie mi capireste in pieno. (Poi per riequilibrare il karma ho da poco regalato un correttore Mac che non usavo a causa del colore troppo scuro a una mia amica, ecco). (Oh.) (Ehrm).

Soap & Glory

Come avrete notato il packaging è la cosa migliore di questa marca, insieme ai nomi.

Ho dimenticato di fotografare insieme a questi altri due prodotti che ho preso, il turbante per asciugare i capelli e un mini-scrub per il corpo (formato da aereo). Il turbante è molto carino e comodo ma credo che lo possiate trovare un po’ ovunque a un prezzo decisamente inferiore (sorvoliamo, ok?). Io l’ho preso perché in viaggio è davvero una cosa super comoda cui non avevo mai pensato: l’ho usato subito e mi è stato molto utile.

Lo scrub è a base di sale e mi ha un po’ seccato la pelle, però malgrado l’aspetto dolce e rosellino ha un profumo molto maschile che mi fa impazzire (è quel contenitore tondo sopra il Kick Ass).

Come vedete dalla foto qui su ho preso anche una salvietta per il viso di Boots, anche questa utile per i viaggi o per non asciugare il viso nel telo di ogni giorno. (Non che sia un problema per me, eh).

Real Techniques

I pennelli delle Pixiwoo potete acquistarli praticamente ovunque su internet, anche su siti italiani se siete xenofobe o qualcosa del genere. Ma quando ti trovi un “Compra un prodotto, sul secondo c’è il 50%” non c’è buonsenso che tenga. Parlo per me, ovviamente.

Brushes

 

Ho preso la Core Collection e il Powder Brush. Probabilmente non capisco una mazza di pennelli, perché più o meno tutti i Real Techniques mi fanno impazzire, specie quelli da viso. Ancora devo provarli per bene, al momento gli utilizzi ad cazzum mi hanno comunque reso felice.

Brush Roll

Come vedete ho anche preso un brush-roll (un porta pennelli, mamma) la cui fantasia mi ha ipnotizzato senza pietà: quel giorno poi avevo un buono da spendere che avevo accumulato da un acquisto precedente (ehrm, sì, sono stata al Boots di Galway due volte) e non ho resistito. In più ha un motto geniale impresso sulla confezione: tieni vicini gli amici e ancor più vicini i pennelli. Come dargli torto?

Concludo lo sterile elenco di prodotti con due cosine prese da Penneys: un set di tre bustine (credo di averlo pagato 3 euro, non di più) utilissime per il mare ma anche per i famigerati viaggi (quella per i bikini è la mia preferita) e una mini palettina Wet’n’Wild dai colori opachi che aspetta ancora di essere aperta. Sono una brutta persona, me ne rendo conto.

Untitled

Untitled

 

Credo di avere finito. So di meritare il manicomio ma a mia discolpa potrei dire che non compravo make-up da un po’, che non andavo all’estero da una vita e che un lepracauno mi ha costretto, può bastare?

Spero di non avervi tediato troppo. Anche voi andate in freak out se trovate dal vivo marche che di solito è più facile comprare online?

Bacini rosa a voi.

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