Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili


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[Tag] My Summer Essentials – Make-up Edition

Diversi secoli fa sono stata taggata da A.G. – Whatsinmybag in questo post ideato da Consigli di Makeup (vedi qui l’originale). L’argomento è semplice: si tratta di parlare di cinque prodotti di make-up che riteniamo essenziali per l’estate, più un massimo di tre prodotti bonus (anche al di fuori del mondo beauty).

Mi sono imposta di non esulare dall’ambito make-up perché l’argomento skincare, d’estate, diventa davvero complesso. Ci sono mille prodotti e prodottelli (elli) che mi seguono ovunque assecondando la mia pazzia, per cui magari quelli li citerò in un altro post a parte (titolo provvisorio: Io e le mie ossessioni: prodotti nella borsa del mare edition).

My summer essentials_1
The Balm – Bahama Mama (bronzer): dall’estate scorsa, con questa terra, ho risolto il problema che affligge il 90% degli italiani che conosco e che si riversa su di me: la rompicoglionite acuta in materia di abbronzatura. Dovete infatti sapere che chiunque mi incontri d’estate è preoccupato dal mio basso grado di doratura e si interroga sul perché e percome io non mi abbronzi. Il fatto che a Palermo io non vada spesso al mare e che metta sempre la 50+ (il sole mi provoca simpatici eritemi e poi devo proteggere gli ottomila nei di cui sono ricoperta) fa sì che io sia sempre giallo simpson, ma da quando ho questa terra almeno sul viso riesco a barare piuttosto bene. La adoro perché mi dà un colore da abbronzatura naturale, si fonde benissimo col mio incarnato e non contiene innaturali brillantini alla Twilight. Grazie The Balm, questa è un’invenzione che mi ha cambiato l’estate.

Mac – Mineralize Skinfinish Natural, “Medium Dark”: Prima di comprare il bronzer, l’anno scorso, ho preso questa cipria colorata di Mac, di 200 toni più scura della mia pelle. Cercavo qualcosa da spolverare sul viso che mi desse un velo di colore, una via di mezzo tra un bronzer (che invece va steso con un po’ d’attenzione) e una cipria normale. Questa è adorabile perché la posso mettere prima di uscire e sembrare del tutto in salute; non darò l’idea di essere stata al mare ma almeno non spaventerò i passanti col mio color cadavere di giornata. Nonostante il tono sia “medium dark” non è scurissima, su di me si vede appena (e spesso faccio un po’ di passate se voglio che si veda di più). Anche questa è priva di perlescenze o sbrillocchi.

Giorgio Armani – Blushing Fabric n.8: Ho questo fard da poco più di un mese e già so che non ci separeremo per tutta l’estate. È un blush aranciato in crema dalla texture leggerissima e setosa, non si sente sul viso e dura davvero a lungo. C’era un tempo in cui al pensiero di un fard arancione esplodevo nell’aere, da un po’ ho scoperto invece che si accorda molto bene coi miei colori, specie in questa stagione in cui sembrare in salute evidentemente è un must.

My summer essentials_2

The Balm – MaryLou Manizer (illuminante): Come si noterà mi sto concentrando solo sui prodotti per il viso perché ingannare il prossimo facendogli credere che io sia rilassata, abbronzata e luminosa (?) è la missione di ogni estate. Sugli occhi mi trucco sempre in modo diverso (non ho dei must have, ecco), mentre un illuminante come questo qui di The Balm non può assolutamente mancare: dona tridimensionalità al viso (non che mi servano altre dimensioni, vista la grandezza della mia faccia in continua espansione) e fa risaltare l’eventuale abbronzatura/colore/whatever. Il tutto, precisiamo, con una tonalità piuttosto naturale: il rischio di sembrare un cristallo di boemia fasullo trafitto da un raggio di sole è scongiurato.

Nars – Satin Lip Pencil, LuxembourgQuando per il caldo o la fretta mi trucco poco gli occhi (pur sfoggiando sempre una base che urla “abbronzatura fake oh yeah”) Luxembourg è la scelta ideale per dare un senso alla mia inutile faccia. Ha quel mix di rosso e rosa, al suo interno, che risulta sempre incredibilmente elegante. Sembra quasi che io mi sia impegnata per truccarmi, e invece ho solo messo un matitone da dodicimila paperdollari sulle labbra.

E ora i prodotti bonus!

Avevo detto che non avrei citato roba per la skincare, ma l’acqua termale e il gel di Aloe Vera sono indispensabili per la mia esistenza. Vanno oltre il beauty, sono i due pilastri su cui si fonda la mia estate.

L’acqua termale risolve tutti i miei guai: caldo, sale, eritemi, scottature, irritazioni da ceretta,  gambe pesanti, guerre nucleari e querce secolari pendenti. La metto nel beauty del mare, nella borsa da giorno, nella pochette da sera (ho svariate confezioni mini acquistate in offerta insieme alle confezioni grandi), se credete che possa vivere senza l’acqua termale vi sbagliate di grosso. Solitamente uso l’Avène, questa in foto infatti è di mia maTre (ero nei paraggi del suo bagno e la culopesantite mi ha impedito di prendere la mia), ma alla fine se è de La Roche-Posay o Uriàge (che per me è salata, bleurgh) non cambia poi molto. (No, sto mentendo: io amo l’Avène più di ogni altra cosa, però non posso fare la schizzinosa).

My summer essentials-bonus
Il gel di aloe vera (anche questo in foto è di mia madre, io uso quello di Equilibra o Erba Vita) mi salva la pelle dalle punture di zanzare (il sollievo è immediato e potete spalmarvene quintali senza problemi) e anche dagli arrossamenti solari. Anche lui è sempre con me d’estate, guai a privarmene.

Ritenetevi taggate, o voi che leggete, e se rispondete fatemelo sapere.

Bacini rosei!

Disclaimer: tutti i prodotti citati in questo post sono stati acquistati da me, tranne la roba che ho trafugato dal bagno di mia madre, messa lì a scopo dimostrativoQuella l’ha comprata lei.


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[Make-up] Most Played di Giugno 2014

Vorrei fare delle considerazioni banali sui mesi che volano ma vi basti questa preterizione (bella parola, nevvero?). È già luglio da un pezzo ed è tempo di Most Played (cosa ben diversa da I Preferiti Del Mese, ricordiamocelo: stiamo parlando dei prodotti più utilizzati, che possono essere anche ciofeche), serie ideata dall’adorabile Chiara Goldenvi0let.

Giugno è stato il mese del test selvaggio di prodotti nuovi. Per quanto riguarda gli occhi ho provato con somma gioia alcuni dei nuovi ombretti di Nabla della collezione Solaris* (in particolare Zoe, Aurum, Tribeca, Cattleya e Entropy) che l’azienda mi ha gentilmente mandato in anteprima. (Suona fico, vero? In anteprima. Seguono pernacchie). Nella palette che vedete c’è anche Nocturne, il nero opaco del mio cuore (acquistato da me a maggio).

Mi stanno piacendo tutti molto, ma per non tediarvi (e magari per dedicare loro un post a parte) ne citerò solo due: Entropy, che dovrebbe stazionare in tutte le pochette da trucco della nazione (fa da solo un look elegante e fico senza bisogno di null’altro, ideale per le impedite) e Zoe – un piccolo gioiello davvero sui generis, un duochrome che non riesco a definire (guardate questo video della mia amata Chia per farvi un’idea ben chiara di quanto è fantastico. Se volete più info su questi ombretti, qualche bella foto etc andate anche sul suo blog qui).

Most played Eyes

Sopra: la magnifica Lolita. Sotto: gli ombretti Nabla (fila in alto, da sx: Zoe, Aurum, Tribeca. Fila in basso: Cattleya, Entropy, Nocturne)

A fine mese ho poi approfittato del giga (seh) sconto del 25% da Sephora per regalarmi la Lolita di Marc Jacobs. Lo so, lo so, sono ombretti nude e non ne avevo tecnicamente bisogno, ma la loro qualità non mi ha fatto pentire nemmeno un secondo dell’acquisto (se sorvoliamo sul bottone della custodia, saltato al primo utilizzo. Vai così Marc). Li ho testati col caldo del demonio e sono rimasti intatti per tutto il giorno anche senza primer. Sono morbidissimi e super pigmentati. Meraviglia.

Per tutto giugno ho usato (e continuo a usare) il mascara Maybelline Colossal Go Extreme*, ricevuto dall’azienda (qui il post). Mi piace tantissimo, anche se con le lenti a contatto ogni tanto mi dà un po’ fastidio (cosa normale per me). In quel caso opto per un mascara più leggero o ne applico di meno, tenetelo presente se avete come me questo tipo di piccoli problemi di make-up (cit.).

Passando al viso, ho provato alacremente due blush e un primer.

Il blush in crema di Armani è stato l’affarone della svendita L’Oreal cui ho partecipato a inizio mese (grazie ancora Viv per l’invito). Ha una texture sconvolgente, mi fa pensare alla seta (ah, noto ora che c’è scritto sulla confezione. Che genio). Dura un’eternità e ha un bellissimo colore. Vorrei abbracciarti, Giorgio (tu i bottoni li saprai attaccare, al contrario di Marc).

Most Played Blush

Il blush di Labo* invece l’avrete visto sotto le zampe di molte blogger, è stato inviato anche a me e lo uso tutti i giorni per un’effetto naturale da viso in salute di persona che sì, ha dormito tutte le ore che voleva e no, non sta sudando di fronte allo specchio mentre si trucca, rigorosamente in ritardo. Ha una cialda divisa in due, io mischio insieme i due colori e l’effetto mi piace molto. Ve ne parlerò meglio in futuro, con foto adeguate e bacini.

Del Baby Skin Warm Apricot* vi ho parlato in questo post, è un primer leggermente colorato che uso da solo per illuminare l’incarnato, se non ho disgrazie da coprire fa davvero un buon lavoro.

Sulle labbra sono stata parecchio noiosa e ho usato sempre gli stessi rossetti, il Revlon Colorburst in Standout e Flat Out Fabulous di Mac.
Dovendo scrivere un post in merito ho usato tanto anche i Baby Lips di Maybelline* (in particolare Hydrate e Intense Care), soprattutto a guisa di primer labbra. Continuo a usarli per questo scopo e mi trovo bene. (Quelli colorati no, non riesco a usarli, sorry).

Most Played Lips

Infine, come extra-make up cito la Crema Anticellulite di Antos. L’ho comprata al Thymiama di Bergamo in un periodo in cui l’estate era un lontano ricordo, e infatti ho iniziato a usarla un mese e mezzo fa. La consiglio spassionatamente perché ha un buon profumo e permette di fare un bel massaggio senza che dobbiate stare due ore e un quarto ad auto-palparvi. La metto soprattutto la sera e noto che la pelle è più soda ed elastica (non mi aspetto che mi faccia passare la cellulite, specie se continuo a mangiare cibi fritti e a bere alcolici).

Antos Anticellulite

Voi che avete usato di più questo mese? Vi state sciogliendo come me o da voi è di nuovo autunno?
Bacini rosa a voi.

Disclaimer: i numerosi prodotti contrassegnati dall’asterisco magico mi sono stati inviati a scopo valutativo dalle varie aziende. Per quanto riguarda i prodotti Maybelline (su cui ho scritto dei post sponsorizzati) non mi è stato chiesto di citarli, ne parlo perché avendo scritto dei post su di loro ho dovuto davvero testarli e sono a tutti gli effetti dei Most Played.
Il resto dei prodotti li ho comprati io per il mio diletto.


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[Capelli!] Off Topic: I capelli di Pirlo

Ok, i Mondiali sono praticamente finiti per noi italiani fanZ della Nazionale, ce ne siamo fatti una ragione quando abbiamo visto le classiche foto dei calciatori in aeroporto che trasportano pesanti valigie (le cosiddette Pive Nel Sacco) in completo blu scuro Dolce e Gabbana (la qual cosa peraltro mi fa domandare: ma durante il volo si metteranno in tuta? come si fa a volare per tante ore in abito con gilet? si metteranno la tuta, no? Ma sì, dai, volare in tuta è terribilmente trash ma sfido io coi voli intercontinentali a rimanere in abito Dolce&Gabbana, lo fanno anche le celebrities hollywoodiane che prima di scendere dal jet privato si infilano un paio di skinny, dei tronchetti col tacco e una maglia bianca e fingono di aver viaggiato casual-chic per tutto il tempo, quando ci scommetto che a bordo avevano i leggins, una maglietta dell’OVS e i calzettoni di spugna).

Detto ciò.

I Mondiali sono finiti ma io non riesco a smettere di pensare a una cosa. Un elemento che ha alleggerito il peso delle partite, del gioco scorretto degli uruguaiani, dell’attacco inesistente e della telecronaca soporifera della Rai: i capelli di Pirlo.

Parliamone, vi prego.

Ho visto già dei post sugli shampoo di cui è testimonial ma non ho trovato grandi digressioni sulla sua capigliatura e sul fatto che in effetti per quella pubblicità non potevano scegliere calciatore migliore. Dài: nessuno ha una chioma così fluente ed elegante al contempo, così simile negli anni, priva di attacchi di follia come ossigenazioni, code, acconciature da samurai, rasature pseudo artistiche, creste afro, treccine, shatush, ciuffi improbabili retti da ettolitri di gel e altre diavolerie.

Nonostante negli uomini non ami per nulla i capelli lunghi, quelli di Pirlo sono ipnotizzanti. Si muovono soavi insieme a lui, rimangono magicamente perfetti anche se fradici di sudore, pioggia e gatorade, hanno una sfumatura di castano che sotto certe luci sembra quasi dorato, cosa può desiderare di più una fanatica dei capelli?

Penso che nascere con dei capelli così belli sia una fortuna non da poco, specie per un uomo. Perché ok, ci sono anche i ragazzi che si piastrano (per dirne una) ma non è una cosa che vanno a sbandierare in ogni dove. L’uomo coi capelli brutti ha davvero poche possibilità di migliorare da solo, a casa sua, e spesso l’unica cosa che può fare è subire in silenzio la sorte che il Parrucchiere Celeste ha voluto dargli.

Le star, da questo punto di vista, sono molto più fortunate. Se nascono con imbarazzanti capigliature possono rimediare grazie alla sapiente arte di hairstylist, consulenti e visagisti. Vi butto lì il mio esempio preferito, de lov of mai laif  Tom Hiddleston, che prima di diventare Loki sfoggiava imbarazzanti riccioli anni Duemila:

EWW.

Eppure è bastata solo un’impomatata e un leggero taglio per diventare de lov of mai laif

Non ricordo dove l'ho pescata. I don't remember the source of this pic, I'm sorry.

Non ricordo dove l’ho pescata.
I don’t remember the source of this pic, I’m sorry.

Pirlo, beh, Pirlo non ha nemmeno bisogno di tutto ciò. Ha i capelli perfetti e se li tiene così, morbidi ed eleganti, della lunghezza giusta e mai eccessiva, non piastrati ma nemmeno crespi, un mix perfetto di casualità e premeditazione tricotica.

Il suo achievement, poi, è stata la barba. La cosa che ci dà la conferma sulla perfezione della sua chioma è che la combo barba+capelli lunghi, che in certi individui può fare l’effetto naufrago/ fricchettone/ messiah (o tutte e tre le cose insieme), su di lui è estremamente elegante e fascinosa. Forse dipende dalla quantità di soldi che possiede? Tra l’azienda di famiglia, lo stipendio della Juve e i cinquecentoventitrè marchi di cui è testimonial credo che i suoi globuli rossi siano a forma di monete da un centesimo. Tanta stima per lui, eh.

Il mio freak out durante Italia - Uruguay

Il mio freak out su Twitter durante Italia – Uruguay

Anche se questo post mette in luce l’aspetto peggiore di me preciso che non volevo fare la classica ragazza da stereotipo idiota che guarda le partite commentando solo i capelli dei calciatori, la loro avvenenza o il colore delle loro scarpette, ma devo ammettere che distrarmi con questo aspetto mi ha aiutato a non esplodere per la tensione (vedi Italia – Uruguay) o per la noia (la partita contro la Costa Rica l’ho vista con la telecronaca Rai e ragazzi volevo implodere).

Ora la smetto di tediarvi e vi prometto che il prossimo post parlerà di trucchi, belletti, cavolatinelle e altre cose ròòòsa.

Bacini a voi.

P.S. Lo so che Pirlo vi fa cacare ma avevo promesso questo post a Drama&Makeup. Spero che comunque apprezziate le sue doti calcistiche, su queste cose non si scherza.

P.P.S. È probabile che Pirlo abbia un team di parrucchieri al suo fianco ma mi piace credere che Iddio lo abbia premiato con un talento calcistico notevole misto a una bellissima chioma.

P.P.P.S. Capitemi, sto seguendo questo progetto molto fico che si chiama Tweet4Score (calcoliamo quanto una squadra è popolare su Twitter durante i match e quella che ottiene più menzioni, hashtag etc vince) (non vince niente se non gloria) ed è per questo che ho meno tempo per i trucchi e più per i calciatori e i loro capelli. Ecco. No, nessuno mi ha chiesto di citare T4S, perdiana.


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Maybelline:Baby Skin [prime impressioni]

Lo ammetto candidamente: prima di provare i Baby Skin pensavo che li avrei cordialmente detestati. Non uso mai primer per il viso o prodotti simili, non mi piace la sensazione che in generale mi lasciano sulla pelle e temo sempre che possano occludere i pori o roba del genere. Ecco, dire che ero prevenuta è poco.

Baby Skin

Al tempo stesso, però, ero iper curiosa di provare questi. Al contrario di altri prodotti leviganti che mostrano modelle-vamp di vario genere, i Baby Skin promettono la pelle da bambina, e anche se la cosa può suonare un po’ creepy io non dico mai di no a un effetto ringiovanimento – seppur solo cosmetico.

Prima ancora di descrivervi i tre tubetti vi dirò la verità: mi sono piaciuti. Spoiler! Ora proverò a presentarveli sperando di non annoiarvi troppo.

Baby Skin: Minimizza Pori Istantaneo

Baby Skin Minimizza Pori

Lo definirei come il classico primer trasparente che – a suon di siliconi – leviga la pelle nascondendo i pori dilatati. Avendo pori dilatati a bizzeffe l’ho testato con piacere: posso dire che agevola la stesura del fondotinta perché effettivamente fa apparire la pelle più levigata, ma non è un prodotto che userei spesso. Non tanto per gli ingredienti (il mio fondotinta è una miniera di siliconi) ma più che altro per la consistenza in gel che non ho amato e a cui ho preferito quella degli altri due Baby Skin.

Baby Skin: Il Cancella Fatica Istantaneo, Warm Apricot & Cool Rose

Questi due prodotti, al contrario del Minimizza Pori, sono leggermente colorati. Il Warm Apricot è sul giallo (adatto a chi ha un sottotono caldo), mentre il Cool Rose è – come penso possiate prevedere – rosa (e credo si adatti bene a sottotoni freddi e neutri, non chiedetemi di più perché non sono un’esperta!).

Baby Skin swatch

Dall’alto: Warm Apricot e Cool Rose

Sulla mia pelle giallo Minion ovviamente l’ideale è il Warm Apricot, che è quello che ho usato di più e che continuo a usare con soddisfazione.

Premetto che odorano entrambi di alcol, se la cosa può darvi fastidio non ve li consiglio, ma con gli utilizzi noto la cosa molto meno – non so se dipenda dall’abitudine o se effettivamente abbia perso il sentore col passare dei giorni. O forse il mio lungo naso è impazzito. Chi lo sa.

Baby Skin Warm Apricot

Warm Apricot

Pur essendo a base di silicone non sono – almeno su di me, che ho la pelle secca/mista – appiccicosi o fastidiosi. Non lasciano sulla pelle quella sensazione innaturale di alcuni primer (che può piacere, per carità). Si stendono super facilmente e si assorbono subito lasciando la pelle liscia e pronta per il trucco (l’effetto viene definito blur: ecco, a chi abusa di Photoshop nelle foto per il blog consiglio di abbandonare il fotoritocco becero in favore di questi due primer). Non è un effetto curativo, ci mancherebbe, ma creano una base ideale su cui stendere il fondotinta.

La cosa che ho apprezzato di più è il velo di colore che rilasciano. La pelle sembra davvero più luminosa, al punto che spesso non ho avuto il bisogno di mettere il fondotinta. Lo so, non ho grosse imperfezioni, ma di solito uso il fondo liquido o minerale per uniformare l’incarnato e attenuare i rossori. Col solo Warm Apricot e un po’ di correttore ho creato subito una base estiva perfetta (almeno per me), leggera e non soffocante.

Faccione

In questa foto ho la base minimal fatta con il Warm Apricot, un po’ di correttore (anche sul viso, non solo sulle occhiaie) e il blush. Come vedete non è una base perfetta (“flawless”) ma per l’estate mi va più che bene. In caso di eventi, matrimoni, cene di Stato, Golden Globe etc metto il fondotinta.

Quando ho avuto bisogno di un po’ più di coprenza ho steso un velo di fondotinta minerale e l’effetto è stato davvero piacevole, devo ammettere che non mi aspettavo una riuscita così buona. Per completezza l’ho provato anche sotto il fondotinta liquido e anche lì si è comportato bene, ma ammetto di preferirne l’utilizzo senza strati pesanti sopra, così da apprezzare l’effetto di luminosità che dà alla pelle. (Stiamo parlando sempre di cosmetici, eh, per me questi non sono prodotti di skincare, ma credo sia palese).

Baby Skin Cool Rose

Cool Rose

Anche di questi prodotti spero di fare una review più approfondita più avanti, dopo averli testati col caldo soffocante e tutte le belle situazioni estreme che ci regala l’estate: al momento Warm Apricot è tra i prodotti che sto amando di più in questo mese ed è stato davvero una bella scoperta.

Disclaimer: prodotti inviatimi a scopo valutativo + post sponsorizzato. Le opinioni espresse sono mie e mie solamente (se non contiamo le mie varie personalità che popolano la mia mente. Ma il Warm Apricot è piaciuto anche a loro, eh).

Maybelline Estate 2014

 


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[Win] Lush – Maisenza/Let The Good Times Roll (detergente per il viso)

Vi ho parlato spesso di Maisenza su questi lidi, ma non gli ho mai dedicato un intero post di deliri, lodi e descrizioni di visioni mistiche. Dato che è un prodotto che amo di un amore quasi pazzo forse è il caso di porre rimedio.

Partiamo dalle informazioni di base: si tratta di un detergente per il viso e per il corpo dalla consistenza simile a quella di un impasto per biscotti; per usarlo basta prenderne un pezzetto e bagnarlo con un po’ d’acqua per tramutarlo in crema. Io di solito ne metto un po’ sul palmo della mano, aggiungo un po’ d’acqua e con un dito mescolo il tutto. Ottenuta la consistenza che desidero spalmo il detergente sul viso e lo massaggio con le dita, soprattutto intorno al naso – dove si annidano i malefici punti neri.

Maisenza

Ok, ora basta ovvietà.

Dal primo utilizzo ho capito che quello con Maisenza sarebbe stato amore eterno, come quello di Ambra nei primi e tragici anni Novanta: prima di lui utilizzavo Erbalibera (vedi qui), che mi piaceva – sì – ma non era perfetto. Il principio era simile, un detergente solido da mischiare con l’acqua e spalmare sul viso, ma mentre Erbalibera non formava una crema omogenea e spesso si spiaccicava sul lavandino a pezzettoni, Maisenza a contatto con l’acqua diventa un vero e proprio detergente cremoso e leggermente scrubbante facilissimo da usare.

Oltre alla sua praticità, l’effetto istantaneo che ha sulla mia pelle è il motivo del mio folle amore. È uno di quei pochi casi in cui le scritte sul barattolino che contiene un prodotto non mentono: la pelle diventa davvero luminosa e morbida, vedo i punti neri minimizzarsi e per di più posso godere di un profumino delizioso di cheesecake. Ve lo dice una che detesta gli odori dolciastri: questo è divino.

La texture del prodotto (da bagnato) è leggermente granulosa, tutto merito della farina di mais. Io ho la pelle secca con zone miste (naso e zone limitrofe) e molto delicata (couperose, couperose everywhere!), eppure non l’ho mai trovato aggressivo. Dopo averlo usato la pelle non tira assolutamente, la sento morbida e liscia, perfettamente pulita. In alcuni periodi in cui era più secca e delicata l’ho usato saltuariamente, ma adesso che fa più caldo e non ho particolari problemi lo utilizzo ogni sera.

Maisenza2

L’unico difetto che gli trovo è nella fase del risciacquo, ogni tanto mi capita di non riuscire a rimuovere tutti i granelli dal viso e di ritrovarmeli dopo un po’, ma se ci faccio attenzione riesco a superare anche questo graaande ostacolo.

Nonostante sia privo di conservanti non sono mai arrivata al punto da doverlo buttare causa scadenza. Lo finisco sempre prima che scada (la data è riportata sul barattolo), e in caso contrario ho notato che supera tranquillamente il limite di qualche settimana. Se non vi fidate potete usarlo sul corpo per terminarlo in fretta, ma generalmente – ripeto – non ho mai avuto questo genere di disagi. L’ho perfino surgelato (quando pensavo di non trovarlo più nelle botteghe) e una volta scongelato non ho riscontrato alcun cambiamento nel prodotto, yei.

L’ho usato per tutto l’anno passato (annus domini 2013) dopo aver fatto scorte su scorte perché era uscito in edizione limitata per Natale 2012. A dicembre 2013 (o giù di lì) abbiamo avuto la bella notizia: Maisenza (o Let The Good Times Roll) sarebbe diventato un prodotto della linea permanente di Lush. Immagino che provi questo Meryl Streep quando ogni anno le comunicano di essere nominata agli Oscar: un senso di vittoria e di sicurezza che infonde grande felicità. Cavolate a parte, il fatto di averlo sempre disponibile è davvero una gran vittoria per la skincare di tantissssime persone.

Ormai lo sapete, lo consiglio praticamente a chiunque: chi ha la pelle ultra sensibile può usarlo ogni tanto, chi invece non ha particolari problemi potrà inserirlo nella propria skincare routine quotidiana traendone gran beneficio. Vi piace questo stile da Agenda dei Consigli 1964? a me no, ma vabe’.

Sono riuscita a farlo comprare a Fran di Being Cute Is Not a Crime – che snobbava Lush da secoli, figuratevi che l’ho dovuta trascinare nella bottega – e adesso anche lei non può farne a meno. MUHAHHA! Nessuno è al sicuro, una volta provato – vi assicuro – vi piacerà. (Ma con chi parlo? Tanto l’ha provato anche il coniglio di S., ne sono certa).

Finisco qui il mio fiume di deliri stucchevoli e vi domando: avete mai provato Maisenza aka Let The Good Times Roll? Che ve ne pare? Detestate Lush come fosse un dimonio o – come me – amate finanziare questo colosso cosmetico con inutili spese in bottega? Io non so come farò a Palermo senza quel profumoso negozio, ordinare online non è la stessa cosa – sigh.

Bacini rosa a voi.

Disclaimer breve che non ci ho tempo da perdere: prodotto acquistato da me, dichiarazioni d’amore sincere, no accordi con azienda, mammagari vi giuro, non mentirò, ah, Lush amami come io amo te! AMAMI! Cioa.


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Maybelline: Baby Lips [presentazione e prime impressioni]

Quando ho ricevuto i Baby Lips da testare credo di avere urlato Accipigna con la stessa carica virile di Tonio Cartonio. Devo dirlo, non mi aspettavo di trovare l’intera famiglia di balsami labbra che qualche mese fa mi aveva messa in seria difficoltà con uno dei suoi esponenti, Pink Punch.

Piuttosto che far finta di nulla e tentare di celare il mio torbido passato però proverò a presentarvi tutti e sei i lip-balm.

Una premessa: molti/e di voi sanno che spesso faccio attenzione agli ingredienti dei prodotti che uso (più che altro per la cura del viso e dei capelli, non per quanto riguarda il make-up). Questi prodotti non hanno un inci verde (anzi, contengono petrolatum, un ingrediente che su di me non ha grande potere idratante), ma come avevo deciso di provarne uno di mia spontanea volontà mesi fa ho ritenuto giusto provare anche questi che mi sono stati inviati per scrivere un post che fosse anche minimamente utile e che non si limitasse a ripetere a pappagallo cose già scritte in giro. Spero (ripeto!) possa essere utile a qualcuno, in caso contrario farò del mio meglio la prossima volta!

BabyLips_all

La famiglia dei Baby Lips è divisa a metà dal fattore colore. Metà di questi balsami rilasciano colore – parliamo di Pink Punch (al frutto della Passione), Cherry Kiss (alla ciliegia) e Peach Me (alla pesca) – l’altra metà invece segue un’integerrima linea di sobrietà promettendo idratazione e un SPF 20 – e qui abbiamo Hydrate (al lime), Intense Care (alla mandorla) e Mint Fresh (al mentolo, ovviamente).

Anche se al momento le mie labbra non sono così secche come quando provai per la prima volta Pink Punch, posso dire di non aver cambiato idea riguardo a questo esemplare: il colore non fa per me e si assorbe troppo in fretta per le mie labbra esigenti e rompiscatole. Dei suoi fratelli il più grazioso trovo che sia Cherry Kiss, e anche se su di me si vede poco posso modularlo con qualche passata. Anche Peach Me sulle mie labbra non si nota particolarmente, mentre su persone come la mia amica Euge (grande fan dei Baby Lips) sta davvero bene, pur rimanendo una sorta di nude. Come sempre il risultato varia moltissimo da persona a persona. Tutti e tre scorrono bene sulle labbra ma si assorbono velocemente, tenetene conto se – come me – avete la pelle secca o bevete poco o entrambe le cose.

Da sinistra: Peach Me, Cherry Kiss, Pink Punch

Per un target molto giovane trovo siano perfetti, magari per iniziare a giocare coi colori senza scioccare genitori e parenti. Magari avessi iniziato con loro e non con il gloss dorato che trovai nel Cioè in terza media.

Baby_trasparenti

Da sinistra: Mint Fresh, Hydrate e sotto Intense Care

Per quanto riguarda i balsami trasparenti quello che ho preferito è l’Intense Care alla mandorla: ha un profumo delicato e una consistenza che ricorda i classici burrocacao che tutte abbiamo usato nella nostra vita, soffice e piacevole. Al secondo posto metterei quello al lime (Hydrate), all’ultimo Mint Fresh: non amo la menta sulle labbra nonostante in passato sia stata grande fan della categoria balsami labbra aromatizzati. Questi ultimi due hanno una consistenza simile, idratante ma non burrosa. Tutti e tre hanno un SPF 20 davvero molto utile soprattutto per girare in città (in spiaggia userei qualcosa di più strong), e dal momento che si assorbono abbastanza in fretta si adattano bene alla stagione calda.

Dato che come balsami labbra cerco prodotti ancora più idratanti (ebbene sì) li ho usati come primer sotto rossetti opachi e molto secchi; li ho trovati efficaci per stendere bene il colore senza dover imprecare in varie lingue.

Vista la mia passata esperienza direi che questi lip-balm sono più gradevoli da usare in primavera/estate, quando la pelle è meno secca e le labbra sono meno esigenti. Se comprate solo prodotti a inci verde non posso consigliarveli, ma credo che questo lo sappiate già.

BabyLips_box

La scatola super colorata è opera dell’artista Nicolò Camaiora, che ispirandosi alla Pop Art ha creato un nuovo linguaggio, le Iconlips, con cui comunicare attraverso l’app dedicata su Facebook (la trovate qui). Ogni colore di Baby Lips ha ispirato queste nuove emoticon, come si vede in questo video. Io mi sento un po’ cresciuta per le emoticon ma l’idea di coniugare arte e make-up è sempre apprezzata.

Disclaimer: post sponsorizzato, le opinioni espresse sono del tutto personali et sincere.

Maybelline Estate 2014


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[Win] Antipodes: creme viso Vanilla Pod & Avocado Pear

È da un sacco di tempo che penso a come parlarvi di queste due creme per il viso di Antipodes, mi sembra sempre difficile snocciolare un concetto che potrei esprimere semplicemente con una parola: perfezione.

Prima di sbrodolarmi in stucchevoli dichiarazioni d’amore, però, proverò a essere un po’ più tecnica (già, credici).

Come forse saprete mi sono lamentata in lungo e in largo di quanto la mia pelle fosse diventata arida dopo il primo utilizzo del Clarisonic, mille anni fa (vi lascio qui e qui i miei post in merito). Non riuscivo a uscire da questo tunnel quando ho capito che l’unica cosa da fare era cambiare crema viso, soprattutto perché l’inverno era ormai cominciato e non avevo scuse per usare creme leggere o a rapido assorbimento.

Pacchetto di Ecco-Verde.it

Nel post dei preferiti del 2013 di Ale-Dotted Around  ho adocchiato la crema da notte di Antipodes, una marca naturale neo-zelandese ai miei occhi leggermente esosa. Prima di fiondarmi sul primo sito possibile per ordinarla ho fatto un breve sondaggio tra le mie altre amiche bloggerZZZ scoprendo che anche Beatrice di Strawberry Makeup bag la adora, mentre S. di Drama&Makeup ama la versione da giorno (cliccate sui loro nomi per leggere cos’hanno scritto in merito).

Crepi l’avarizia, le ho ordinate entrambe: avevo uno sconticino per il compleanno su Ecco-Verde e volevo davvero cambiare routine per la mia povera pelle del viso. Ma adesso andiamo con ordine.

Vanilla Pod – Hydrating Day Cream (Crema Idratante da Giorno)

Non usavo una crema così ricca, per il giorno, da circa duemila anni. Anzi, forse non l’avevo mai usata. Temevo fortemente che mi potesse dare fastidio al mattino prima di truccarmi, avevo il terrore di sentirla sul viso durante il giorno o che mi facesse sudare/implodere/adorare Alviero Martini e altre cose raccapriccianti. Niente di tutto ciò. Pur essendo una crema super idratante la mia pelle la assorbe relativamente in fretta: aspetto almeno un paio di minuti prima di truccarmi ma poi non mi dà alcun fastidio durante il giorno.

Ha un profumo a metà tra il dolce e l’agrumato (è un mix di vaniglia e mandarino), fresco abbastanza da risvegliare la pelle al mattino. Personalmente non è un tipo di fragranza che adoro, però non è fastidiosa, riesce davvero a svegliarmi (cosa non da poco, zzz).

Ciò che questa crema ha fatto, molto semplicemente, è stato reidratare la mia pelle. Renderla elastica, liscia e luminosa come desideravo da tempo. La cosa migliore che potessi fare, però, è stata usarla insieme alla versione da notte.

Avocado Pear – Nourishing Night Cream (Crema Notte Nutriente)

Non sono mai stata un’amante delle creme da notte, e ora ho capito che semplicemente non avevo mai trovato quella giusta. Questa ha una consistenza davvero ricca, quasi solida (quasi, eh, non pensate chissà che) che però si fonde benissimo con la pelle permettendo di fare un bel massaggio prima di assorbirsi. Ha un profumo non convenzionale, molto aromatico che – ravanando online – scopro essere di patchouli. Anche se non è nelle mie corde mi rilassa terribilmente. Direi però che è tutto l’insieme che fa della skincare notturna un momento rilassante e piacevole: il massaggio, il profumo, il fatto di sentire la pelle immediatamente lenita dopo lo struccaggio (a volte un po’ aggressivo, specie se uso salviettine o un detergente leggermente scrubbante).

Quando a orari improbabili della notte mi rendo conto di dovermi ancora struccare c’è il pensiero di questa crema a non farmi odiare l’annoso dovere che ho nei confronti della mia pelle. Lo definirei miracolo, non so voi.

Al mattino, quando mi sveglio, la pelle è elastica e ben idratata, al punto che se rimango a casa e non mi trucco dimentico pure di mettere la crema da giorno (e non casca il mondo, evidentemente non ne ho bisogno in quel momento).

La mia skincare invernale e primaverile con barattolini zozzi e sfocature non artistiche

Risultati Complessivi, prove insormontabili e altre cose sparse

La prova definitiva dell’efficacia di queste creme su di me è stato ricominciare a usare il Clarisonic (lo strumento demoniaco che mi aveva mandato in tilt la pelle rendendola arida) e scoprire che finalmente su di me non aveva più quell’effetto disastroso. Continuo a usarlo saltuariamente ma adesso so che dopo il suo utilizzo mi aspetta una crema bella ricca che è pronta a lenire i rossori provocati dalle setole reidratando la pelle. Le zone secche e screpolate poi sono un brutto e antico ricordo: non posso davvero che gioire spargendo coriandoli e petali di rose.

L’unico gigante difetto che trovo in queste creme, che per il resto amo teneramente, è il packaging. Detesto i barattolini per svariati motivi: non sono comodi da portare in viaggio perché oltre a essere pesanti sono di vetro e c’è il rischio che si sfracellino, e poi trovo poco igienico pucciare le dita nel barattolo (anche se ho le mani appena lavate qualcosa può sempre finirci dentro, come i pelucchi dell’asciugamano, un filo di polvere, una molecola malefica di una sostanza ignota che vaga nell’aere del mio bagno in quel momento).

Per quanto riguarda il prezzo (su Ecco-Verde €33,69 la Vanilla Pod e €40,29 l’Avocado Pear – ma quando ho fatto l’ordine io costavano il 10% in meno), so che possono sembrare delle creme esose, ma prima di comprarle ho notato che la quantità contenuta, 60ml, è superiore a svariate creme eco-bio in commercio; rispetto ad alcune sono di certo più care, rispetto ad altre invece addirittura più convenienti. Per me il costo è giustificato dalla qualità degli ingredienti davvero ottima (cito solo il miele di Manuka che è fenomenale); gli estratti contenuti non sono affatto banali in entrambe le creme e la formulazione, nel complesso, mi sembra efficace. In una parola, ripeto, le definisco perfette.

Ora che è sopraggiunta la stagione calda e rovente dovrò mettere da parte almeno l’Avocado Pear, spero che l’afa non le rovini ma credo che per preservarle le conserverò in frigo: temo che le temperature africane della mia città possano farle bollire e non ci tengo.

Se vi interessa comprarle, magari per l’autunno, si trovano online su Ecco-Verde e su Feelunique (sito britannico). Questi sono i siti che conosco e da cui ho comprato in passato senza problemi, probabilmente ce ne sono altri (come Amazon.co.uk).
A Milano le ho trovate all’Excelsior e al Sephora di Brian&Barry, se conoscete altri rivenditori fatemi sapere nei commenti o tramite piccione viaggiatore, purché vaccinato.

Mi scuso per il poema epico (neanche in rima) che ho scritto su queste creme, come vi avevo anticipato non è facile parlare brevemente di qualcosa che si ama alla follia. Se però – nonostante tutto questo ciarlare – ho dimenticato di dire qualcosa fatemi sapere, vi risponderò al più presto (io però non uso piccioni viaggiatori, sappiatelo).

Voi avete mai provato qualcosa di Antipodes? Io dopo l’estate prenderò il contorno occhi (aspetto di finire quello Weleda) ma mi tenta anche la maschera al miele di Manuka consigliato da molte bloggerZZZ tentatrici, qualcuno mi fermi.

Bacini rosei a voi, as usual.

Disclaimer: i prodotti citati sono stati acquistati da me, nessuno mi ha chiesto di scrivere questa review, i negozi citati non sanno di essere stati menzionati, nessun neo-zelandese è  stato coinvolto purtroppo nella stesura del post. No, nemmeno Russel Crowe (anche perché ormai è australiano. Un vecchio australiano, tra l’altro).

 

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